Buon Natale Topolino (1932). Topolino nella Grande Depressione

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Locandina di Buon Natale Topolino - Mickey's Good Deed

Buon Natale Topolino

Titolo originale: Mickey’s Good Deed

Anno: 1932

Nazione: Stati Uniti d’America

Genere: Animazione

Casa di produzione: Walt Disney Productions

Distribuzione italiana:

Durata: Circa 7 minuti

Regia: Burt Gillett

Sceneggiatura: Ted Osborne, Otto Englander

Montaggio:

Musiche: Frank Churchill

Doppiatori originali: Pinto Colvig, Walt Disney

Informazioni sul corto e dove vederlo in streaming

La serie di cortometraggi Disney “Mickey Mouse” è stata uno dei grandi successi dell’animazione, creato da Walt Disney e Ub Iwerks, i quali hanno dato vita a un mondo incantato apprezzato da bambini e adulti. Esordita nel 1928 con il cortometraggio “L’aereo impazzito” (Plane Crazy), questa serie ha attraversato periodi d’oro con la produzione di eccellenti cortometraggi, soprattutto verso la fine degli anni ’20, negli anni ’30 e ’40. Questi corti narravano storie che riflettevano la società americana di quegli anni. Tuttavia, con il passare degli anni e la scomparsa del suo creatore, Walter Elias “Walt” Disney, avvenuta il 15 dicembre 1966, l’universo di Topolino, Pippo, Pluto e Minni ha perso in parte il suo slancio, ritornando sporadicamente sul piccolo schermo. Se per alcuni personaggi Disney ha creato apposite serie negli anni ’90, come “Ecco Pippo!” e “DuckTales – Avventure di paperi” (1997), la serie di cortometraggi di Topolino ha vissuto una riduzione, producendo solamente quattro cortometraggi dagli anni ’60 al 2023. Tra questi spicca il notevole “Canto di Natale di Topolino“, un cortometraggio più strutturato rispetto ai precedenti, che si rifà alla lunga tradizione di “Mickey Mouse”, nota per la realizzazione di cortometraggi natalizi come “Gli orfani di Topolino” del 1931 e “Buon Natale Topolino” del 1932,  che vede alla regia l’animatore e sceneggiatore statunitense Burt Gillett la cui carriera si è basata, esclusivamente, sulla realizzazione di cortometraggi d’animazione, con la realizzazione di numerosi corti della “Mickey Mouse” negli anni ‘30. 

“Il cortometraggio “Buon Natale Topolino” fu prodotto dalla Walt Disney Productions e debuttò negli Stati Uniti il 17 dicembre 1932, distribuito dalla United Artists. In Italia, il corto è disponibile in un’edizione colorata al computer, anche se l’originale è in bianco e nero; quest’ultimo è stato reso disponibile solo nella VHS intitolata ‘Le più belle storie di Natale’, pubblicata nel 2001. Il cortometraggio, noto in lingua originale come “Mickey’s Good Deed”, rappresenta il primo cartone animato sviluppato con il sistema sincronizzato Photophone della RCA. Questo sistema è utilizzato nella scena iniziale della pellicola.

Trama di Buon Natale Topolino

Topolino, un artista di strada che vive in povertà, suona il violino sotto la neve insieme al suo inseparabile amico, il cane Pluto, nella speranza di guadagnare qualche soldo. Le persone che passano di lì lasciano delle monete nella ciotola dell’elemosina, almeno così Topolino pensa. Ma quando cerca di acquistare del cibo in un negozio, scopre di essere stato ingannato: le monete nella sua ciotola non erano altro che chiodi e bulloni. Deluso, Topolino e Pluto se ne vanno a mani vuote. Nel frattempo, in una casa vicina, una famiglia agiata è alle prese con il figlio viziato, desideroso di ottenere a tutti i costi il cane Pluto dopo averlo visto suonare insieme a Topolino. Nonostante la determinazione del maggiordomo, Topolino non vuole separarsi dal suo amato cane. Tuttavia, quando Topolino incontra una famiglia ancora più bisognosa di lui, ma con numerosi figli, fa una scelta difficile e altruistica guardando nel proprio cuore.

