Mavka e la Foresta Incantata (2023): amore e ambientalismo

Recensione, trama, cast del lungometraggio ucraino d'animazione Mavka e la Foresta Incantata (2023) al cinema per Notorius Pictures dal 20/04/2023
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Locandina di Mavka e la Foresta Incantata

Mavka e la Foresta Incantata

Titolo originale: Mavka. Lisova pisnya

Anno: 2023

Nazione: Ucraina

Genere: animazione

Casa di produzione: 3Bee, Animagrad Animation Studio

Distribuzione italiana: Notorious Pictures

Durata:  90 min

Regia: Oleh Malamuzh, Oleksandra Ruban

Sceneggiatura: Yaroslav Voytseshek

Fotografia:

Montaggio:

Musiche: Dario Vero, DakhaBrakha, Maksym Berezhnyak

Attori: Nataliya Sumskaya, Nataliya Denisenko, Katya Osadcha, Nikki Thomas, Nazar Zadneprovskiy, Elena Kravets, Oleg Skripka, Mykhailo Khoma, Oleh Mykhailyuta, Serhiy Prytula, Artem Pivovarov, Yuliya Sanina

Trailer italiano di Mavka e la foresta incantata

Al cinema dal 20 aprile 2023, distribuito da Notorius Pictures, il film di animazione Mavka e la foresta incantata, per la regia dei cineasti ucraini Oleksandra Ruban e Oleg Malamuzh (Malamuzh è già noto nel panorama dell’animazione internazionale grazie al film di successo The Stolen Princess del 2017), si basa sul poema classico “La canzone della foresta” (1912) della celebre poetessa ucraina Lesya Ukrainka. A prestare la voce ad Odina, una delle ninfe, è la giovane e popolare illustratrice e animatrice italiana Francesca Presentini, in arte Fraffrog, al suo esordio al doppiaggio. Vincitrice del YouTube NextUp (2012), da anni pubblica sul suo canel cortometraggi, sketch e tutorial.  La Presentini ha alle spalle anche una ricca produzione letteraria (Il fantastico Pianeta, 2014; Il DucoMentario, 2016; Draw My Childhood, 2018; Le Avventure di Rupert e il Riccio, 2020) e dal 2018 lavora con il team di sviluppo di videogiochi Elf Games sul videogioco Children of Silentown.

Trama di Mavka e la Foresta Incantata

Da tempo immemore, le vaste foreste ucraine custodiscono innumerevoli segreti e oscuri misteri. Sono la patria di meravigliose creature mitologiche che abitano tra gli alberi secolari, che custodiscono fedelmente il loro sacro regno. Mavka è un’Anima della Foresta e la sua nuova Guardiana. La sua missione principale è quella di proteggere la Foresta e il suo sacro Cuore – la fonte della vita stessa – contro ogni aggressione o intrusione, anche da parte degli esseri umani. Lucas è un ragazzo del villaggio senza pretese, che ha un grande amore per la musica e un vero talento nel suonare il flauto di legno, e sogna di dedicare la sua vita a questa passione. E la musica di Lucas contribuisce a far nascere qualcosa di veramente straordinario: Mavka e Lucas si incontrano e si innamorano. Fin dall’inizio, la loro unione si scontra con ostacoli insormontabili, ma gli ostacoli si profilano ancora più grandi quando l’avara Kylina entra in scena, sostenendo di essere l’ereditiera di una vecchia segheria ai margini della Foresta e promettendo agli abitanti del villaggio tutte le ricchezze del progresso industriale che lei ha portato con sé dall’estero. Questa è solo una facciata per mascherare il suo vero scopo: entrare in possesso del Cuore della Foresta (con l’egoistico scopo di rimanere giovane e bella per sempre), la cui chiave è Mavka stessa, che è però resa vulnerabile dallo sbocciare dei suoi sentimenti per Lucas. Per arrivare a Mavka, Kylina usa Lucas come arma, e infonde rabbia e paura nei cuori degli abitanti del villaggio. Riuscirà Mavka a salvare la Foresta? La musica di Lucas sarà in grado di fare miracoli e salvare l’amore? I due mondi saranno in grado di unirsi contro il male?

