I Simpson – Prima stagione (1989). La famiglia disfunzionale americana di fine anni ’80

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Trailer de I Simpson – Prima stagione

Informazioni sulla serie e dove vederla in streaming

La prima stagione de I Simpson occupa un posto speciale nella storia della televisione americana e non solo, segnando l’inizio di un fenomeno culturale che ha affascinato il pubblico per oltre decenni e che sembra non poter terminare mai. I Simpson nascono dalla mente del fumettista Matt Groening. L’idea della serie satirica sociale e politica prende vita quando, in un momento di particolare ispirazione nella metà degli anni ‘80, Groening, già famoso per la sua striscia a fumetti intitolata “Life in Hell”, incontra il produttore televisivo James L. Brooks, noto per aver realizzato gli show “The Mary Tyler Moore Show” e “Taxi”.

Brooks stava cercando di sviluppare una serie di cortometraggi animati da inserire nel suo popolare show “The Tracey Ullman Show”. Nella sua ricerca, incontra Matt Groening mentre quest’ultimo si reca alla FX con l’intenzione di proporre un adattamento televisivo di “Life in Hell”. Tuttavia, quando Groening si rende conto che avrebbe perso i diritti di pubblicazione della storia, improvvisa su due piedi e crea un altra narrazione. Mentre si trova nella sala d’attesa dell’ufficio di Brooks, inventa i Simpson e disegna i personaggi principali basandoli sulla sua stessa famiglia, dai nomi dei genitori Homer e Marge Groening. L’unico personaggio con un nome non tratto dalla famiglia Groening è Bart, che si rifà all’anagramma della parola “brat” (monello in inglese).

Così, nasce la famiglia Simpson con i suoi personaggi principali: Homer, un padre un po’ goffo ma amorevole; Marge, una madre paziente; Bart, un ragazzino scapestrato; Lisa, una bambina intelligente e impegnata; e la piccola Maggie. Questi personaggi diventano rapidamente iconici, riflettendo le dinamiche familiari in modo satirico e umoristico.

Tuttavia, i Simpson non nacquero direttamente come serie televisiva. Inizialmente, i personaggi presero vita all’interno di una serie di cortometraggi trasmessi per tre stagioni, dal 1987 al 1989, all’interno del “The Tracey Ullman Show”. Grazie all’enorme successo ottenuto, nel 1989, i cortometraggi si trasformarono in una serie a sé stante intitolata “I Simpson”, diventando uno dei programmi televisivi più duraturi e amati nella storia. La serie è diventata famosa per la sua satira sociale, l’umorismo intelligente e i personaggi indimenticabili, consolidando il suo status come una delle sitcom animate più iconiche di tutti i tempi. La prima stagione è andata in onda negli Stati Uniti dal 17 dicembre 1989 al 13 maggio 1990 su FX, mentre in Italia ha debuttato il 24 dicembre 1991 su Canale 5.

Trama de I Simpson – Prima stagione

Homer Simpson è il capofamiglia di una classica famiglia americana semi-disfunzionale. Lavora presso la Centrale Nucleare di Springfield, una mansione che gli permette di sostenere la sua famiglia. Quest’ultima è composta dalla moglie e casalinga Marge, dai tre figli: la piccola Maggie Simpson, sempre con il suo ciuccio in bocca; Lisa, una bambina intelligente di nove anni appassionata di blues; e infine Bart, il monello della quarta elementare sempre incline a creare guai. Nel corso della serie, seguiamo le disavventure e la quotidianità della famiglia, tra problemi coniugali, disciplinari e interiori.

