Pocahontas II – Viaggio nel nuovo mondo (1998). John Rolfe e l’arrivo a Londra

Recensione, trama e cast di "Pocahontas II - Viaggio nel nuovo mondo" del 1998. Pocahontas viaggia in Inghilterra per negoziare la pace tra due mondi diversi.
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Trailer di Pocahontas II – Viaggio nel nuovo mondo

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Il 1998 è stato un anno particolarmente ricco per l’animazione Disney, che non si è concentrata solamente sulle uscite cinematografiche ma anche sul mercato Home Video. Difatti, se la Walt Disney Animation Studios ha realizzato “Mulan,” film basato sulla leggenda cinese di Hua Mulan, come suo 36º Classico Disney, e la Pixar Animation Studios ha dato vita al suo secondo lungometraggio in CGI, “A Bug’s Life – Megaminimondo,” il mercato home video ha visto l’uscita di ben tre lungometraggi sequel di celebri classici Disney: “Pocahontas II – Viaggio nel nuovo mondo,” distribuito in VHS per la prima volta il 25 agosto 1998 (in Italia è stato rilasciato solo a maggio 1999), “Il re leone II – Il regno di Simba,” distribuito in America in VHS il 27 ottobre 1998, e infine “Il mondo incantato di Belle,” terzo episodio della trilogia de “La Bella e la Bestia,” uscito direttamente in VHS il 17 febbraio 1998. Insomma, molta carne al fuoco.

“Pocahontas II – Viaggio nel nuovo mondo,” sequel del lungometraggio d’animazione “Pocahontas” del 1995, è l’opera prima degli animatori Tom Ellery e Bradley Raymond. Quest’ultimo, in seguito, realizzerà pellicole d’animazione come “Topolino e la magia del Natale” (1999), “Il Gobbo di Notre Dame 2 – Il segreto della campana” (2002) e “Trilli” (2008), mentre Tom Ellery non continuerà la sua esperienza di regista nei lungometraggi, ma proseguirà il suo lavoro come animatore realizzando pellicole come “La Sirenetta” (1989), “La Bella e la Bestia” (1991), “La principessa e il ranocchio” (2009), “Zootropolis” (2016), “Raya e l’ultimo drago” (2021) e “Encanto” (2021).

Per quanto riguarda il doppiaggio, ritroviamo alcune delle voci originali del film, come quella dell’attrice Irene Bedard. Tuttavia, Mel Gibson, voce originale di John Smith, lascia il suo posto a suo fratello Donal Gibson.

Trama di Pocahontas II – Viaggio nel nuovo mondo

Il Governatore Ratcliffe sta intessendo trame d’inganni per sfruttare Re Giacomo a suo vantaggio, facendogli credere tutto ciò che desidera al fine di ritornare in Virginia con numerose truppe da combattimento per distruggere e uccidere i “selvaggi”, ovvero gli abitanti nativi del luogo. Nel suo piano, Ratcliffe fa passare John Smith per un traditore della corona, e così l’ex capitano e avventuriero si ritrova a essere braccato di notte da un gruppo di soldati intenti a catturarlo e processarlo per alto tradimento. Durante la cattura, Ratcliffe riesce a far cadere John Smith da un tetto, facendolo precipitare in un fiume sottostante e venendo ritenuto morto.

Re Giacomo, però, non voleva che Smith morisse; anzi, desiderava interrogarlo per conoscere la sua versione della storia. Non potendo fare ciò e per capire se condurre questa guerra oppure no, il Re invia nel Nuovo Mondo il giovane diplomatico John Rolfe con lo scopo di incontrare il Capo Powhatan e di condurlo a Londra per negoziati. Al suo ritorno a Londra, però, Rolfe non porterà con sé il leader della tribù, ma bensì sua figlia, Pocahontas, accompagnata dal forzuto Uttamatomakkin e dai suoi tre amici animali, Meeko, Flit e Percy.

La nativa americana si troverà dinanzi a un mondo completamente nuovo e sconosciuto, affrontando numerose sfide, tra cui il ballo di corte, un evento organizzato da Ratcliffe per permettere al Re di comprendere se Pocahontas e il suo popolo sono persone civili o semplicemente dei selvaggi. Ratcliffe è pronto a mettere in cattiva luce la principessa Powhatan, creando una serata non adatta a lei e ai suoi valori. Pocahontas e John Rolfe riusciranno a fermare la guerra?

John Rolfe e Pocahontas in Pocahontas II - Viaggio nel nuovo mondo
John Rolfe e Pocahontas in Pocahontas II – Viaggio nel nuovo mondo

Recensione di Pocahontas II – Viaggio nel nuovo mondo

Il primo lungometraggio del 1995 è stato criticato ingiustamente dalla critica, a mio avviso. Anche questo sequel è stato molto criticato dai vari critici (e non) della settima arte, ma questa volta ciò è alquanto giusto, perché “Pocahontas II – Viaggio nel nuovo mondo” è veramente un film fiacco e insipido, con una sceneggiatura e un’animazione che non riescono minimamente a incidere o a risultare interessanti. Rotten Tomatoes, il famoso sito americano aggregatore di recensioni, assegna al film solo il 29% di gradimento (contro il 53% del primo film), mentre il pubblico di IMDb dà, al 2024, un voto di 4,8 su 10, sinonimo di un’accoglienza molto tiepida alla fine della visione della pellicola Disney.

