
I contenuti dell'articolo:
Mike & Nick & Nick & Alice
Titolo originale: Mike & Nick & Nick & Alice
Anno: 2026
Nazione: Stati Uniti d’America
Casa di produzione: 20th Century Studios, Mad Chance Productions
Distribuzione italiana: n.d.
Regia: BenDavid Grabinski
Sceneggiatura: BenDavid Grabinski
Fotografia: Larry Fong
Montaggio: Tim Squyres
Musiche: Joseph Trapanese
Attori: Vince Vaughn, James Marsden, Eiza González, Keith David, Jimmy Tatro, Stephen Root, Lewis Tan, Ben Schwartz, Emily Hampshire, Arturo Castro
Trailer di “Mike & Nick & Nick & Alice”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
Presentato in anteprima mondiale al SXSW Film & TV Festival 2026 il 14 marzo, e distribuito direttamente in streaming dal 27 marzo su Disney+ in Italia e su Hulu negli Stati Uniti, Studios Mike & Nick & Nick & Alice è un lungometraggio action‑comedy prodotto dalla 20th Century Studios. La regia e la sceneggiatura sono firmate da BenDavid Grabinski, qui al suo secondo film dopo la commedia sentimentale dai toni thriller Happily (2021).
Nel cast troviamo tre interpreti di grande richiamo: Vince Vaughn (Freaky, 2020; La battaglia di Hacksaw Ridge, 2016; True Detective, 2015), James Marsden (Come d’incanto, 2007; Westworld, 2016; Sonic 3: Il film, 2024) ed Eiza González (Fast & Furious: Hobbs & Shaw, 2019; I Care a Lot, 2020; Il problema dei tre corpi, 2024).
Vuoi aggiunger il titolo alla tua collezione Home video?
Trama di “Mike & Nick & Nick & Alice”
Due criminali legati da un passato comune si ritrovano travolti da una notte infernale in cui devono lottare per la propria sopravvivenza. Mike, conosciuto come “Mike mano lesta”, è deciso a lasciare per sempre l’Organizzazione, ma prima di farlo si vede costretto ad affiancare Nick, suo partner di lunga data, in una missione dai contorni poco chiari. La situazione si complica ulteriormente quando Mike, segretamente innamorato di Alice, la moglie di Nick, si imbatte in un uomo identico al collega, con cui si trova ad intessere uno scontro fisico.
Ben presto scopre la verità: si tratta di Nick proveniente dal futuro, tornato indietro nel tempo grazie a una macchina costruita da un amico di Alice. Il suo scopo è impedire che Mike venga ucciso dal capo dell’Organizzazione, Sosa, convinto che sia una spia. Da quel momento, Mike si ritrova a collaborare con due versioni di Nick — una più altruista, l’altra più egoista — e con Alice, nel tentativo di evitare il destino mortale che lo attende.
Tra minacce crescenti, rivelazioni inattese, la notte si trasforma in una corsa disperata per sopravvivere e per spezzare, una volta per tutte, il legame con l’Organizzazione. Mike comprende che l’unico modo per liberarsi è distruggerla dall’interno, mentre lui e i due Nick affrontano un susseguirsi di pericoli fino all’alba.
Recensione di “Mike & Nick & Nick & Alice”
BenDavid Grabinski realizza una pellicola decisamente intrattenente, un film che possiamo definire un ibrido di generi, con una componente marcata di comedy action e alcuni accenni di sci‑fi. L’elemento fantascientifico, però, serve quasi esclusivamente come motore narrativo iniziale, più che come parte integrante dello sviluppo della storia. Non ci troviamo in un futuro distopico, non assistiamo a una società futuristica e non compaiono tecnologie avanzate: Mike & Nick & Nick & Alice vive pienamente nel presente, nella nostra quotidianità. L’unico vero elemento sci‑fi è la macchina del tempo, che appare pochissimo nel corso del film e che introduce il classico tema causa‑effetto legato ai viaggi temporali. Per il resto, la pellicola abbandona qualsiasi ulteriore suggestione fantascientifica preferendo una dinamica da film d’azione alleggerita da un umorismo costante, che dona ritmo e leggerezza, forse anche troppo. Nel racconto compaiono piccoli riferimenti pop sci-fi, come l’accenno a Doctor Who e al TARDIS, un dettaglio che farà sorridere i fan del Dottore, ma che resta un semplice omaggio, non un elemento strutturale. Altra serie ampiamente citata nel corso della serie è Una mamma per amica.