Frame deSimpsons Roasting on an Open Fire"(Un natale da cani) - I Simpson
Frame deSimpsons Roasting on an Open Fire”(Un natale da cani) – I Simpson

Recensione de I Simpson – Prima stagione

I tredici episodi che compongono la prima stagione ci conducono attraverso il mondo di Springfield, presentandoci numerosi personaggi che ruotano attorno alla famiglia Simpson. La stagione appare come una sorta di work in progress, un prodotto narrativo che modifica il suo focus di puntata in puntata per trovare la giusta linea editoriale. La stagione si apre con una venatura alquanto triste, toccando toni marcatamente drammatici, dove la risata è proprio l’ultima cosa che possiamo provare. Ci troviamo immersi in una sorta di dramma familiare in cui la commozione è l’elemento di forza. La puntata che dà il via alla serie, “Un Natale da cani”, non ha niente di ironico e ci presenta il dramma di una famiglia che, nonostante il lavoro, non ha la possibilità economica di donare ai propri figli un Natale come si meriterebbero. Homer, difatti, non può offrire niente per Natale alla sua famiglia, ma, come un bravo padre di famiglia, cercherà in tutti i modi un modo per donare la magia del Natale ai suoi figlia e a sua moglie. La storia che apre le danze parla di famiglia e di come l’amore genitoriale e familiare sia l’elemento più importante di tutti. I disegni, che ci presentano i nostri personaggi con colorazioni gialle, possiedono un tratto non dettagliato ma marcatamente sfumato, con tinte buie e cupe che ci immergono in un clima di disagio familiare. L’elemento del dramma familiare, nonostante qualche breccia d’ironia riscontrabile dalla seconda puntata, fa breccia in tutta la prima parte della serie TV, in particolare in episodi come “L’odissea di Homer”, “Lisa sogna il blues” e “Nati per essere sfrenati”. L’episodio “Lisa sogna il blues” è uno dei momenti più alti dell’intera stagione, con una storia incentrata su Lisa e i suoi problemi d’umore e generazionali, un episodio pieno di fascino che introduce uno dei personaggi più iconici, Gengive Sanguinanti Murphy. Man mano che la serie procede, possiamo trovare episodi più in linea con la serie che abbiamo conosciuto negli anni ‘90, con il suo stile più da commedia, abilmente unito a elementi drammatici e di critica sociale. I primi episodi di questa stagione, invece, possiedono solo l’elemento di critica sociale, che viene messo dinanzi a tutto, anche all’ironia.

Questa prima stagione può essere considerata come un lavoro di ricerca dell’identità del progetto, in cui gli sceneggiatori sperimentano per trovare le giuste coordinate dello show, sia in ottica di genere che in ottica di costruzione dei personaggi. Per chi conosce già la serie, può essere interessante osservare come alcuni personaggi e luoghi abbiano subito profondi cambiamenti nel corso della storia. Un esempio evidente è il bar e il personaggio di Moe Syzlak (Boe in Italia), oltre alla caratterizzazione di Ned Flanders, molto divergente dal cristiano cattolico che conosciamo grazie all’influenza di Harry Shearer. Ned è presentato come un uomo alquanto arrogante, che funge da contraltare dei Simpson, dove quest’ultimo è un brav’uomo che fa fatica ad andare avanti. La famiglia Flanders nel primo episodio è rappresentata come una sorta di spacconi che si vantano di ciò che hanno, deridendo i Simpson. Va detto che, all’interno di questa stagione, Ned è un personaggio piuttosto marginale, comparendo solo in due puntate, senza avere un ruolo di reale spessore. Altre divergenze includono l’assenza di Grattachecca e Fichetto, che appaiono nei corti dei Simpson e nell’episodio “Amara casa mia” in questa prima stagione, ma senza avere un ruolo di primo piano e senza che il loro nome sia effettivamente menzionato nello show, apparendo solo come un mero intrattenimento animato di poco conto. Altri personaggi divergenti in questo primo arco narrativo, sono Martin Prince e Milhouse. Quest’ultimo ha un ruolo molto marginale, apparendo come un personaggio non approfondito e non caratterizzato, così come Ralph che non mostra ancora la sua futura “problematicità intellettiva” che lo caratterizzerà nel proseguo.

