The Village (2004): Raccontare la paura e l’amore

The Village (2004): Raccontare la paura e l'amore 1

The Village

Titolo originale: The Village

Anno: 2004

Paese: Stati Uniti D’America

Genere: drammatico, thriller

Produzione: Touchstone Pictures

Distribuzione: Buena Vista Pictures

Durata: 108 minuti

Regia:M.Night Shyamalan

Sceneggiatura: M.Night Shyamalan

Fotografia: Roger Deakins

Montaggio: Christopher Tellefsen

Musiche: James Newton Howard

Attori: Joaquin Phoenix, Adrien Brody, Bryce Dallas Howard, William Hurt, Sigourney Weaver, Brendan Gleeson

Trailer The Village

Siamo nel 2004, nelle sale di tutto il mondo esce “The Village“, scritto e diretto dal visionario M.Night Shyamalan. Il cineasta indo-americano si trovava all’apice della carriera dopo i successi de “Il Sesto Senso“, “Unbreakable” e “Signs” e presentava al mondo un film destinato a spaccare il pubblico in due fra chi lo ha amato e chi lo ha odiato (una divisione che si sarebbe poi ripresentata per quasi ogni opera successiva del regista)

Fotogramma del film The Village
Fotogramma del film The Village

Trama di The Village

La vicenda si svolge nel bosco di Covington, dove si trova una comunità rurale che vive isolata dal mondo esterno poiché spaventose creature abitano i boschi circostanti. Tra le creature e gli anziani del villaggio c’è un patto: questi ultimi non saranno attaccati a condizione che non superino il confine stabilito.

I protagonisti sono due giovani del villaggio che reciprocamente si dichiarano il proprio amore: Lucius (Joaquin Phoenix), desideroso di varcare il limite imposto, e Ivy (Bryce Dallas Howard), ragazza cieca figlia di uno degli anziani. L’unione susciterà l’invidia di Noah (Adrien Brody) che per questo ferirà Lucius. Ivy dovrà sfidare superstizione e paure per ottenere il permesso di oltrepassare il confine e affrontare un pericoloso viaggio alla ricerca delle medicine per l’amato.

Bryce Dallas Howard è Ivy in The village
Bryce Dallas Howard è Ivy

Recensione di The Village

Risalta subito la componente visiva, morigerata ma estremamente affascinante, Shyamalan non carica mai l’inquadratura, piuttosto la arricchisce con pochi dettagli ben studiati e una messa in scena funzionale al racconto, spoglia e spettrale ma allo stesso tempo affascinante e poetica. In questo è aiutato dalla splendida fotografia del veterano Roger Deakins (Le ali della libertà, Dead Man Walking – Condannato a morte). L’uso del colore è estremamente simbolico, si pensi al contrasto fra il rosso, il colore delle creature, da cui sono anche attratte, e il giallo, continuamente associato all’innocente Ivy (insieme al bianco). Shyamalan dirige con grande maestria creando una solida tensione visuale sempre altissima come lo sono i momenti di puro lirismo: si pensi alla fuga nella cantina (accompagnata dalla stupenda colonna sonora di James Newton Howard, candidata all’Oscar) o alla corsa d’Ivy nei boschi.

Tali inquadrature non vengono citate casualmente ma risultano quelle che descrivono maggiormente “The Village”, un film che è prima di tutto una storia d’amore, una pellicola che vuole raccontare la poesia perduta in una favola nera, l’amore nascosto in un mondo dominato dal terrore. In quel bosco spoglio nasce la poesia, Ivy (che pur non vede) trova la luce guidata dal suo amore e dal suo animo puro.

Shyamalan non vuole spaventare lo spettatore, vuole parlare della paura, siamo nel post-11 Settembre e sceglie di costruire un’imponente allegoria mettendo in scena ciò che stava accadendo in quel momento in America: la paura che porta la società a chiudersi e a isolarsi dall’esterno. In tutto questo non mancherà il colpo di scena finale (che non sveleremo per evitare di rovinare la visione) che andrà ad arricchire e a dare un senso ancor più completo a quella che è una delle pellicole tematicamente più dense nella filmografia di M.Night. Il twist finale rappresenta l’ultimo atto di una storia che si disvela dolcemente e che è finalmente apprezzabile nella sua interezza solamente a visione terminata.

In conclusione The Village è una pellicola che parla del ruolo della superstizione, della doppia natura della verità, di paura ma infine, e soprattutto, di amore, l’unica forza in grado di guidarci in un bosco oscuro.

Note positive

  • Interpretazioni di alto livello
  • Componente visiva curata e affascinante
  • Colonna sonora particolarmente ispirata

Note negative

  • Chi non ama lo stile narrativo del regista potrebbe trovare forzato il colpo di scena

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