Il maestro giardiniere (2022). La conclusione della trilogia di Paul Schrader

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Trailer de Il maestro giardiniere

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Presentato fuori concorso alla 79esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il 3 settembre 2022, “Il maestro giardiniere” rappresenta la conclusione di una trilogia tematica, non pianificata inizialmente, del regista Paul Schrader. Questa trilogia cinematografica ha preso avvio nel 2017 con “First Reformed – La creazione a rischio” e si è proseguita con “Il collezionista di carte” nel 2021. Come i precedenti capitoli, “Il maestro giardiniere” esplora la tematica di un individuo solitario, confinato in una stanza, che attende un cambiamento mentre affronta il proprio passato, celando le proprie emozioni dietro il lavoro. Questa trilogia, seppur autonoma, radica le sue fondamenta nelle origini del regista nel mondo del cinema, risalenti alla sceneggiatura del film Taxi Driver diretto da Martin Scorsese nel 1976. Schrader ha dichiarato riguardo a questo tipo di personaggio solitario: “Il personaggio si è evoluto inizialmente con Taxi Driver (1976), come sviluppo dell’eroe esistenziale della narrativa europea“. Ogni capitolo di questa trilogia si concentra su un individuo in piena crisi esistenziale, conducendo una vita solitaria e nascostosi dietro la propria occupazione, che sia un reverendo, un giocatore di carte o, nel caso de “Il maestro giardiniere”, un esperto di giardinaggio.

Come molti film girati nel periodo compreso tra il 2020 e il 2022, la pandemia di Covid-19 ha influenzato notevolmente la produzione di “Master Gardene”. Originariamente programmato per essere girato in Australia, il lockdown ha costretto la produzione a spostare le riprese in Louisiana. Nonostante gli ostacoli dovuti alla necessità di girare in un periodo precedente alla stagione di massima fioritura, questa situazione ha portato ad alcuni vantaggi inattesi. La maestosa tenuta di Gracewood, protagonista nel film, è stata ricreata combinando le immagini di due ex piantagioni, Greenwood e Rosedown, entrambe trasformate in giardini botanici. Dopo essere stata presentata alla 79esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, la pellicola ha debuttato nei cinema americani il 19 maggio 2023, mentre in Italia è stata distribuita a partire dal 14 novembre 2023 da Movies Inspired.

Trama de Il maestro giardiniere

Narvel Roth (interpretato da Joel Edgerton) trascorre le sue giornate curando con dedizione la sontuosa tenuta di Gracewood, di proprietà della ricca vedova Haverhill (Sigourney Weaver). Il suo principale pensiero è rivolto nel rendere il giardino splendido per il galà di beneficenza imminente… Almeno finché la signora Haverhill non lo incarica di prendere come apprendista sua nipote Maya (Quintessa Swindell), giovane problematica e inquieta, rimasta orfana. L’uomo accetta la sfida con la speranza di ispirare la ventenne turbolenta. Se le sue giornate sono dense di attività nei rigogliosi giardini, le serate di Narvel spesso trascorrono in compagnia della signora Haverhill, di cui è anche l’amante occasionale. In un gesto di generosità, la vedova promette a Narvel che, dopo la sua scomparsa, lui continuerà a ricevere assistenza e a lavorare come giardiniere a Gracewood. Tuttavia, nonostante la sua abitudine nel pianificare la sua intera giornata, le notti di Narvel sono tormentate da ricordi travolgenti di un passato ben diverso. In precedenza, aveva lavorato per i suprematisti bianchi, compiendo atti violenti su ordine di un individuo noto come il Vecchio. I tatuaggi razzisti che adornano il suo corpo sono una costante e dolorosa reminiscenza di quel periodo intriso di odio. In un gesto di compassione o forse di attrazione, la signora Haverhill aveva accolto Narvel sotto il suo tetto molti anni prima, dopo che lui aveva tradito i suoi ex compagni e si era unito al programma di protezione dei testimoni. Mentre Maya, ignara del passato razzista di Narvel, apprende il mestiere, si lega sempre di più al suo mentore, suscitando l’inquietudine della signora Haverhill. Narvel cerca di riconciliare le due donne, ma il suo tentativo fallisce e Maya, turbata, si rifugia nel suo tormentato passato. Sarà Narvel a dover tentare di salvare Maya, mettendo a rischio la sua identità segreta. 

Foto dal set di Il maestro giardiniere
Foto dal set di Il maestro giardiniere

Recensione di Il maestro giardiniere

Il film “Il maestro giardiniere” è una storia di redenzione, un viaggio verso la rinascita dopo un passato oscuro e violento. Paul Schrader esplora il tema dell’uomo solo in una stanza in modo stratificato, seguendo tre personaggi diversi, ognuno con le proprie battaglie interiori. Narvel Roth (interpretato da Joel Edgerton) è un uomo solitario e tormentato, connesso idealmente ai protagonisti dei precedenti film di Schrader, “First Reformed – La creazione a rischio” e “Il collezionista di carte“. Come Ernst Toller e William “Tell” Tillich, Narvel vive una vita meticolosa e ordinata segnata da una rigida routine, creata per evitare di affrontare l’oscurità e la malvagità che hanno segnato gran parte della sua esistenza. I suoi tormenti interiori emergono nelle notti attraverso sogni oscuri, quando l’emotività prende il sopravvento sulla ragione. Prima di diventare un giardiniere, Narvel era coinvolto in attività violente come killer per una banda nazista, eseguendo ordini per il “Vecchio” e lasciando dietro di sé una lunga serie di omicidi che ne hanno segnato la vita. Nonostante il suo passato, Narvel cerca di reinventarsi, costruendo una barriera emotiva che lo isola dagli altri, con l’eccezione di due figure femminili: Norma Haverhill, la proprietaria di Gracewood Gardens, e sua nipote Maya Core, interpretata con maestria da Quintessa Swindell, che riscono a scardinare il suo muro interiore.

