Miracle (2022). Un mélo che profuma di speranza

Miracle (2022) è un film di genere commedia di Lee Jang-hoon premiato al Far East Film Festival del 2022, il regista sceglie la strada di un racconto melodrammadico senza rinunicare al sentimentalismo
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Trailer italiano di Miracle

Esce in sala il 23 marzo 2023, Miracle, l’opera seconda del regista Lee Jang-hoon che ha da subito dimostrato un gran talento per la narrazione struggente nel suo film d’esordio, Be with You (2018). Possiamo definire Miracle di un genere melodrammatico utilizzato spesso dai registi coreani nell’ultimo decennio ma che ultimamente è stato quasi del tutto abbandonato. Risulta dunque interessante vedere come il regista sia riuscito a riportare il cinema sudcoreano su un livello diverso.

Trama di “Miracle”

Miracle è ambientato negli anni Ottanta, in un piccolo villaggio di montagna di una regione arretrata della Corea centrale. Privi di strade che colleghino il villaggio al mondo esterno, gli abitanti sono letteralmente tagliati fuori dalla civiltà. Sebbene ci siano dei binari ferroviari che attraversano l’area, non c’è alcuna stazione e quindi il treno semplicemente passa senza fermarsi. Gli abitanti del villaggio che hanno la necessità di andare in qualche città vicina ci vanno a piedi lungo i binari fino a raggiungere la stazione più vicina, impiegandoci ore, qualunque sia la direzione presa. Jun-gyeong è un diciassettenne, un genio in matematica ma che ha difficoltà nelle interazioni sociali e in altre materie scolastiche. Come gli altri abitanti del villaggio cammina regolarmente sui binari compiendo un viaggio di 5 ore al giorno per andare a scuola. Ma la passeggiata non è solo lunga, è anche pericolosa, con gallerie e ponti da attraversare. Essendo egli stesso stato testimone di incidenti terribili, decide di dedicarsi al compito di risolvere il problema, immettendo tutte le sue energie per dar luce al suo sogno: costruire una stazione ferroviaria nel villaggio, in modo che il treno possa fermarsi e i suoi abitanti possano salire sul treno ed evitando la pericolosa “passeggiata” sui binari.

I binari del villaggio in Miracle
I binari del villaggio in Miracle

Recensione di “Miracle”

Un melodramma dai tratti orientali, un film dal sapore agrodolce. Miracle segue la vita del diciasettenne Jun-gyeong, un piccolo genio della matematica, un talento naturale che però lo ha portato ad allontanarsi dal resto delle cose della vita che fatica a comprendere come l’amore, l’amicizia o la stessa letteratura, vivendo solo entro regole rigide matematiche. Da quando è piccolo il ragazzo ha un sogno, un obiettivo che intende realizzare a tutti i costi: la realizzazione di una stazione ferroviaria nella sua città. Per realizzare ciò è disposto a tutto, come scrivere 54 lettere al Presidente, nella speranza di essere, prima o poi, ascoltato. La sua determinazione nel perseguire il proprio sogno sarà la salvezza del ragazzo, che grazie a questa sua testardaggine inizierà a rapportarci con gli altri mostrando le sue vere qualità, ovvero la generosità e il profondo legame con il suo villaggio natale. Fondamentale per il suo arco di formazione è la spigliata Ra-hee, una compagna di scuola di Jun-gyeong, proveniente da una famiglia benestante, che incomincerà a sostenere, con affetto e amore, tutte le iniziative del giovane, portandolo a credere che il suo sogno è possibile, nonostante tutte le difficoltà.

Lee Jang-hoon ci colpisce donandoci un film dal tono dolcemente nostalgico, mischiando insieme gli ingredienti dall’ironia e dell’umorismo ad eventi che andranno a colpirci nel profondo, come il passato straziante di Jun-gyeong e del padre, in un legame padre – figlio ottimamente realizzato e scritto. Miracle è però senza ombra di dubbio una storia di grande speranza e determinazione che ci fa sperare e credere che ogni sogno è possibile con la giusta dose di dedizione e follia. Lee Jang-hoon ci vuole dichiarare che per realizzare i nostri obiettivi non bisogna mai lasciare niente d’intentato perché magari è proprio quel piccolo dettaglio che ci porterà al successo finale. Jun-gyeong seppur dimostrandosi apparentemente il piccolo genio incompreso riesce, coinvolgendo dapprima le persone a lui più vicine e poi anche gli abitanti del villaggio, a convincere le persone intorno a lui a combattere con lui per questo sogno, un sogno in grado di cambiare le sorti dell’intero villaggio.

Jun-gyeong e Ra-hee in una scena di Miracle
Jun-gyeong e Ra-hee in una scena di Miracle

Atmosfera anni ‘80

Ambientato nel 1988, Miracle racconta la storia della prima stazione ferroviaria privata in Corea, la ‘Yangwon Station’ a Buncheon-ri, Socheon-myeon, Bonghwa-gun, Gyeongsangbuk-do. La produzione si è concentrata sulla rievocazione nostalgica dello stile degli anni ’80, catturando al tempo stesso i colori caldi e i bellissimi paesaggi di questi villaggi rurali privi di una stazione ferroviaria. Il film è stato girato a Jeongseon, Samcheok, Sangju e Yeongju per mettere in risalto i brillanti paesaggi naturali della regione, con le strade ferrate, i ruscelli, le distese erbose, gli uccelli, il vento, i cieli azzurri e le montagne imponenti. E la Yangwon Station, frutto del desiderio coraggioso degli abitanti del villaggio e di Joon-kyung, è stata ricreata in un luogo simile a quello in cui fu originariamente costruita nel 1988, riproducendo la sala d’aspetto, la piattaforma e il cartello della fermata, scritto a mano.

La scelta del regista di ricreare questa atmosfera anni ’80 aggiungono un tocco di piacere vintage alla visione del film, vengono messi in risalto i colori brillanti e accesi dei paesaggi naturali della regione, i ruscelli, i villaggi e le strade ferrate. Dall’abbigliamento passando per le videocassette alle uniformi scolastiche, respireremo una grande aria di nostalgia di questi anni ’80 facendo risvegliare la curiosità dei più giovani e i ricordi e la malinconia di chi ha vissuto questi anni ’80.

In conclusione

Lee Jang-hoon riesce con questo film sia a farci sorridere e farci provare un forte senso di malinconia e tristezza, un racconto melodrammatico una storia di un ragazzino di diciassette anni e del suo piccolo grande sogno che riuscirà a catturarci e a immedesimarci nel protagonista che nel suo piccolo, nella sua piccola parte di mondo cerca lo stesso di dare il suo contributo che oltre che essere il suo sogno è un forte esempio di umanità e altruismo nei confronti degli abitanti del villaggio e del mondo intero.

Note positive:

  • Fotografia
  • Ambientazione
  • Paesaggi

Note negative:

  • Regia

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Sara De Stefano
Sara De Stefano
Articoli: 6

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