Il programma del 22° Florence Korea Film Festival 2024

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Dal 21 al 30 marzo si terrà la 22ª edizione del Florence Korea Film Festival, l’evento italiano per eccellenza che celebra il cinema coreano. Quest’anno, il Festival si svolgerà sia presso il Cinema La Compagnia, sia online su MyMovies e Più Compagnia, offrendo un programma ricco e variegato con importanti ospiti d’onore e numerose pellicole. Il programma include 86 film (30 lungometraggi e 56 cortometraggi), 5 masterclass, un concerto speciale, focus sui webtoon – L’era dei webtoon in coesistenza con i video – e gli anni ’60 in Corea del Sud, oltre ai successi al botteghino e alle novità del cinema indipendente coreano. In chiusura al Teatro Verdi si esibirà il compositore Jung Jae-il, autore di iconiche colonne sonore.

Novità dell’edizione 2024 è il focus sul cinema coreano degli anni Sessanta, momento storico di cambiamento importante per la storia e le arti del paese asiatico. Per ripercorrere il meglio del cinema del passato, il festival presenta in programma cinque film, tracce simboliche di un percorso da intraprendere per leggere la società quotidiana. Memorie del secondo dopoguerra, a cominciare da “Aimless Bullet” di Yu Hyun-mok (1961), pellicola che rivela le difficoltà della società coreana del dopoguerra, attraverso la storia di una famiglia umile che vive una vita di stenti; ancora “Mist” di Kim Soo-yong (1967), storia di difficoltà e amori, con protagonista Yun Gi-jun, che ha evitato la leva e ha una malattia ai polmoni, costretto a fuggire per un futuro migliore. Il thriller “The Devil’s Stairway” di Lee Man-hee (1964) accenna a un genere fortunato nei decenni successivi, con una storia che intreccia drammi sentimentali a nefandezze di cui l’uomo si mostra capace. Il film drammatico “Mother and a Guest” di Shin Sang-ok (1961) racconta ancora di dilemmi familiari, che si scontrano con il passato, in una casa nota come “casa delle vedove”. Infine, la firma di un grande regista come Kim Kee-duk in “The North and South” (1965) riporta sullo schermo il tema della guerra e del rapporto tra Corea del Nord e del Sud, in una vicenda che vede protagonisti un maggiore dell’esercito e sua moglie.

Il festival è stato concepito ed è guidato da Riccardo Gelli, membro dell’associazione Taegukgi, con il prezioso contributo di numerose istituzioni e enti. Tra questi, si segnalano la Fondazione Sistema Toscana, la Regione Toscana, la Città Metropolitana di Firenze, il Comune di Firenze, la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, il KOFIC – Korean Film Council, l’Ambasciata della Repubblica della Corea e l’Istituto Culturale della Corea. Anche per l’edizione attuale, il festival continua a ricevere il sostegno fondamentale del Consorzio Vino Chianti Classico. Inoltre, è importante evidenziare il coinvolgimento di altre realtà come l’azienda vinicola Arrighi, nota per i suoi vini bianchi prodotti nell’incantevole contesto dell’Isola d’Elba, situata all’interno del suggestivo Parco dell’Arcipelago Toscano. Il festival può inoltre contare sull’appoggio del Grand Hotel Baglioni – Carattere Toscano Hotels & Resorts e dell’Hotel Helvetia & Bristol Firenze – Starhotels Collezione. Questo ampio coinvolgimento di istituzioni, enti e aziende evidenzia l’importanza e il prestigio del festival, che riesce così a creare una piattaforma culturale e cinematografica di rilievo internazionale. La collaborazione tra soggetti diversi contribuisce alla promozione della cultura cinematografica coreana e alla valorizzazione del territorio toscano, offrendo al pubblico un’esperienza unica e arricchente.

