Pocahontas (1995). Tra mitologia e realtà

Recensione, trama e cast di "Pocahontas" del 1995. Un'avventura Disney che celebra la forza della natura e l'amore tra una principessa indigena e un colonizzatore.
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Trailer di Pocahontas

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Un anno dopo l’uscita cinematografica del cult movie d’animazione “Il re leone” (1994), la Disney realizza, come 33° classico Disney e sesto film del cosiddetto rinascimento Disney, “Pocahontas”. Questo film è liberamente basato sulla vita della nativa americana Pocahontas, figlia del capo Powhatan, Wahunsunacock. Pocahontas nacque a Werowocomoco (Virginia) intorno al 1596 e morì all’età di soli ventuno anni a Gravesend, il 21 marzo 1617.

Il lungometraggio si concentra principalmente sul rapporto che la donna ebbe con l’esploratore John Smith, conosciuto intorno al 1607, quando lei aveva circa dodici anni. Fu in quel periodo che l’esploratore e politico inglese John Ratcliffe, detto Siklemore, giunse in Virginia insieme a Smith, con il compito di fondare la prima colonia del Regno Unito in America, di cui divenne il primo governatore. Questa colonia inglese prese in seguito il nome di Jamestown, dando inizio agli scontri tra i nativi americani, ovvero gli indiani Powhatan, e i conquistatori provenienti dalle coste inglesi.

Il film, vincitore di un Annie Award come miglior film e di due premi Oscar per la Miglior colonna sonora e la Miglior canzone (“Colors of the Wind”) assegnati ad Alan Menken e Stephen Schwartz, vede alla regia Mike Gabriel (regista di “Bianca e Bernie nella terra dei canguri”, 1990) ed Eric Goldberg, animatore di film come “Aladdin” (1992), “Hercules” (1997), “La principessa e il ranocchio” (2009) e “Paperman” (2012). La sceneggiatura è stata scritta da Carl Binder, Susannah Grant e Philip LaZebnik.

La pellicola, di genere animazione, romantico, dramma e musicale, venne presentata in prima assoluta il 16 giugno 1995 al Central Park di New York, per poi essere distribuita nelle sale italiane a partire dal 24 novembre 1995. L’uscita in VHS del lungometraggio avvenne il 2 ottobre 1996. “Pocahontas” incassò ben 346,1 milioni di dollari in tutto il mondo, riguardo ai biglietti venduti al cinema. Dal successo del film, nel 1998, è stato realizzato il sequel “Pocahontas II – Viaggio nel nuovo mondo

Trama di Pocahontas

Nel 1607, una spedizione inglese guidata dal governatore John Ratcliffe parte per il Nuovo Mondo con l’obiettivo di stabilire una colonia, in quella che un giorno sarà la Virginia, oltre a quello di trovare l’oro sepolto in quelle terre. A bordo della nave Susan Constant ci sono i coloni della Virginia Company, tra cui il capitano e avventuriero John Smith, incaricato di mantenere sotto controllo gli eventuali indigeni, anche uccidendoli se necessario.

Nella zona in cui stanno per arrivare gli uomini della Virginia Company vive la tribù algonchina dei Powhatan, comandata dal Capo Powhatan, appena tornato a casa dopo aver vinto una battaglia contro la tribù rivale dei Massawomek. Il Capo Powhatan informa la giovane e graziosa figlia Pocahontas che Kocoum, un abile e stimato guerriero distintosi nella battaglia contro i Massawomek, ha chiesto la sua mano. La ragazza, uno spirito libero, è però dubbiosa su questa relazione, credendo che il suo destino sia diverso da quello che suo padre vorrebbe per lei. Pocahontas è infatti tormentata da un sogno ricorrente in cui una freccia gira continuamente, come a volerle indicare una nuova strada da intraprendere nella sua vita. Ma quale strada?

Nel frattempo, mentre Pocahontas riflette sul suo destino, nota che qualcosa di strano sta per accadere, soprattutto quando vede nel cielo delle strane nuvole che in realtà sono le vele della Susan Constant. Incuriosita, la giovane nativa americana si dirige verso quelle nuvole, che la conducono verso l’equipaggio della Virginia Company, imbattendosi per la prima volta negli uomini bianchi. Spaventata, ma allo stesso tempo intrigata, decide di spiarli da lontano per capire chi sono, cosa vogliono e cosa fanno, rimanendo “atratta” dal capitano Smith.

