Vikings: Valhalla – prima stagione (2022) – Una degna erede di Vikings?

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Vikings: Valhalla

Anno: 2022

Paese: Stati Uniti d’America, Canada, Irlanda

Genere: drammatico, storico, azione

Casa di Produzione: MGM Television

Distribuzione: Netflix, MGM Television

Ideatore: Michael Hirst, Jeb Stuart

Stagione: 1

Puntate: 8

Regia: Niels Arden Oplev, Stephen St. Leger, Hannah Quinn

Attori: Laura Berlin, Sam Corlett, Bradley Freegard, Frida Gustavsson, Caroline Henderson, Jóhannes Haukur Jóhannesson, Asbjørn Krogh, David Oakes,

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Trailer della serie tv Netflix “Vikings: Valhalla”.

Siete qui per le vostre famiglie! Siete qui per il vostro onore! Siete qui perché siete dei Vichinghi!“.

cit. Re Canuto

Trama Vikings Valhalla

Vikings: Valhalla è lo spin-off di Vikings, la famosissima serie tv sul mondo norreno. Questa nuova serie si svolge circa cento anni dopo gli eventi raccontati nella sesta e ultima stagione di ‘Vikings’, in un periodo storico nel quale i vichinghi scoprono tensioni interne legate a questioni religiose e la rivalità con gli inglesi raggiunge un punto di rottura. In questo contesto ci ritroviamo a seguire le imprese di tre personaggi realmente esistiti: Leif Erikson, Freydis Eiriksdottir e Harald Hardrada. I primi due sono fratelli provenienti dalla Groenlandia in cerca di vendetta, Harald dal canto suo ha come sogno quello di diventare il futuro Re di Norvegia.

Recensione Vikings Valhalla

Partiamo da un presupposto: se iniziate questa serie per rivivere le emozioni legate alla serie madre e ai suoi personaggi iconici, non fatelo. Vikings: Valhalla è sì uno spin-off del celebre show di History, ma si discosta molto dal mondo di Ragnar e Lagherta e lo dimostra fin da subito. Per questo motivo, ci concentremo principalmente su questo nuovo prodotto, evitando inutili paragoni con la serie da cui trae origine.

La serie inizia dal 13 novembre 1002, giorno di San Brizio. Il re d’Inghilterra Etelredo lo Sconsigliato dà inizio a un sanguinoso massacro che cancella dalle coste inglesi tutti gli insediamenti vichinghi, in aperto scontro con la popolazione britannica. Il re vichingo Canuto il Grande, dal canto suo, non può fare altro se non chiamare a raccolta le altre tribù e organizzare un esercito per vendicarli. Tra alti e bassi la serie si pone proprio come obiettivo, quello di mostrarci la riconquista dell’Inghilterra da parte del popolo vichingo.

Nonostante sia Re Canuto a guidare l’esercito, i personaggi su cui si focalizza la sceneggiatura sono ben altri: Freydis e Leif, fratelli provenienti dalla Groenlandia, e Harald potente guerriero che ambisce al trono di Norvegia. Il problema alla base della serie forse, è rappresentato proprio dai tre protagonisti che non vengono mai presentati del tutto e nel corso di questi primi otto episodi, non si vanno neanche a delineare dei veri e propri tratti caratteristici. Si pone maggiormente l’attenzione sullo sviluppo delle loro storie senza però creare un backgroud dei personaggi che ci permetta di immedesimarci nelle loro battaglie, nelle difficoltà che si trovano ad affrontare, chi sul campo di battaglia e chi con sé stesso e la propria religione.

Vikings: Valhalla mette sempre più luce sulle guerre interne del popolo vichingo che intorno all’anno 1000 si ritrova diviso in cristiani e pagani, con i primi che cercano con durissimi scontri di convertire i secondi. La serie dunque, in un primo momento si focalizza sulla conquista dell’Inghilterra e lo fa mostrandoci un popolo che mette da parte le proprie discordie per un bene più grande: la gloria che ogni vero combattente vichingo desidera. Ma non appena le cose sembrano sistemarsi in quello che poi diventerà il Regno Unito, in Norvegia e in particolar modo a Kattegat, le discrepanze iniziano a mietere sempre più vittime.

Proprio in questa seconda parte della stagione, la serie sembra rallentare un po’ il suo passo, spegnendo nello spettatore il grande entusiasmo generato dai combattimenti insistenti mostrati nei primi tre episodi. Gli ultimi quattro episodi in particolar modo, si focalizzano quasi totalmente sui problemi che affligono le città vichinghe, i combattimenti iniziano a diventare sempre meno e quei pochi scontri che vengono messi in scena non rendono giustizia al nome dei vichinghi (fatta eccezione per la battaglia finale).

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Re Canuto e il suo esercito in una scena di Vikings: Valhalla.

L’alternanza di ritmi adrenalinici che ci lasciano con il fiato sospeso ed episodi più lenti e macchinosi che permettono di approfondire alcune dinamiche, non ottengono l’effetto sperato e distraggono spesso lo spettatore dalla storia principale. Si tenta di sviluppare tre filoni narrativi, uno per ogni personaggio principale, cercando poi di intrecciarli per favorire la narrazione, ma ciò va a creare confusione.

La nota positiva è sicuramente l’interpretazione del cast. Nessun nome blasonato o volto particolarmente conosciuto, eppure la forza di Vikings: Valhalla risiede nell’interpretazione corale. La maggior parte degli attori sono giovani, non alle prime armi, ma quasi eppure ciò non si nota praticamente mai; tutti sono in grado di fornire un’ottima interpretazione attoriale, colmando le lacune a vicenda e rendendo lo show piacevole anche in momenti che risultano più lenti.

Dal lato tecnico, fotografia e scenografia sembrano quasi ai livelli della serie a cui si ispira. Immensi paesaggi, conditi da roccaforti e città marine, nonché un’ottima rappresentazione dell’Inghilterra degni anni mille. Gli effetti visivi non sono da meno, i combattimenti a volte possono sembrare confusionari, ma in larga scala seguono l’andamento di Vikings, con continui cambi di inquadrature, primi piani e slow motion che ci permettono quasi di essere lì sul campo di battaglia a schivare un colpo di ascia e pronti a proteggerci dietro il nostro muro di scudi.

Se la serie principale molto spesso si è ritrovata ad inventare storie di alcuni personaggi per rendere il tutto più avvincente, la cosa non accade almeno in questa prima stagione di Valhalla, dove le storie sono liberamente ispirate a personaggi realmente esistiti e tentano di raccontare le loro gesta e imprese, in un’epoca dove le lotte religiose si facevano sempre più strada.

Netflix sembra avere in mente la realizzazione almeno di altre due stagioni, quindi seppur non a pieni voti, ci sentiamo di promuovere questi primi otto episodi, nella speranza di tornare a riassaporare un po’ di emozioni vichinghe che anche Vikings aveva perso un po’ per strada con le ultime stagioni.

“Se ora ci diremo addio sulla Terra sarà solo per breve tempo, perché presto ci ritroveremo tutti nel Valhalla”.

cit. Leif

Note Positive

  • Scenografia e fotografia
  • Intepretazioni del cast
  • Battaglia di Londra

Note Negative

  • Ritmi troppo altalenanti
  • Mancanza di caratterizzazione dei personaggi
  • Combattimenti confusionari

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