
I profumi di Madame Walberg
Titolo originale: Les Parfums
Anno: 2019
Nazione: Francia
Genere: Commedia
Casa di produzione: Les Films Velvet, France 3 Cinéma, France Télévisions, OCS, Ciné+, Région Grand Est, La Région Île-de-France, Centre National du Cinéma et de l’Image Animée, Indéfilms 7, Pyramide Distribution
Distribuzione italiana: Satine Film
Durata: 100 minuti
Regia: Grégory Magne
Sceneggiatura: Grégory Magne
Produttori: Frédéric Jouve, Marie Lecoq
Fotografia: Thomas Rames
Montaggio: Beatrice Herminie, Gwen Mallauran
Musiche: Gaëtan Roussel
Attori: Emmanuelle Devos, Grégory Montel, Zelie Rixhon, Sergi López, Gustave Kervern, Pauline Moulène, Lisa Perrio
Trailer di “I profumi di Madame Walberg”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
“I profumi di Madame Walberg” è il secondo lungometraggio del regista e sceneggiatore francese Grégory Magne, dopo il suo esordio cinematografico con “L’Air de rien” nel 2012.
Specialista nei racconti per la televisione, Magne torna sul grande schermo con una storia originale, ispirata non solo al mestiere dei profumieri, ma anche al rapporto che questi professionisti instaurano con il mondo e con le persone—a cui il regista ha sempre dedicato particolare attenzione.
Il film, presentato in anteprima al Saint-Jean-de-Luz International Film Festival, arriverà nelle sale italiane il 10 giugno 2021.
“Ero circondato da una folla di persone e un profumo familiare ha catturato la mia attenzione. Il mio primo istinto è stato cercare la persona che lo indossava. Mi è venuto da chiedermi come potesse essere la vita di una persona con il senso dell’olfatto sviluppato rispetto a quello di una persona normale e come questa abilità potesse influenzare le sue relazioni sociali, le sue emozioni o il suo carattere. Tutto questo mi ha portato alla creazione di un personaggio e di una sfida per la scrittura e per la regia: catturare gli odori sullo schermo. È così che è nata Anne Walberg.”
Grégory Magne, regista de I profumi di Madame Walberg
Trama di “I profumi di Madame Walberg”
Anne Walberg (Emmanuelle Devos) è una delle più raffinate creatrici di profumi, responsabile di fragranze iconiche come J’Adore di Christian Dior. È una maga, capace di trasformare ogni odore in una “nota” e di riconoscerla tra mille altre.
Se nel lavoro è impeccabile, nella vita privata non ha mai trovato la stessa meticolosità che l’ambito professionale le ha insegnato. Almeno fino a quando il suo destino si intreccia con quello di Guillaume Favre (Grégory Montel), il suo autista.
Recensione di “I profumi di Madame Walberg”
Il cineasta francese Grégory Magne torna a scommettere sulla commedia—dopo il suo esordio con “L’Air de rien” nel 2012—per portare sul grande schermo una storia nata da una sua curiosità personale: come interagiscono i profumieri con il resto del mondo, considerando il loro sviluppatissimo senso dell’olfatto?
Da questa premessa prende vita “I profumi di Madame Walberg”, che vede nel cast una delle più acclamate attrici francesi, Emmanuelle Devos (Anne Walberg), affiancata da Grégory Montel (Guillaume Favre), noto per la serie Netflix “Chiami il mio agente”.
Sia Emmanuelle Devos (“Dove non ho mai abitato”, “Il re e la regina”, “Sulle mie labbra”) sia Grégory Montel (“Les Chiens Aboient”, “L’ultima ora”, “La soif de vivre”) danno vita a due protagonisti che si evolvono insieme, intrecciando i loro conflitti personali in una storia ricca di momenti di comicità tipicamente francese, ma caratterizzata anche da un dramma raccontato con estrema finezza.
Da un lato c’è Anne Walberg: donna di carattere forte, solitaria, introversa, poco empatica e alquanto diva, prigioniera di se stessa. Sebbene sia una profumiera straordinaria, capace di creare armoniche sinfonie di note olfattive, fatica a bilanciare la vita personale con quella professionale, al punto da dipendere da altre persone—come la sua agente Jeanne e Guillaume—per mantenere un contatto autentico con il resto del mondo. Anne, un “naso” acuto, giudica e interagisce con gli altri esclusivamente attraverso gli odori.
Dall’altra parte, Guillaume Favre è l’opposto assoluto di Anne. Ha bisogno di lavorare per guadagnare abbastanza e permettersi un appartamento più grande rispetto al monolocale in cui vive, tutto per ottenere la tutela legale della figlia Léa e rafforzare il loro legame.
Spontaneo, estroverso, un po’ maldestro ma determinato, Guillaume diventa l’autista di Anne—ma anche l’unico a non aver paura di sfidarla apertamente di fronte alla sua rigidità e dispotismo. Sono proprio queste caratteristiche ad affascinare Anne, impedendole di tenerlo a distanza.
“I profumi di Madame Walberg” è dunque il racconto di un rapporto tra due opposti che, tra scontri e riconciliazioni, trovano nelle loro differenze una ricchezza e una crescita personale—un perfetto equilibrio di essenze, proprio come accade nelle migliori fragranze.