Cosicché, quando il capitano della spedizione, John Smith, parte da solo per esplorare il luogo, Pocahontas decide di seguirlo a distanza, rimanendo nascosta, finché l’uomo non si accorge di essere seguito e i due si ritrovano faccia a faccia. Dopo un iniziale spavento e alcune divergenze di pensiero, tra i due nasce, giorno dopo giorno, un profondo sentimento d’amore, alimentato dalla curiosità reciproca per il mondo dell’altro.

La loro storia d’amore, però, è ostacolata dal mondo esterno. Ratcliffe è venuto lì per trovare l’oro e annientare i “selvaggi”, come inizialmente definisce anche Smith, mentre i Powhatan intendono intraprendere una guerra per cacciare i visi pallidi. Starà ai due innamorati dimostrare ai nativi americani e ai coloni che è possibile vivere in pace. Ma riusciranno a farlo? Oppure lo scontro è inevitabile?

Fotogramma di Pocahontas (1995)
Fotogramma di Pocahontas (1995)

Recensione di Pocahontas

La critica cinematografica americana dell’epoca non ha esaltato la pellicola; anzi, ha criticato pesantemente il film, ritenendolo non all’altezza delle produzioni precedenti degli anni ‘90. L’aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes mostra come la pellicola abbia solo il 53% di gradimento da parte della critica, la quale ha definito il film con queste parole: “Pocahontas ha buone intenzioni e presenta momenti di sorprendente bellezza, ma è in gran parte un’opera insipida e poco ispirata, con una trama irregolare e una sfortunata mancanza di divertimento.”

Ovviamente, non sono d’accordo. Pur riconoscendo che Pocahontas non è un capolavoro del cinema d’animazione, ma definire questa pellicola insipida e poco ispirata mi sembra esagerato. In fin dei conti, siamo di fronte a un film d’animazione che sa emozionare e appassionare, trattando argomenti profondi e critici, argomenti che neppure i film perbenisti della Disney post-2010 riescono a trattare con la stessa qualità, imprigionati come sono dal politicamente corretto. Pocahontas è un buon film, che però presenta alcune scorciatoie a livello di sceneggiatura.

Queste scorciatoie possono funzionare all’interno di una pellicola d’animazione, dove la fantasia ha un ruolo da protagonista, ma possono far storcere il naso a un pubblico più attento. Una delle scorciatoie più evidenti riguarda l’escamotage linguistico. Pocahontas e John Smith non possono comunicare verbalmente, dato che lei non conosce l’inglese e lui non conosce la lingua di lei. Gli sceneggiatori, per eliminare questa barriera, non effettuano scene, vere e proprio dove i due si insegnano le varie lingue per poter comunicare, ma ricorrono a una semplificazione un po’ tirata via: Pocahontas, di punto in bianco, impara l’inglese perché inizia a parlare il linguaggio del cuore, ascoltando il suo vero io, quello più profondo. Una scelta molto fiabesca, ma che appare piuttosto una scorciatoia narrativa.

Un’altra piccola sbavatura nella sceneggiatura è l’eccessiva velocità narrativa. Il film è piuttosto breve e gli eventi si susseguono con estrema rapidità, soprattutto nella seconda parte. Sarebbe stato meglio dare maggior minutaggio al film, concentrandosi di più su alcuni personaggi secondari che meritavano un ruolo più accattivante, come Kocoum e Ratcliffe. Quest’ultimo è un villain iconico dal punto di vista estetico e di creazione visiva, ma è poco approfondito nel corso del film, non risultando all’altezza di Jafar o Scar, dimostrandosi un ottimo antagonista più sulla carta che non nella sostanza. Per il resto il film non ha ulteriori difetti, se come difetto non vogliamo contattare la non veridicità storica, riuscendo ad arrivare ai nostri cuori. Quindi perché definirlo un film insipido?

Tu pensi che io sia una selvaggia?