Fotogramma di Mavka e la Foresta Incantata
Fotogramma di Mavka e la Foresta Incantata

Recensione di Mavka e la Foresta Incantata

Nel visionare Mavka e la Foresta Incantata risultano evidenti alcuni limiti tecnici della produzione, soprattutto nella resa visiva. Le tecniche CGI utilizzate non donano allo spettatore un’animazione accattivante, anzi, le espressioni dei personaggi variano fin troppo poco apparendo a volte inverosimili, ma la pecca maggiore riguarda il movimento, dove la gestualità e il camminare dei singoli personaggi ci appare alquanto macchinosa e innaturale. Indubbiamente il budget della produzione non era esorbitante come le grandi produzioni americani o giapponesi, ma indubbiamente si poteva osare di più e porre maggiore attenzione ad alcuni lati visivi, come quello riguardante le ambientazioni, che vengono realizzate con estrema superficialità e spessore. La foresta, che dovrebbe essere una delle protagoniste del lungometraggio, è privata di vita e di movimento, dove non si ha la sensazione di uno sfondale vivo in cui i personaggi si muovono, anzi lo sfondo è alquanto dimenticabile. Lo spettatore non vedrà mai una foresta attiva e viva, non sentirà mai il rumore del vento o le foglie e i fili d’erba muoversi o le nuvole spostarsi, neppure le ombre vengono dimenticate dai disegnatori, creando così un ambientazione priva di forza emotiva, che non aggiunge niente a una storia, che invece fa leva su tematiche naturalistiche ed ecologiste basate sul rapporto stretto tra uomo e madre terra. 

Fortunatamente però il concept visivo dei personaggi non è male, anzi troviamo alcuni elementi interessanti, soprattutto riguardo alla protagonista della narrazione, ovvero Mavka, colei che rappresenta l’anima della foresta, un entità profondamente gentile e premurosa che ascolta e aiuta tutti gli essere viventi della natura. Il lungometraggio ha inizio con il suo risveglio, evento che coincide con la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. Al suo tocco la neve inizia a sciogliersi, i fiumi si riempiono d’acqua e gli alberi iniziano a fiorire, mentre le creature della foresta si risvegliano, pian piano, dal loro sonno invernale. Mavka ha un profondo legame con la natura, connessione che traspare sia attraverso elementi visivi che narrativi.  La natura è in grado di percepire l’umore della giovane, facendo piovere quando lei è triste e facendo splendere il sole nel cielo quando lei è felice. Inoltre Mavka è in grado di cambiare colore in base alle proprie emozioni e, quando ascolta la musica ed è innamorata, alcuni simboli presenti sul suo volto e sul suo fisico iniziano a brillare, illuminandosi, come quando conosce Lucas. 

Mavka è, probabilmente, l’unico personaggio che compie un reale percorso di formazione interno al lungometraggio, un evoluzione interiore che è rappresentata anche a livello esteriore, con un cambio continuo di look dedicato al personaggio, che nell’arco narrativo si ritrova ad affrontare ben quattro/cinque cambiamenti estetici. 

  1. A inizio pellicola, quando fa la conoscenza di Luca, il suo aspetto è alquanto semplice, con dei capelli color verde, sui cui sono posizionati dei fiori, e un vestito leggero bianco. Il colore verde dei capelli è un elemento visivo che la collega fin da subito alla natura. 
  2. Inseguito da quando si reca al rituale e diverrà la Guardiana della Foresta, il suo abito viene arricchito da un lungo mantello con delle falene notturne che le si recano sui capelli. Questo look coincide con l’assunzione della giovane di un nuova responsabilità, ovvero quella di proteggere la foresta dagli umani.
  3. Decisa a recarsi dagli umani per rivedere Lucas e per constatare se l’umanità è sempre malvagia, la giovane indossa un abito da “poveraccia”  con un cappello di paglia. In questo suo nuovo look la giovane decidere di cambiare il colore dei propri capelli, passando da verde a marrone. 
  4. Preso la fiera del villaggio, quando sboccia definitivamente l’amore per Lucas e un affetto per gli umani, la giovane indossa, un abito tradizionale ucraino che fa parte dell’immaginario mitologico slavo, a cui la pellicola si ispira. 
  5. L’ultimo look nasce in un momento di disperazione del personaggio, quando lei crede di aver perso tutto e di essere stata tradita da colui che ama. La guardiana della foresta, in un moto d’ira, cambierà il suo abito primaverile in un vestito nero e scarlatto con una tinta di colori prima rossa fuoco e poi bianca. 

