Taron e la pentola magica (1985) – il lato oscuro di Walt Disney Productions

Locandina di: "Taron e la pentola magica"

Taron e la pentola magica

Titolo originale: The Black Cauldron

Anno: 1985

Paese: U.S.A

Genere: Animazione, fantastico, avventura

Produzione: Walt Disney Productions, Silver Screen Partners III

Distribuzione: UIP

Durata: 80 minuti

Regia: Ted Berman, Richard Rich

Sceneggiatura: David Jonas, Vance Gerry, Ted Berman, Richard Rich, Al Wilson, Roy Morita, Peter Young, Art Stevens, Joe Hale, Tony Marino, Steve Hulett, Melvin Shaw, Burny Mattinson, John Musker, Ron Clements, Doug Lefler

Montaggio: Armetta Jackson-Hdamlett, James Koford, James Melton

Musiche: Elmer Bernstein

Animatori: Andreas Deja, Dale Bear, Ron Husband, Shawn Keller, Jay Jackson, Barry Temple, Doug Krohn, Tom Ferriter, David Block, David Pacheco, George Scribner, Hendel Butoy, Mark Henn, Mike Gabriel, Phil Nibbelink, Phillip Young, Steven E. Gordon, Jesse Cosio, Ruben Procopio, Viki Anderson, Sandra Borgmeyer, Ruben Aquino, Cyndee Whitney, Charlie Downs, Terry Harrison, Rick Law

Trailer originale di: Taron e la pentola magica

Taron e la pentola magica, Il 25° Classico Disney (che il 28/01/2021 ha raggiunto i trentacinque anni dalla prima distribuzione italiana) ebbe non pochi problemi quando uscì nelle sale cinematografiche: colpito duramente da critica e pubblico, il film di Berman e Rich è un crogiolo di materiale fra l’horror e il grottesco che, solo molto tempo dopo, ha potuto ricevere i giusti apprezzamenti.

Taron e la pentola magica è stato l’ultimo del 20° secolo che la Disney ha girato in 70 mm, tornando a utilizzarne il formato per Atlantis – L’impero perduto.

La trama di Taron e la pentola magica

Taron e la pentola magica (1985) - il lato oscuro di Walt Disney Productions 1
Taron, Gurghi e Ailin da Taron e la Pentola magica

Al limitare di una foresta vivono il guardiano di maiali Dallben e il suo giovane aiutante Taron; i due badano a Ewy la loro unica maialina. Taron però, non è soddisfatto di questa vita desiderando essere un valoroso cavaliere, e mentre si sfoga e sogna eroiche imprese, Ewy è spaventata da qualcosa che il giovane non riesce a spiegarsi; preoccupato, porta la maialina da Dallben il quale rivela a Taron che Ewy è un oracolo. Preoccupato che il re Cornelius possa appropriarsene per i suoi perfidi scopi – recuperare una pentola magica per riportare in vita il suo esercito di morti e riuscire a dominare il mondo – il vecchio affida Ewy a Taron e i due fuggono. Durante la fuga Taron fantastica ancora sulla sua vita da cavaliere e perde la maialina che viene poco dopo rapita da due draghi inviati dal Re; il ragazzo è deciso a salvare Ewy e nonostante i tentativi di dissuaderlo del buffo Gurghi (uno strano essere incontrato poco prima da Taron mentre era alla ricerca della maialina perduta), il giovane si avvia al castello di Re Cornelius. Penetrato nel castello, Taron riesce a far scappare Ewy, ma viene catturato e imprigionato nelle segrete. Da lì riesce a fuggire assieme alla principessa Ailin – anche lei rinchiusa nelle prigioni perché poteva rivelare, grazie ad una piccola sfera di cristallo, la posizione del calderone – e all’anziano menestrello Sospirello.

Nella foresta, alla piccola compagnia si aggiunge Gurghi, e i quattro rimessisi in cammino finiscono nelle dimore dei folletti dove ritrovano la maialina Ewy sana e salva. Grazie all’aiuto di Re Fingal, Taron e compagni vengono indirizzati a Morva, luogo dove vivono tre streghe: Orchina, Orcona e Orvina le quali sono in possesso della pentola magica. Con le tre, Taron suggella un patto: la spada magica che egli ha preso dalle segrete del castello di Cornelius, per la pentola. Orchina, Orcona e Orvina accettano e il baratto è compiuto ma c’è un problema taciuto dalle streghe fino a quel momento. l’unico modo per distruggere il calderone è che un essere umano si getti al suo interno sacrificando, così la propria vita.