Il direttore artistico Riccardo Gelli:

“Siamo felici di ospitare anche quest’anno al Florence Korea Film Fest i protagonisti tra i più importanti attori e registi del cinema sudcoreano oggi uno dei mercati cinematografici più importanti al mondo. Quest’anno ancora di più si rafforzano i rapporti tra i due paesi, per i 140 anni delle relazioni tra Italia e Corea. Nel programma di quest’anno continua l’onda lunga di Parasite, di cui ospiteremo uno degli attori Song Kang-ho, e di Squid Game, con la star Lee Byung-hun. Non solo cinema ma anche arte e musica con il concerto del compositore Jung Jae-il e la mostra sul fenomeno dei Webtoon. Siamo contenti e orgogliosi di questa edizione, non vediamo l’ora di partire”.
La conferenza stampa

Apertura e chiusura

Il festival si aprirà con la serata inaugurale il giovedì 21 marzo alle ore 20.30, con la proiezione di “Concrete Utopia”, il thriller diretto da Um Tae-hwa. Il film, campione d’incassi in patria e terzo film più visto nell’anno precedente, sarà presentato dal regista stesso, che sarà ospite e sarà presente in sala per l’occasione. La trama ci trasporta immediatamente nella città di Seul, colpita da un violento terremoto durante la notte. Mentre la città è ridotta in macerie, gli Imperial Palace Apartments rimangono intatti, trasformandosi in un campo di battaglia per la sopravvivenza tra cittadini disperati.

A chiudere la rassegna, il giovedì 28 marzo alle ore 20.30, ci sarà la proiezione del film “Sleep” diretto da Jason Yu. Il protagonista del film è Lee Sun-kyun, noto anche per il suo ruolo in “Parasite”. Questo sarà il suo ultimo lavoro prima della prematura e tragica scomparsa. Nel film interpreta Hyun-su, un uomo all’oscuro dei pericoli che, con ironia e dolcezza, riesce a trovare un equilibrio perfetto tra la tensione della minaccia e la normalità della vita domestica quotidiana.

A concludere il Festival ci sarà il concerto del compositore Jung Jae-il, autore delle musiche del film premio Oscar “Parasite” e della serie tv “Squid Game”, sarà uno degli eventi speciali di questa edizione del Florence Korea Film Fest, sabato 30 marzo al Teatro Verdi alle ore 21, in collaborazione con l’Istituto Culturale Coreano a Roma. Il musicista sarà accompagnato dall’Orchestra da Camera Fiorentina e da tre musicisti tradizionali coreani: Choi Young-hoon, Kim Ji-young e Kim Ki-wook. Si tratta di un concerto imperdibile per gli amanti del cinema e della musica. Jung Jae-il, nato nel 1982, è un musicista poliedrico che spazia tra diversi generi e stili, dal classico al jazz, dal pop al rock, dal folk al rap. Apprezzato anche dal famoso musicista e compositore Ryūichi Sakamoto, tra le sue opere più celebri spiccano proprio le musiche di “Parasite”, il film di Bong Joon-ho.

Jung Jae-il ha creato una colonna sonora originale e suggestiva, che mescola elementi classici, elettronici e minimalisti, sottolineando le tensioni e le contraddizioni della storia. Altrettanto apprezzate sono state le musiche di “Squid Game”, la serie tv di Netflix che ha conquistato il pubblico di tutto il mondo. In questa serie, Jung Jae-il ha composto una colonna sonora che alterna momenti di tensione, dramma, ironia e nostalgia, utilizzando strumenti come il pianoforte, il violino, il flauto e il sintetizzatore. Tra i brani più noti si ricorda “Fly Me to the Moon”, una reinterpretazione del classico di Frank Sinatra, che diventa la sigla della serie.

