Roofman (2025). Il ritorno in grande stile di Derek Cianfrance

Recensione, trama e cast del film crime Roofman, pellicola del 2025 diretta da Derek Cianfrance, regista di Blue Valentine (2010)

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Immagine del film al momento non disponibile per motivi di copyright - L'occhio del cineasta
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Roofman

Titolo originale: Roofman

Anno: 2025

Nazione: Stati Uniti d’America

Genere: Crime, Drammatico, Biografico

Casa di produzione: Paramount Pictures, Miramax, Free Association, High Frequency Entertainment

Distribuzione italiana: Paramount Pictures / Eagle Pictures

Durata: 115 minuti

Regia: Derek Cianfrance

Sceneggiatura: Derek Cianfrance, Kirk Gunn

Fotografia: Andrij Parekh

Montaggio: Jim Helton, Ron Patane

Musiche: Christopher Bear

Attori: Channing Tatum, Kirsten Dunst, Peter Dinklage, Juno Temple

Trailer di “Roofman”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Diretto da Derek Cianfrance, già acclamato autore di pellicole dal forte impatto emotivo come Blue Valentine (2010) e Come un tuono (2012), il film si avvale della sceneggiatura dello stesso Cianfrance in collaborazione con Kirk Gunn. Il montaggio è affidato a Jim Helton e Ron Patane (A Most Violent Year, J.C. Chandor, 2014), mentre la colonna sonora è composta dal compositore Christopher Bear. La fotografia, curata da Andrij Parekh (Blue Valentine, 2014), restituisce quell’estetica cruda e naturalistica tipica del cinema di Cianfrance. Il cast, di altissimo profilo, vede come protagonista Channing Tatum (anche produttore esecutivo), affiancato dalla candidata all’Oscar Kirsten Dunst (Il potere del cane, J. Campion, 2021), Peter Dinklage (pluripremiato per Game of Thrones) e Juno Temple. Presentato con successo nei principali festival internazionali, il film ha consolidato la reputazione di Cianfrance come uno dei cineasti più capaci nell’indagare le crepe del sogno americano attraverso la lente del dramma biografico.

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Trama di “Roofman”

Roofman racconta la storia vera di Jeffrey Manchester (Channing Tatum), un ex riservista dell’esercito che, spinto dalle difficoltà economiche dopo il divorzio, inizia a rapinare decine di fast food McDonald’s entrando dai tetti. Nonostante il modus operandi criminale, Manchester si distingue per la sua indole gentile, diventando un “antieroe” amato dal pubblico. Il film segue la sua audace fuga dal carcere e i mesi vissuti in latitanza, trascorsi nascondendosi in modo incredibile all’interno di un grande magazzino Toys “R” Us, dove cerca disperatamente di mantenere il sogno di una vita normale.

Recensione di “Roofman”

Del cineasta Derek Cianfrance ho sempre apprezzato il sofisticato realismo che caratterizza ogni sua sceneggiatura, senza retorica e allo stesso tempo ricco di quei non detti che lasciano allo spettatore l’interpretazione dei comportamenti dei vari caratteri, come a chiedere: “Tu cosa avresti fatto al loro posto?”. Blue Valentine (2010), con Ryan Gosling e Michelle Williams, a mio parere resta uno dei suoi punti più alti, seguito da Come un tuono (2012), sempre con una straordinaria recitazione dell’attore canadese. In entrambi i casi – e anche in Roofman – Cianfrance descrive persone che sembrano affette da un disturbo borderline di personalità, analizzando allo stesso tempo la società in cui si calano, che il regista non rinuncia a criticare. Ed ecco la raffigurazione di una relazione tossica nel primo film citato e delle due follie che sono l’incipit degli altri due. In Roofman, però, Cianfrance decide di dedicarsi alla costruzione di un personaggio particolare, un ex soldato il cui unico superpotere è l’osservazione.