Questa “contaminazione” tra i due protagonisti permette di esplorare la solitudine in cui spesso ci troviamo nella vita, ma anche di riflettere sulle relazioni umane e su come queste possano trasformarsi in vere amicizie. Il successo, i rapporti tra padre e figlia, il valore delle esperienze e le paure legate alla realtà e alle proprie capacità sono altri temi che emergono in questo film delicato e raffinato.
“Non siamo solo odori. Lo sa questo, no?”
Guillaume (Grégory Montel) cit. I profumi di Madame Walberg
Leggerezza con profondità
Le produzioni audiovisive che hanno esplorato il mondo dei profumi, degli aromi e delle fragranze sono poche. Tra queste, impossibile non citare l’agghiacciante “Profumo – Storia di un assassino“ (2006), diretto dal tedesco Tom Tykwer. Un film a cavallo tra crime e dramma, che utilizza il tema olfattivo per raccontare una storia di ambizione e ossessione sfrenata e mortale. Il suo protagonista, Jean-Baptiste Grenouille, possiede un olfatto straordinariamente sviluppato, proprio come Anne.
La grande differenza, però, è che la protagonista di “I profumi di Madame Walberg” è una profumiera di talento che, sebbene abbia un certo ego dovuto al successo ottenuto con marchi prestigiosi come Dior, limita la sua “fissazione” per gli odori esclusivamente al modo in cui interagisce con il mondo e con se stessa.
L’aspetto più apprezzabile—e innovativo—del film è l’accurata rappresentazione della professione dei profumieri e il modo in cui Grégory Magne riesce a tradurre sullo schermo uno dei sensi più complessi da rappresentare visivamente: l’olfatto. In questo senso, il film è un’ulteriore dimostrazione del potere del racconto visivo e della forza narrativa intrinseca alle immagini—linguaggio per eccellenza del cinema.
Questo risultato è merito della regia di Magne, attenta ai gesti e alle espressioni degli attori, ma anche della sua scrittura, che costruisce dialoghi mirati e capaci di trasmettere descrizioni precise degli aromi raccontati. A questo si aggiunge la consulenza di esperti del settore, che ha supportato il cineasta e Emmanuelle Devos nella preparazione del film. Tra questi, il profumiere Jean Jacques, della Maison Caron, e Christine Nagel, uno dei “nasi” più influenti in Francia, creatrice di fragranze per Hermès, Lancôme, Dior e Guerlain.
Grazie a questa meticolosa ricerca, lo spettatore (proprio come Guillaume nel film) riesce a immaginare e quasi percepire gli aromi che Anne crea, scoprendo nuovi mondi, viaggiando attraverso i ricordi e imparando ad apprezzare quei piccoli dettagli che danno forma ai legami umani.
Nonostante un ritmo che può apparire lento a causa della semplicità narrativa, e alcune mancanze nella sceneggiatura (come l’assenza di un background più approfondito per i personaggi), il film riesce a raggiungere il suo obiettivo: offrire quasi due ore di sano e rilassante intrattenimento, ideale per chi cerca un lungometraggio leggero ma mai superficiale.
Oltre alla bellezza della fotografia—che regala autentiche cartoline della campagna francese—e a una colonna sonora coinvolgente, il film evita con intelligenza le soluzioni più prevedibili. Non si rifugia nel solito rapporto romantico tra uomo e donna, né affronta direttamente le dinamiche di classe sociale, evitando così cliché in cui sarebbe stato facile scivolare.
“I profumi di Madame Walberg” è la giusta fusione tra commedia e dramma, un film che sceglie la strada della semplicità e della nitidezza per raccontare una storia vicina alla realtà, capace di far riflettere sulla vita stessa. Si presenta come una fragranza cinematografica delicata e raffinata, perfetta da indossare ogni giorno—soprattutto nei momenti in cui si ha bisogno di un po’ di leggerezza.
“Dopo aver recitato in questo film, in parte girato in Alsazia che ho scoperto e che ho tanto apprezzato, ho iniziato a prestare molta più attenzione a quello che “annuso”: lì un po’ di pino, là un po’ di muschio o di terra…”
Emmanuelle Devos (Anne Walberg in I profumi di Madame Walberg)
In conclusione
I profumi di Madame Walberg è una commedia delicata che esplora il valore delle relazioni umane attraverso la sensibilità olfattiva. Con una narrazione raffinata e una regia attenta ai dettagli, il film offre un racconto originale che intreccia solitudine, amicizia e la ricerca di autenticità.
Note positive
- L’idea e il suo sviluppo nella sceneggiatura. Informazioni e dettagli accurati sul mestiere dei profumieri.
- Interpretazioni, specialmente quella di Grégory Montel.
- Musica coinvolgente.
Note negative
- Il suo ritmo potrebbe sembrare lento e piatto dovuto alla mancanza di snodi narrativi di impatto, ciò che rende il racconto poco movimentato.
- Mancanza di un background chiaro e sostanzioso sui personaggi.
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| Colonna sonora e sonoro |
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4.0
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