Insieme a Narvel, sono proprio questi due personaggi che incarnano l’idea dell’uomo solo in una stanza, ciascuno costruendo le proprie prigioni emotive. Norma, anziana donna che ha allontanato tutto e tutti da sé nel corso della vita, appare come un individuo forte e deciso, ma in realtà nasconde una profonda fragilità interiore. Il suo passato tormentato continua a influenzare la sua esistenza, e nonostante cerchi la redenzione cercando di aiutare la giovane Maya affidandola alle cure di Narvel, il peso dei suoi trascorsi familiari la spinge a respingere gli altri, ad eccezzione, in parte di Narvel. Tra lei e il giardiniere si sviluppa uno strano legame sentimentale, una relazione basata sul potere che permette loro di togliersi di tanto in tanto la maschera e di mostrarsi per ciò che sono veramente.

Maya emerge come il terzo personaggio fondamentale che riflette il concetto dell’uomo in solitudine. È una giovane che lotta con le ferite profonde del suo passato: la scomparsa del padre a causa della droga e la morte della madre. Inevitabilmente coinvolta in un mondo di vizi e spaccio di droga, Maya si trova intrappolata in un ciclo difficile da interrompere, fatto di cattive e pericolose amicizie. È qui che entra in gioco Narvel, un individuo che ha affrontato un passato altrettanto oscuro, offrendole un rapporto di scambio umano che va oltre il semplice insegnamento. Il percorso di rinascita spirituale di Maya è guidato da Narvel, mentre quest’ultimo impara ad accettare il proprio passato e ad affrontare le conseguenze delle sue azioni attraverso il rapporto con la giovane donna. Una scena particolarmente intensa mostra i due completamente nudi, mentre Maya osserva con dolore e tensione i tatuaggi carichi d’odio sul corpo di Norton Rupplea, il vero nome di Narvel. È un corpo che porta i segni indelebili di un passato difficile da accettare e riconciliare.

La storia risulta avvolgente fin dai primissimi minuti, intessendo un dialogo onnipresente tra i pensieri di Norton, narratoci attraverso metafore a tema floreale e di giardinaggio. La pellicola si muove lentamente nel presentarci i singoli personaggi, divenendo nel corso dello svolgimento narrativo sempre più interessante, sopratutto riguardo al protagonista Narvel che scopriamo lentamente attraverso alcuni flashback e attraverso alcuni dialoghi che l’uomo intesse con alcuni personaggi tra cui Norma e l’agente federale a lui assegnato. L’abilità della sceneggiatura è quella di averci descritto i personaggi con estrema cura, senza lasciare niente realmente a caso. Evidente risulta l’attenzione che è stata posta al background di ogni singolo carattere messo in scena, entro una triade su cui si basa l’intera pellicola. 

Paul Schrader

Si parte dal giardinaggio, come Il collezionista di carte parte dal gioco d’azzardo. Mi sono chiesto: perché questo giardiniere è così isolato da tutti? Da lì ho pensato al programma protezione testimoni, e di nuovo una domanda: perché è nel programma? Così l’idea si è trasformata ed è diventata quella di un assassino al soldo dei suprematisti bianchi. Con queste domande il suo isolamento è diventato del tutto comprensibile. Come gli dice il suo agente, non si libererà mai da questa ombra, che indossa ogni giorno sulla propria pelle sotto forma di tatuaggi,

A differenza dei due film precedenti del regista, che esplorano una visione simile, ‘Il maestro giardiniere’ presenta una prospettiva più ottimistica, evitando un’immersione nell’oscurità dell’odio. Narvel e Maya, pur rischiando di essere trascinati in un vortice oscuro, trovano invece la redenzione e una rinascita interiore, un tema centrale della pellicola, contrariamente alla figura di Norma che non possiede un vero arco di trasformazione. Narvel e Maya sbocciano come fiori, scoprendo nuove sfaccettature della propria natura e una connessione interiore. Il film abilmente racconta i personaggi sfruttando la storia dell’altro, creando una struttura in cui a volte Maya funge da mentore per Narvel e viceversa.

Fotogramma di Joel Edgerton, Quintessa Swindell in Il maestro giardiniere
Fotogramma di Joel Edgerton, Quintessa Swindell in Il maestro giardiniere

In conclusione

“Il maestro giardiniere” si distingue per la sua narrazione intricata e per la profonda evoluzione dei suoi personaggi, offrendo uno sguardo ottimistico sulla possibilità di redenzione e rinascita personale, nonostante alcuni punti della trama possano risultare complessi da seguire e la caratterizzazione di alcuni personaggi potrebbe risultare meno incisiva rispetto agli altri.

Note Positive:

  • “Il maestro giardiniere” offre una storia coinvolgente sulla redenzione e la rinascita interiore dei personaggi.
  • La cura nella descrizione dei personaggi e del loro background rende la narrazione avvincente, evidenziando il dialogo costante tra i pensieri di Narvel e il mondo floreale.
  • L’evoluzione dei protagonisti risulta interessante e offre una prospettiva ottimistica sulla crescita personale.

Note Negative:

  • La struttura narrativa può risultare complessa, richiedendo attenzione per cogliere appieno le relazioni tra i personaggi.
  • La caratterizzazione della redenzione potrebbe risultare meno evidente per il personaggio di Norma, in contrasto con la chiara evoluzione di Narvel e Maya.
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 890

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