Vitti d’arte, Vitti d’amore (2021): un grande omaggio ad una grande attrice

Vitti d’arte, Vitti d’amore

Titolo originale: Vitti d’arte, Vitti d’amore

Anno: 2021

Nazione: Italia

Genere: Documentario, biografico

Casa di produzione: Dazzle Communication

Distribuzione: Rai Documentari

Durata: 80 minuti

Regia: Fabrizio Corallo

Attori: Monica Vitti, Paola Cortellesi, Carlo Verdone, Pilar Fogliati, Giancarlo Giannini

Presentazione del documentario Vitti d’arte, Vitti d’amore

Vitti d’arte, Vitti d’amore è un documentario biografico del 2021, diretto da Fabrizio Corallo. Omaggio a uno dei volti più importanti del cinema italiano, Monica Vitti, per il suo novantesimo compleanno. L’attrice è recentemente scomparsa, il 2 febbraio 2022, dopo una lunga malattia che l’ha allontanata dalle scene nei primi anni 2000. Il film è stato presentato al Festival del cinema di Roma 2021.

Trama di Vitti d’arte, Vitti d’amore

Il documentario racconta il percorso nel mondo del cinema di Monica Vitti, una delle più grandi attrici e dive italiane, attraverso le testimonianze di coloro che l’hanno conosciuta e che hanno con lei condiviso delle esperienze cinematografiche (e non solo). Si ripercorre l’ascesa di un’artista poliedrica, capace di spaziare tra i vari generi e tra i vari mezzi audiovisivi e di comunicazione: cinema, tv e scrittura.

Monica Vitti
Monica Vitti

Recensione di Vitti d’arte, Vitti d’amore

Regina drammatica, regina comica, la voce di Monica Vitti culla le prime riprese del documentario di Fabrizio Corallo, di Villa Borghese, Roma, dove ella ha vissuto fino alla fine dei suoi giorni. Una voce che è emersa con forza e tenacia come poche altre nel mondo del cinema del Novecento italiano, grazie al suo talento inimitabile, unico e scintillante. L’attrice, e la donna dietro ai numerosi ruoli che ha interpretato, così differenti tra loro, viene raccontata tramite le interviste di coloro che l’hanno conosciuta o lavorato con lei, o attrici che ne hanno ammirato la carriera, in quanto facenti parte del mondo del cinema, come Paola Cortellesi e Pilar Fogliati (che nel film presta la sua voce alla lettura di racconti della stessa Monica Vitti), e che da lei hanno tratto ispirazione.

Ed è d’ispirazione per molte donne del mondo Monica Vitti, che con il suo volto e il suo talento ha dato vita a figure femminili che il cinema raramente aveva raccontato con tale eleganza e forza. Un’attrice che ha saputo raccontare la femminilità in tutte le sue sfumature, riuscendo a coniugare tutte le caratteristiche che la riguardavano, e che l’hanno resa un’icona imprescindibile. Monica era tragica, comica, e allo stesso tempo di una bellezza e di un fascino disarmante: aspetti che mai una donna nel cinema era riuscita a trattenere nel medesimo campo da gioco. Le sfumature di donna che nel cinema ha saputo raccontare derivano proprio da questa sua poliedricità, da questo saper essere tante cose diverse, nella consapevolezza che è questo che sono le donne, e le persone in generale: ricche di sfumature, contraddittori, timidi e sensuali, ironici e tragici, rigidi e spontanei. Ed è proprio questo che fa il documentario di Fabrizio Corallo: raccontare alcuni tra i molteplici tratti della personalità che Monica Vitti ha, con coraggio, mostrato al mondo. Ma ciò che ha saputo fare meglio di chiunque altro, riuscendo a spianare la strada delle attrici a lei successive, è stato proprio emergere in un mondo dominato da uomini: quello del cinema, in particolar modo della commedia italiana. La storia di Monica Vitti è quella di una donna che è riuscita ad alzare la voce in una moltitudine di voci maschili, divenendo un simbolo non solo cinematografico e televisivo, ma anche del femminismo. Ella divenne la prima protagonista comica, mettendo in risalto la scarsa presenza di attrici comiche (e protagoniste) nel cinema italiano.

Fotografia che ritrae Monica Vitti
Fotografia che ritrae Monica Vitti

Il documentario ripercorre le esperienze cinematografiche che hanno cambiato non solo la carriera della Vitti, ma il cinema in sé.  Viene raccontato, ad esempio, il suo rapporto con Michelangelo Antonioni, regista che ha reso musa questa grande attrice, facendo emergere il suo lato drammatico e malinconico, che poi l’ha resa così iconica, con la tetralogia dell’incomunicabilità. Ma sono tanti i rapporti lavorativi che hanno segnato la sua carriera, e che qui vengono raccontati, come quello con Mario Monicelli, ricordando uno dei film più iconici della Vitti, La ragazza con la pistola, o con Alberto Sordi, che dedica a lei parole di stima e affetto commoventi in una intervista che viene mostrata, e tante altre ancora.

In conclusione

Vitti d’arte, Vitti d’amore è un viaggio nella personalità complessa e variegata di una grande attrice, che è stata in continua trasformazione, e che è ancora attuale e affascinante per il cinema di oggi. Una recente grande perdita che va onorata e ricordata, ed è ciò che fa molto bene proprio questa pellicola.

Note positive

  • Regia
  • Interviste agli attori che raccontano Monica Vitti
  • Viaggio nel cinema italiano

Note negative

  • /

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