La pellicola affronta una tematica alquanto complessa, criticando gli atteggiamenti del mondo occidentale rivolti alla colonizzazione dei popoli stranieri con la scusa di civilizzare i “selvaggi”. Questo atto, verificatosi nel 1600 in America, si è ripetuto negli anni ‘90 nei paesi arabi e in Africa, dove l’Occidente crede che il suo modo di vivere sia l’unico giusto, distruggendo senza ritegno e comprensione il modo di vivere delle altre culture, considerate selvagge, primitive e retrograde.

Proprio come avviene in questo classico Disney, John Smith, un uomo duro che ha ucciso molti “non civilizzati”, attraverso l’incontro con Pocahontas si ritrova a dover rileggere il mondo circostante, comprendendo che ogni civiltà è civilizzata seppur in maniera differente. Il vivere accanto alla natura e in modo meno “avanguardistico” non è un male assoluto, e non è detto che tutti i popoli preferiscano vivere in un mondo tecnologico piuttosto che in uno a stretto contatto con la natura.

Questa tematica è trattata con estrema attenzione e profondità dal duo Mike Gabriel ed Eric Goldberg, portandoci a riflettere sul significato più profondo di civiltà attraverso una trattazione di antropologia culturale.

Treccani – Civiltà

La forma particolare con cui si manifesta la vita materiale, sociale e spirituale d’un popolo (eventualmente di più popoli uniti in stretta relazione) – sia in tutta la durata della sua esistenza sia in un particolare periodo della sua evoluzione storica – o anche la vita di un’età, di un’epoca. Sotto l’aspetto storico ed etnologico, il termine è riferito non soltanto ai popoli socialmente più evoluti della storia lontana o recente ma anche ai popoli primitivi o meno evoluti, estendendosi a designare anche le varie forme di vita di popoli preistorici, ricostruite per merito della paletnologia e dell’archeologia. Con questo significato più ampio e più «neutrale», il termine si approssima a quello di cultura (che ha avuto peraltro nella letteratura scientifica definizioni più precise). 2. Nell’uso comune è più tradizionale, è spesso sinonimo di progresso, in opposizione a barbarie, per indicare da un lato l’insieme delle conquiste dell’uomo sulla natura, dall’altro un certo grado di perfezione nell’ordinamento sociale, nelle istituzioni, in tutto ciò che, nella vita di un popolo o di una società, è suscettibile di miglioramento

La sceneggiatura della pellicola va in controtendenza con il concetto che la Treccani espone nel punto 2 del significato attribuito al termine “Civiltà”. Una civiltà non deve necessariamente essere tecnologica né perdere il contatto con la natura a favore di un ambiente urbano che favorisce il comfort sociale. Una “Civiltà”, intesa come unione di popoli, può manifestarsi in mille sfaccettature diverse, senza che la società occidentale debba essere considerata superiore a quella orientale o alle tradizioni delle tribù indigene africane. Sono semplicemente modi di vivere differenti che meritano ugualmente accettazione e comprensione. Smith deve comprendere questo concetto, così come i giovani spettatori che guardano questo lungometraggio.

Questa tematica è affrontata principalmente attraverso una scena memorabile del film, in cui viene eseguita la canzone capolavoro “Colors of the Wind”, interpretata da Judy Kuhn nella versione originale e da Manuela Villa in quella italiana. Si tratta di un brano musicalmente incantevole e ricco di significato, che esprime con grande semplicità il pensiero americano e occidentale, dove l’uomo bianco europeo e americano presume di possedere la verità assoluta, senza comprendere veramente il mondo che lo circonda.

Testo di “I colori del vento”

