Yakamoz S-245 – Prima stagione (2022): Lo spin-off di Into The Night

Yakamoz S-245 (2022) locandina prima stagioneYakamoz S-245 (2022) locandina prima stagione

Yakamoz S-245

Titolo originale: Yakamoz S-245

Anno: 2022

Paese: Turchia

Genere: post apocalittico

Casa di Produzione: OGM Pictures, OG Medya

Distribuzione: Netflix

Ideatore: Jason George

Stagione: 1

Puntate:  8

Regia: Umut Aral, Tolga Karaçelik

Sceneggiatura: Jason George

Fotografia: Burak Kanbir

Montaggio: Özcan Vardar, Aziz Imamoglu, Barkin Yesiltepe

Musica: Ahmet Kenan Bilgic

Attori: Kıvanç Tatlıtuğ, Onur Ünsal, Güven Murat Akpınar, Özge Özpirinçci, Ecem Uzun, Alper Saldıran, Ertan Saban, Meriç Aral, Hakan Salınmış, Ece Çeşmioğlu, Ersin Arıcı, Jeremias Kwabenah Acheampong, Mustafa Ersi̇n Arici

Nel 2015 viene pubblicato un romanzo di fantascienza dello scrittore polacco Jacek Dukaj, dal titolo The Old Axolotl, incentrato su una visione post-apocalittica e cyberpunk della Terra, ormai priva di qualsiasi tipo di vita biologica che è stata sostituita da dei robot, o meglio, robot con all’interno la coscienza digitalizzata degli esseri umani, i quali per poter sopravvivere ci sono dovuti evolvere in macchine, abbandonando la loro dimensione biologica. Da questo spunto prende vita la serie Netflix “Into the Night” del 2020 che ci parla di un gruppo d’individui e soldati Nato a bordo di un areo sopravvissuti alla fine del mondo, poiché sé un essere vivente si trova a contatto con la luce del sole morirà. La notte diverrà loro amica, mentre il giorno è la morte. All’interno del medesimo universo creativo troviamo la serie turca Yakamoz S-245 che ci ripropone l’attore Kıvanç Tatlıtuğ nei panni dello scienziato Arman colui che abbiamo conosciuto all’interno di un episodio nella seconda stagione Into The Night.

Trama di Yakamoz S-245

Arman è un istruttore subacqueo e un esperto biologo marino con competenze nella costruzione e riparazione di sottomarini e apparecchiature tecnologiche. Un giorno viene a trovarlo una sua vecchia fiamma, Defne (Özge Özpirinçci), anche lei biologa marina, che gli propone un lavoro complesso e affascinante: un immersione nelle acque profonde all’interno della Fossa di Erebus, un luogo che forse potrebbe contenere delle riserve petrolifere. Il capo della spedizione è Define mentre gli altri del gruppo sono l’assistente della donna, Rana, l’oceanografo Felix, e Cem, un biologo marino. Il progetto è sponsorizzato dalla Yenilik Inc., di proprietà di Asil Kaya, colui che è anche il padre di Armin.

L’uomo accetta, nonostante alcuni dubbi iniziali, e il gruppo di scienziati marini si ritrovano insieme per fare i test fondamentali per poter immergersi nella Fossa di Erebus. Il primo test è quello di testare il loro piccolo sottomarino per vedere se mostra problemi nello scendere sotto determinate profondità marine. Il gruppo resta immerso per molte ore e quando fuoriesce dalle acque sotto la luce della luna, scopre che è avvenuto qualcosa di disastroso e d’impensabile: il sole sta uccidendo tutti gli esseri viventi del pianeta. I cinque scienziati mentre tentano di trovare un senso a tutto ciò e di sopravvivere alla catastrofe, s’imbattono nell’imponente sottomarino militare turco Yakamoz S-245, un luogo che diverrà per il gruppo la loro nuova casa, ma proprio all’interno di questo spazio claustrofobico inizieranno a nascere tensioni tra gli scienziati e i soldati, soprattutto a causa di Umut, il secondo in comando.