Sicuramente l’aver creato questa pellicola in concomitanza con numerose altre produzioni di casa Disney, dove il budget e i migliori animatori disponibili sul mercato sono stati impiegati su “Mulan” o su “A Bug’s Life” e non sui tre progetti pensati per il mercato Home Video come “Pocahontas II – Viaggio nel nuovo mondo”, ha influito negativamente. Questo sequel è stato realizzato non per una visione cinematografica ma bensì come pellicola prettamente casalinga da visionare sul nostro piccolo televisore degli anni ‘90. In questo senso l’animazione non è assolutamente paragonabile alla qualità del 33º classico Disney. Basta vedere la scena riguardante la barca del primo film e quella riguardante il mare e l’imbarcazione in questo sequel per notare le vistose divergenze qualitative.

Se nel film del 1995 c’era una maniacale attenzione ai dettagli con una cura particolare agli sfondi, agli oggetti e alle espressioni dei personaggi, qui non troviamo niente di tutto ciò. L’animazione è alquanto sempliciotta, priva di una vera profondità emotiva, e i colori risultano piatti e innaturali. L’imbarcazione è vistosamente finta, creata in CGI con un movimento dell’acqua da B-movie del cinema d’animazione, così come lo sono gli sfondi, soprattutto quelli riguardanti la Virginia, con questo panorama innevato che rimane lì, sullo schermo, senza arrivare ai nostri cuori. Diversamente da ciò che accade nel primo film, dove i movimenti della natura e dell’acqua ci coinvolgono, diventando una parte importante della pellicola.

Questa differenza nell’animazione appare evidente se guardiamo i due film uno dopo l’altro. In questo modo ci rendiamo conto di come il budget a disposizione, anche nel cinema d’animazione, faccia la differenza. Ciò che mi chiedo è perché la Disney non abbia dato maggior prestigio a questi sequel, trattandoli come meri film da commercio piuttosto che con un valore autoriale e di qualità.

A livello sceneggiativo, la storia non è così male, ma non viene sviluppata in maniera degna. Il lungometraggio sembra rimanere vittima dei messaggi presenti nel primo film, basato sulla necessità di un dialogo tra le parti per raggiungere la pace e su una critica alla cultura inglese (metafora dell’Occidente) che considera gli altri, i diversi da loro, come dei meri selvaggi, bisognosi di imparare i valori occidentali per vivere meglio. Cosa non vera. In “Pocahontas II – Viaggio nel nuovo mondo” non siamo, per la maggior parte della storia, in America, ma bensì a Londra, e in questo luogo la nostra eroina deve affrontare nuove sfide come ambasciatrice, ma anche sfide personali, sentimentali e identitarie. Pocahontas deve capire chi sia esattamente, rischiando anche di perdersi nelle regole sociali inglesi, perdendo la sua propria identità originaria. Questa parte della perdita del proprio “io” più puro poteva e doveva essere trattata in maniera più approfondita, risultando il motore del film ma apparendo solo a tratti all’interno della pellicola, un film che ha il problema, come anche il primo capitolo, di risultare eccessivamente breve e dunque sbrigativo.

La narrazione, comunque, come avveniva anche nel film del 1995, gioca costantemente tra realtà e leggenda, dove la Disney prende le informazioni storiche riguardo alla vita della principessa americana per rileggerle e modificarle. In questo senso, se la storia del primo film si concentrava sull’incontro tra Smith e Pocahontas, qui ci concentriamo sull’incontro/scontro tra Pocahontas e John Rolfe, un uomo inglese vissuto, presumibilmente, dal 1585 al 1622, rimasto vedovo e risposatosi con Pocahontas. L’incontro e la Pocahontas del classico disneyano risultano molto divergenti da quelli storici. Difatti, quando i due si sono incontrati, la principessa era stata fatta prigioniera dai coloni e condotta a Henricus; durante questa prigionia, la donna venne condotta alla cristianità dal pastore Alexander Whitaker e cambiò il suo nome in Rebecca, iniziando ad allontanarsi dalle sue usanze tradizionalistiche. Anche il viaggio di Pocahontas a Londra avverrà solo in seguito, precisamente nel 1616, dopo che la donna aveva dato alla luce un figlio. Il viaggio a Londra però sarà per la donna la causa della sua morte, ammalandosi e morendo durante il tragitto di ritorno. La pellicola disneyana rinnega la storicità, ancor di più del film del 1995, e crea una storia incentrata sulla ricerca dell’io e su un triangolo amoroso costituito da Smith, Pocahontas e Rolfe, ma questa storia d’amore tra lei e Rolfe non risulta d’impatto emozionante e sentimentale come invece sarebbe dovuta essere.

Frame di Pocahontas II - Viaggio nel nuovo mondo
Frame di Pocahontas II – Viaggio nel nuovo mondo

In conclusione

“Pocahontas II – Viaggio nel nuovo mondo” non riesce a replicare il successo e la qualità del suo predecessore, rimanendo intrappolato tra le aspettative del pubblico e le limitazioni artistiche. Sebbene la storia cerchi di esplorare nuove sfaccettature della vita di Pocahontas e offra un’interpretazione interessante della sua transizione culturale a Londra, il film è compromesso da una scarsa animazione e da una sceneggiatura che non riesce a mantenere l’incanto e la profondità emotiva del primo capitolo. L’uso di CGI per l’imbarcazione e gli sfondi è giudicato come poco raffinato e non all’altezza dei standard Disney, riflettendo un approccio meno curato rispetto alla produzione del 1995.

Note positive

  • Esplorazione tematica più profonda sulla transizione culturale di Pocahontas.
  • Riesce a trattare argomenti di rilevanza sociale e identitaria.

Note negative

  • Animazione visibilmente inferiore rispetto al primo film, con CGI e sfondi che mancano di dettaglio e qualità.
  • Sceneggiatura che non riesce a sviluppare in modo adeguato le potenzialità dei personaggi e delle tematiche trattate.
  • Mancanza di profondità emotiva e impatto rispetto al film originale.
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 922

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