Tu pensi che io sia una selvaggia
Mentre tu hai girato il mondo
E questo io lo so
Ma dimmi allor perché
Se selvaggia chiami me
Ci sono tante cose che non sai
Tu non sai
Tu credi che ogni cosa ti appartenga
La terra e ogni paese dove vai
Ma sappi invece che ogni cosa al mondo
È come te, ha uno spirito, ha un perché
Tu credi che sia giusto in questo mondo
Pensare e comportarsi come te
Ma solo se difenderai la vita
Scoprirai le tante cose che non sai
Hai sentito il lupo che ulula alla luna blu
Che sai tu della lince, che ne sai
Sai cantare come cantan le montagne
Pitturare con il vento i suoi color
Riscoprendo un po’ d’amore nel tuo cuor
Dai corri insieme a me nella foresta
Fa’ entrare un po’ di sole dentro te
Vedrai che non c’è bene più prezioso
E così la ricchezza scoprirai
Un fiume e i lampi sono miei fratelli
E gli animali sono amici miei
Insieme nel segreto della vita
In un cerchio che per sempre esisterà
Chissà la vita cos’è
Se la fermerai, neanche tu saprai
E non sentirai quel lupo e il suo latrare mai
Almeno fino a che non lo vorrai
Non distinguer dal colore della pelle
E una vita in ogni cosa scoprirai
E la terra sembrerà solo terra finché tu
Con il vento non dipingerai l’amor

Dunque “Pocahontas” non è solo una storia d’amore, ma un film che esplora profondamente le dinamiche tra due culture diverse: i nativi americani e i coloni europei. Il tema centrale è la civiltà e il modo in cui le diverse culture possono coesistere senza ricorrere alla violenza. La civiltà non è vista come una superiorità di una cultura sull’altra, ma come un processo di comprensione e rispetto reciproco. Questo si riflette nel personaggio di Pocahontas, che rappresenta una mediatrice culturale tra il suo popolo e i coloni. Difatti uno dei temi fondamentali del film è l’importanza dell’ascolto e del dialogo. Pocahontas, attraverso il suo rapporto con John Smith, mostra come l’empatia e la comprensione possano prevenire i conflitti. L’ascolto attivo è rappresentato come una chiave per la risoluzione dei problemi e la costruzione di una pace duratura. Il film sottolinea che solo attraverso il dialogo si può trovare un punto di coesione, evitando comportamenti barbari e conflitti armati che portano solo distruzione.

La sceneggiatura di “Pocahontas” è notevole per la sua complessità morale. Non presenta una visione manichea del mondo, dove i buoni e i cattivi sono chiaramente distinti. Invece, esplora le sfumature di grigio, mostrando che sia i nativi americani che i coloni hanno le loro motivazioni e paure. Powhatan e i coloni sono posti sullo stesso piano, entrambi con legittime preoccupazioni e desideri. Questa complessità rende il film più realistico e offre una riflessione profonda sulla natura umana e le relazioni interculturali. Durante tutto il film, Pocahontas invita costantemente entrambe le parti a dialogare e a comunicare pacificamente per evitare il conflitto. Questo invito al dialogo è centrale nella trama e culmina in momenti chiave in cui Pocahontas riesce a fermare la violenza imminente. Il suo messaggio è chiaro: il dialogo è essenziale per stabilire trattati e raggiungere una nuova stabilità che soddisfi tutte le parti coinvolte, sottolineando l’importanza del dialogo anche con il nemico per evitare conflitti e costruire una pace duratura. È un messaggio che dovrebbe essere colto da tutti i politici, poiché evidenzia come l’empatia, la comprensione e il dialogo siano strumenti fondamentali per la diplomazia e la risoluzione dei conflitti. In un mondo spesso segnato da divisioni e violenze, “Pocahontas” offre una lezione preziosa su come le differenze culturali possano essere superate attraverso il rispetto e la comunicazione.

pochaontas il bacio romantico Smith
Il bacio di Pochaontas

Pocahontas: una reinterpretazione mitologica e storica

La pellicola “Pocahontas” della Disney, più che rifarsi alla realtà dei fatti storici, si basa esplicitamente sulla mitologia e sull’immaginazione. La Disney ha preso vari elementi della vita di Pocahontas e li ha amalgamati per creare un film con un forte gusto fiabesco e sentimentale. Nonostante la rappresentazione romantica, la storia d’amore tra John Smith e Pocahontas, come mostrata nel film, è una creazione della Disney e non ha fondamento storico. Si basa invece su un racconto dubitabile di Smith, il quale nel 1616 scrisse alla regina Anna d’Inghilterra di come Pocahontas lo avesse salvato dall’esecuzione per ordine di Wahunsunacock, rischiando la sua vita. Questo episodio, pur essendo incerto nella sua veridicità, è il fulcro narrativo del film Disney, che pone implicitamente la domanda sulla natura del rapporto tra i due.

