The Gentlemen – Prima stagione (2024). L’entrata del Duca nel mondo criminale 

Recensione, trama e cast della prima stagione della serie The Gentlemen del 2024, spin-off dell'omonimo film del 2019 per la regia di Guy Ritchie
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Trailer di The Gentlemen – Prima stagione

Informazioni sulla serie e dove vederla in streaming

In attesa dell’uscita americana, prevista per il 19 aprile 2024, della pellicola diretta da Guy Ritchie, “The Ministry of Ungentlemanly Warfare”, adattamento del romanzo di Damien Lewis intitolato “Churchill’s Secret Warriors: The Explosive True Story of the Special Forces Desperadoes of WWII”, è stata rilasciata su Netflix una miniserie ideata e creata dal noto cineasta britannico. Guy Ritchie, famoso per aver diretto film come “Snatch – Lo strappo” (2000), “Sherlock Holmes” (2009), “Aladdin” (2019) e “Operation Fortune” (2023), ha iniziato lo sviluppo della sceneggiatura per la serie televisiva spin-off del suo film gangster del 2019, “The Gentlemen”, nel ottobre del 2020, con il supporto delle case di produzione Moonage Pictures e Miramax Television. La serie vanta un cast di alto livello, che include Theo James, protagonista della serie cinematografica “Divergent”, Kaya Scodelario, nota per la serie “Skins” e la serie di film “Maze Runner”, e Giancarlo Esposito, famoso per il ruolo di Gus Fring nella serie acclamata “Breaking Bad”. Le riprese della serie sono state realizzate a Londra e nella casa di campagna Badminton House, residenza del Duca di Beaufort sin dal tardo XVII secolo, situata nel Gloucestershire, Inghilterra. La serie, composta da otto episodi per la prima stagione, ha debuttato su Netflix il 7 marzo 2023.

Trama di The Gentlemen 

L’ufficiale dell’esercito Eddie Horniman (Theo James) da tempo si è allontanato dalla propria famiglia, ma quando viene informato che suo padre, il Duca di Halstead, è sul letto di morte, decide di fare ritorno a casa e da suo padre morente, in attesa del decesso e del funerale del Duca. Le cose, però, non vanno come Eddie sperava, perché il Duca di Halstead ha una sorpresa in serbo per tutta la famiglia. Alla lettura del testamento si scopre che il Duca ha diseredato il primogenito Freddy (Daniel Ings), un uomo dipendente dalle droghe e dalle scommesse, lasciando la sua eredità al secondo figlio, Eddie, cosa insolita, donandogli la maestosa tenuta di famiglia, di 15.000 acri, e il titolo di Duca. L’ufficiale dell’esercito si ritrova così in una situazione imprevista, costretto a prendersi cura della famiglia e dell’eredità ricevuta. Nel tentativo di comprendere la gestione finanziaria lasciatagli dal padre, Eddie scopre che i vasti terreni di campagna circostanti la tenuta fanno parte di un impero della Cannabis, controllato dal malavitoso Bobby Glass, attualmente in prigione. A capo de facto del sindacato criminale della famiglia Glass c’è la figlia Susie Glass, con la quale Eddie dovrà stringere un’improbabile alleanza a causa di alcuni imprevisti familiari connessi ad alcune situazioni di Freddy. Nonostante cresca una sintonia tra Eddie e Susie, il nuovo Duca di Halstead non è intenzionato a rimanere coinvolto nel mondo della illegalità, nonostante i buoni vantaggi economici. Tuttavia, per proteggere la sua famiglia dal pericolo rappresentato dalla famiglia Glass, Eddie decide di provare a battere i gangster al loro stesso gioco, finendo per scoprire che il mondo della criminalità non gli dispiace più di tanto.

Frame di The Gentlemen - Prima stagione
Frame di The Gentlemen – Prima stagione

Recensione di The Gentleman

Guy Ritchie ha fatto il suo ingresso nel grande cinema dirigendo i thriller gangster “Lock & Stock – Pazzi scatenati” (1998) e “Snatch – Lo strappo” (2000), due film che ci hanno immerso nel mondo della malavita organizzata, con particolare attenzione alle organizzazioni dedite allo spaccio di cannabis, alle scommesse illecite e agli incontri illegali di boxe. Il suo film del 2019, “The Gentleman”, si ispirava esplicitamente ai suoi primi lavori, riportandoci a una narrativa classica sui gangster, con un mix di commedia e thriller d’azione. Nel 2024, Guy Ritchie si cimenta nella sua prima serie televisiva, che funge da sorta di spin-off del suo precedente film omonimo del 2019. La serie riprende alcuni elementi chiave del film “The Gentleman”, come la relazione tra l’aristocrazia e il mondo dei gangster, oltre a una narrazione incentrata su un’organizzazione criminale legata alla cannabis.