Concrete Utopia - Immagine film d'apertura
Concrete Utopia – Immagine film d’apertura

Le Masterclass

L’edizione 2024 del festival vede come protagonisti cinque imperdibili masterclass, che si terranno presso il cinema La Compagnia. Si comincerà venerdì 22 marzo alle ore 11 con “Webtoon: dall’arte digitale al trionfo online”, un incontro che vedrà la partecipazione dell’illustratore Jang Boo-kyu, autore di “Street workout”, e del fumettista e professore della Chungkang University Hong Yoon-pyo. Questa masterclass, realizzata in collaborazione con la Nemo Academy, scuola di arti digitali a Firenze, offrirà un’interessante panoramica sui Webtoon, fenomeno sempre più diffuso, con focus su animazione, illustrazione, concept art, VFX e videogiochi. Sempre nell’ambito dei Webtoon, dal 22 al 29 marzo sarà possibile visitare la mostra gratuita “Webtoon Wonderland: tra le righe digitali” presso Palazzo Medici Riccardi, nelle Sale Ginori (Via De’ Ginori 14), in collaborazione con il ChungKang College of Cultural Industries.

La giornata di sabato 23 marzo, sempre alle ore 11, sarà dedicata a “L’arte del trasformismo”, con protagonista Song Kang-ho, celebre attore coreano, e il rinomato regista Kim Jee-woon, con cui ha collaborato per il film “Cobweb”. L’incontro, curato dai critici cinematografici Marco Luceri e Caterina Liverani, offrirà un’opportunità unica di ripercorrere la carriera di Song Kang-ho, uno dei più acclamati attori coreani, attraverso le sue collaborazioni con importanti registi come Bong Joon-ho, Park Chan-wook e Hong Sang-soo.

Martedì 26 marzo, alle ore 11, si rivivranno gli anni ’60 con la masterclass “Il meraviglioso decennio del cinema coreano”, guidata dai critici cinematografici Jeon Chanil e Federico Frusciante. Si tratterà di un’occasione per esplorare un periodo d’oro del cinema coreano, caratterizzato da successi di pubblico e opere di grande qualità artistica.

Tornando al contemporaneo, martedì 28 marzo alle ore 15 si terrà la masterclass “Il ragazzo che sognava il west”, dedicata all’attore pluripremiato Lee Byung-hun. Si parlerà della sua carriera, dai suoi esordi cinematografici di successo fino alle sue più recenti esperienze, compreso il suo coinvolgimento nella serie Netflix “Squid Game”.

Infine, venerdì 29 marzo alle ore 11, si concluderà il ciclo di masterclass con “Maestro di note: da Parasite a Squid game”, un incontro dedicato al musicista Jung Jae-il. Si approfondirà la sua carriera eclettica, con particolare attenzione alle sue collaborazioni con il regista Bong Joon-ho e alla sua colonna sonora per la serie Netflix “Squid Game”.

L’ospite d’onore è Lee Byung-hun

Lee Byung-hun sarà l’ospite speciale dell’edizione 2024, con una carriera di successo che include venti film e la partecipazione come protagonista in cinque serie TV di grande impatto, tra cui l’iconica Squid Game. È una delle figure più promettenti e amate del panorama cinematografico sudcoreano. Il suo debutto nel cinema è avvenuto nel celebre “Joint Security Area” diretto da Park Chan-wook, un film che ha raggiunto vette di successo senza precedenti nel cinema coreano. Nel 2012, insieme ad Ahn Sung-ki, è stato il primo attore coreano a lasciare le sue impronte sulla Hollywood Walk of Fame, mentre nel 2016 ha avuto l’onore di essere uno dei presentatori ai Premi Oscar. Il suo ruolo da protagonista in Squid Game, dove sarà il frontman nella prossima stagione su Netflix, lo ha reso un volto noto in ogni parte del mondo.