Channing Tatum, che realizza un’altra grande interpretazione dopo quella di Blink Twice (Z. Kravitz, 2024), di per sé è un cittadino rispettabile, non solo per il passato nelle forze armate, ma anche per quella vita sociale costruita che risponde a tutta una serie di requisiti: moglie, progenie, abitazione con giardino… Eppure, fin da subito ecco i punti dolenti e la decostruzione dello stesso idillio: il divorzio e poi l’impossibilità – causa problemi economici – di acquistare regali “adeguati” alla propria figlia. Una mossa interessante da parte di Cianfrance, che permette di sottolineare l’essenza del materialismo (un po’ alla Material Love, C. Song, 2025) e le decisioni irresponsabili derivanti dal suo mancato soddisfacimento, da quel fallimento percepito che logora l’autostima del protagonista. Jeffrey Manchester, interpretato da Tatum, diventa così Roofman, una specie di “antieroe” gentiluomo che deruba un fast food dopo l’altro, edifici-metafora di quella stessa idea di ricchezza a cui lui stesso anela. Si tratta di un corto circuito morale che trasforma il crimine in una bizzarra forma di riscatto sociale.

C’è però anche l’ingordigia, la necessità di avere sempre di più e subito, la stessa che va a definire i comportamenti di Jeffrey una volta che ha trovato un suo grottesco equilibrio. Il numero di fast food derubati continua a crescere, con Roofman che compare quotidianamente sui telegiornali stupendo gli spettatori (in stile soap opera) per vie delle sue acrobatiche rapine che iniziano – appunto – da un buco sul tetto. Un’irrefrenabile dipendenza che però, nonostante un comportamento da simil-Robin Hood, lo porterà all’arresto e successivamente alla latitanza, perché lui, in un penitenziario, proprio non riusciva a starci. Cianfrance è molto bravo nel far sentire la pesantezza della reclusione. Il film, infatti, può apparire a tratti scanzonato ma sostanzialmente è una commedia nera con toni fortemente drammatici. Non è solo l’impossibilità di poter stare con i propri figli a far scattare nella mente di Jeffrey l’idea della fuga, ma anche la convinzione di perdere per sempre una vita normale.

È questo timore a generare in lui quel senso claustrofobico che diventerà il vero, invisibile compagno del protagonista per tutta la durata del film. Cianfrance, dopotutto, ha pensato a ogni dettaglio e lo si capisce proprio dal fil rouge che collega l’incipit della storia – il regalo “sbagliato” per la figlia – con il negozio di giocattoli Toys “R” Us dove Roofman si nasconderà per sfuggire alla polizia. Al suo interno Jeffrey fa i conti con il proprio io, persino con i comportamenti più puerili, diventano una specie di Tom Hanks in Cast Away (R. Zemeckis, 2000). La mancanza di contatto con le persone – solo spiate grazie a delle piccole telecamere – porta il protagonista a un passo dalla follia.

Con la prospettiva di Roofman però è divertente guardare l’altro mondo, quello reale, che litiga, rimugina ma ha anche aspettative e speranze. Le stesse che caratterizzano il personaggio interpretato da una bravissima Kirsten Dunst (bello l’omaggio a Spider-Man), una donna in difficoltà e che, proprio per questo, appare realistica mentre si avvicina a Jeffrey mentre questo vuole costruirsi un alter ego completamente idealizzato. In queste sequenze, Cianfrance riesce a rappresentare Roofman rinunciando a qualsiasi forma di empatia. C’è sì del romanticismo e dei momenti intensi a livello emozionale, ma il personaggio di Tatum resta sempre un ricercato psicologicamente instabile che non ha nulla a che fare ad esempio con il Frank Chambers interpretato da Josh Brolin in Un giorno come tanti (J. Reitman, 2013). Straordinarie anche le interpretazioni del resto del cast – Peter Dinklage su tutti –, capaci di rendere Roofman un film mai banale che si classifica tra le migliori opere di Cianfrance.

In conclusione

Derek Cianfrance torna al cinema con un’opera di spessore. Roofman è una black comedy costruita su contrasti surreali, sorretta da una sottotrama stratificata e ricca di significati. È la parabola di un uomo che tenta di conquistare una propria dimensione di dignità — a qualunque costo — finendo però vittima di quello stesso sistema a cui brama di appartenere. Un titolo assolutamente da vedere, impreziosito dalle interpretazioni magistrali del cast.”

Note positive

  • Le interpretazioni di Channing Tatum, Kirsten Dunst e Peter Dinklage
  • La regia di Derek Cianfrance
  • La sceneggiatura

Note negative

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Review Overview
Regia
Fotografia
Sceneggiatura
Colonna sonora
Interpretazione
Emozione
SUMMARY
3.8
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Luca Filidei
Luca Filidei