Gli spiriti dell’isola (2022): il potere distruttivo dell’incomunicabilità – Venezia ’79

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Gli spiriti dell'isola locandina

Gli spiriti dell’isola

Titolo originale: The Banshees of Inisherin

Anno: 2022

Nazione: Irlanda, Regno Unito, Usa

Genere: Drammatico

Casa di produzione: Blueprint Pictures (Graham Broadbent, Pete Czernin), Martin McDonagh

Distribuzione italiana: The Walt Disney Company Italia, Searchlight Pictures

Durata: 109′

Regia: Martin McDonagh

Sceneggiatura: Martin McDonagh

Fotografia: Ben Davis

Montaggio: Mikkel E.G. Nielsen

Musiche: Carter Burwell

Attori: Colin Farrell, Brendan Gleeson, Kerry Condon, Barry Keoghan

Trailer de Gli spiriti dell’isola

In concorso per il Leone d’oro alla 79. Mostra del Cinema di Venezia, il film è stato accolto dal pubblico in sala con dodici minuti di standing ovation. Il lungometraggio ha ottenuto il Premio Osella per la miglior sceneggiatura a Martin McDonagh e Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile a Colin Farrell. Esce nelle sale italiane il 2 febbraio 2023.

Trama de Gli spiriti dell’isola

Inisherin è una piccola isola irlandese, abitata da una ristretta comunità di uomini e donne. Siamo nel 1923 e, nonostante il frastuono della guerra civile che si combatte oltre mare, la vita procede nella noiosa consuetudine dei giorni tutti uguali. Il fulcro vitale della comunità è l’unico pub del paese, meta quotidiana di due amici di vecchia data. Ma un bel giorno, esattamente dall’inizio del film, Colm (Brendan Gleeson) si rifiuta di passare del tempo con Padraic (Colin Farrell): senza dare spiegazioni, lo evita al punto da non tollerare neppure gli rivolga la parola. Padraic non si dà pace e desidera più di ogni altra cosa conoscere il motivo di un rifiuto che lo fa soffrire. I due uomini sono molto diversi, è vero, ma fino al giorno prima erano sempre andati d’accordo. Cos’ha spinto Colm a prendere una decisione così repentina e distruttiva?

Scena del film Gli spiriti dell'isola (2022)
Scena del film Gli spiriti dell’isola (2022)

Recensione di Gli spiriti dell’isola

La narrazione ha il sapore di una parabola sul conflitto: mentre nella terra vicina si combatte la guerra civile a colpi di cannone, nell’immaginaria isola d’Inisherin (la pellicola è stata girata nelle isole di Achill e Inishmore, al largo della costa occidentale irlandese) si consuma una lotta fra due persone diverse e incompatibili. Padraic è un giovane sempliciotto che vive con la sorella Siobhan (Kerry Condon), un cavallo e un’asina; Colm è anziano, vive con il suo cane ed è un violinista. I due uomini condividono lo stesso paesaggio e la stessa solitudine, probabilmente anche lo stesso bisogno di socialità e infatti per anni, alle due in punto, Padraic passa a prendere l’amico per andare poi insieme al pub, a bere birra e fare due chiacchiere.

Ma la diversità, a lungo andare, indispone Colm. A innervosirlo è anche una ritualità monotona che improvvisamente gli appare priva di senso: fa i conti con il tempo perso a parlare di niente e con quello invece che potrebbe impiegare per suonare e comporre canzoni nuove al violino. Lo travolge l’angoscia di concludere la sua vita senza lasciare alcun segno della propria esistenza e sente l’urgenza di coltivare un talento anziché perdersi nelle chiacchiere inutili di un amico con cui non ha nulla da condividere. Per Padraic non funziona così: il suo tempo trascorso al pub con Colm è un tempo sacrosanto. Per niente al mondo è disposto ad accettare il distacco dell’amico: innanzitutto perché non capisce le sue motivazioni e poi perché gli sembra un atteggiamento surreale, contro natura.

Scena del film Gli spiriti dell'isola (2022)
Scena del film Gli spiriti dell’isola (2022)

Difficile dire chi tra i due sia mentalmente più disturbato, anche se una sera, dopo svariate pinte, riescono casualmente a sostenere un confronto. Colm vuole lasciare qualcosa di sé prima di abbandonare il pianeta Terra: non avremmo Mozart o Beethoven se i due artisti non avessero dedicato tempo e volontà al loro talento. Colm vuole essere ricordato, dopo la morte, per aver donato qualcosa di buono all’umanità e le chiacchiere al pub di certo non aiutano a dare un senso alla propria vita. Padraic è costernato, non comprende i riferimenti artistici dell’amico: lui, personalmente, non ricorda né Mozart né Beethoven. Anzi, non sa neppure chi siano. Ricorda però la gentilezza dei suoi genitori, che non ci sono più; e ricorderà le cure amorevoli della sorella che, tra l’altro, tenta invano di riconciliare i due mentecatti.

La riflessione sul senso dell’esistenza e sul valore delle relazioni lascia allo spettatore l’onere della conclusione, mentre l’incomunicabilità tra i due personaggi divampa in un conflitto rocambolesco, a tratti comico e a tratti tragico e violento. Oltre alla follia, l’ingrediente esplosivo del conflitto è l’ignoranza relazionale, da non confondere con l’ingenuità di Padraic. L’ingenuità conferisce a Padraic una dolcezza commovente quando, tra un cucchiaio e l’altro di minestra, chiede a Siobhan “Sono noioso?” E la sorella risponde “Non sei noioso. Sei gentile”. Ma l’ignoranza chiude tutti i fronti al dialogo, ossida le coscienze in un individualismo definitivo, trasforma il dolore della perdita nell’arma letale della vendetta.

Colm è disposto a perdere le dita delle mani, e quindi la sua arte, pur di tenere alla larga Padraic che, a sua volta, è disposto a perdere l’ingenuità e la gentilezza pur di punire Colm. Siobhan invece è una donna che legge e vince tutto. E’ l’unica in quell’isola a intuire l’esistenza di un orizzonte più ampio da esplorare e, nonostante la minaccia della guerra, sarà l’unica a salvarsi dal senso di morte che soffia continuo sulla costiera frastagliata.

Scena del film Gli spiriti dell'isola (2022)
Scena del film Gli spiriti dell’isola (2022)

In conclusione

Martin McDonagh in questo film gioca bene tutte le sue carte, a partire da una sceneggiatura densa e non scontata in grado di toccare temi profondi e complessi con giuste dosi d’ironia e tensione. Sul casting va sul sicuro e ripropone la coppia Farrell-Gleeson d’In Bruges, catapultandola in una spettacolare isola-che-non-c’è. I paesaggi mozzafiato dell’Irlanda sono poi magistralmente rappresentati dalla fotografia del fedele Ben Davis. Facile immaginare l’imbarazzo della giuria per l’assegnazione del Leone d’oro.

Note positive

  • sceneggiatura
  • dialoghi
  • casting
  • fotografia

Note negative

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Lorena Tumari
Lorena Tumari
Articoli: 11

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