Witch Hunt (2021): Un richiamo magico a Thelma & Louise – TS+FF2021

witch hunt locandina film

Witch Hunt

Titolo originale: Witch Hunt

Anno: 2021

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Horror, Dramma adolescenziale, fantastico

Produzione: Defiant Studios, Kodiak Pictures

Distribuzione:

Durata: 1h 38min

Regia: Elle Callahan

Sceneggiatura: Elle Callahan

Fotografia: Nico Aguilar, Tommy Oceanak

Montaggio: Nick Garnham, Wright

Musiche: Blitz//Berlin

Attori: Gideon Adlon, Abigail Cowen, Elizabeth Mitchell, Echo Campbell, Cameron Crovetti, Nicholas Crovetti, Lulu Antariksa, Natasha Tina Liu, Anna Grace Barlow, Ashley Bell, Sadie Stratton, Treva Etienne, Deborah May

Trailer italiano di Witch Hunt

Per la regia della Filmmaker, scrittrice e sound designer Elle Callahan, formatasi alla USC School of Cinematic Arts, dopo aver diretto nel 2018 la sua opera prima Head Count, esce nel 2021, all’interno del 55 Festival internacional de Cinema Fantastic de Catalunya, Witch Hunt (Caccia alle Streghe), lungometraggio fantasy – teen dramma che in Italia è stato proiettato all’interno del TS+FF2021, dove ha ottenuto una menzione speciale all’interno della sezione Premio Asteroide.

Witch Hunt riesce a raggiungere il suo pubblico usando gli elementi fantastici per dare potere alle giovani donne.

Motivazione per la menzione speciale al 21° edizione del Trieste Science+Fiction Festival

Trama di Witch Hunt

Nella società americana del XXI secolo la stregoneria e ogni forma di magia sono proibite e bandite con severe leggi. Tutte coloro che sono nate con qualche forma di magia nel sangue vengono ripudiate da una civiltà che ha rispolverato le vecchie usanze medievali come la caccia alle streghe e l’omicidio al rogo per ogni donna che possiede dei poteri magici.

Claire è una giovane studentessa americana che ricerca una vita normale e tranquilla, come tutte le sue coetanee, ma questa possibilità gli è preclusa dall’attività familiare, dove sua madre, di nascosto dal governo, fa parte di un’organizzazione che aiuta le streghe ad attraversare il confine degli Stati Uniti per raggiungere il Messico, la terra della libertà. Quando però il collegamento viene interrotto dal reparto federale dei cacciatori di streghe, la famiglia si ritrova a dover tenere nascoste e al sicuro da ogni pericolo due giovani”maghe”: Fiona (Abigal Cowen), coetanea di Claire, e la piccola Shae (Echo Campbell). Da questo momento per i membri della famiglia niente sarà più come prima.

Gideon Adlon in Witch Hunt
Gideon Adlon in Witch Hunt

Recensione di Witch Hunt

Elle Callahan con il suo Witch Hunt va a realizzare una profonda rilettura attuale di una delle figure più presenti e trattate all’interno della letteratura folkloristica horror e nel mondo cinematografico: Le Streghe; ma qui siamo lontani da quelle malvagie di Nicolas Roeg del suo Chi ha paura delle streghe?, come da quelle infernali narrate da Dario Argento all’interno della Trilogia delle tre madri o trattate da Robert Eggers nel suo The Witch. In Witch Hunt le streghe vengono mostrate come una minoranza sociale perseguitata da una società che ha perso qualsiasi capacità di abbracciare e di accogliere il diverso. La strega dunque non risulta come una figura temuta per la sua malignità ma semplicemente perché, in un mondo governato da uomini incapaci di accettare la bellezza della magia, queste rappresentano un tipo di cultura diversa da quella dominante, un femminile anomalo e in quanto tale viene ritenuto così pericoloso da dover essere espugnato. Elle Callahan sfrutta l’elemento del fantasy per andare a creare una storia di critica sociale, per rimarcare l’incapacità della società attuale di accettare qualsiasi minoranza culturale, religiosa ed etnica, donandogli i medesimi principi sociali. Non è un caso che gli Stati Uniti, la nazione che blocca con muri l’avanzata della migrazione messicana e che ha distrutto nel tempo molteplici forme di diversità culturale, divengono in Witch Hunt il popolo della dittatura razziale e del senso d’inciviltà, inversamente dal Messico che diviene la terra della magia, il luogo in cui poter vivere in libertà e in amore, almeno per coloro che sono delle Streghe e che devono proteggersi dalla malignità della società maschilista e contraria a ogni forma di diversità. Il lungometraggio pone durante la visione un dilemma: la società, e noi con essa, è davvero così cambiati dai tempi oscuri del medioevo? Cosa accadrebbe se nella società moderna comparisse la magia? Né avremmo paura o l’accetteremmo? Comprenderemmo che esistono sia streghe buone che cattive, come in ogni altro essere umano?