Armin e Dafne nella 1x01 di Yakamoz S-245
Armin e Dafne nella 1×01 di Yakamoz S-245

Recensione di Yakamoz S-245

La serie si svolge in contemporanea agli eventi della serie madre mostrandoci gli inizi del decadimento della società umana e della vita biologica sul pianeta terra. Già all’interno dei primi otto episodi di Yakamoz S-245, possiamo già ben denotare come gli ideatori dei due show abbiano un piano ben preciso in mente per andare a connettere e ad approfondire questo universo apocalittico. Non a caso in questo spin-off abbiamo nel ruolo di protagonista Arman, un personaggio che abbiamo già incontrato per alcuni secondi nell’ultima scena del finale di stagione di Into The Night in cui dichiarava di essere giunto lì all’interno di un sottomarino e proprio questo mezzo di trasporto diviene l’ecosistema di Yakamoz S-245, un microcosmo di vite e di relazioni tra soldati e scienziati che andiamo ad analizzare e scoprire all’interno di questa prima stagione della serie. Le unioni tra i due prodotti seriali non finiscono qui poiché in alcuni frangenti i soldati turchi del sommergibile osservano un areo volare nel cielo venendo incuriositi, spaventati e attratti da questo veicolo che vola nel cielo e che probabilmente ha al suo interno altri uomini e donne ancora viventi (sarà l’areo che abbiamo conosciuto in Into The Night?). Dunque cosa si potrebbe ipotizzare?  Che lo scopo di Yakamoz S-245 sia quello di approfondire prima di tutto alcuni elementi riguardanti la fine del mondo e mostrare l’inizio della trasformazione dell’essere umano da biologico a robotico, per poi andare a ricongiungersi e a entrare all’interno d’Into The Night, non per niente la serie madre termina nel momento in cui Armin incontra i membri dell’aereo.

Fotogramma della prima stagione di Yakamoz S-245
Fotogramma della prima stagione di Yakamoz S-245

Oltre l’universo espanso

Yakamoz S-245 si dimostra una serie cruda e spietata con i suoi personaggi possedendo un incipit narrativo accattivante (la fine del mondo a causa del sole) e un ambientazione affascinante come quella di un sottomarino comandato da soldati dell’esercito turco. La serie possiede degli snodi narrativi interessanti che immettono nella serie una componente di spionaggio – thriller alla vicenda ma nonostante ciò la storia per lunghi tratti possiede poco mordente risultando lenta nel suo evolversi a causa di una regia che non riesce, per tutti gli episodi, a sfruttare l’ambiente claustrofobico in cui ci troviamo, proprio il sottomarino viene ripreso male e non dona quel senso di chiuso e di oppressione allo spettatore, proprio a causa di ciò la suspense non fuoriesce mai ma la serie vive entro un ritmo monotono privo di reali picchi se non nei momenti di morte dei personaggi a noi cari. Proprio i personaggi e i loro rapporti sentimentali, di alleanze e di conflitti, che nascono e si sviluppano in questo arco narrativo, che costituisce la prima stagione, appaiono l’elemento di maggior interesse anche se non tutti possiedono una vera e proprio tridimensionalità, infatti quelli secondari possono apparire troppo tralasciati da una sceneggiatura che li chiama in causa solo quando gli servono. Nonostante ciò i personaggi principali appaiono interessanti e ben scritti, tanto da permetterci di memorizzare i loro nomi e di empatizzare con loro quasi immediatamente.

In conclusione

Una serie interessante che parte a rilento con un ritmo e una regia poco convincenti non riuscendo a sfruttare bene la scenografia a disposizione, detto ciò ci sono degli snodi narrativi e alcuni misteri irrisolti che invogliano a seguire la vicenda per comprendere dove il tutto intenda andare a parare. Interessante e importante anche sottolineare che Yakamoz S-245 può essere vista tranquillamente anche a coloro che non conoscono minimamente Into The Night, che consiglio di andare a recuperare per non perdere nessun elemento narrativo.

Note positive

  • La scrittura dei personaggi principali
  • La scenografia

Note negative

  • La regia e il ritmo che non danno forza alla narrazione, anzi…

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