Animali Selvatici: la conferenza stampa del nuovo film di Cristian Mungiu

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Animali Selvatici locandina film (2022)

Animali Selvatici

Titolo originale: R.M.N.

Anno: 2022

Nazione: Romania, Francia, Belgio

Genere: drammatico, commedia

Casa di produzione: Filmgate Films, Les Films du Fleuve, Mobra Films, Why Not Productions

Distribuzione italiana: BIM Distribuzione

Durata: 125 minuti

Regia: Cristian Mungiu

Sceneggiatura: Cristian Mungiu

Fotografia: Tudor Vladimir Panduru, RSC

Montaggio: Mircea Olteanu

Musiche: Olivier Do Huu, Constantin Fleancu, Marius Leftarache

Attori: Marin Grigore, Judith State, Macrina Barladeanu, Orsolya Moldovan, Andrei Finti, Mark Blenyesi, Ovidiu Crisan

Animali Selvatici(R.M.N.) è il titolo del nuovo film diretto e scritto dal regista di etnia rumena, Cristian Mungiu (“Un padre, una figlia, “Bacalaureat“, Premio miglior regia al Festival di Cannes 2016), in uscita nelle sale italiane da giovedì 6 luglio 2023 grazie alla distribuzione di Bim Film.

Animali Selvatici nasce dalla coproduzione tra Romania, Francia e Belgio, con “Why Not Productions“. Il titolo originale ha un rimando nella tradizione rumena, alla “Rezonata magnetica Nucleara“, ovvero la Risonanza Magnetica Nucleare che a sua volta presenta in inglese l’acronimo di NMR e in francese di IRM. Uno strumento dunque di indagine della corteccia cerebrale umana che ha l’obiettivo di cercare cose apparentemente nascoste sotto la superficie del cervello.

La redazione de ‘L’Occhio del Cineasta’ ha partecipato con piacere alla conferenza stampa, meeting speciale al quale è stato presente anche il regista Cristian Mungiu. Le domande sono state molte. Mungiu si è aperto al pubblico progressivamente di più, lasciando un messaggio: abbiate la possibilità e la libertà di lasciarvi prendere da interpretazioni personali, slegate e arbitrarie, quando un film è veritiero dobbiamo rispettare l’interpretazione libera!

Durante la conferenza Cristian Mungiu ha spiegato di aver pensato inizialmente ad un titolo suggeritogli da molti e che doveva essere “Europe 2.0“. Successivamente Mungiu avrebbe optato per il titolo finale trovando un’immagine risalente alla fine del XIX secolo, denominata “Lamb of God“. La sceneggiatura di Animali Selvatici” è stata scritta nella primavera del 2021, le riprese sono avvenute a Rimetea, un villaggio della Transilvania, ex patrimonio dell’UNESCO. Il film è stato girato in digitale in territori già esistenti, fatta eccezione per la casa di Csilla costruita interamente sul posto per la narrazione filmica.

Video della conferenza stampa

La trama di Animali Selvatici

Matthias (Marin Grigore), è tornato da poco nel suo villaggio multietnico in Transilvania. Ha concluso il suo ultimo lavoro in Germania ed è finalmente pronto ad occuparsi del figlio Rudi che nel frattempo avendo vissuto per molto tempo solo con la madre, ha assunto a detta del padre, una personalità debole, troppo sensibile e poco virile per essere un uomo.

Matthias torna nella sua comunità fatta di tradizioni e valori secolari. E’ preoccupato per suo padre Otto (Andrei Finti) al quale è stato diagnosticata una malattia degenerativa cerebrale. Matthias ha anche un amante nel suo villaggio, si tratta di Csilla (Judith State), personalità femminile forte, di origine ungherese e dirigente del piccolo stabilimento di pane e carni in cui inizialmente lavora anche lui.

