The Tunnel to Summer, the Exit of Goodbyes (2022). Una storia d’amore a tinte fantasy

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The Tunnel to Summer, the Exit of Goodbyes - Poster ufficiale italiano

The Tunnel to Summer, the Exit of Goodbyes

Titolo originale: 夏へのトンネル、さよならの出口 (Natsu e no Tonneru, Sayonara no Deguchi)

Anno: 2022

Nazione: Giappone

Genere: Animazione, Drammatico, Fantascienza, Romantico

Casa di produzione: CLAP

Distribuzione italiana: Anime Factory

Durata: 83 minuti

Regia: Tomohisa Taguchi

Sceneggiatura: Tomohisa Taguchi

Musiche: Harumi Fuuki

Attori: Oji Suzuka, Marie Iitoyo, Tasuku Hatanaka, Arisa Komiya, Haruka Terui

Trailer di The Tunnel to Summer, the Exit of Goodbyes

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Anime Factory, etichetta di proprietà di Plaion Pictures che racchiude il meglio dell’offerta anime, cinematografica e home video, distribuisce nei cinema italiani, dal 10 al 12 giugno 2024, come evento speciale, il pluripremiato film anime “The Tunnel to Summer, the Exit of Goodbyes”, scritto e diretto da Tomohisa Taguchi (Akudama Drive, Digimon Adventure: Last Evolution Kizuna, Bleach: Thousand-Year Blood War), con le musiche di Harumi Fuuki (Il castello invisibile). Il film, tratto dall’omonima e acclamata light novel giapponese del 2019 di Mei Hachimoku – che aveva già ispirato una trasposizione manga di successo – è stato realizzato dallo studio di animazione giapponese CLAP (Pompo, la cinefila), e ha già conquistato pubblico e critica, vincendo il Paul Grimault Award al Festival di Annecy 2023, oltre a essere stato eletto miglior film agli Anime Trending Awards 2024. Il romanzo, inoltre, ha avuto un adattamento manga dal titolo “The Tunnel to Summer, the Exit of Goodbyes: Ultramarine” con le illustrazioni di Koudon, serializzato da luglio 2020 a novembre 2021 sulla rivista manga seinen di Shogakukan Monthly Sunday Gene-X, per un totale di quattro volumi tankōbon.

Trama di The Tunnel to Summer, the Exit of Goodbyes 

Secondo una leggenda metropolitana in Giappone, esiste il “Tunnel di Urashima”, un portale che, attraversandolo, consente al viaggiatore di raggiungere ciò che il suo cuore desidera, ma a un caro prezzo. Per ottenere ciò che desideriamo, dobbiamo abbandonare il nostro presente, poiché il tempo all’interno del Tunnel scorre molto diversamente rispetto al mondo esterno: sei anni sono solo alcuni minuti all’interno di questo portale. Un giorno, il giovane Kaoru Touno, afflitto da un profondo trauma interiore dovuto alla morte della sorellina più piccola e al disfacimento della famiglia, si ritrova casualmente davanti a questo tunnel, come se il portale l’avesse chiamato. Il giovane entra, cammina per qualche secondo nel tunnel e si ritrova di fronte a un pappagallino ormai deceduto nella vita reale e appartenente al suo passato. Touno prende l’uccellino e lo porta fuori dal tunnel con sé. Quando fa ritorno a casa, scopre che è trascorsa una settimana da quando ha varcato la soglia di quel portale, comprendendo così che quello è veramente il “Tunnel di Urashima”. Nel suo viaggio alla scoperta del “Tunnel di Urashima”, il ragazzo instaura una profonda amicizia con Anzu Hanashiro, una ragazza conosciuta tempo prima alla stazione di Kasaki in una giornata di pioggia, e che è anche diventata la sua nuova compagna di classe. Anzu e Touno stringeranno un patto: indagare sul Tunnel e poi entrare insieme alla ricerca di Karen, la sorellina scomparsa di Kaoru, per riportarla indietro dalla morte e risolvere i propri traumi interiori.

Fotogramma di The Tunnel to Summer, the Exit of Goodbyes
Fotogramma di The Tunnel to Summer, the Exit of Goodbyes

