L'ora del lupo (2019) recensione film

L’ora del lupo (2019): La Paura del Mondo

L'ora del lupo (2019): La Paura del Mondo 1

L’ora del lupo

Titolo originale: The Wolf Hour

Anno: 2019

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Thriller Psicologico – DrammaticoMistero

Produzione: Automatik Entertainment, Bradley Pilz Productions HanWay Films

Durata: 99 min

Regia: Alistair Banks Griffin

Sceneggiatura: Alistair Banks Griffinù

Fotografia: Khalid Mohtaseb

Montaggio: Robert Mead

Musica: Danny Bensi, Saunder Jurriaans

Attori: Naomi Watts, Jennifer Ehle, Emory Cohen, Kelvin Harrison Jr.

Trailer del Film “The Wolf Hour” (2019)

Trama de L’ora del lupo

June (Naomi Watts), è una scrittrice che vive in un piccolo appartamento al piano più alto, nella zona degradata del South Bronxe (NY) durante l’estate torrida gli anni ’70, un periodo di tensioni, violenza, criminalità e frustrazione sociale nelle strade. Il tutto accentuato dalla presenza di un serial Killer “Son of Sam” che terrorizza una città già in uno stato di decadimento. June sembra avere delle grosse difficoltà a uscire dall’abitacolo in cui abita, a seguito dii un probabile trauma, che la ha portata a isolarsi ed estraniarsi dal mondo. La sua finestra, la radio e il telefono, sono gli unici mezzi che usa per stare a contatto con il mondo.

La claustrofobia dell’appartamento e la sua paranoia cresceranno ulteriormente quando qualcuno sembra volerla tormentare, continuando a suonare al citofono, senza però mai rispondere. Instillando nella donna la percezione di un grande pericolo, presente proprio al di là della sua porta. 

Recensione de L’ora del lupo

Hai mai pensato che, chiunque suoni al tuo citofono non lo stia facendo per tormentarti, ma per chiamarti, per invitarti ad uscire?

Quando il mondo diventa un posto insostenibile e non ci sentiamo pronti per affrontarlo, ci dobbiamo rifugiare in luogo che ci dia sicurezza, dove magari riusciamo a vedere e sentire ciò che accade al di fuori del nostro prezioso rifugio, ma rimaniamo semplici osservatori passivi, senza partecipare attivamente alla vita che continua nella comunità.  La nostra protagonista June, si ritrova esattamente in questa condizione di limbo, sospesa in un luogo sicuro che però allo stesso tempo la porta a lungo andare a temere il resto del mondo e ad alienarsi sempre più, abituandosi al suo piccolo angolo che si è creata. Si rifiuta di avere a che fare con un mondo in totale caos e delirio, un mondo in fiamme, sporco, senza prospettiva o alcuna civiltà.  Il cambiamento della città e della cultura, coincide con il suo stato attuale, per cui è comprensibile che ne sia condizionata.

Si nasconde dal mondo e si convince che l’unico modo per sopravvivere è rimanere lì, con le sue idee, continuando a rimandare la stesura del suo prossimo libro, abituandosi a vivere come una spettatrice, ma rimanendo sempre disconnessa e distaccata dalla realtà, come se là fuori, non ci fosse davvero nulla, ma che sia tutto una sua proiezione; ma quel citofono che continua a suonare, forse non è qualcuno che cerca di spaventarla o tormentarla, ma forse è un promemoria. Una sveglia che gli ricorda, che per quanto si convinca del contrario, che lei non può negare all’infinito la realtà delle cose, per quanto siano terrificanti, e che il richiamo del mondo,“L’Ora del Lupo” arriverà sempre a svegliarla e ricordargli, che il microcosmo che si è creata e che la tiene al sicuro, a lungo andare, si trasformerà in una gabbia: una tranquillità illusoria, per proteggersi dal Caos e dalla sofferenza.

L’atmosfera che pervade tutto l’intero lungometraggio, che è ambientato praticamente in una sola location, trasmette una sensazione di tensione senza che ci sia effettivamente un pericolo reale, e la regia svolge egregiamente il suo compito nel farci provare le stesse emozioni di June, di ciò che sta vivendo. Noi sentiamo quella paura di affrontare il mondo aperto, l’imminente arrivo di una catastrofe che ci tiene braccati nel nostro nido. Il trambusto, lo scompiglio che c’è la fuori, sembra influenzare la nostra protagonista e riflette il suo stato d’animo, finchè tutto è apparentemente calmo, e le cose procedono “normalmente” June, non si sposterà di un centimetro oltre la porta del suo appartamento, perché quella “Normalità” che sta prendendo il sopravvento, non la può sostenere. E’ quando finalmente che la tensione esplode, che trova il coraggio e la forza per prendere una decisione e uscire allo scoperto.

E quando la vediamo varcare la soglia del mondo esterno, sembra anche a noi di uscire fuori dall’atmosfera del Film, è una scena impattante, perché siamo stati con lei un’ora e mezza dentro quelle quattro mura, il clima è totalmente cambiato, e se prima eravamo in tensione, ma al “sicuro”, ora siamo all’esterno e vulnerabili…ma non viviamo più una sensazione illusoria, il pericolo ora possiamo viverlo e sperimentarlo per ciò che è, non per come ce lo immaginavamo. Siamo finalmente faccia a faccia con la nostra paura, con un mondo in fiamme e in decadimento. Ma da quelle ceneri, da quell’oscurità che sembra infinita, possiamo sempre risorgere e ritrovare la nostra luce, come fa il sole ogni mattina, ricordandoci che non tutto è perduto. 

Note positive

  • Regia
  • Tematica

Note negative

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