Il colpevole – The Guilty (2018): ad ogni squillo di telefono aumenta la tensione

Recensione del thriller danese Il colpevole - The Guilty (2018) diretto da Gustav Möller. Un film in cui il telefono è il vero protagonista.

Condividi su
poster The Guilty

Il colpevole – The Guilty

Titolo originale: Den skyldige

Anno: 2018

Paese di produzione: Danimarca

Genere: Thriller

Regia: Gustav Möller

Sceneggiatura: Gustav Möller, Emil Nygaard Albertsen

Montaggio: Carla Luffe Heintzelmann

Fotografia: Jasper Spanning

Musiche: Carl Coleman, Caspar Hesselager

Durata: 85 min.

Produzione: Nordisk Film / SPRING, Nordisk Film Production, Det Danske Filminstitut

Distribuzione: BiM Distribuzione, Movies Inspired

Attori: Jakob Cedergren, Jakob Ulrik Lohmann

https://youtu.be/kBcOzGSx_lc
Trailer ita del film Il colpevole – The Guilty

Trama del film Il colpevole – The Guilty

Asger Holm è un agente di polizia momentaneamente relegato a rispondere al numero d’emergenza del centralino. A causa di un problema al lavoro è in attesa del processo che stabilirà il futuro della sua carriera. Tra le varie chiamate che arrivano al 112, viene attratto da un’emergenza particolare: una donna dice di essere stata rapita e l’uomo con cui si trova è molto pericoloso. Tuttavia le cose sono molto più complicate di come sembrano.

Chi c’è insieme a lei? La persona che è con lei sa che ci ha chiamato?

Cit. Asger HolmIl colpevole

Recensione del film Il colpevole – The Guilty

Il colpevole – The Guilty è un film del 2018 diretto dall’esordiente Gustav Möller. Questo lungometraggio, che ha come colonna portante un ottimo script, rientra in quel filone di opere cinematografiche nella quale la vicenda si svolge in un unico posto e attraverso il telefono. Tra le pellicole più recenti della categoria ricordo Buried – Sepolto (2010, di Rodrigo Cortés) e Locke (2013, di Steven Knight). The Guilty si piazza, con queste due opere, nel podio dei migliori film, dove il filo conduttore è il mezzo telefonico. E il luogo è solo uno: in Buried, la zona di sepoltura, ossia la bara; in Locke, l’automobile; in Il colpevole, appunto, il centralino del pronto intervento.

Möller è stato premiato come migliore regista esordiente allo Seattle International Film Festival 2018, vincendo anche come migliore sceneggiatura insieme a Emil Nygaard Albertsen al Torino Film Festival 2018. Mentre Jacob Cedergren, sempre al Torino Film Festival 2018, ha ottenuto il premio come migliore attore.

La sceneggiatura gioca un ruolo di primaria importanza in questo film orientato alla suspense, dove l’ambientazione è solo il comando del pronto intervento. Il colpevole si basa su un caso di rapimento e omicidio seguito da un operatore del 112, il quale si prende a cuore la complessa situazione rimanendo al centralino oltre il proprio orario di lavoro. I dialoghi che intercorrono tra Asger e la donna presumibilmente rapita sono essenziali e avvincenti. Le scene trasmettono l’ansia che il protagonista sta vivendo, la sua frustrazione e la determinazione di volere risolvere il caso a tutti i costi, ma impedito perché bloccato in una stanza. I telefoni squillano incessantemente e ad ogni risposta l’apprensione si fa più intensa. Ormai tutte le energie di Asger sono concentrate su questo misterioso avvenimento che ad ogni “pronto” palesa un indizio in più. L’opera di Möller infatti è un thriller in cui la verità viene fuori pezzo per pezzo, molto lentamente, tenendo incollato lo spettatore allo schermo che aspetta con trepidazione la telefonata della donna.  Il “tuuu-tu-tuuu” ripetuto, in attesa che la centrale di polizia risponda per mandare sul posto una volante, e gli atteggiamenti apprensivi dell’ex poliziotto confluiscono in maniera efficace a determinare quella sensazione di pathos tipica delle tragedie.  The Guilty è uno di quei film caratterizzati da un concentrato dialogico che ammazza il tempo. E in questo caso, gli 85 minuti vengono polverizzati.

Note positive

  • Coinvolgimento
  • Sceneggiatura
  • Finale

Note negative

  • Colonna sonora
Condividi su
Adriano Maganuco
Adriano Maganuco

Appassionato di cinematografia, consegue la laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e comunicazione multimediale all'Università degli Studi di Catania. Nel 2016 fonda il blog "il Cinema a modo mio".