Suo figlio (2022): il dramma del suicidio di un giovane figlio

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Your Child - locandina

Suo figlio

Titolo originale: Your Child (당신의아이)

Anno: 2022

Nazione: Corea del Sud

Genere: Drammatico

Casa di produzione: Bezalgraphy, Shot on Komodo, Gibeon Cinematography, KOFIC

Durata: 27′

Regia: Hong Sun-young

Sceneggiatura: Hong Sun-young

Fotografia: Han Sangkil

Montaggio: Cheon Jihyeon

Musiche: JJ Lee, Christopher Lord

Attori: Oh Dong-min, Jung Hite, Kim Min, Park Jun-yeong

L’autrice sudcoreana Hong Sun-young si è laureata alla Korea National University Of Arts, presso il dipartimento di cinematografia. Il suo debutto avvenne nel 2014 con il cortometraggio Shut, storia di una ragazza e del suo rapporto con il silenzio. Nel 2017, la regista viene ospitata al Festival di Cannes, nella sezione ‘Short Film Corner’, con l’opera Sky Flute, rappresentazione l’incontro fra due ragazzi e dell’uso di una lingua di Menelik come mezzo di comunicazione. Suo figlio è stato presentato in Italia al 21° Florence Korea Film Fest, nella sezione ‘Corto Corti!’. È possibile visionare l’opera sulla piattaforma streaming di Mymovies.

Suo figlio - Il padre a scuola
Suo figlio – Il padre a scuola

Trama di Suo figlio

Un ragazzo si suicida gettandosi dal tetto della scuola. Inizia il dramma intimo del padre, che cerca di capire le ragioni di quel gesto estremo e, soprattutto, fa in modo di trovare un responsabile plausibile, escogitando il modo di condannarlo.

Recensione di Suo figlio

L’autrice sudcoreana Hong Sun-young si rimette in gioco con una nuova storia legata al mondo dei giovani: dopo aver affrontato il tema dell’amore e della solitudine in Sky Flute, ora propone un dramma che pone in evidenza le difficoltà dei ragazzi d’oggi. Una situazione che è presente non solo in Corea del Sud – o in paesi limitrofi, come il Giappone – ma anche nel mondo occidentale ed è questo uno degli aspetti interessanti di Suo figlio: la sua doppia visuale, umana e
sociopolitica.

Il lutto del padre di Yeonjun viene indagato in maniera lenta, attenta a non sfociare in un eccesso di emotività, a vantaggio di una compostezza che può sembrare, per certi versi, innaturale ma che rispecchia il retaggio culturale per cui le forti emozioni, come il dolore per la perdita di un figlio, sono sempre espresse con pudore. E, con lo stesso pudore, la regista affronta anche il percorso che l’uomo fa alla ricerca di una verità, a soddisfare una necessità impellente di una spiegazione e, di conseguenza, di un responsabile.

Suo figlio - Un frame della pellicola
Suo figlio – Un frame della pellicola

L’uso di una fotografia ben calibrata e il movimento della macchina da presa sono decisamente funzionali allo scopo. Anche le immagini sono conseguenti: la compostezza dell’uomo mentre siede su quello che era il banco del figlio; la sua solitudine mentre torna a casa con gli effetti personali di Yeonjun; il suo indugiare nei confronti dell’insegnante, che lo porta a gesti insoliti ma, per lui, necessari. Il confronto fra i due uomini, coloro che dovevano essere dei punti di riferimento per il giovane studente, viene mostrato con inquadrature molto accademiche: personaggi decentrati e con continui cambi a seguire le battute per mantenerle in campo, con un gioco di contrasti di messe a fuoco. Uno stile scolastico ma efficace, che non distorce il messaggio principale della pellicola, che è evidentemente anche sociopolitico: la presa di coscienza, e il mettere in evidenza, il disagio che molti giovani stanno affrontando in questo periodo storico e che, spesso, si ritrovano a non saper gestire.

Suo figlio - Il confronto fra il padre e l'insegnante
Suo figlio – Il confronto fra il padre e l’insegnante

Se la società si ritrova a non aver ancora trovato delle modalità per affrontare il problema, Hong Sun-young invece si pone come risolutrice indicando un colpevole, e poco importa se lo sia realmente: non sapremo mai se l’insegnante si comporta a protezione del padre di Yeonjun o della scuola che rappresenta, siamo però messi nella condizione di sapere che anche lui, probabilmente, affronterà da protagonista una situazione simile, se non identica, in quanto padre a sua volta. Questa indagine non ha nulla del film d’azione ma continua a rispettare la linea principale che l’autrice ripercorre: l’osservazione attenta e calma. Un contesto che viene sottolineato da una colonna sonora dove, paradossalmente, la musica ha dei momenti di sottolineatura non invadente ma rimane in secondo piano rispetto alla colonna sonora ambientale, con il frinire dei grilli e lo zillare delle cavallette che diventano protagonisti .

Il finale non è esaustivo bensì generatore di molte domande e dubbi: se per una scelta autorale piuttosto che per i tempi ristretti non è dato sapere. Rimane il fatto che lascia aperto il dibattito: sulle responsabilità, sui provvedimenti da prendere, su come gli stessi ragazzi si pongono di fronte a questa problematica. Ma anche sul ruolo del compagno di Yeonjun, su cui si posa il dubbio di una complicità rispetto all’atto conclusivo: non è ben palesata la ragione del suo coinvolgimento né, tanto meno, se ha un ruolo da protagonista nella vicenda – e quanto c’entra la ragazza ripresa sul finale con ciò che è successo.

Suo figlio - Il compagno d l'insegnante in una scena del corto
Suo figlio – Il compagno d l’insegnante in una scena del corto

In conclusione

Hong Sun-young ha sicuramente il merito di porre sotto i riflettori una situazione che continua ad essere sottovalutata. Lo fa in maniera smaccata, irriverente, trovando un responsabile che, in realtà, è solo un mezzo per fare aumentare l’indignazione. Peccato che alcune parti non siano approfondite, lasciando nello spettatore dei dubbi irrisolti: ma probabilmente questa era la volontà dell’autrice.

Note positive

  • Bella fotografia
  • Storia coinvolgente

Note negative

  • Personaggi poco indagati
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Renato Soriano
Renato Soriano

Mi occupo di spettacolo ed eventi culturali dal lontano 1991. Nasco come attore per diventare poi regista e autore teatrale. I miei studi mi hanno portato a specializzarmi verso la rappresentazione omonormativa nel cinema, italiano e non. Inoltre, sono ideatore del progetto TeatRealtà, legato alla consapevolezza delle nuove tecnologie usando il teatro come realtà.

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