Your honor ep.10 recensione

Your honor: Il silenzio dei colpevoli

Your Honor locandina film

Your honor

Titolo originale: Your Honor

Anno: 2020/2021

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: drammatico, gangster

Produzione: Debra Lovatelli, Todd Lewis, Dewayne Darian Jones, Joey Hartstone

DistribuzioneShowtime

Ideatore: Peter Moffat

Stagione: 1

Episodi: 10

Attori:Bryan Cranston, Hunter Doohan,  Hope Davis, Sofia Black-D’Elia, Isiah Whitlock Jr., Michael Stuhlbarg, Carmen Ejogo

Trailer di Your Honor

Trama di Your honor

New Orleans, un ragazzo di 17 anni, Rocco Baxter, viene ucciso in un incidente stradale da Adam (Hunter Doohan), figlio dell’onesto giudice Michael Desiato (Bryan Cranston); quando quest’ultimo scoprirà che la vittima è in realtà figlio del più importante boss della malavita della città, Jimmy Baxter (Michael Stuhlbarg), ometterà il reato alla polizia per evitare che il figlio venga a sua volta condannato dalla mafia, si susseguiranno così una serie di vicende sempre più assurde e complesse.

Fotogramma che ritrae Adam (Hunter Doohan) in Your Honor
Fotogramma che ritrae Adam (Hunter Doohan)

Recensione di Your honor

Showtime ci regala un intenso thriller a tinte gangster, con protagonista Bryan Cranston, che tratta come tema principale quello dell’omertà; gli autori scelgono di raccontare le ingiustizie giudiziarie dal punto di vista del silenzio, il più grande colpevole che possa esserci. Vediamo come l’omertà possa far compiere ai protagonisti le azioni che poi li trascineranno in un buco nero, azioni che sembrano partire dal buon senso ma in realtà si vedrà come verranno scaturite dal semplice egoismo, egoismo che spinge una persona a scappare dai propri guai e facendoci finire piuttosto gente senza colpe.

Your honor: Il silenzio dei colpevoli 1
Frame di Your honor

L’amore che si può provare per un figlio, un amore così grande tanto da mettere in repentaglio una carriera di successo per proteggerlo, un amore tale da raggirare la legge senza rendere giustizia a persone innocenti alla quale viene tolta la loro vita in un attimo, senza che se ne rendessero conto.
Una realtà presentata in maniera cruda e che fa male, fa male in quanto è la verità che ogni giorno si presenta nelle nostre vite, una verità che è talmente fissa e abituale che non sembra più così tanto assurda, quasi sembra normale e non ci scandalizza più. La mafia, colei che si è insediata in ogni territorio del mondo e nei più piccoli contesti sociali, un nemico talmente visibile che quasi diviene invisibile, il che rende impossibile combatterlo.

Your honor: Il silenzio dei colpevoli 3
Fotogramma raffigurante i genitori della vittima, interpretati da Hope Davis e Michael Stuhlbarg

I personaggi che ci vengono mostrati hanno da subito un forte impatto in quanto sono inseriti in un contesto realistico, viene facile personificarsi in loro soprattutto nelle loro scelte, scelte che mettono a dura prova lo spettatore il quale si ritrova inizialmente in una posizione di critica nei loro confronti, tuttavia ci viene indirettamente posto il quesito: tutti saremmo capaci di agire razionalmente e onestamente in quelle situazioni?

In tutte le 10 puntate ci ritroviamo in un costante climax di tensione lasciando l’immaginazione a ogni tipo di finale, finale che in qualche modo sarebbe stato doloroso, una storia che sin dall’inizio distrugge la speranza di un lieto fine. Un climax costruito da un’attenta regia ma specialmente da un montaggio davvero ben fatto; gli episodi non si perdono mai in scene inconcludenti e nonostante le vicende siano molte e intrecciate, abbiamo una visione lineare e pulita della trama e nella sua complessità la miniserie risulta ben scorrevole. Ottima anche la colonna sonora, soprattutto dell’utilizzo del violino nei momenti di suspense e colpi di scena. Qualcosa in più si sarebbe potuto fare sulla scrittura di alcuni personaggi che sono stati trattati in maniera abbastanza marginale come ad esempio la moglie di Jimmy, Gina; il personaggio ha sin dall’inizio un ottimo potenziale, non sfruttato a pieno, lasciandola in un atteggiamento passivo della storia.

A livello recitativo abbiamo un Bryan Cranston straordinario che riesce a bucare lo schermo grazie alla sua intensa interpretazione la quale lo conferma tra i migliori attori televisivi; tuttavia c’è da considerare che l’attore ha già avuto a che fare con questo tipo di personaggio, chi ha visto Breaking Bad potrà capire, sicuramente gli autori hanno avuto un punto facile in partenza.

Una miniserie struggente e realista, sicuramente una delle migliori dell’ultimo anno, che presenta un triste quadro di una società, e nello specifico la magistratura, corrotta e manovrata dalla mafia, dove le poche persone oneste non riescono a far sentire la propria voce, una società dove regna il peggiore dei colpevoli, il silenzio.

Note positive:

  • Regia
  • Montaggio
  • Sceneggiatura

Note negative:

  • Alcuni personaggi sarebbero potuti essere sfruttati maggiormente

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