Skyfall (2012): Un thriller d’autore

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Skyfall

Anno: 2012

Paese: Regno Unito, Stati Uniti d’America

Genere: Thriller / Azione

Produzione: EON Productions

Prodotto da: Barbara Broccoli, Michael G. Wilson

Durata: 2 hr 23 min (143 min)

Regia: Sam Mendes

Sceneggiatura: John Logan, Neal Purvis, Robert Wade

Dop: Roger Deakins

Montaggio: Stuart Baird

Musiche: Thomas Newman

Attori: Daniel Craig, Judi Dench, Javier Bardem, Ralph Fiennes, Naomie Harris, Albert Finney

Trama di Skyfall

Nel corso di una delicata missione a Istambul, qualcuno ruba dati sensibili sulle identità segrete di molti agenti operativi sul campo. M (Judi Dench), il boss dell’agenzia, richiede di nuovo l’aiuto di James Bond (Daniel Craig), la miglior spia al servizio segreto di sua maestà. Ma Bond cade in una trappola dell’intelligente e diabolico Raoul Silva (Javier Bardem) e viene dato per morto…

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Daniel Craig in Skyfall
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Una scena di Skyfall

Recensione di Skyfall

Terzo capitolo dell’era bondiana con Daniel Craig nei panni dell’agente 007, Skyfall prosegue a passo spedito sul solco tracciato dal meraviglioso Casino Royale e dal più fallace ma robusto Quantum of Solace. Se i due precedenti capitoli si sono occupati di un restyling del personaggio, valorizzandone i tratti più moderni (sicuramente debitori all’ottima saga di Jason Bourne con Matt Damon) ed emotivi, Skyfall cerca di coniugare le nuove qualità narrative e tecniche della saga con i suoi caratteri distintivi più classici, rintracciabili sin dalle origini del personaggio, quando ancora era interpretato dall’indimenticato Sean Connery.

La scommessa si può dire vinta, soprattutto perché dietro la macchina da presa abbiamo un ottimo regista come Sam Mendes (1917), il maestro della fotografia Roger Deakins (Blade Runner 2049) e lo sceneggiatore John Logan (Il Gladiatore). A questi tre filmmaker si deve quello che si può considerare un vero blockbuster d’autore, non lontano dal revisionismo post-moderno operato da Christopher Nolan nei suoi Batman, ingioiellato da preziose perle di ironia riconducibili ai migliori capitoli precedenti.

Regista non particolarmente avvezzo all’action, Sam Mendes stupisce invece proprio per la straordinaria pulizia con cui dirige inseguimenti e scene di lotta, mai confusionarie e sempre spettacolari anche grazie all’ottimo comparto scenografico. All’efficacia visiva del film contribuisce molto la fotografia di Roger Deakins, azzeccatissima nel valorizzare il look delle scene cruciali come può essere quella meraviglia scontro in un palazzo di specchi, penombre suggestive e liquide luci al neon.

Malgrado la presenza di ben tre sceneggiatori, l’architettura narrativa di Skyfall non perde colpi, riflettendo sulle difficoltà che i governi sono costretti a fronteggiare per stare al passo con i nemici nella corsa all’avanguardia tecnologica e della superiorità in fatto di armamenti e strategie. Questo sottotesto, ben ancorato al contesto contraddittorio del XXI secolo, viene portato a galla dall’insidioso e scaltro cattivo di turno, interpretato da Javier Bardem che, pur recitato spesso e volentieri sopra le righe, dimostra di essere un deciso passo avanti rispetto agli avversari di Bond nei film precedenti, LeChiffe di Mads Mikkelsen compreso! Ma in generale tutto il sistema di personaggi è curato e sfruttato con perizia.

Venendo alla recitazione, l’ironico Daniel Craig si conferma il Bond moderno per antonomasia, e Judi Dench lo spalleggia con una classe impeccabile; Bardem sfoggia, dopo Non è un paese per vecchi e The Counselor, l’ennesima pettinatura imbarazzante ma è strepitoso come terrorista inarrestabile e sagace. Con i suoi 145 minuti di durata, Skyfall è tra i capitoli più lunghi della saga, eppure scorre senza momenti morti, senza attimi di respiro. Menzione d’onore agli abbacinanti e sanguigni titoli di testa, commentati dalla canzone originale del titolo eseguita da Adele.

NOTE POSITIVE

  • Sam Mendes si scopre a sorpresa un eccellente regista action.
  • La fotografia di Roger Deakins valorizza magistralmente i momenti topici.
  • Una sceneggiatura orchestrata alla perfezione tra aggiornamenti della saga e richiami alle sue peculiarità.
  • Tutto il cast.
  • I titoli di testa, forse i migliori di un film di Bond.

NOTE NEGATIVE

  • La pettinatura di Javier Bardem è imbarazzante.

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