La commedia demenziale
Lo spettatore, più che ad un film sci-fi, si ritrova davanti a una serie di scene adrenaliniche di combattimento e d’azione affiancate a momenti di commedia demenziale, soprattutto nelle parti dedicate ai personaggi secondari impegnati negli after‑after‑after party organizzati per festeggiare il grottesco Jimmy Boy, figlio del boss Sosa, appena uscito dal carcere. È evidente che lo sceneggiatore e il regista volessero dare al film un tono comico sopra le righe, ma questa componente funziona poco all’interno del lungometraggio. Il ritmo è buono, ma manca un umorismo davvero efficace, capace di arricchire la narrazione con sfumature più intelligenti e con una comicità che dialoghi con la storia invece di limitarsi a fare delle piccole gang fuori luogo. Così il mondo gangster raccontato attraverso questa lente demenziale, popolato da figure volutamente esagerate, non genera né risate né un reale approfondimento drammaturgico. I personaggi secondari appartenenti a questa “organizzazione” risultano macchiette prive di spessore: Sosa è definito solo dalla sua sete di vendetta e dall’amore ossessivo per il figlio, mentre Jimmy Boy è ridotto alla sua ansia da prestazione e all’incapacità di concludere qualcosa con le donne a pagamento presenti al festino.
La scrittura dei personaggi principali
Passando invece ai personaggi principali, non possiamo dire che la scrittura offra un reale approfondimento. Mike Mano Lesta e Alice risultano figure bidimensionali, prive di un percorso di crescita e senza una vera evoluzione nel corso della notte in cui si svolge la storia. La loro caratterizzazione si limita a pochi tratti superficiali, insufficienti per creare un legame emotivo con lo spettatore. Più interessante è invece il doppio personaggio di Nick presente e Nick futuro, gli unici a possedere un arco narrativo di formazione riconoscibile. Nick presente è un uomo egoista, disposto perfino a sacrificare un amico pur di salvarsi, e questa sua natura viene messa in discussione proprio dall’incontro con la sua versione futura. Pur senza una grande profondità psicologica, Nick risulta comunque più definito rispetto agli altri protagonisti, grazie al gioco narrativo delle due versioni che permette di osservare il personaggio da due prospettive diverse.
Mike, al contrario, è raccontato solo attraverso il suo desiderio di abbandonare il mondo criminale, mentre Alice è ridotta alla sua storia d’amore fallita con Nick e al sentimento che prova per Mike. Entrambi mancano di una vera interiorità, e questo limita la loro forza drammaturgica. La sensazione è che Grabinski abbia preferito concentrarsi sulla dinamica comica e sull’azione adrenalinica, sacrificando, probabilmente troppo, la possibilità di costruire protagonisti più complessi e coinvolgenti.