Oltre a “Concrete Utopia”, il survival thriller che aprirà il festival (terzo film per maggior incasso nell’ultimo anno in Corea), in programma ci sarà “A Bittersweet Life” di Kim Jee-woon (2005), anche lui ospite del festival, dove interpreta il proprietario di un American bar, braccio destro del boss locale Kang, che gli ordinerà di pedinare la propria giovane fidanzata, ordini che verranno disattesi. In sala poi il romantico “Once in a Summer” di Joh Keun-shik (2006), un ritratto storico e generazionale dove Lee Byung-hun interpreta il ruolo di un uomo maturo che non ha mai dimenticato quello che pensava fosse solo l’amore di un’estate ma che, date anche le circostanze storiche e sociali, ha finito per condizionare tutta la sua vita. Uno spaccato familiare dolce, divertente, affettuoso e commovente sarà invece “Keys to the Heart” di Choi Sung-hyun (2018) in cui l’attore interpreta un pugile ormai quarantenne e disilluso, uomo ai margini per cui l’incontro con il fratello così diverso e bisognoso sarà una opportunità per fare i conti con una dimensione più introspettiva e dolorosa, tenuta fino ad allora a distanza. Segue “Inside Men” di Woo Min-ho (2015), un’incricata vicenda politica sul potere e la corruzione in cui la vendetta e la sete di potere sembrano essere le uniche ragioni nell’esistenza dei protagonisti, e soprattutto “Masquerade” di Choo Chang-min (2012), kolossal in costume dove l’attore protagonista interpreta il tirannico re Gwanghae nel XVII secolo, affresco sontuoso che riprende una delle tematiche più classiche del genere, quella del cittadino comune che diventa re e che porta la sua normalità e la sua saggezza all’interno della corte.

Sezione: Orizzonti Coreani

Dal thriller alla commedia, passando per le pellicole più impegnate fino agli action movie, i film di maggior successo degli ultimi mesi in patria sono presentati nella sezione principale, Orizzonti Coreani. A cominciare dal primo weekend, con “Hopeless” dell’esordiente Chang-hoon Kim, un noir drammatico presentato a Cannes, storia del diciassettenne Yeon-gyu in una città senza futuro e senza speranza, che vive con l’unica speranza di trasferirsi nei Paesi Bassi, dove conoscerà per caso un capobanda locale, Chi-geon. Si prosegue con “The Childe” di Park Hoon-Jun, racconto di formazione ambientato tra le Filippine e la Corea, dove il giovane protagonista è Marco, che si prende cura della madre malata, partecipa a combattimenti negli stadi illegali del paese ed è spinto dalla voglia di rintracciare il padre estraneo. Appuntamento speciale poi con la proiezione del film “Cobweb”, presentato a Cannes 2023, alla presenza del regista Kim Jee-Woon e l’attore Song Kong-ho: una pellicola pervasa da un irresistibile humor nero che ricostruisce anche uno scorcio storico di quello che era il mondo del cinema in Corea negli anni 70, decenni prima della sua esplosione. Si ritorna poi nell’atmosfera cult coreana con “In our day” di Hong Sang-soo: un racconto intimista della relazione tra due personaggi, che non si conoscono e che hanno vite completamente differenti, ma con abitudini stranamente in comune. In sala la commedia d’amore “Honeysweet” di Lee han: Choi-ho conduce un’esistenza solitaria, mentre Il-young è una donna sola con una figlia adolescente, i due si conoscono quando lui va nell’agenzia in cui lei lavora per cercare di saldare il debito di suo fratello. Segue “The Moon” di Kim Yong-hwa, film sci-fi che teletrasporta nel 2029, quando la navicella spaziale coreana Uriho parte per un viaggio sulla Luna e viene improvvisamente travolta da una tempesta solare, con un membro dell’equipaggio bloccato da solo sulla Luna. La nuova settimana del festival inizia con “Don’t buy the seller” di Park Hee-Kon, storia umoristica con riscontri di attualità, di critica sociale: una giovane donna decide di comprare online una lavatrice usata tramite un’app, ma si rende conto di essere stata truffata e decide di denunciare il venditore avvertendo gli altri utenti. Da quel momento in poi iniziano ad accadere cose terrificanti. Continua il programma con “Project Silence” di Kim Tae-gon, thriller politico dove un agente della sicurezza della Casa Blu, sede del governo sudcoreano, si ritrova in un incidente di enormi proporzioni: tra i veicoli colpiti ce ne sono alcuni legati a un’operazione militare segreta, dal loro interno sfuggono al controllo dei cani da combattimento geneticamente modificati. Arriva poi la prima italiana di “Dr. Cheon and Lost Talisman” di Kim sung sik, assistente alla regia per “Parasite” di Bong Joon-ho e “Decision to Leave” di Park Chan-wook, un poliziesco che oscilla tra il fantasy e l’horror: la storia di un finto esorcista, il dottor Cheon, che viene incaricato del caso di una ragazza fortemente posseduta. Appuntamento tradizionale con il genere horror a cura di Taste of horror, composto da 6 cortometraggi diretti da cinque dei più acclamati registi del filone in Corea del Sud, adattato da serie webtoon: “Ding-Dong Challenge” (Ahn Sang-hoon), “Gluttony” (Chae Yeo-jun), “Jackpot” (Chae Yeo-jun), “Rehab” (Lim Dae-woong), “The Prey” (Yoon Eun-kyoung), “The Residents-Only Gym” (Kim Yong-gyun). Chiude la sezione il film di Jung Woo-sung, “A man of reason”, film d’azione che racconta una storia di gangster con un cast importante (Jung Woo-sung, Kim Nam-gil, Kim Jun-han e Park Sung-woong): dopo dieci anni di prigione Soo-hyuk va in cerca della donna amata, che ora ha anche una figlia, e lotterà per la loro salvezza e libertà, inseguito da antichi nemici.