Recuperata la pentola magica, il gruppo è ancora intento a capire come risolvere la situazione quando è catturato nuovamente da Rospus, il servo del Re, e dai suoi soldati; solo Gurghi si salva nascondendosi. Tornati al castello, Re Cornelius dà inizio al rito e, attraverso il calderone, tutto il suo numeroso esercito di scheletri torna a vivere sotto gli sguardi impotenti dei tre prigionieri. Gurghi, non visto, riesce a introdursi nel castello, a liberare i suoi amici e (nonostante Taron tenti di dissuaderlo) a sacrificarsi gettandosi nella pentola magica, mettendo così termine alla sete di potere del Re che, dopo aver visto la fine del suo esercito di scheletri, trova la morte venendo risucchiato dal calderone. Scampati alla distruzione del castello, Taron, Ailin e Sospirello incontrano nuovamente le streghe e il guardiano di maiali, decide di rendere alle streghe la pentola magica ma chiede loro che Gurghi sia riportato in vita; le streghe accettano il patto e Gurghi torna fra le braccia dei suoi amici.La piccola compagnia è così ricostituita, Taron e Ailin si dichiarano il reciproco amore, e tutti assieme fanno così ritorno alle proprie case, sotto lo sguardo attento di Dallben che ha osservato tutte le vicende di Taron e amici, grazie alle abilità di Ewy.

Re Cornelius da: "Taron e la pentola magica"
Re Cornelius da Taron e la pentola magica

La recensione di Taron e la pentola magica

Taron e la pentola magica è il film d’animazione Disney che ancora adesso, non ti aspetti; ambientazioni cupe, una colonna sonora di cui raramente ci si ricorda, non una sola canzone ad accompagnare la storia. Abbiamo sì l’eroe, la principessa e ben due spalle comiche in questo film ma non si trova molto altro di “veramente” disneyano: ed oggi è un po’ il bello di questo film. Sembra quasi che la Disney abbia voluto provare strade nuove senza abbandonare totalmente ciò che la caratterizza ancora nel 2021: ci è riuscita a metà. Ha realizzato un film di genere fantasy (un territorio, fino ad allora, praticamente inesplorato per questa casa di produzione) declinandolo alla propria maniera ma commettendo alcuni piccoli “errori”. Il film è un lavoro davvero pregevole per il periodo in cui è stato realizzato, la CGI iniziava a essere utilizzata in quegli anni e la Disney comincia a usarla proprio in questo film con risultati davvero meritevoli ma la scelta di montare certi sfondi in live action (fumi, nebbie realizzati con ghiaccio secco) alle animazioni, non sono particolarmente riusciti (o non sempre, almeno) e il ritmo dell’opera va un po’ a rilento.

Del resto fa storcere il naso l’aver riutilizzato nelle prime scene del film alcune animazione che facevano praticamente, per la quasi totalità, del del design di Semola (il protagonista) da La spada nella roccia del 1963 (vedere per credere): la Disney non è nuova a questo tipo di scelte, di cui ha fatto largo uso nei precedenti anni di crisi (basta guardare il costume di Robin Hood e quello di Peter Pan, o le fattezze dell’orso Baloo e quelle di Little John per averne conferma), ma un po’ di fantasia in più non sarebbe stata male. Quello che però lascia veramente stupefatti (a voler essere veramente pignoli) è come sia stato possibile che Gurghi, evidentemente non un essere umano, abbia potuto “sciogliere” l’incantesimo della pentola magica quando, pochi minuti prima, abbiamo sentito le streghe affermare che la cosa potesse essere fatta soltanto da: “un essere umano” (cito parzialmente).

Di Taron e la pentola Magica possiamo veramente dire di tutto anche se globalmente, dando uno sguardo contemporaneo e facendo un po’ il bilancio conclusivo è un film riuscito. Su una cosa, però si spera di poter essere tutti d’accordo: la morte di Re Cornelius è una delle più disturbanti e riuscite nella storia dei Classici di casa Disney. Veramente una fra le meglio realizzate. Curioso è il fatto che il prodotto della Walt Disney Productions possedeva svariegate scene piuttosto violente create per il pubblico che però sono state eliminate in post-produzione per evitare pesanti critiche a cui il cartone sarebbe andato incontro.

Note positive

  • Il personaggio di Gurghi
  • brevissima sequenza del rapimento di Ewy
  • Tutte le scene in cui compare Re Cornelius
  • Il coraggio di Walt Disney Productions nel proporre un’opera, per loro, sui generis
  • L’utilizzo della CGI

Note negative

  • Al di là dell’eroico sacrificio di Gurghi, non è spiegato come sia stato possibile “sciogliere” l’incantesimo della pentola visto che la strana creatura non è un essere umano
  • Il personaggio di Taron è troppo simile a Semola de La spada nella roccia
  • In alcune inquadrature i personaggi sono malamente giustapposti agli sfondi
  • Il ritmo del film a tratti altalenante

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