The Walking Dead: World Beyond – Lo zombie on the road

THE WALKING DEAD: WORLD BEYOND la locandina

The Walking Dead: World Beyond

Titolo originale: The Walking Dead: World Beyond

Anno: 2020

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Teen dramaHorror, Post apocalittico

ProduzioneAMC Studios

Distribuzione: Amazon Prime Video Italia

Ideatore: Scott Michael Gimble, Matthew Negrete

Stagione: 1

Puntate: 10

Attori: Alexa Mansour, Nicolas Cantu, Hal Cumpston, Aliyah Royale, Annet Mahendru, Nico Tortorella, Julia Ormond

Trailer italiano di The Walking Dead: World Beyond

Con la vicina conclusione della serie madre sul mondo apocalittico a tema Zombie “The Walking Dead”, liberamente tratta dall’omonimo fumetto di Robert Kirkman, Tony Moore e Charlie Adlard, che terminerà con l’undicesima stagione le avventure di Carol, Daryl e degli abitanti di Alexandria, ecco che l’AMC insieme a Prime Video fa fuoriusce un prodotto di breve durata, due singole stagioni, che hanno l’obiettivo di andare ad ampliare in maniera importante la mitologia dello show per permettergli di durare nel tempo e di andare a spianare la trama al terzo “spin-off” di TWD, ovvero la cosiddetta trilogia di Rick Grimes, tre lungometraggi che andranno a narrare le avventure del personaggio dopo la sua uscita nella nona stagione dalla serie madre e che lo troveranno all’interno del gigantesco ecosistema sociale del misterioso CRM intravisto e conosciuto solo di nome grazie alla figura del misterioso aeroplano che sorvola i cieli di una terra devastata e quasi primitiva.

The Walking Dead: World Beyond, che vede in veste di showrunner la coppia Scott Michael Gimble e Matthew Negrete che ha condotto il timone di TWD dal 2011 al 2013, ha proprio l’obiettivo di andare a mostrare per la prima volta un nuovo mondo alquanto oscuro come CRM, iniziando a far conoscere al pubblico un nuovo modello di civiltà post – apocalittica che fin’ora non abbiamo ancora intravisto.

Trama di The Walking Dead: World Beyond

Dieci anni dopo l’inizio dalla pandemia zombi che ha cambiato e distrutto il mondo civilizzato, all’interno di un campo universitario del Nebraska prospera una civiltà di giovani e adulti che vivono in armonia tra loro e in un buon apparato sociale e civile, ben lontani dai problemi di Alessandria o del Regno, molto più primitive tecnologicamente e come costrutto sociale. Questa cittadina è alleata con altri due luoghi: Portland e la Civica Repubblica, la quale ha però un ubdicazione segreta apparendo come una potenza armata e maggiormente strutturata come avanguardia di fronte al campus.

La storia ha inizio alla Festa del giorno del monumento, giornata dedicata alla memoria di coloro che sono morti quando “il cielo crollò”. Per l’evento il Tenente colonnello del CRM (Civica Repubblica) Elizabeth Kulek, si reca al Campus per i festeggiamenti. Tra tutti però è presente Hope, una ragazzina, che prova un profondo disprezzo verso quella comunità che ha preso su padre, il dottor Leo Bennett per andare a scoprire una cura contro quel virus che causa la metamorfosi dell’essere umano in non morto. Hope è una ragazzina che si caccia spesso e volentieri nei guai, contrariamente alla sorella Iris, presidentessa della scuola e studente modello. Le ragazze non possono parlare con il proprio padre né possono vederlo né sapere dove lui sia e come stia, creando in loro una enorme preoccupazione provata anche dal loro tutore in assenza del padre, suo amico, Felix Carlucci (Nico Tortorella).

La situazione precipiterà quando le ragazza ricevono tramite un fax delle notizie all’allarmanti scritte da loro padre che afferma di star attraversando un brutto periodo e che il CRM è pericoloso. Saputo ciò Hope e la stessa Iris, che inizia ad avere dei forti dubbi su quella comunità, decidono di andare alla ricerca del loro padre avendo anche ottenuto da Elizabeth Kulek, mentre era ubriaca, la mappa per trovare la civica repubblica. Le due ragazze con a capo Iris formano un piccolo team composto da due emarginati del Campus: Elton, appassionato di antropologia che vuole conoscere il mondo esterno, e Silas, un ragazzo etichettato da tutti come problematico dato che sembra aver ucciso qualcuno della sua famiglia.

