Priscilla (2023). La tormentata storia tra Elvis e Priscilla Presley

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Priscilla

Priscilla

Titolo originale: Priscilla

Anno: 2023

Nazione: Stati Uniti d’America, Italia

Genere: Biografico, Drammatico, Musicale, Sentimentale

Casa di produzione: The Apartment, American Zoetrope, Standalone Pictures

Distribuzione italiana: Vision Distribution

Durata: 110 minuti

Regia: Sofia Coppola

Sceneggiatura: Sofia Coppola

Soggetto: memorie Elvis and Me di Priscilla Presley e Sandra Harmon

Fotografia: Philippe Le Sourd

Montaggio: Sarah Flack

Musiche: Phoenix

Attori: Cailee Spaeny, Jacob Elordi, Jorjia Cadence, Emily Mitchell, Rodrigo Fernandez-Stoll

Trailer di Priscilla

Trailer di Priscilla

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

La regista Sofia Coppola firma una delle pellicole più intime e delicate sulla vita privata del cantante Elvis Presley dal punto di vista della sua unica moglie, Priscilla, colei che l’ha sempre sostenuto fino alla fine dei suoi giorni. Adattamento cinematografico delle memorie del 1985 Elvis and Me scritte dalla stessa Presley con la collaborazione di Sandra Harmon, Priscilla ha visto un suo debutto mondiale all’anteprima italiana alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, aggiudicandosi la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile a Cailee Spaeny. Dal 27 marzo 2024 sarà nelle sale cinematografiche italiane per Vision Distribution.

Trama di Priscilla

Quando l’adolescente Priscilla Beaulieu incontra Elvis Presley a una festa lui, che è già una superstar del rock’n’roll, si rivela a lei come un uomo completamente diverso. Sarà un colpo di fulmine, ma anche un uomo capace di essere un alleato nella solitudine di questa ragazza, un migliore amico vulnerabile. Attraverso gli occhi di Priscilla, Sofia Coppola ci racconta il lato nascosto di un grande mito americano, attraverso un lungo corteggiamento e un matrimonio turbolento. Una storia iniziata in una base dell’esercito tedesco e proseguita nella sua tenuta da sogno a Graceland. Una storia d’amore fatta di amore, sogni e fama.

Recensione di Priscilla

If i should stay I would only be in your way so I’ll go, but I know I’ll think of you every step of the way. And I always love you. È sulle note malinconiche di Dolly Parton che vediamo una giovane Priscilla Presley a bordo della sua macchina abbandonare per sempre Graceland, una tenuta che l’ha vista protagonista di un lungo e irrequieto matrimonio con l’icona della musica statunitense, mister Elvis Presley. Una storia d’amore che l’ha portata a crescere più velocemente rispetto alle sue coetanee, portandola a scontrarsi spesso con l’idolo della popolazione femminile a causa del fascino che esercitava su di loro, portando di conseguenza la stampa a tratteggiare le numerose – e spesso veritiere – scappatelle del cantante. Un amaro epilogo che sintetizza un amore naufragato troppo velocemente a causa delle diverse differenze inconciliabili, spingendo i due coniugi a intraprendere due strade diverse. E la nuova vita di Priscilla si trovava proprio fuori da quelle mura di cristallo, un luogo che l’aveva intrappolata e snaturata della sua personalità per troppo tempo.