Sezione: Independent Korea


La sezione dedicata al mondo underground ospita i lavori di giovani registi del cinema indipendente: saranno sei i film in programma, che affrontano temi sociali come il bullismo, il lavoro precario, la scoperta delle libertà, i rapporti sentimentali o la ricerca della bellezza.

Si inizia con “Small Fry” di Park Joong-ha: è la storia di Ho-joon, un attore sconosciuto e appassionato di pesca, alle prese con il fallimento della sua carriera cinematografica, ma in dialogo con colleghi e amici, inseguendo ancora aspirazioni personali.

“Hail to Hell” di Lim Oh-jeong, racconta invece di Na-mi e Sun-woo, emarginate a scuola, che scoprono che Chae-lin, la loro nemesi, dietro le apparenze di ragazza felice e famosa, vive una condizione da cui è necessario uscire. Una vicenda familiare segnata da speranza e amore, un viaggio emotivo di crescita, è al centro di “Promise” del regista Min Byung-hun: Si-woo, un bambino di nove anni, e suo padre affrontano insieme la perdita della madre, trovano conforto nella preghiera, nel dialogo e nella poesia.

Mentre “Not Heaven, But Love” della regista Han Jay porta note tenere in un mondo dove la violenza è in costante aumento: due adolescenti, Joo-young e Ye-ji, trovano conforto l’una nell’altra. La loro amicizia si trasforma gradualmente in una storia d’amore intensa che diventa la loro forza per affrontare le sfide della vita.

Dal cinema al teatro e viceversa in “Immortal Woman” di Choi Jong-tae, che mette in luce il tema della ricerca della perfezione estetica nei giovani, nel rapporto in un negozio di cosmetici tra cliente e consumatore, tra rapporti formali e necessità personali.

A chiudere ci sarà “Greenhouse” di Lee Sol-hui: Moon-jung, una donna divorziata, vive da sola in attesa del ritorno dal riformatorio del figlio Jungwoo. Lavora per Tae-kang e Hwa-ok, che dipendono completamente da lei. Dopo la morte improvvisa di Hwa-ok, Moon-jung deve prendere una decisione cruciale.

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