Scoperto della fuga dei giovani, il tutore Felix e l’ex militare Huck (Annet Mahendru), vanno alla ricerca dei giovani temendo che questi possano rimanere feriti nel loro viaggio.

Hope in THE WALKING DEAD WORLD BEYOND
Hope in THE WALKING DEAD WORLD BEYOND

Recensione di The Walking Dead: World Beyond

The Walking Dead ha fatto la storia della televisione mondiale trasportando, a paritre dal 2010, all’interno di un format seriale, un mondo post – apocalittico sul genere zombie sotto la direzione artistica e creativa di Frank Drabont (Le ali della libertà, Il miglio verde) che però ha dovuto abbandonare in maniera precoce il timone della serie a causa di dispute finanziare e creative con l’AMC stessa. Probabilmente se lui fosse rimasto come showrunner del progetto non avremmo assistito a tutto ciò e probabilmente non sarebbe stato un male, perché con The Walking Dead: World Beyond si ha sempre più la sensazione che il materiale narrativo a disposizione di questo universo si sia quasi del tutto consumato andando perfino a intraprendere delle storie narrative più o meno interessanti e simili tra loro andandole a scrivere male e a svilupparle nell’arco di una stagione ancor più male, cadendo in grossolane pecche che ti fanno sorgere un pensiero: perché non si sono soffermati a fare una serie per bene? A oggi abbiamo tre serie altamente mediocri con narrazioni poco interessanti rivolte a un pubblico di genere: The Walking Dead è l’ombra opaca della prima stagione, di cui ormai abbiamo dimenticato le belle sceneggiature, Fear The Walking Dead, una brutta e inutile copia del suo predecessore in cui gli showrunner non hanno mai pensato di realizzarne un arco narrativo coerente e nel 2020 abbiamo The Walking Dead: World Beyond, una storia puramente adolescenziale dove l’elemento zombie e horror del genere pare essere stato totalmente dimenticato per raggiungere una sorta di progetto che può interessare solo alla fan base di questo universo che vuole sapere di più sul futuro di Rick Grimes, e senza ombra di dubbio se oggi vediamo tutto ciò la colpa è anche di Andrew Lincoln.

The Walking Dead: World Beyond non si dimostra una brutta serie se osserviamo il punto di partenza e di sviluppo narrativo dei personaggi ma è stata sviluppata male partendo innanzitutto dalla scelta stessa dei personaggi protagonisti che si dimostrano poco brave e incisive nei loro ruoli come invece dovrebbero essere, avendo un ruolo di primo piano della serie che ruota interamente ( o quasi) su di loro. La loro performance attoriale rimane troppo intrappolata nel ruolo adolescenziale che faticano a staccarci di dosso, anche a causa di una sceneggiatura non all’altezza. Se paragoniamo le loro interpretazioni e il loro carisma di personaggio con quello di Carl, interpretato da Chandler Riggs, possiamo denotare tutte le pecche sia recitative delle due sia del poco approfondimento dei caratteri delle due giovani di cui sappiamo veramente poco se non qualche sfumatura caratteriale visibile fin dalla prima puntata. Stesso discorso vale per le controparti che seppur dimostrano una miglior interpretazione, a eccezione di Annet Mahendru nei panni di Huck, non possiedono una caratterizzazione approfondita rimanendo ciò che abbiamo conosciuto nelle prime puntante, con solo una differenza, visibile nei ragazzi, ora sanno combattere e attaccare gli zombie. Interessante è lo stile narrativo della storia in cui ogni puntata va ad analizzare un personaggio in momenti pre epidemia, senza però essere all’altezza di Lost.

Gli zombi di THE WALKING DEAD WORLD BEYOND
Gli zombi di THE WALKING DEAD WORLD BEYOND

Sorellanza e amicizia

Se qualcuno pensa che lo spettacolo sembri un po ‘leggero, non rimarrà così … Inizia con questa sensazione d’innocenza, ed è intenzionale. Ma man mano che gli episodi vanno avanti, inizieremo a vedere quell’innocenza che inizia a spogliarsi un po ‘per tutti questi personaggi “.