Recensione di The Tunnel to Summer, the Exit of Goodbyes 

Tomohisa Taguchi ci conduce con maestria all’interno di una delicata storia d’amore capace di coinvolgere i nostri sentimenti di spettatori, emozionandoci attraverso le dinamiche interpersonali che si sviluppano tra i due personaggi protagonisti. La narrazione avviene all’interno di una pellicola sentimentale con tinte di dramma fantasy, dove il realismo si mescola al fantastico per offrirci una storia triste intessuta di romanticismo e di lotta con i propri traumi interiori, da rielaborare per poter andare avanti con la propria vita. L’animazione e la fotografia visiva danno la giusta risonanza alle emozioni dei personaggi, con una palette di colori e uno stile d’animazione che mutano profondamente a seconda dei sentimenti di felicità o tristezza dei protagonisti. Non è un caso, dunque, che la scena di presentazione dei due personaggi avvenga in una giornata di pioggia, mentre il loro saluto, avvolto da una nuova solarità e consapevolezza interiore, avvenga in una giornata estiva, caratterizzata da un giallo che richiama espressamente il girasole che il ragazzo tiene in mano. L’ambientazione scelta, il cromatismo presente nei vestiti e nell’uso della palette di colori utilizzata dal regista e dalla squadra di animatori richiamano e riflettono espressamente i sentimenti interiori dei personaggi. In questo senso, risulta molto interessante anche la scelta d’animazione che muta completamente nel suo stile rappresentativo dei personaggi nel momento in cui questi due sorridono per la prima e unica volta nel corso della pellicola. Solitamente, il cineasta racconta i personaggi da lontano, attraverso piani a due o mezze figure. Tuttavia, nel momento in cui sorridono, il regista effettua uno splendido primo piano frontale, con girasoli dietro di loro che illuminano i loro volti raggianti. Questa scena è l’unico momento in cui l’animazione e lo stile registico mutano, e le fisionomie dei due protagonisti sembrano essere disegnate con un altro stile d’animazione, che li rende più pieni e rotondi nella loro fisicità, con una maggiore attenzione ai dettagli del volto.

A livello cromatico, se escludiamo questa sequenza che definirei il momento dell’arrivederci, abbiamo una palette di colori che si distanzia nettamente tra mondo realistico e mondo fantasy. Il primo ci viene raccontato con colori grigi, spenti, tinte cromatiche che trasudano tristezza interiore e riescono a raccontarci il dolore dei due protagonisti, presentati anche visivamente con colori grigi e un atteggiamento spento e privo di gioia. Questi momenti sono alternati a rare occasioni di cambiamento della palette cromatica, visibili soprattutto nei vestiti di Anzu Hanashiro, come nella scena dell’acquario o della fiera, in cui i loro costumi si riempiono di colori, simbolo di un cambiamento emozionale interiore. Se vogliamo attribuire un pregio a quest’opera drammaturgica, è indubbiamente nell’uso emotivo dei colori e nella resa dell’animazione. Nelle scene del mondo realistico, la fotografia è impregnata di nostalgia e tristezza, sentimenti che avvolgono l’animo dei due ragazzi. Nella parte dedicata al mondo magico, al “Tunnel di Urashima”, si verifica un capovolgimento cromatico: i colori, da spenti, diventano accesi e fluorescenti, trasportandoci in tinte gialle e rosse dal sapore magico.

A livello narrativo, la storia si sviluppa come una classica vicenda d’amore, in cui i due protagonisti imparano a conoscersi e a scoprirsi giorno dopo giorno, instaurando un legame sempre più profondo. Questo avvicinamento reciproco permette, scena dopo scena, di esplorare sempre più a fondo i sentimenti dei personaggi, presentati con una notevole tridimensionalità. La trama, indubbiamente, non è particolarmente innovativa; a tratti risulta banale, richiamando i canoni degli anime giapponesi, spesso ambientati nelle scuole superiori e incentrati sulla risoluzione dei traumi interiori. Nonostante ciò, il film ha il pregio di commuovere, emozionando lo spettatore con una storia d’amore dai toni fantasy, capace di trasmettere un insegnamento preciso: invece di sprecare la propria vita dietro ai propri fantasmi, bisognerebbe vivere pienamente il presente senza ripensamenti interiori.

L'incontro dei due protagonisti in The Tunnel to Summer, the Exit of Goodbyes
L’incontro dei due protagonisti in The Tunnel to Summer, the Exit of Goodbyes

In conclusione

Tomohisa Taguchi ci regala un’opera d’animazione che riesce a toccare profondamente il cuore dello spettatore. Attraverso una storia d’amore delicata e intrisa di elementi drammatici e fantastici, il regista esplora temi universali come la lotta contro i propri traumi e l’importanza di vivere pienamente il presente. L’uso magistrale dei colori e dell’animazione contribuisce a sottolineare le emozioni dei personaggi, con tonalità che variano per rappresentare la loro crescita interiore e le loro trasformazioni emotive. Nonostante alcuni aspetti della trama possano risultare prevedibili, la pellicola riesce a commuovere e a offrire un messaggio significativo sulla vita e sull’amore.

Note positive:

  • Delicata storia d’amore capace di coinvolgere profondamente gli spettatori.
  • Uso magistrale della palette cromatica per rappresentare le emozioni dei personaggi.
  • Stile d’animazione che muta per enfatizzare momenti chiave della storia.
  • Scena dell’arrivederci con un’animazione dettagliata e coinvolgente.

Note negative:

  • Trama a tratti prevedibile, rifacendosi ai canoni degli anime giapponesi.
  • Caratterizzazione dei personaggi secondari meno approfondita.
  • Tematiche interiori risolte in maniera talvolta banale.
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

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