Kaya Scodelario

Gli aristocratici hanno qualcosa di cui i gangster hanno bisogno; terra e spazio per coltivare il loro prodotto, e la famiglia Glass ha capito che avere terra era essenziale per far crescere la loro attività. Inoltre, c’è la sensazione che l’aristocrazia inglese sia leggermente al di sopra della legge e che le persone nel segmento superiore del sistema di classi possano ottenere ciò che vogliono. C’è anche un velo di rispettabilità che accompagna il titolo di duca, che il gangster non possiede, quindi gli aristocratici sono il fronte perfetto per la criminalità. Gli aristocratici amano pensare di non essere come i gangster. E i gangster giocano un po’ su questo. Lasciano loro pensare che i gangster siano grandi mostri spaventosi le cui vite sono completamente diverse. Ma, in realtà, entrambi stanno seguendo la stessa strada; si tratta di denaro e dell’uso delle persone. Entrambi sono bravi in questo.

Tuttavia, mentre nel film del 2019 il boss era Mickey Pearson, nella serie troviamo al centro della malavita la famiglia Glass, guidata dal misterioso Bobby Glass, attualmente detenuto in una prigione d’élite, e da sua figlia Susie Glass, capo de facto del sindacato criminale. È interessante notare come il regista e sceneggiatore britannico abbia deciso di distaccarsi quasi completamente dal mondo del suo film, almeno in questa prima stagione, non facendo riferimento esplicito ai personaggi del lungometraggio del 2019. Ritchie abbandona i suoi personaggi precedenti per creare una storia ambientata nello stesso universo ma con nuovi personaggi, appositamente creati per questa nuova serie, che esplora il mondo oscuro della malavita gangster.

La classica storia di un antieroe

E’ più interessante raccontare al pubblico personaggi buoni o personaggi cattivi? 

Il mondo delle serie televisive, del cinema e dei romanzi sembra suggerire che sia più interessante creare storie incentrate su personaggi ibridi, non completamente cattivi né totalmente buoni. Questo è il caso del protagonista di questa serie, che richiama in modo evidente alcuni stereotipi narrativi legati al mondo dei gangster, della mafia e della malavita. Sebbene “The Gentleman” abbia un ampio cast che potrebbe rendere la serie quasi corale, il protagonista indiscusso è Eddie, il secondo figlio del Duca di Halstead, il quale non si sarebbe mai aspettato di ereditare qualcosa dalla famiglia. Eddie ci viene presentato come un soldato, un uomo che sa destreggiarsi tra il bene e il male e si discosta notevolmente dal proprio fratello maggiore Freddy, un uomo che ha vissuto la sua vita nell’ombra della famiglia in attesa di ottenere il suo ambito titolo di Duca e di erede. Eddie, in quanto secondogenito, contrariamente a Freddy, si è creato una sua vita, eccellendo nella Reale Accademia Militare di Sandhurst, svolgendo missioni in battaglia come soldato fino a raggiungere il grado di Capitano nell’Esercito Britannico. Ma quando suo padre muore improvvisamente, specificando nel testamento che il titolo e i 15.000 acri di terra ad esso associati andranno al suo secondo figlio anziché al primogenito, la vita di Eddie subisce una svolta fondamentale. Il Capitano si ritrova così imprigionato in un ruolo sociale che non ha mai desiderato e che non avrebbe mai voluto, preferendo l’esercito al titolo di Duca. Questo, però, non è l’unico ruolo che gli fa storcere il naso, perché ben presto scopre che suo padre aveva dei rapporti economici con il Boss Bobby Glass, riguardanti il settore della piantagione e della vendita di marijuana. Eddie è un uomo di legge, un soldato dell’esercito, e in questo patto economico tra la sua famiglia e quella di Glass non riesce a vedere nulla di positivo. Eddie decide così di trovare una via d’uscita dall’illegalità, per portare la sua famiglia nel settore della totale legalità al fine di evitare ogni problema con la giustizia.

