Hannibal (2013): l’estetica del male

Hannibal (2013): l'estetica del male 1

Hannibal

Titolo originale: Hannibal

Anno: 2013

Paese: USA

Genere: Drammatico

Produzione: Gaumont International Television

Distribuzione: NBC

Ideatore: Bryan Fuller

Stagione: 1

Puntate: 13

Attori: Mads Mikkelsen, Hugh Dancy, Caroline Dhavernas, Laurence Fishburne, Hettienne Park, Aaron Abrams, Gillian Anderson, Lara Jean Chorostecki

Trailer della prima stagione di Hannibal

Hannibal è una serie televisiva statunitense drammatica, ideata da Bryan Fuller per il network NBC, con protagonisti Mads Mikkelsen e Hugh Dancy, basata sui romanzi di Thomas Harris e andata in onda dal 2013 al 2015. La serie, nonostante le numerose recensioni positive dei critici e un gran numero di fan appassionati, venne cancellata per i bassi ascolti e gli alti costi di produzione, e furono così prodotte solo tre stagioni.

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Foto promozionale di Hannibal

Trama di Hannibal

Will Graham è un professore presso l’accademia dell’FBI, da cui viene chiamato per il suo talento di profiler dalle doti straordinarie. Egli, infatti, sa immedesimarsi nella mente dei killer come nessun altro grazie anche alla sua profonda empatia. Queste capacità d’immedesimazione però, a lungo andare, saranno anche la sua condanna, poiché lo porteranno ad avere danni a livello cerebrale e sociale, non riuscendo più a distinguere la realtà. Tentando di mantenere intatta la sua psiche, verrà affiancato dall’illustre psichiatra Hannibal Lecter, dietro la cui mente geniale si cela un volto macabro e pericoloso. Questi due uomini incredibili e disturbati, accomunati dallo studio delle menti, inizieranno a instaurare un legame davvero fuori dal comune.

Recensione di Hannibal

Primo adattamento televisivo della famosa storia del cannibale e assassino seriale Hannibal Lecter, l’ideatore Bryan Fuller prende ispirazione dai film popolari dedicati al personaggio, come il più famoso Il silenzio dagli innocenti, ma allo stesso tempo da questi pone delle distanze, accorciandole invece rispetto al romanzo, da cui però si prende parecchie libertà. In questo prodotto le vicende narrate avvengono cronologicamente prima rispetto a quelle del celebre film, e il trattamento dei personaggi, lo stile e l’estetica si differenziano abbastanza dalle opere cinematografiche.

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Foto promozionale di Mads Mikkelsen per Hannibal

Hannibal Lecter è qui dipinto come un uomo dalle capacità straordinarie: intelligente, affascinante, psichiatra di successo, appassionato e di talento in praticamente tutte le arti; egli disegna, compone musica e scrive. Ma ciò che lo contraddistingue più di tutto è il suo talento da chef di lusso. La cucina è il suo mondo prediletto, laddove avviene la magia, o forse è corretto aggiungere, l’incubo.

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Mads Mikkelsen in Hannibal

Bryan Fuller estrae da questo personaggio la sua passione per l’arte, la bellezza e l’estetica, e se ne appropria per creare uno dei prodotti più interessanti e ben realizzati degli ultimi anni: la cura di ogni dettaglio, della regia, della fotografia e dell’estetica della serie quasi maniacale, la rende un prodotto di alto livello cinematografico (e proprio questo fu il motivo degli alti costi di produzione e quindi della conseguente cancellazione). L’intricata psicologia di ogni personaggio è perfettamente riflessa in ogni inquadratura, nella cura della fotografia dai colori freddi e desaturati, dalle luci e ombre che illuminano creando un’atmosfera quasi costantemente onirica, confondendo lo spettatore rispetto alla veridicità di quello che sta guardando, mettendo in dubbio se ciò che sta vedendo è un sogno o il normale scorrere degli eventi narrati, esattamente come accadrà a Will Graham nella prima stagione.

