Jackals – La setta degli sciacalli (2017): estetica della violenza

Jackals – La setta degli sciacalli

Titolo originale: Jackals

Anno: 2017

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Horror

Casa di produzione: Tommy Alastra Productions (TAP)

Distribuzione: Eagle Films

Durata: 85 min

Regia: Kevin Greutert

Sceneggiatura: Jared Rivet

Fotografia: Andrew Russo

Montaggio: John Coniglio, Kevin Greutert

Musiche: Anton Sanko

Attori: Stephen Dorff, Ben Sullivan, Deborah Kara Unger, Chelsea Ricketts, Nick Roux, Johnathon Schaech, Alex Kingi, Carol Abney, Alex Castillo, Jason Scott Jenkins, Alyssa Julya Smith

Trama di Jackals – La setta degli sciacalli (con spoiler)

Il film sottolinea sin da subito come la cupa narrazione che seguirà sia basata su fatti realmente accaduti: la pellicola esordisce mostrandoci un ragazzo che rientra in casa, uccide con una forbice tutti i componenti della sua famiglia, indossa orgogliosamente una maschera da sciacallo e si guarda allo specchio con profonda soddisfazione per la strage ignobile che ha appena compiuto. Il film ci porta quindi in una baita dove si trovano una donna di mezza età, un giovane e una ragazza con la sua bambina neonata. La giovane donna, di nome Samantha, porge la bambina alla donna più anziana chiamandola “nonna” e così si incominciano a comprendere i legami tra i personaggi che sono insieme nella casa di montagna. La storia, a questo punto, entra nel vivo mostrando due uomini incappucciati che rapiscono un giovane dalla sua macchina, lo portano nella baita dove sono gli altri personaggi e lo legano a una sedia al piano superiore. Il giovane è Justin fidanzato di Samantha, padre della piccola bambina e fratello dell’altro giovane dello chalet: purtroppo egli appartiene alla setta degli sciacalli e i suoi genitori hanno assoldato un ex-militare che, insieme al padre, lo ha rapito per convincerlo ad allontanarsi dalla setta e a ritornare alla vita normale. Questa setta, come spiega il militare, ha come scopo l’attuazione di una rivoluzione sanguinaria tramite l’uccisione di tutti coloro che vi si oppongono: infatti, come preannunciato da Justin, la sua adesione a tale gruppo si tradurrà in un bagno di sangue per i suoi familiari. La violenza non si fa aspettare e il fratello di Justin impaurito vorrebbe riconsegnarlo agli sciacalli, ma gli altri si oppongono nel vano tentativo di salvarlo. Il primo a essere ucciso in una pozza di sangue è il militare, cui seguirà il fratello del protagonista che tenta di fuggire dal retro della baita ma viene catturato, legato e bruciato vivo sotto gli occhi della madre la quale, disperata, esce di casa nel vano tentativo di salvarlo, venendo uccisa a sua volta. Nel frattempo anche il padre di Justin va incontro a morte certa quando con un’ascia esce dalla baita tentando di uccidere gli sciacalli e, sotto lo sguardo della moglie morente, rivolto al capo della setta (che indossa una maschera di metallo da sciacallo) pronuncerà, nel mezzo di tanta violenza, una frase di amore: “Io sono il vero padre di Justin!”. Intanto Samantha, rimasta in casa con Justin, si illude di poterlo riportare alla normalità, ma non riesce nel suo intento: egli infatti si recherà dal capo della setta baciandogli la mano e riconoscendolo come “suo vero padre”, mentre Samantha cercherà di fuggire e insieme alla sua bambina andrà incontro al proprio destino.   

Fotogramma di Jackals - La setta degli sciacalli
Fotogramma di Jackals – La setta degli sciacalli

Recensione di Jackals – La setta degli sciacalli

Il regista Kevin Greutert non è nuovo nel panorama horror: ha diretto gli ultimi due capitoli di “Saw” e ha firmato “Visions”, pellicole sopravvalutate dalla critica e ricche di cliché per mancanza di realismo. Con “Jackals”, invece il cineasta, ha saputo portare sullo schermo la storia con maggiore aderenza alla realtà, anche se la sceneggiatura è talvolta poco limpida: alcuni aspetti chiave, infatti, non vengono adeguatamente spiegati, per esempio cosa rappresenti la setta (che seppur in maniera molto esasperata potrebbe rispecchiare realtà veramente esistenti) o chi sia il personaggio del militare ingaggiato dai genitori del protagonista.

In questa pellicola la violenza e il senso d’impotenza sono rappresentati in modo così vivido da riuscire a generare nello spettatore un forte contraccolpo: certamente non è il film più violento mai prodotto, ma è pur vero che si iscrive in un genere che fa dell’estetica della violenza il suo punto di forza, come avviene, ad esempio, anche nelle opere di Herman Nitsch o in alcuni film come “Martyrs” di Pascal Laugier dove la rappresentazione della violenza non ha la finalità d’incoraggiarla nella vita reale ma assume valore catartico, come accadeva già nelle tragedie dell’antica Grecia. Inoltre in Jackals la sensibilità dello spettatore non è colpita solo dalla crudezza di alcune scene, ma da momenti psicologicamente intensi come quello in cui Justin piange per il desiderio di riunirsi agli sciacalli senza versare, invece, una lacrima per lo sterminio della sua vera famiglia, capovolgendo il naturale evolversi dei sentimenti umani ed evidenziando un massacro interiore.

Da sottolineare un aspetto molto interessante del film: la redenzione non verrà da Thanatos (nuovo nome che la setta ha dato al giovane protagonista) né dal capo della setta stessa, ma dalla famiglia naturale riunitasi nel tentativo di salvare il figlio. Tutta la storia è una tragedia rappresentata sullo schermo e sintetizzata nelle ultime parole del padre che esprimono un amore non oscurato neppure dalla violenza del figlio. A tal proposito vorrei aggiungere un’ultima nota sull’interpretazione degli attori che, a tratti, appare poco incisiva, tranne che per il protagonista e per il padre che, come già detto, ricopre il ruolo più significativo nella contrapposizione decisa alla violenza della setta, seppur in un vano tentativo di salvezza.

Note positive

  • Il film, pur rappresentando qualche sbavatura, colpisce in modo potente lo spettatore: musiche particolarmente riuscite e coinvolgenti.

Note negative

  • Sembra che il film spinga troppo per entrare nel filone dell’“home invasion” genere in realtà già visto in tante altre pellicole.           

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