La pellicola fantasy richiama in maniera evidente il tema del femminismo e della difficoltà di essere donne nel XXI secolo. Difatti nella società mostrataci solo il genere femminile viene sottoposto a rigidi test e discriminazioni mentre il maschio possiede una vita nettamente più spianata e senza il timore di venire etichettato come uno stregone per le proprie origini di sangue, contrariamente all’altro sesso che, anche solo per discendenza familiare, rischia di perdere vari diritti come quello di recarsi al cinema o di poter semplicemente prendere la patente. Per evidenziare questa tematica la sceneggiatrice ha scelto una storia prettamente di personaggi femminili ed elevando come protagonista la giovane Claire, di colei che schiava di una società discriminatoria, influenzata da amicizie sbagliate e bigotte, tende ad accettare l’opinione pubblica per cui le streghe vanno estirpate dalla società. Lei non vuole che sua madre aiuti questi individui ma inversamente pretende che la sua famiglia si comporti come qualsiasi altro nucleo familiare della nazione, solo l’arrivo della coetanea magica Fiona le farà definitivamente capire che tra lei e loro non esiste nessuna diversità, ma anzi hanno le stesse esigenze: di essere amate, di avere delle amiche e di sentirsi libere di essere se stessi alla luce del sole. Interessante in questo senso la scena del bar dove si ha un dialogo incentrato sul lungometraggio Thelma & Louise, pellicola che verrà citata in maniera originale nel finale della storia.

  Gideon Adlon, Abigail Cowen in Witch Hunt
Gideon Adlon, Abigail Cowen in Witch Hunt

La storia e i suoi problemi

Witch Hunt è un teen dramma, il viaggio di formazione di Claire, di colei che deve accettare il suo destino di donna, il tutto narrato attraverso un ritmo sostenuto che rende la pellicola come un film prettamente d’intrattenimento sfruttando dei riferimenti simbolici riguardante l’iconografia pagana, come la farfalla che la protagonista ha sulla scrivania, difatti il lemma Butterfly deriva da una credenza popolare secondo cui le streghe siano in grado di trasformarsi in questi insetti per poter rubare burro e panna dalle credenze. Altro richiamo folkloristico è la Triplice Dea (giovane, madre, vecchia) che Claire vede in alcuni istanti tra il sogno e la realtà. Proprio però la parte riguardante la Triplice Dea è ciò che non funziona all’interno della drammaturgica della pellicola, di una sceneggiatura che vuole mettere troppa carne al fuoco e che alla fine si perde dentro le sue molteplici sottotrame. Se Witch Hunt si fosse concentrata solo sulla sua protagonista, su Fiona e il cacciatore di streghe si sarebbe ottenuto un fantasy più semplice ma riuscito, invece si ricade in una trama secondaria spiritica che non convince.

Elle Callahan nei suoi eccessi intrighi di storia non riesce ad approfondire nemmeno i suoi molteplici personaggi, anzi molti caratteri secondari appaiono del tutto inutili come Jacob oppure le amiche di scuola di Claire che se nella prima parte sembrano essere importanti al fine dell’evoluzione della protagonista ben presto scompaiono dalla storia rimanendo sullo sfondo. Inoltre manca totalmente un background dei personaggi messi in scena e anche alcuni momenti (i sogni visionari di Claire) non sono assolutamente contestualizzati rendendo anche i personaggi principali poco approfonditi, come del resto risulta esserlo tutto il rapporto tra Fiona e la giovane Claire, assolutamente mostrato in maniera superficiale.

Note positive

  • La storia intrattiene grazie a un buon ritmo
  • La sena finale risulta interessante e in linea con un momento della storia

Note negative

  • La storia sulla Triplice Dea
  • La conclusione riguardante il cacciatore di streghe
  • La sceneggiatura che dopo un buon primo atto mette troppa carne al fuoco perdendosi dentro troppi intrighi.

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