Eddie ha quindi due rifiuti all’inizio del racconto. Non è felice di ricevere il titolo di Lord e allo stesso tempo non è minimamente felice di scoprire di essere connesso al mondo della malavita. Come tutti i protagonisti dei film e delle serie, anche lui ha un iniziale “rifiuto della chiamata”, ma ben presto si trova ad immergersi sempre di più in questi ruoli sociali, trasferendosi così dal suo “mondo ordinario” all’interno del “mondo straordinario”, in un viaggio nell’inferno dove ogni certezza svanisce e in cui dovrà creare e trovare nuovi alleati lungo un percorso dove un alleato può diventare, rapidamente, un nemico. Come tutti i grandi personaggi, Eddie non è un buono, come scopriremo sempre di più nel corso delle puntate, soprattutto attraverso la relazione con il fratello maggiore, ma è un personaggio che richiama alla mente Michael Corleone de Il Padrino, un uomo che inizialmente intende prendere le distanze da un mondo che non sente proprio suo, ma che alla fine dei conti comprenderà stargli perfettamente addosso, creando in lui un profondo cambiamento interiore, dove il sé buono svanisce sempre più in favore di una maggiore sete di potere e di soldi. Allo stesso tempo, la serie richiama, sotto svariati aspetti narrativi e di genere, l’eccellente serie “Breaking Bad”, citata anche dalla presenza nel cast dell’attore Giancarlo Esposito, che interpreta un personaggio non così dissimile da Gus Fring. In questa serie, Esposito incarna nuovamente un uomo brutale e pericoloso che ha legami con il mondo della metanfetamina e della droga, un uomo disposto a tutto pur di raggiungere i propri scopi.

Theo James

Quando Guy Ritchie ed io abbiamo discusso per la prima volta del ruolo, ha parlato della volontà di creare una sorta di storia alla Breaking Bad. Quindi, Eddie è essenzialmente un uomo buono che si trova corrotto nel corso della criminalità. L’idea di uomo-contro-bestia – e entrambi fanno parte della natura umana – attraversa The Gentlemen, e Eddie ha forti elementi di entrambi. Puoi anche credere che, col tempo, una volta che è entrato nel lato oscuro, potrebbe facilmente rimanervi e diventare una persona piuttosto pericolosa, cosa che è stata divertente e affascinante da interpretare.


L’evoluzione di Eddie è interessante se confrontata con quella dell’altro personaggio principale della serie, ovvero Susie Glass, abilmente interpretata dalla rivelazione Kaya Scodelario. Se nelle prime scene intravediamo Susie come una donna spietata senza alcun rimorso nel pestare a sangue un uomo, mano a mano che la serie procede, si nota l’esatto opposto. Eddie acquisisce sempre più potere, scavalcando più volte la donna e mostrando sempre di più, come evidenziato nella scena finale, la sua riscoperta crudeltà. Se all’inizio della serie Eddie mostrava dei rimorsi e della frustrazione nel vedere la gente uccisa e pestata a sangue, alla fine non prova più niente, come se avesse preso gusto nell’uccidere, contrariamente a Susie, che nel corso degli episodi la scopriamo sempre più fragile, soprattutto in relazione alla sua famiglia.

Theo James e Kaya Scodelario in The Gentlemen (2024)
Theo James e Kaya Scodelario in The Gentlemen (2024)

In conclusione

La serie, sebbene non si distingua per innovazione e originalità narrativa, compensa con un cast di talento e una narrazione pop che infonde adrenalina nella storia. Pur non raggiungendo le vette di capolavori come “Il Padrino” o “Breaking Bad”, riesce comunque a catturare l’attenzione dello spettatore grazie alla sua capacità di descrivere accuratamente i personaggi e di mantenere un ritmo incalzante che tiene incollati alla serie televisiva. Nella prima stagione in particolare, emerge un protagonista che promette interessanti sviluppi nella sua discesa nell’oscurità. La trama è permeata da una miscela di amore e odio, che aggiunge profondità e complessità alle relazioni interpersonali e agli eventi che si susseguono. Pur non avendo l’ambizione di rivoluzionare il genere, la serie si distingue per la sua capacità di intrattenere e coinvolgere lo spettatore, offrendo un’esperienza televisiva avvincente e appassionante.

Note positive

  • Prove attoriali
  • Regia
  • Ritmo

Note negative

  • La serie risulta poco originale
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 923

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