Animali Selvatici (2022)
Animali Selvatici (2022)

Animali Selvatici: quello che non tutti sanno

Quello che non tutti sanno è che, prima di mostrarsi come un film dominato da lunghi piani sequenza (uno in particolare di circa quindici minuti!) e allegorie del degrado socio culturale, “Animali Selvatici” si distacca da presupposti storici veritieri, aneddoti che il pubblico potrebbe e vorrebbe conoscere. La trama di R.M.N ambientata in Transilvania, nel piccolo territorio nella quale si assiste alla progressiva disfatta del villaggio, è connessa ai veri avvenimenti che hanno condotto storicamente alla competizione tra Romania e Ungheria, cioè all’impero austroungarico. In Transilvania abitano cittadini sia rumeni che ungheresi ma non sono i soli autoctoni. Storicamente si ritrovarono in questa terra anche le popolazioni germaniche ed attualmente di quest’ultime ne rimangono case, chiese, cimiteri e villaggi. In Transilvania ci sono anche molti popoli romani. Molte etnie diverse hanno reso la Transilvania ‘campo da gioco’ favorito dai movimenti populisti o nazionalisti di ogni stampo. R.M.N, come afferma il regista, non parla solo di questo ma anche di russi, ucraini, sunniti, ricchi e poveri, bianchi e neri, starà allo spettatore percepirlo!

Animali Selvatici: l’arrivo dello straniero

Nel bel mezzo della quotidianità tra un popolo piuttosto abitudinario e conservatore, la comunità si scontra con delle vicissitudini inquietanti che turbano il loro quieto vivere: in città Csilla accoglie un gruppo di lavoratori proveniente dallo SriLanka. L’apparente calma sulla quale poggia la collettività, viene progressivamente stravolta da molteplici eventi che sono correlati tra loro non solo profondamente ma soprattutto in modo allegorico. La tranquillità viene destrutturata completamente per lasciare ampio respiro a tematiche dalle quali lo spettatore si sentirà drammaticamente sopraffatto.

Fotogramma di Animali Selvatici (2022)
Fotogramma di Animali Selvatici (2022)

Cosa insegna “Animali Selvatici” e quanta verità ritroviamo all’interno della storia?

Quella di “Animali Selvatici” è un storia complessa, vuole interpretare le tradizioni remote. Le tradizioni permettono di chiarire in che modo le persone ad un certo punto, facciano qualcosa prima di altre e soprattutto perchè continuino a farle.
Ci sono inoltre risonanze e lastre nel corso della storia di Matthias, Csilla, Ana, il signor Baciu, Papa Otto e la signora Dènes, ma sul piano narrativo coesistono anche degli animali selvatici (orsi, molte pecore, delle volpi persino). Lo spettatore non sa di fatto se gli animali siano effettivamente reali o meno, questo appare un intreccio narrativo e tematico focale sul quale varrà la pena di interrogarsi.

“R.M.N.” è un film parlato in moltissime lingue, dall’ungherese, al francese, al rumeno e persino l’italiano. Si parla però anche di Europa, amore, società, chiesa, politica. I rumeni sono ortodossi, gli ungheresi predicano il cattolicesimo, i tedeschi si professano luterani, ogni villaggio ha molteplici chiese e anche le campane degli edifici sacri suonano in modo diverso.

Ci si aspetterebbe che una comunità abitata da una minoranza del paese sia particolarmente empatica nei confronti dei nuovi e pochi lavoratori. L’elemento strano è invece che in questa comunità non c’è empatia, bensì il contrario.

Quello che faccio quando realizzo un film è cercare le potenzialità del poter parlare di una situazione globale che mi permetta di narrare di come agiamo noi umani e come affrontiamo le grandi differenze tra ciò che siamo e quello che effettivamente diciamo. Sono andato a constatare quello che avevo raccontato nella mia sceneggiatura riguardo la fabbrica e i lavoratori stranieri.


Era una comunità chiusa all’interno di questo piccolo villaggio e temeva di fatto l’arrivo di altre persone. L’arrivo degli abitanti non era vissuto come discriminazione nei confronti dei nuovi lavoratori. In queste comunità si fa effettivamente difficoltà a capire cosa sia l’Unione Europea. Si tratta di persone che presentano difficoltà ad adattarsi nell’immediato adattamento di un sistema più grande.
Fotogramma di Animali Selvatici (2022)
Fotogramma di Animali Selvatici (2022)

Animali Selvatici: la paura

Durante la conferenza stampa emerge un tema che a detta di Mungiu si rivela centrale in tutte le storie che si vogliono raccontare: la paura. La paura, come ha affermato il regista:

è qualcosa di concreto o di astratto ma non si può uccidere, è importante piuttosto conferirgli una linea di pensiero, una personalità forte. È importante riflettere su quanto afferma Mungiu perchè il protagonista di “Animali Selvatici” non prenderà una posizione netta rispetto alle angosce. Questo film parla di populismo e della fine della democrazia, di assenza di educazione attiva alla democrazia.

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