La scelta della Disney di enfatizzare questo episodio e trasformarlo in una storia d’amore epica risponde a esigenze narrative e commerciali. Il pubblico dei film Disney è spesso composto da famiglie e bambini, per cui una storia d’amore avvincente e drammatica è più attraente di una rappresentazione rigorosamente storica. Inoltre, l’inclusione di elementi fiabeschi, come il canto degli animali e la saggezza mistica della natura, serve a rendere il film accessibile e piacevole per un pubblico ampio.

Se siete interessati a una rappresentazione più fedele alla verità storica, potreste considerare di guardare “The New World – Il nuovo mondo” di Terrence Malick, un film che offre una prospettiva più storica e meno romanzata di questi eventi. Malick presenta una versione più cruda e realistica dei primi contatti tra i coloni e i nativi americani, mettendo in evidenza le difficoltà, i conflitti e le incomprensioni tra le due culture. Il film esplora anche le complesse dinamiche politiche e personali che caratterizzarono le relazioni tra i Powhatan e i coloni inglesi, offrendo uno sguardo più sfumato e meno idealizzato rispetto alla versione Disney.

Figure Storiche Centrali

John Smith e Pocahontas sono figure storiche centrali nella storia dei primi contatti tra europei e nativi americani durante il periodo coloniale dell’America del Nord.

John Smith

John Smith (1580-1631) era un esploratore e avventuriero inglese noto per i suoi viaggi di esplorazione e colonizzazione. È famoso principalmente per il suo coinvolgimento nella fondazione della colonia di Jamestown, Virginia, nel 1607, la prima colonia inglese stabilita in America del Nord. Smith ha scritto diverse opere autobiografiche che dettagliano le sue esperienze in America, tra cui “The General History of Virginia, New England, and the Summer Isles” (1624).

Smith era un personaggio complesso e controverso. Le sue narrazioni autobiografiche, sebbene ricche di dettagli affascinanti, sono spesso considerate esagerate o addirittura fabbricate per aumentare la sua fama. La sua descrizione dell’episodio con Pocahontas, in particolare, è stata oggetto di dibattito tra gli storici. Alcuni vedono nella storia un’esagerazione o una reinterpretazione di un rituale di adozione nativo, piuttosto che un vero salvataggio romantico.

top film animazione pocahontas

Pocahontas

Pocahontas (1596-1617), il cui nome nativo era in realtà Matoaka, era la figlia preferita del capo Powhatan, Wahunsunacock. Il suo nome Pocahontas significa “ragazza capricciosa” o “piccola birichina”. La sua famiglia era parte della confederazione Algonchina nella Virginia coloniale.

Secondo la narrazione tradizionale, Pocahontas intervenne per salvare John Smith dall’esecuzione imminente per ordine di suo padre, Wahunsunacock, durante un rituale di iniziazione. Si racconta che Pocahontas si gettò tra Smith e i suoi esecutori, rischiando la sua stessa vita. Questo episodio è stato descritto da Smith stesso nelle sue opere, anche se alcuni storici mettono in dubbio la veridicità di questa storia o la interpretano come un gesto simbolico piuttosto che un atto di amore romantico.

La vita di Pocahontas è stata segnata da interazioni complesse con i coloni inglesi. Nel 1613, Pocahontas fu catturata dai coloni inglesi durante i conflitti tra i Powhatan e i coloni. Durante la sua prigionia, fu battezzata con il nome cristiano “Rebecca” e sposò John Rolfe, un coltivatore di tabacco inglese. Questo matrimonio portò a un breve periodo di pace tra i coloni e i Powhatan. Il matrimonio con Rolfe fu probabilmente un’unione strategica, volta a creare un’alleanza più stabile tra i due gruppi, e non un matrimonio d’amore come spesso rappresentato nelle opere romantiche.

Pocahontas e John Rolfe viaggiarono in Inghilterra nel 1616, dove la giovane donna divenne una celebrità. Tuttavia, durante il loro ritorno in Virginia nel 1617, Pocahontas morì improvvisamente a Gravesend, probabilmente a causa di malattie infettive europee. La sua morte prematura e le circostanze del suo viaggio in Inghilterra aggiungono un ulteriore strato di tragedia e complessità alla sua storia.