La stagione mostra ulteriori indizi di essere un work in progress attraverso il personaggio del cane dei Simpson, “Piccolo Aiutante di Babbo Natale”, che appare nel primo episodio natalizio ma è assente nella maggior parte degli altri episodi. Ciò può far pensare che l’episodio natalizio sia stato realizzato successivamente e solo in seguito sia stato deciso di inserirlo come primo episodio. Questa potrebbe essere una spiegazione per la mancanza del cane nella maggior parte degli episodi, sebbene possa anche essere considerato come un’oversight narrativo. Un altro elemento interessante in questa prima stagione è la sigla, diventata l’emblema dei Simpson, con la straordinaria musica composta da Danny Elfman, che è diventata un’iconica melodia. È importante notare che questa prima stagione presenta una sigla con un’animazione meno dettagliata e alcune sequenze divergenti rispetto a quelle delle stagioni successive, come la gang del cartello del Bus, con personaggi successivamente sostituiti nella sigla della seconda stagione.

La caratterizzazione dei personaggi principali

Nella prima stagione de I Simpson, Homer Simpson è presentato come un patriarca amabile e pasticcione della famiglia. La sua rappresentazione è quella di una figura paterna benintenzionata, ma spesso goffa e sprovveduta. Homer è noto per il suo amore sfrenato per il cibo, il suo caratteristico tormentone “D’oh!” e le sue continue disavventure. La sua rabbia esplosiva, particolarmente diretta nei confronti del figlio Bart, è un tratto distintivo del personaggio. Il carattere di Homer è caratterizzato da una sorta di innocenza infantile, a tratti di stupidità, e da una capacità di trovare gioia nelle cose più semplici. Nonostante i suoi difetti, il cuore di Homer è sempre al posto giusto, il che contribuisce a renderlo un personaggio simpatico e accattivante all’interno della serie. È interessante notare l’evoluzione del personaggio durante la stagione. Inizialmente, Homer è un semplice operaio presso la Centrale Nucleare di Springfield. Tuttavia, dopo gli eventi narrati nell’episodio “L’Odissea di Omero” (1×03), viene promosso a ispettore della sicurezza presso la centrale nucleare, ruolo che manterrà per il resto della serie televisiva.

Marge Simpson, moglie di Homer, è ritratta come la voce della ragione nella famiglia Simpson. Nel corso della prima stagione, emerge come una madre paziente e premurosa che cerca costantemente di mantenere la pace nel caos della vita familiare. La sua iconica acconciatura ad alveare blu è diventata un tratto distintivo del personaggio, e la sua natura materna è evidente in ogni episodio. Marge svolge il ruolo di collante che tiene unita la famiglia Simpson. La sua presenza costante offre sostegno e guida ai membri della famiglia, cercando di tenere insieme le peculiari personalità dei suoi familiari. Il personaggio di Marge rappresenta la forza e la resilienza di una figura materna, e il suo ruolo è fondamentale nel rendere la famiglia funzionale nonostante le numerose stramberie degli altri membri. La sua pazienza e dedizione alla famiglia la rendono un personaggio amato all’interno della serie, contribuendo a definire il nucleo familiare dei Simpson. La sua influenza e il suo ruolo chiave nella dinamica familiare saranno ulteriormente esplorati nelle stagioni successive.

Bart Simpson, il figlio maggiore della famiglia, emerge come il dispettoso combinaguai della dinamica familiare. La sua natura ribelle, gli scherzi e il famoso tormentone “Ciucciami il Calzino” lo rendono un personaggio distintivo all’interno della serie. Bart è spesso considerato la pecora nera della famiglia, coinvolgendosi costantemente in situazioni problematiche a scuola e sfidando l’autorità. Nonostante la sua inclinazione a mettersi nei guai, Bart possiede un cuore d’oro. Nel corso della serie, si sviluppa un lato più profondo del suo personaggio, dove impara lezioni preziose e mostra la sua vulnerabilità. La sua figura rappresenta lo spirito della gioventù, desideroso di liberarsi dalle norme della società e spesso in conflitto con le aspettative adulte. La relazione di Bart con la sua famiglia, in particolare con Homer, viene ulteriormente esplorata, evidenziando dinamiche familiari tipiche dell’adolescenza. La complessità di Bart come personaggio evolve nel tempo, portando a una rappresentazione più approfondita delle sfide e delle esperienze adolescenziali.

