A Chiara (2021): la ‘ndrangheta come non l’avete mai vista

A Chiara locandina

A Chiara

Titolo originale: A Chiara

Anno: 2021

Paese: Italia

Genere: Drammatico

Produzione: Stayblack, Rai Cinema, Haut et Court, Arte France Cinéma

Distribuzione: Lucky Red

Durata:  121 min

Regia: Jonas Carpignano

Sceneggiatura: Jonas Carpignano

Fotografia: Tim Curtin

Montaggio: Affonso Gonçalves

Musiche: Dan Romer, Benh Zeitlin

Attori: Swamy Rotolo, Claudio Rotolo, Grecia Rotolo, Carmela Fumo, Giorgia Rotolo, Antonio Rotolo, Vincenzo Rotolo, Koudous Seihon, Pio Amato, Antonina Fumo, Giusi D’uscio, Patrizia Amato, Concetta Grillo

A Chiara è il titolo del nuovo lavoro di Jonas Carpignano e si configura idealmente come l’ultimo capitolo della trilogia su Gioia Tauro dopo Mediterranea e A Ciambra. È stato l’unico film italiano premiato a Cannes 2021, vincitore del’Europa cinemas label alla Quinzaine des Réalisateurs, premio che regista aveva già ottenuto per A Ciambra. A Chiara è distribuito nella maggior parte delle sale italiane dal 7 ottobre.

Non ho mai voluto fare un unico grande film che raccogliesse i tre aspetti della vita di Gioia Tauro, i migranti, i rom e la mafia. Al contrario avevo voglia di essere il più preciso possibile, di parlare d’individui e non di argomenti generici. E ovviamente, era scontato che i personaggi dei miei primi film, Ayiva di «Mediterranea», Pio e sua cugina Patatina di «A Ciambra», avrebbero fatto un’apparizione in questo nuovo film.

Jonas Carpignano

Trama di A Chiara

A Gioia Tauro, Calabria, una famiglia molto unita e affettuosa si appresta a festeggiare il diciottesimo compleanno della primogenita, nel classico stile meridionale: tanto cibo e tanti parenti. Il clima festoso del giorno prima viene, però, bruscamente interrotto quando il padre Claudio Guerrasio è costretto, per diverse circostanze, a sparire. Da quel momento inizia per la secondogenita Chiara un viaggio alla ricerca della verità sulla famiglia che la porterà alla scoperta dei legami con la ‘Ndrangheta. Chiara dovrà fare i conti tra i sentimenti che prova per l’amata famiglia affiliata però al mondo criminale e la possibilità di allontanarsi da loro per scegliere un futuro nella legalità. Dove orienterà la sua bussola?

A Chiara - Film 2021
Swamy Rotolo è Chiara in A Chiara

Recensione di A Chiara

Grazie a un’impeccabile regia, Jonas Carpignano riesce a trasportare e coinvolgere lo spettatore nella vita di Chiara, la protagonista a cui è dedicato il lungometraggio. Il riuscito verismo della pellicola è dovuto anche al fatto che il cast scelto è realmente una famiglia. Di fatto il personaggio di Claudio, interpretato da Claudio Rotolo è il vero padre di Chiara, Giulia e Giorgia. Le dinamiche familiari sono quelle osservate dallo stesso Carpignano, frequentatore della famiglia, mentre la storia è ispirata a fatti accaduti ad altre persone. Il film, quindi realista, non è il classico mafia movie, non abbiamo sparatorie, non c’è sangue che scorre da tutte le parti o violenza gratuita, perché come ha dichiarato Carpignano durante la conferenza stampa, in dieci anni di soggiorno a Gioia Tauro non ha mai visto niente di tutto ciò. È stato testimone di quello che riporta nel film come auto incediate ma di nessuna delle spettacolarizzazioni che si vedono normalmente in questo genere di film. Il regista riesce così a filmare un affresco stupendo e veritiero, privo di pregiudizi e banalità, su quella che è la situazione nel citato quartiere calabrese.

Fotogramma del film A Chiara

Carpignano indaga su questi personaggi, cerca di comprendere le motivazioni delle loro scelte ma senza giustificarli o giudicarli, mostra ‘semplicemente’ una realtà. Le persone sono sempre più di quello che mostrano. Claudio taglia e rivende droga ma poi a casa è un padre e un marito amorevole. Niente è nero o bianco ma è tutto sfumato dalle circostanze. Non sono spietati criminali, sono uomini che hanno fatto delle scelte.  Il film nel mostrare la realtà lancia però un grande messaggio: ognuno ha la facoltà di scegliere, al di là del circostante. Claudio ha scelto la criminalità, Chiara però non è costretta a seguirlo, può scegliere da sola il suo futuro. Aiutata dai servizi sociali (per legge solamente in Calabria lo stato con l’aiuto dei servizi sociali possono sottrarre i figli di mafiosi e farli vivere altrove fino ai 18 anni. La legge non è priva di criticità. ndr). Chiara avrà la possibilità di allontanarsi dalla famiglia e dalle logiche mafiose quali l’omertà. La scelta però è atroce: da una parte l’affetto della famiglia e dall’altra una vita nella legalità in cui non c’è bisogno di nascondersi. Quest’ultimo infatti è un altro elemento molto presente nel lungometraggio: la casa, il paese sono ricchi di nascondigli segreti, bunker sotterranei che regalano al film un clima quasi claustrofobico, oscuro.

A Chiara è un film diretto bene, scritto bene e ricco di originalità, capace di far immergere lo spettatore creando in lui autentico interesse per la protagonista e i vari personaggi. Una dichiarazione poetica verso a un luogo difficile. Un film privo di sbavature che dà veramente speranza al cinema italiano.

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