La bella stagione (2015): una delicata storia d’amore nella Francia rurale degli anni ’70

La bella stagione

Titolo originale: “La belle saison”

Anno: 2015

Nazione: Francia

Genere: Drammatico, sentimentale

Casa di produzione: Chaz production, France 3 cinéma, Artemis production

Distribuzione: Pyramide Distribution

Durata: 105 minuti

Regia: Catherine Corsini

Sceneggiatura: Catherine Corsini, Laurette Polmanss

Fotografia: Jeanne Lapoirie

Montaggio: Frédéric Baillehaiche

Musiche: Grégoire Hetzel

Attori: Cécile de France, Izia Higelin, Noémie Lvovsky

trailer sottotitolato inglese del film “la bella stagione”

In occasione del mese del Pride, l’ultima serata del CinéMagenta63 dell’Institut français Milano, in collaborazione con il MiX Festival, è stata dedicata all’acclamata regista francese Catherine Corsini, con la proiezione del film del 2015 “La bella stagione”. Il film può essere considerato uno dei più riusciti della regista e all’epoca ottenne due candidature ai premi César, e quattro candidature ai premi Lumières.

Trama del film La bella stagione

Francia, 1971. Delphine (Izia Higeline) è una ragazza di provincia, vive in campagna dove lavora nella fattoria dei suoi genitori. Loro desiderano per la figlia solo un marito e una famiglia. Delphine però ha un segreto, a lei gli uomini non piacciono ed è attratta dalle ragazze. Spinta dal desiderio di separarsi dal quel mondo rurale e trovare emancipazione e libertà, si trasferisce a Parigi, dove inizia a lavorare come segretaria. Travolta dalla dinamicità della metropoli, Delphine si avvicina a un gruppo di militanti femministe, e qui incontra Carole (Cecile de France). Carole è un’insegnate di spagnolo, convive con il compagno Manuel, ed è una donna forte ed emancipata, e Delphine ne rimane subito affascinata. Fra le due inizierà d’apprima un rapporto di amicizia, in cui Carole farà conoscere a Delphine il movimento di emancipazione femminile, che si trasformerà ben presto in un’appassionata storia d’amore. Il loro legame da un lato si rivelerà travolgente e passionale, dall’altra le porterà a scontrarsi con le loro differenze culturali e sociali.

La bella stagione

Recensione del film La bella stagione

In questo film la regista Catherine Corsini sceglie di raccontare non solo la bellissima storia d’amore fra le due protagoniste, ma di concentrarsi anche su delle realtà che non sempre vengono descritte. La protagonista Delphine infatti proviene da una realtà rurale, e la sua famiglia non ha mai conosciuto altro al di fuori del loro lavoro nella fattoria e della piccola realtà sociale in cui vivono. I suoi genitori quindi hanno una mentalità estremamente chiusa e tradizionalista, in particolare la madre di Delphine. Quest’ultima infatti si dimostra sempre succube del marito, nonostante lavori alla pari del padre di Delphine nella fattoria; inoltre quando poi scoprirà il legame fra Carole e sua figlia si rifiuta di accettarlo, poiché troppo lontana dalla sua mentalità.

Immagine del film La bella stagione

L’attrice Izia Higeline fa un ottimo lavoro nel rappresentare il dilemma che vive il suo personaggio: Delphine da una parte vorrebbe essere indipendente e vivere la propria sessualità a pieno, dall’altra non riesce completamente ad abbandonare il luogo dove è cresciuta e sente il peso del giudizio altrui, della sua famiglia e degli abitanti del suo paese, che la vorrebbero sposata e con figli. L’amore con Carole fa vacillare le certezze di Delphine, la donna parigina infatti tenta di far staccare Delphine dalle proprie radici, non riuscendo ad abituarsi per quanto ci provi a quello stile di vita così rurale e lontano dalle sue abitudini e dai suoi ideali. Verso la fine del film Delphine verrà posta davanti a una scelta, in un luogo simbolo della “partenza”: una stazione ferroviaria. Nonostante l’amore per Carole sia forte, non lo è abbastanza per infondere in Delphine il coraggio di partire e di lasciarsi alle spalle la sua vita. La regista sceglie però di chiudere il film facendoci capire, attraverso una lettera, la maturazione del personaggio di Delphine e la sua completa realizzazione in quanto donna.

Immagine del film La bella stagione

Fondamentale nel film è anche l’epoca in cui Catherine Corsini sceglie di raccontare la storia. Per una parte del film infatti, veniamo immersi nella Parigi dei primi anni settanta, dove si respirava un grande dinamismo. Quella raccontata nel film è un ‘epoca di cambiamenti, fondamentale è la lotta per l’emancipazione femminile, che viene ripresa anche nel finale del film, quando ci viene presentata una Carole più matura, che lavora in una clinica per aiutare le ragazze che vogliono abortire. Questa Parigi in cui fervono questi nuovi ideali viene valorizzata ulteriormente dai toni caldi della fotografia, che risulta avvolgente e si ritrovano anche nelle parti del film ambientate nella campagna francese.

In conclusione

In conclusione questo film potrebbe risultare una semplice, quasi banale, storia d’amore, ma in realtà cela una profondità sia nell’esame dei sentimenti delle due protagoniste, sia nello sguardo storico che la regista sceglie di dare.

Note positive

  • Ambientazione
  • Fotografia
  • Temi trattati

Note negative

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