Riportando le lancette di qualche anno indietro, la nuova pellicola firmata da Sofia Coppola vede la sua apertura sul finire degli anni Sessanta nella Germania dell’Ovest dove una quattordicenne Priscilla Beaulieu risiede con la sua famiglia, dal momento che il padre si trova di stanza nell’esercito americano. Sarà grazie a una delle tante feste organizzate alla base che la fanciulla farà il suo incontro con il ventiquattrenne Elvis Presley, arruolato nell’esercito proprio all’apice del suo successo come cantante. Nonostante l’evidente differenza d’età – lo stesso Elvis le farà notare che è piccola – i due finiscono presto per piacersi, arrivando a frequentarsi nonostante il poco entusiasmo dei genitori di lei. Priscilla vive quella che per lei è la sua prima cotta adolescenziale, segnata anche dal fatto che un ragazzo più grande (e popolare) nutre un profondo interesse nei suoi confronti. Le giornate sono scandite da confessioni – apprendiamo della scomparsa della madre del cantante e del vuoto lasciato nel suo cuore mai colmato – e da sussurri dolci, che terminano bruscamente nel momento in cui Elvis ritorna in patria, portando la loro relazione a interrompersi per un breve periodo. Questo fino a quando il ragazzo ritorna all’improvviso professando il suo amore per lei e la voglia di averla a casa con lui, nella sua dimora a Graceland.

Cailee Spaeny e Jacob Elordi in Priscilla
Cailee Spaeny e Jacob Elordi in Priscilla

Dopo il grandissimo successo di Elvis di Baz Luhrmann con protagonista Austin Butler – la cui performance gli ha fruttato una candidatura agli Oscar – la regista Sofia Coppola mantiene vivido il ricordo della leggenda del rock’n’roll puntando i riflettori su una delle figure femminili più vicine a lui, ossia la moglie Priscilla Presley. È proprio attraverso gli occhi della giovane fanciulla che scorgiamo un lato intimo e sconosciuto di Elvis, un’immagine che si discostava nettamente da quella che proponeva sul palcoscenico. Quella che ne viene fuori è la figura di un uomo solo che fa della moglie una sorta di àncora a cui aggrapparsi per superare i momenti più bui della sua vita, compresa l’assenza dell’amata madre. Priscilla si sostituisce alla figura materna prendendone il suo posto, come si evidenzia nella sua radicale trasformazione: la lunga chioma castana viene sostituita da una più scura, caratterizzata da eleganti acconciature, il viso è contornato da uno spesso trucco costituito da ciglia finte ed eyeliner, le sue fattezze da ragazzina vengono nascoste da abiti più maturi. La personalità stessa della protagonista subisce un radicale cambiamento nel momento in cui poserà piede a Graceland, abbandonando il suo atteggiamento infantile e sognatrice in favore di un comportamento più adulto, consono all’ambiente che la circondava.

Frame di Priscilla
Frame di Priscilla

Sofia Coppola registra attraverso la sua lente di ingrandimento il lento declino di questa coppia di coniugi, un’unione mal amalgamata nonostante il profondo affetto che nutrivano l’uno per l’altro. Le performance e gli spettacoli portati in scena da Elvis vengono totalmente oscurati per dare spazio al suo tormento, dati dagli scatti di rabbia e dalla presenza delle numerose pillole da lui assunti. Priscilla finisce ben presto per essere vittima di questa gabbia dorata che preme per soffocarla e sottometterla, al punto che lei stessa finirà per smarrire la strada. L’attrice Cailee Spaeny (nota per i suoi ruoli in 7 sconosciuti a El Royale e Il rito delle streghe) propone una prova egregia della sua personale Priscilla, un’anima candida che finirà col macchiarsi a fianco del personaggio portato in scena da Jacob Elordi.

In conclusione

La Priscilla di Coppola mette in evidenza non solo il rapporto tossico tra Elvis e la moglie ma spinge lo spettatore a domandarsi quanto effettivamente i fan hanno contribuito a idealizzare la figura di questo personaggio, dotato di un incredibile talento musicale ma allo stesso tempo devastato da numerosi demoni mai del tutto colmati. Priscilla ci restituisce un’immagine cruda, quella di una donna che si vede costretta ad allontanarsi da un mondo che non le appartiene e che le impedisce di vivere appieno la sua vita. Una vita a cui aveva fortemente creduto e lottato per rimanerci, per amore anche dello stesso Elvis. Eppure, come la stessa Parton canta nelle scene finali We both know that I’m not what you need.

Note positive:

  • Performance Cailee Spaeny
  • Regia
  • Tematiche affrontate

Note negative:

  • /
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