Ma l’estetica è anche nella violenza che viene rappresentata: essa è raramente mostrata in modo esplicito e nell’azione vera e propria, se non in alcuni casi in cui è simbolico e funzionale alla narrazione. Essa è piuttosto mostrata nelle sue fasi successive, quando i corpi diventano opere artistiche plasmate dalla mano di Hannibal Lecter. Egli è sì un criminale, ma allo stesso tempo un uomo dal gusto impeccabile e attento alle apparenze; i suoi efferati omicidi diventano delle opere da ammirare per la loro macabra bellezza. Perché qui il male, per quanto messo in risalto nella sua pericolosità, senza mai fare a meno dei dettagli più inquietanti, viene reso affascinante agli occhi del pubblico, poiché la mente dietro a quei crimini non appartiene a un soggetto qualunque. Hannibal Lecter è un super uomo dalle capacità non comuni, un essere superiore a tutti gli altri, e per questo non può fare altro che ritenere gli uomini come sue prede poco meritevoli di vivere; “Mangiare i maleducati”, questo è il suo motto. L’unico modo per rendere utili quegli altri esseri umani non alla sua altezza è trasformarli in piatti di alta cucina.

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Mads Mikkelsen in Hannibal

Il sangue, il corpo martoriato, pugnalato e seviziato, diventa parte integrante del tessuto estetico della narrazione, qualcosa da ammirare nonostante il grottesco, contribuendo così ad assottigliare la moralità dello spettatore. E’ quello che avviene lentamente di puntata in puntata; se inizialmente lo spettatore verrà coinvolto negli eventi dal punto di vista del bene, rappresentato da Will Graham, e conoscerà il male di Hannibal Lecter, la linea divisoria tra questi due punti di vista diverrà sempre più sottile, sino a scomparire e a rendere tutto un caos morale, venendo così sospeso il giudizio. Il rapporto tra i due diventerà sempre più centrale nel corso della serie, trasformandosi in un’attrazione fatale e magnetica, interessante per la sua psicologia e per il modo in cui essa è rappresentata.

La prima stagione nei suoi primissimi episodi trae quasi in inganno: la scrittura appare quasi essere quella di un banale poliziesco, in cui in ogni puntata si presenta un caso da risolvere. Con un ritmo lento ma via via sempre più incalzante, la serie rivela la sua vera natura, nonché la volontà di esporre nel suo modo così teatrale e austero, questa creatura indecifrabile e malvagia che rappresenta Hannibal Lecter, e che in questa stagione rivela alcuni dei suoi lati oscuri (i quali nelle stagioni successive verranno accuratamente approfonditi); il suo modo di amare e di vedere il mondo, il suo essere manipolatore e calcolatore, e come non possa fare a meno di esserlo.

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Una scena della prima stagione di Hannibal

Will Graham all’inizio pare essere il protagonista assoluto della serie, e in effetti lo si può considerare tale: sarà lui a portare lo spettatore dentro la narrazione e, per buona parte delle puntate, vedremo gli eventi filtrati dal suo punto di vista, attraverso la sua figura impareremo a conoscere colui che padroneggia realmente tutto, il vero protagonista. Ed è proprio il punto di vista di Will a brillare come punta di diamante della serie: la sua potente empatia e le sue doti immaginative, che lo rendono capace d’immedesimarsi completamente nella mente criminale, è ciò che lo rende un essere al limite del soprannaturale e per questo estremamente interessante, come per il dottor Lecter anche per lo spettatore. È in effetti una caratteristica di cui devono essere dotati gli investigatori, ovvero la capacità di empatizzare con le menti più psicotiche per poterne comprendere le azioni e le motivazioni; l’empatia però può essere sia una dote che un’arma pericolosa. Ed è con questa arma che Will verrà trafitto più volte, finendo intrappolato in una delle menti più pericolose e affascinanti mai state scritte: quella di Hannibal Lecter.

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Hugh Dancy in Hannibal

La psicologia di ogni personaggio della serie è ben tratteggiata, tutti sono illuminati da luci e oscurati da ombre imponenti; nessuno è completamente buono o cattivo, ma perennemente in sosta in una zona grigia.

Una serie assolutamente da recuperare per la cura con cui è stata creata, per il godimento estetico che se ne trae, per il totale coinvolgimento che crea nello spettatore, per la scrittura interessante e per la recitazione impeccabile di tutti gli attori, in particolare Mads Mikkelsen e Hugh Dancy, legati da una chimica che buca letteralmente lo schermo.

Note positive

  • Cura estetica
  • Regia ispirata
  • Sceneggiatura ben scritta
  • Ottima recitazione

Note negative

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