Il Vangelo secondo Matteo (1964): il Cristo visto dagli occhi di un laico

Il Vangelo secondo Matteo (1964): il Cristo visto dagli occhi di un laico 1

Il Vangelo secondo Matteo

Titolo originale: Il Vangelo secondo Matteo 

Anno: 1964

Paese: Italia, Francia

Genere: Drammatico, storico, biblico

Durata: 2hr e 22 (142 min) 

Casa di produzione: Arco Film, Lux Compagnie Cinématographique de France

Distribuzione: Titanus Distribuzione

Prodotto da: Alfredo Bini

Regia: Pier Paolo Pasolini

Sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini

Montaggio: Nino Baragli

Fotografia: Tonino Delli Colli

Musiche: Luis Bacalov

Attori: Enrique Irazoqui, Margherita Caruso, Susanna Pasolini, Marcello Morante, Mario Socrate

Trailer italiano del film

Leone d’Argento – Gran Premio della giuria al Festival di Venezia, tre nomination (migliore scenografia, migliori costumi, miglior colonna sonora) ai Premi Oscar del 1967 e tre Nastri d’Argento per il quarto lungometraggio diretto dal regista bolognese Pier Paolo Pasolini che da laico vuole riportare fedelmente la vita di Gesù di Nazareth così come descritta dall’evangelista Matteo. Il film è dedicato “alla cara, lieta, familiare memoria di Giovanni XXIII“.

Trama del film Il Vangelo secondo Matteo

Riproposizione della vita del Cristo (Enrique Irazoqui), dall’annunciazione dell’ arcangelo Gabriele alla Vergine Maria (Margherita Caruso e Susanna Pasolini), il matrimonio di quest’ultima con Giuseppe (Marcello Morante) e la fuga della coppia in Egitto per sfuggire alla strage degli innocenti dettata da Erode. Il film ripercorre anche l’età adulta di Gesù, le prove nel deserto, il compimento dei miracoli, i dialoghi con gli Apostoli, fino al processo di Ponzio Pilato, la morte e la resurrezione.

Recensione del film Il Vangelo secondo Matteo

“Il miglior film su Cristo, per me, è Il Vangelo secondo Matteo, di Pasolini. Quando ero giovane, volevo fare una versione contemporanea della storia di Cristo ambientata nelle case popolari e per le strade del centro di New York. Ma quando ho visto il film di Pasolini, ho capito che quel film era già stato fatto.”

— Martin Scorsese

Pellicola a tema biblico tra le più premiate e apprezzate di tutto il Novecento, Il Vangelo secondo Matteo è un autentico capolavoro. Pasolini descrive la vita del Cristo in maniera completamente diversa da come hanno fatto i suoi predecessori e da come faranno i suoi successori. Partiamo col dire che il regista esce completamente dall’iconografia classica, i volti e l’aspetto dei protagonisti risulta apparire molto popolare, contadino e poco sacrale. Pasolini alterna dei movimenti di macchina a mano che seguono i protagonisti e i loro volti a inquadrature a campo lungo che mostrano la bellezza dei paesaggi, segno della grandezza di Dio e della natura da lui creata. Il regista sceglie il Sud Italia come location per la rappresentazione della Terra Santa, questa scelta risulta essere azzeccata e poco si nota la differenza con le altre pellicole girate invece nel luogo originale della storia. Il film offre poi alcune sequenze memorabili sia per messa in scena che per la brutalità e violenza estremamente realistiche e ben fatte per il tempo e i mezzi a disposizione (vedi la scena della stage degli innocenti e della crocifissione).

Ottimo il comparto attoriale soprattutto in vista del fatto che Pasolini, ispirato dalla corrente Neorealistica appena superata, scelse gli attori dalla strada e molti di questi alla loro prima esperienza sul set. Da menzionare Enrique Irazoqui, che interpreta un Gesù diverso dai canoni classici ma ugualmente espressivo, emozionante e convincente. Grandiosa la fotografia di Tonino Delli Colli, storico direttore della fotografia del cinema di Pasolini, che regala un bianco e nero intenso e sacrale che si sposa perfettamente con la narrazione e messa in scena di quest’ultima.

Un plauso anche alla colonna sonora di Luis Bacalov, meritatamente nominata ai Premi Oscar del 1967, che crea un puzzle musicale eccellente, composto da estratti di artisti di diverse generazioni come Mozart, Bach, Prokofiev, Webern accompagnati da canti gospel che portano alla mente le piccole chiese di quartiere del continenete Nord Americano.

Insomma, un capolavoro, un film consigliato a tutti coloro che desiderano rivedere la storia più famosa di ogni tempo rivisitata e riscritta da un laico, che è riuscito a stravolgerla ma senza mai tralasciarne gli aspetti più sacri, misteriosi e affascinanti.

Note positive

  • Regia
  • Fotografia
  • Interpretazioni attoriali
  • Colonna sonora

Note negative

  • Non a tutti potrebbe essere gradito il fatto che il regista sia uscito da quella che è l’iconografia classica dei personaggi biblici

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