Nick del presente è un uomo immerso nel mondo del crimine, partner di Mike e suo amico, anche se spesso, in ambienti dominati dalla paranoia, le amicizie finiscono per incrinarsi, rendendoli diffidenti l’uno dell’altro. A volte, nelle relazioni — con gli amici come con le mogli — si commettono errori, e il Nick del futuro decide di tornare indietro nel tempo per cercare di rimediare a qualcosa che ha fatto in un momento di rabbia. In sostanza, vuole avere la possibilità di tornare indietro con una nuova prospettiva, più empatia, e provare ad aggiustare un torto. Nick lavora nella divisione finanziaria dell’Organizzazione, che è sostanzialmente una versione più elegante dell’essere uno strozzino. È uno che presta denaro alle persone e, se non lo restituiscono, accadono cose davvero spiacevoli. Nel film ci sono due versioni di Nick: il Nick del presente è un tipo piuttosto sgradevole. È egoista, non è un buon marito e nemmeno un buon amico. Per sua fortuna — e anche per la nostra — c’è un altro Nick: il Nick del futuro. È la versione illuminata di Nick. È un po’ più simpatico, ha acquisito una certa saggezza. Rimane divertente, rimane molto spettacolare da vedere. Ma la parte più interessante, per me, è mettere nello stesso spazio il tipo che fa schifo e quello che non fa più schifo. È drammatico, e offre a Vince un sacco di occasioni per fare cose davvero esilaranti. – Cit. Grabinski
Un film troppo leggero
Il film, sul piano narrativo, si presenta come un’opera fortemente di genere, incapace di dare reale spessore alle tematiche che introduce. L’idea che le scelte sbagliate possano condurre su una strada pericolosa rimane accennata, senza mai trasformarsi in un vero percorso di riflessione. L’esperienza dello spettatore risulta quindi leggera e povera di arricchimento interiore. È evidente che lo sceneggiatore e il regista non puntassero a un approfondimento tematico, ma a un prodotto d’intrattenimento pensato per la fruizione casalinga, con un finale che lascia aperto uno spiraglio per un eventuale seguito. Un seguito che, a mio avviso, difficilmente vedrà la luce, vista la fragilità concettuale del film, destinato a risultare piuttosto dimenticabile nel lungo periodo.
Detto questo, il ritmo drammaturgico funziona: il montaggio è solido, la regia è dinamica e la pellicola scorre senza momenti di noia. Il reparto attoriale rappresenta uno dei punti più riusciti. Tutti gli interpreti offrono prove convincenti nonostante i limiti della sceneggiatura. Jimmy Tatro dà vita a un Jimmy Boy volutamente macchiettistico con una buona dose di energia; Vince Vaughn gestisce con abilità le due versioni di Nick, regalando momenti efficaci; Eiza González riesce a dare fisicità e presenza al personaggio di Alice, che senza la sua interpretazione sarebbe risultato ancora più inconsistente.
In conclusione
Mike & Nick & Nick & Alice è un film che vive di ritmo, energia e intrattenimento immediato, ma che non riesce mai a trasformare il suo potenziale in qualcosa di realmente incisivo. Grabinski costruisce un ibrido di generi che funziona sul piano della fruizione leggera — grazie a un montaggio solido, una regia dinamica e un cast perfettamente in parte — ma che rimane prigioniero di una scrittura superficiale, incapace di dare spessore ai personaggi e di sfruttare davvero le premesse narrative.
Note positive
- Ritmo solido
- Regia dinamica, capace di mantenere viva l’attenzione
- Cast convincente
- Buona fruibilità, scorrevole e senza momenti di noia
Note negative
- Personaggi bidimensionali, privi di evoluzione
- Umorismo debole, spesso scollegato dalla narrazione
- Mondo gangster macchiettistico, senza profondità
- Film destinato a essere dimenticato, privo di identità forte
L’occhio del cineasta è un progetto libero e indipendente: nessuno ci impone cosa scrivere o come farlo, ma sono i singoli recensori a scegliere cosa e come trattarlo. Crediamo in una critica cinematografica sincera, appassionata e approfondita, lontana da logiche commerciali. Se apprezzi il nostro modo di raccontare il Cinema, aiutaci a far crescere questo spazio: con una piccola donazione mensile od occasionale, in questo modo puoi entrare a far parte della nostra comunità di sostenitori e contribuire concretamente alla qualità dei contenuti che trovi sul sito e sui nostri canali. Sostienici e diventa anche tu parte de L’occhio del cineasta!
| Regia |
|
| Fotografia |
|
| Sceneggiatura |
|
| Colonna sonora e sonoro |
|
| Intepretazione |
|
| Emozione |
|
|
SUMMARY
|
3.1
|