Animazione

“Pocahontas” si configura come un tipico film disneyano degli anni ’90, con al centro una storia d’amore narrata attraverso un’animazione straordinaria realizzata interamente a matita, utilizzando le classiche tecniche cinematografiche del cinema d’animazione Disney dell’epoca post “Il Re Leone”. Il film si distingue per il magnifico lavoro visivo, evidente fin dalle primissime scene in mare e durante la presentazione del nuovo mondo. Il risultato di cinque anni di lavoro, con il contributo di numerosi disegnatori, inclusi disegnatori nativi americani, è chiaramente visibile.

L’animazione è caratterizzata da un tratto estremamente curato e dettagliato che conferisce una straordinaria sfumatura emozionale ai personaggi. In particolare, il volto di John Smith è reso visivamente con una ricca gamma di espressioni facciali, superiore a quella del personaggio di Pocahontas. Questo risultato è attribuibile a Glen Keane, il creatore di una delle principesse Disney più iconiche e belle mai viste, capace di esprimere attraverso il volto della protagonista sia la fanciullezza che il forte carattere di una donna determinata a lottare per i propri sogni.

Oltre ai personaggi, anche i paesaggi sono curati nei minimi dettagli, arricchendo la narrazione con incantevoli sfondi naturalistici che contribuiscono alla bellezza visiva del film. Per quanto riguarda l’iconico personaggio di Nonna Salice, la tecnologia 3D è stata utilizzata per creare la corteccia e il volto, aggiungendo ulteriori elementi visivi alla pellicola.

Accanto alle meraviglie dell’animazione, la colonna sonora emerge come un altro punto di forza, meritatamente premiata con un Oscar. Tra le canzoni più celebri spiccano “Dopo Il Fiume Cosa C’è” (Just Around the Riverbend) e “I colori del vento”. Oltre ai brani, la composizione orchestrale contribuisce in modo significativo al tono fiabesco e naturalistico del film, trattando temi di destino, scoperta di sé e accettazione reciproca.

Pocahontas (1995)
Pocahontas (1995)

In conclusione

“Pocahontas”, nonostante alcune critiche valide sulle scorciatoie narrative e il trattamento dei personaggi secondari, rimane un film d’animazione Disney significativo e incantevole. La sua capacità di affrontare temi complessi come il rispetto delle culture indigene, la comunicazione interculturale e la coesistenza pacifica è notevole e continua a essere rilevante anche oggi. L’animazione dettagliata e la colonna sonora coinvolgente contribuiscono a rendere l’esperienza visiva e emotiva del film memorabile. “Pocahontas” rappresenta un esempio di come il cinema d’animazione possa essere un mezzo potente per esplorare tematiche profonde e universali, sebbene con qualche limite nella sua esecuzione narrativa.

Note positive

  • Temi profondi: “Pocahontas” affronta temi significativi come il confronto culturale, la colonizzazione e la coesistenza pacifica, stimolando riflessioni importanti sulle differenze culturali e sulla comprensione reciproca.
  • Animazione dettagliata: L’animazione tradizionale è magnifica e dettagliata, arricchendo la narrazione con paesaggi incantevoli e personaggi espressivi, dimostrando il lavoro artigianale di alta qualità dei disegnatori Disney.
  • Colonna sonora memorabile: Le canzoni come “Colors of the Wind” e “Just Around the Riverbend” non solo sono orecchiabili ma anche significative, contribuendo a rendere emozionale e memorabile l’esperienza del film.

Note negative

  • Scorciatoie narrative: Il film prende alcune scorciatoie narrative, come l’escamotage linguistico tra Pocahontas e John Smith, che potrebbero risultare poco convincenti per un pubblico più attento alle coerenze storiche e linguistiche.
  • Trattamento dei personaggi secondari: Alcuni personaggi, come Kocoum e Ratcliffe, non ricevono lo sviluppo e lo spazio sufficienti nella trama, risultando meno accattivanti rispetto ai protagonisti principali.
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 930

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