The 100 (2014): Il ritorno dell’umanità sulla terra

The 100 prima stagione recensione serie tv

The 100 – Prima stagione

Titolo originale: The 100

Anno: 2014

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: azione, drammatico, distopico, post apocalittico, fantascienza, avventura, dramma adolescenziale

Produzione: CBS Television Studios, Warner Bros. Television, Alloy Entertainment

Distribuzione italiana: Premium Action

Ideatore: Jason Rothenberg

Stagione: 1

Puntate: 13

Attori: Eliza Taylor, Henry Ian Cusick, Paige Turco, Thomas McDonell, Eli Goree, Bob Morley, Marie Avgeropoulos, Devon Bostick, Christopher Larkin, Isaiah Washington,Lindsey Morgan

Trailer della prima stagione di The 100

Trama di The 100 – Prima stagione

Siamo nel 2149 e da ben novantasette anni ciò che resta della razza umana vive all’interno di una stazione spaziale l’Arca, una struttura composta da dodici stazioni spaziali che si trovavano già in orbita nel momento dell’esplosione nucleare del 2052, causata da una guerra, che ha reso la vita sul pianeta terra inabitabile dato che l’intero ambiente è divenuto radioattivo. La vita sull’arca non è semplice ed è scandita da severe leggi imposte sia per mantenere l’ordine sia per mantenere un certo numero massimo di abitanti nella struttura, infatti anche i colpevoli di piccoli crimini vengono espulsi dalla astronave una volta compiuti i 18 anni. Ora però l’Arca sta morendo rapidamente e la popolazione umana rischia di estinguersi, così il Cancelliere e i membri del consiglio decidono di spedire dei delinquenti minorenni sul suolo terreste per verificare se la vita sul pianeta è nuovamente abitabile. Tra i detenuti inviati sulla Terra c’è Clarke Griffin, figlia di Abigail, un membro del consiglio, e Wells Jaha figlio del cancelliere. I giovani però ci troveranno davanti qualcosa d’inaspettato che complicherà i piani di salvezza della loro razza.

Fotogramma della 1x01 di The 100
Fotogramma della 1×01 di The 100

Recensione di The 100 – Prima stagione

Liberamente tratta dall’omonima serie fantasy distopica letteraria di Kass Morgan, la prima stagione di The 100 si dimostra come un teen drama fantascientifico d’avventura che richiama, pur con le dovute originalità e divergenze, la serie Hbo Lost, uscita due anni prima, e il romanzo cult del 1954 Il Signore delle Mosche di William Golding, ma cosa hanno in comune questi prodotti con la serie di Jason Rothenberg?

  1. Lost mostra un gruppo d’individui che sono precipitati con l’areo su un isola misteriosa e apparentemente desertica, ma solo apparentemente, poiché Jack, Hugo, Said e gli altri si rendono conto, fin dalla prima stagione, di non essere da soli su quel luogo; infatti facciamo la conoscenza di Rosseau e dei misteriosi “Altri”, che non sembrano essere così pacifici verso in nuovi arrivati. All’incirca è quello che avviene anche in The 100. Fin dall’incipit infatti vediamo i nostri adolescenti precipitare sul suolo terrestre, scoprendo che questo è si abitabile ma non privo di pericoli, a causa di una misteriosa presenza di “Altri”, denominati in seguito come “Terrestri”, che mostrano un atteggiamento non amichevole nei loro confronti. La divergenza principale è che gli eventi tra i ragazzi e i Terrestri si svolgono con maggior (e forse troppa) rapidità di quanto non avviene tra i protagonisti di Lost e gli Altri, dove la storia si prende più tempo e più stagioni per esplorare questo conflitto, sviscerando meglio i personaggi.
  2. Il signore delle Mosche si svolge nel mezzo di una misteriosa guerra nucleare e mostra un gruppo di adolescenti, che precipitano con un areo in mare. Qui i giovani abbandonati da qualsiasi adulto dovranno cercare di auto – organizzarsi e governarsi con regole precise per sopravvivere. All’incirca questa è la trama delle prime puntate, in special modo, di The 100 dove il gruppo deve provare a sopravvivere con le proprie forze e senza cibo tentando di formare delle regole sociali per vivere in armonia, ma ovviamente i giovani rischiano in maniera evidente di cadere dentro comportamenti barbarici che vengono frenati soltanto dalla protagonista Clarke che deve fronteggiare il giovane Bellamy e John Murphy che scelgono una strada divergente da quella imposta dalla missione: salvare la razza umana, preferendone una più egoistica, salvarsi e non terminare più in prigione.

Asserire che questa serie si poggia narrativamente parlando su due pietre fondanti della cultura pop non deve essere vista come una critica a The 100 che ha indubbiamente dei suoi pregi riuscendo a presentare allo spettatore un mondo distopico interessante e ben narrato con dei personaggi più o meno interessanti, su tutti spiccano ovviamente i due leader Clarke e Bellamy che appaiono come i due veri protagonisti della serie adolescenziale. I due sono indubbiamente una coppia ben costruita e fondata sugli opposti poiché se Clarke si dimostra come un individuo altruista e che pensa al bene collettivo ecco che Bellamy, soprattutto nella prima metà di stagione, appare piuttosto individualistico e ogni suo atteggiamento appare mosso dal bisogno di proteggere l’unica persona che ama, ovvero la sorella Octavia. Questa dicotomia tra Clarke e Bellamy però nel lungo andare nelle puntante svanisce, anche grazie a un arco di trasformazione interessante, seppur fin troppo repentino, del personaggio interpretato da Bob Morley, che nell’ultima puntata mostra per la prima volta un moto di altruismo. Oltre ai due protagonisti la serie funziona grazie al suo ritmo sostenuto e alla divisione narrativa degli eventi dove assistiamo spesso e volentieri, all’interno di un unica puntata, varie storie creando una narrazione frammentata ma interessante, infatti ci viene mostrato ciò che avviene nell’accampamento, poi vediamo i giovani durante le loro spedizioni esterne al campo e le vicende degli abitanti dell’Arca, che cercano di comprendere se la vita sulla Terra è possibile oppure no e contemporaneamente devono riuscire a evitare le lotte interne di potere.

Bellamy e Octavia nella prima stagione di The 100
Bellamy e Octavia nella prima stagione di The 100

The 100 ovviamente non è una serie perfetta seppur godibile a causa di alcune scelte narrative discutibili da basso teen drama, soprattutto nella creazione del triangolo amoroso poco convincente come quello che si viene a sviluppare tra Clarke, Finn e Raven. Altra problematica è l’eccessiva velocità degli eventi che toglie alla storia qualsiasi possibilità tematica, a causa di una sceneggiatura che va al 100 all’ora e che fatica ad approfondire i personaggi come questi meriterebbero, inoltre altra sbavatura risiede nelle interpretazioni degli attori che sono appena sufficienti e non riescono a incidere molto a livello emozionale.

In conclusione The 100 è un teen drama d’avventura – romantico – fantascientifico che sa intrattenere e se volete vedere una serie tv non impegnata, questa prima stagione fa al caso vostro, se poi amate anche l’azione questo può essere il prodotto che fa per voi.

Note positive

  • Ritmo narrativo sostenuto anche grazie al fatto che vengono mostrate più storie all’interno di un unica puntata.
  • La costruzione dei personaggi: Clarke e Bellamy

Note negative

  • Interpretazione attoriale
  • Storia d’amore poco interessante

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