Tematica

Mavka e la Foresta incantata è un film drammaturgicamente semplice, rivolto per un pubblico di piccolini ma impregnato da tematica sottili e di grande interesse che solo gli adulti potrebbero comprendere pienamente. Da un lato abbiamo una critica ecologistica, dove gli uomini non fanno altro che distruggere la natura, dall’altra parte abbiamo una profonda richiesta, da parte degli sceneggiatori, di non farsi la guerra. Il fulcro dell’intero lungometraggio è la faida epocale fra uomini e natura, dove Maika e la sua foresta si trovano ripetutamente a combattere contro i loro crudeli invasori, gli umani. Poiché la pellicola proviene dall’Ucraina il lungometraggio e questa situazione narrata interna al film, non può che ricondurci all’attualità storica del 2023, alla situazione della regione del Donbass e della Repubblica Popolare di Lugansk, che da molteplici anni sono costretti a lottare contro i loro invasori, per ricercare una propria tranquillità e pace interiore. Maika non vuole altro che instaurare dei rapporti di gentilezza con il popolo umano, ma dalla loro parte non trova altro che distruzione ed egoismo. Altra tematica è il terrore della morte che conduce l’essere umano dentro una lotta brutale per continuare a sopravvivere come avviene nella villain Kylina. 

La protagonista di Mavka e la Foresta Incantata
La protagonista di Mavka e la Foresta Incantata

Una storia dal sapore Disney

Il film ucraino ricorda per certi versi il periodo del rinascimento Disney, di quegli anni ‘90 in cui la casa di topolino andava a raccontarci storie d’amore contrastate che terminavano con un bel lieto fine. Mavka e la Foresta incantata ricalca come struttura narrativa i classici Disney del passato, che possedevano una struttura alquanto semplice drammaturgicamente in cui era presente una dicotomia tra buoni e cattivi. Kylina, per certi versi, ricorda un Jafar, una Crudelia De Mon, Ade o Scar, ma non possiede la loro stoffa, la loro verve a causa di una sceneggiatura che non si dimostra in grado di approfondirla, nonostante sia un personaggio oscuro con un passato alquanto interessante. Riguardo a Kylina mi viene da pormi una domanda: ma che fine fa? Il lungometraggio sembra dimenticarsi di questo personaggio nel suo finale. Allo stesso tempo se Kylina è visibilmente la cattiva, Mavka e Lucas sono visibilmente, anche per il modo in cui sono rappresentati, dei buoni, in grado di risultare degli ottimi eroi per il racconto. Interessante, proprio nell’ottica disneyana, è l’espediente narrativo della storia d’amore, usato per parlarci di ambientalismo. Come nei classici disney anni ‘90 è presente una vicenda d’amore alquanto contrastata (un po’ alla Romeo e Giulietta) con un lieto fine dal sapore de La Sirenetta, il tutto arricchita da delle colonne sonore.

In conclusione

Mavka e la Foresta incantata ha tanti limiti sia dal punto di vista drammaturgico che visivo, ma la storia trattata è accattivante e, senza ombra di dubbio, sarebbe interessante vedere questa storia nelle mani di uno studio come quello Disney, proprie per il fatto che la storia, per il modo in cui è scritta, si avvicina fortemente ai classici Disney, sia quelli degli anni ‘90 sia quelli del 2022, possedendo anche una sorta di principessa forte e ottimista. 

Note positive

  • Storia trattata

Note negative

  • Sceneggiatura, alcuni cambiamenti nei personaggi avvengono troppo rapidamente
  • Animazione
  • Superficialità visiva
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 922

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