Lisa Simpson, la figlia di mezzo, si presenta come un personaggio intelligente e talentuoso all’interno della famiglia. La sua identità è forgiata dalla sua passione per l’apprendimento, la maestria nel suonare il sassofono e il suo profondo attivismo. Lisa assume il ruolo di voce della ragione e della coscienza sociale all’interno della famiglia Simpson. L’amore di Lisa per il sapere e la sua abilità musicale con il sassofono la distinguono come un individuo eclettico. Il suo personaggio è spesso visto come la bussola morale della famiglia, poiché si impegna a mettere in discussione le norme sociali e a lottare per ciò in cui crede. Lisa è un’idealista, desiderosa di fare la differenza nel mondo e portare avanti valori di giustizia e compassione. Nel corso della serie, Lisa affronta varie sfide e sviluppa una profondità emotiva che contribuisce alla complessità del suo personaggio. La sua crescita personale, le sue aspirazioni intellettuali e il suo ruolo di attivista forniscono spunti narrativi significativi che arricchiscono la trama complessiva dello show. La dinamica tra Lisa e gli altri membri della famiglia, in particolare con Bart, offre momenti comici e toccanti che rendono il personaggio di Lisa una componente fondamentale della serie.

Maggie Simpson, la più giovane dei membri della famiglia, è un personaggio che, nonostante la sua tenera età, contribuisce in modo significativo alla dinamica comica dello show. La sua partecipazione a situazioni umoristiche e inaspettate offre uno spaccato di comicità che coinvolge il pubblico attraverso il suo carisma unico. La caratteristica iconica di Maggie è il suo ciuccio, che diventa una sorta di segno distintivo del personaggio. La sua capacità di comunicare attraverso gesti e espressioni facciali, nonostante la sua incapacità di parlare, aggiunge un elemento di tenerezza e dolcezza allo spettacolo. Maggie diventa così una sorta di osservatrice silenziosa delle vicissitudini della famiglia Simpson, contribuendo al contempo a momenti comici e adorabili. La presenza di Maggie nel nucleo familiare offre anche un tocco di innocenza, ricordando al pubblico le gioie e le sfide dell’infanzia. Il suo personaggio, seppur limitato nelle interazioni verbali, riesce a trasmettere emozioni e ad aggiungere un elemento di freschezza alla complessità della famiglia Simpson.

Gengive Sanguinanti Murphy in Lisa sogna il Blues - I Simpson
Gengive Sanguinanti Murphy in Lisa sogna il Blues – I Simpson

In conclusione

La prima stagione dei Simpson mostra una fase di esplorazione e definizione dell’identità dello show, caratterizzata dalla sperimentazione di toni narrativi e dalla presentazione di personaggi ancora in via di sviluppo. Il suo contributo all’evoluzione della serie e dei personaggi nel corso delle stagioni successive diventa evidente attraverso l’analisi retrospettiva.

Note positive

  • La prima stagione dei Simpson ha innovato il panorama televisivo introducendo una famiglia animata con elementi comici e drammatici. La combinazione di umorismo intelligente, satira sociale e momenti emotivi ha reso lo show unico nel suo genere.
  • ur con alcune divergenze rispetto alle successive stagioni, la caratterizzazione iniziale dei personaggi principali è stata efficace. Homer come il padre pasticcione, Marge come la madre paziente, Bart come il ribelle, Lisa come la voce della ragione e Maggie come l’adorabile neonata hanno fornito una base solida per la serie.
  • La stagione ha prodotto episodi iconici come “Lisa sogna il blues”. Questi episodi hanno contribuito a definire il tono e lo stile della serie, diventando memorabili per il pubblico.

Note negative

  • La transizione da episodi più drammatici a episodi più comici potrebbe dare la sensazione di una mancanza di coesione nel tono complessivo della stagione.
  • La non presenza di Piccolo Aiutante di Babbo Natale nella maggior parte dellle puntate
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