Dichiarazione dello showrunner Matt Negrete

La leggerezza della serie, seppur nelle ultime due puntante svanisce per un climax più oscuro e promettente per la seconda stagione, è sopratutto visibile nell’aspetto horror del genere e di crudeltà narrativa poiché questi due aspetti sono completamente assenti dimostrando come questo prodotto sia stato pensato per catturare una nuova fetta di pubblico, che va tra i 13 ai 16-17 anni e che magari potrebbe andare a visionare in seguito la serie madre per accrescerne i numeri di spettatori per il finale di stagione. Ciò va detto perché sembra assurdo ciò che vediamo in questa stagione: ragazzi che sono impauriti e che non sono in grado di affrontare un singolo zombie ma non si sa come riescono sempre a sopravvivere illesi quando sappiamo che nella serie madre anche i più forti faticano e devono sudare per vincere, inoltre questo luogo post – apocalittico sembra quasi del tutto privo di pericoli: nessun essere umano cattivo che vuole ucciderli, nessun vero gregge di zombie, eppure dovrebbero essere presenti. I nostri personaggi alla fine diverranno più forti ma come fanno a divenirlo se non trovano grandi pericoli davanti a loro?

Se The Walking Dead: World Beyond poteva essere una storia di formazione ben strutturata dove i nostri giovani eroi partono per una spedizione che li condurrà a una crescita interiore importante, questa premessa non avviene ma i personaggi maturano attraverso eventi di poca importanza, in cui sono assenti i momenti di conflitto veri e propri e quegli istanti in cui si teme per la morte di uno dei personaggi o si fa reale esperienza con essa. Lo spettatore non teme mai per la perdita di uno dei protagonisti ma sa che questi continueranno sempre a vivere in un modo o nell’altro. La venatura on the road della serie poteva essere interessante se la narrazione fosse stata strutturata a livelli, come quelli di un videogioco, dove per superare una sfida devi aver imparato e appreso qualcosa, ma qui non accade preferendo rimanere in superficialità. Indubbiamente i punti di forza risiedono nella mitologia dello show e del mondo del Campus, peccato che sia stato poco approfondito e che resta uno dei migliori momenti della serie (ovvero la 1×01) e il CRM che viene mostrato attraverso qualche brevi scene che donano un clima d’inquietudine alla storia e d’interesse per il futuro, avendo la forza di svelare ma non troppo. Interessante anche il colpo di scena finale su due personaggi, anche se il montaggio si dimostra mal realizzato volendo volutamente deviare le informazioni per creare maggior pathos.

The Walking Dead: World Beyond si dimostra una serie tematica, che ruota sul tema del rapporto padre – figlia e sul concetto d’unione e sorellanza/fratellanza. Il rapporto tra le due sorelle Hope e Iris è interessante apparendo mai del tutto banale ma giocando soprattutto sul carattere controverso di Hope, una giovane buona ma con un lato oscuro. Il tema di fratellanza è visibile con i personaggi di Elton e Silas che dimostrano anche di essere i caratteri più interessanti dello show, a differenza di Felix che sembra aver già detto tutto su di se. I due ragazzi portano in scena la tematica della speranza di un futuro e la ricerca di compiere azioni che possano salvare coloro che hanno interno.

In conclusione, questa è una serie che consiglio di visionare se ormai state seguendo l’universo The Walking Dead, ma se volete seguire questa stagione separatamente dello show non posso che sconsigliarvela.

Note positive

  • Struttura episodica in cui si va a parlare di un singolo personaggio
  • Pilot della serie
  • Tematica di sorellanza e sul rapporto padre figlio
  • Personaggi di Silas ed Elton

Note negative

  • Scelte attoriali
  • Sceneggiatura ( interi episodi in cui non accade niente)
  • Mancanza di sviluppo dei personaggi
  • Assenza venatura horror
  • La non presenza di numerosi zombi o di altri individui pericolosi all’interno della serie che donano un carattere d’inverosimiglianza alla storia
  • Mancanza d’informazioni sul mondo del Campus

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