La povertà in Mickey's Good Deed - Buon Natale Topolino
La povertà in Mickey’s Good Deed – Buon Natale Topolino

Recensione di Buon Natale Topolino

Il 50esimo cortometraggio, Mickey’s Good Deed (La buona azione di Topolino), ha un significato profondo nell’evoluzione del personaggio di Topolino. Questo corto segna una trasformazione sostanziale per Mickey Mouse, passando da essere un sognatore della classe media a diventare un sognatore povero. Questa ristrutturazione del personaggio riflette esplicitamente la situazione vissuta da molti cittadini americani durante la Grande Depressione. Il cortometraggio offre una rappresentazione di molti cittadini americani colpiti dall’ampia disoccupazione e dalla grave crisi finanziaria e bancaria iniziata il 29 ottobre 1929, noto come “Giovedì Nero”

La Grande Depressione ha scatenato una serie di conseguenze sociali devastanti, portando ad un aumento della disperazione, della fame e dell’ineguaglianza economica. Questo periodo ha avuto un impatto culturale e politico significativo, spingendo a un radicale ripensamento delle politiche economiche. L’adozione del New Deal da parte di Franklin D. Roosevelt ha introdotto programmi di ricostruzione economica e sociale. Questa crisi ha lasciato un’impronta indelebile nella memoria collettiva, influenzando profondamente la politica economica e sociale non solo negli Stati Uniti, ma anche in tutto il mondo. La rappresentazione di Topolino come un personaggio povero durante la Grande Depressione degli anni ’30 riflette la mossa della Disney di rendere il suo “eroe” più vicino alle persone dell’epoca. Questo ha creato una connessione empatica più profonda tra Topolino e il suo pubblico, poiché in “Buon Natale Topolino”, Mickey Mouse si identifica con la loro miseria, diventando un narratore delle loro esperienze quotidiane, in grado di lasciare un messaggio netto e forte “Non siete più soli”.

Guardando la societò dell’epoca la trasformazione di Topolino in un personaggio povero sembra essere stata, dunque, una mossa strategica per mantenere la relatabilità del personaggio e instaurare un legame empatico con il pubblico, mostrando un’icona amata alle prese con le stesse difficoltà e sfide vissute da molte persone dell’epoca. Questa rappresentazione ha consentito di esplorare temi più profondi, come la solidarietà, la compassione e la resilienza in momenti di avversità. Attraverso questa narrazione, il focus si è spostato da semplici storie d’avventura a racconti più umanitari e incentrati su valori come l’altruismo, già affrontati nel precedente cortometraggio natalizio Disney, “Gli orfani di Topolino” del 1931. Mostrare Topolino con difficoltà finanziarie, ma ancora in grado di compiere gesti di generosità, è stato un esempio ispiratore per i cittadini dell’epoca, infondendo speranza nel fronteggiare situazioni difficili come la fame senza ricadere in malvagità. Nel corto, Topolino diventa un suonatore di violino squattrinato, impossibilitato ad acquistare cibo per la Vigilia di Natale, una figura che incarna la dignità nel bisogno. Una caratteristica intrinseca al personaggio di Topolino, presente lungo tutta la sua storia, è la sua resilienza. Anche quando si rende conto di non aver ricevuto denaro ma solo bulloni nella sua ciotola per elemosine, o quando il suo violino si rompe, non perde mai la speranza. Nonostante le ingiustizie subite dagli altri, mostra un’innata bontà d’animo, ponendo gli altri al di sopra di sé stesso. Una delle scene più toccanti è quando, pur essendo in povertà, vende il suo adorato cane e diventa Babbo Natale per dei bambini poveri e la loro madre, che non conosce, in una vecchia dimora infestata dai topi, dove la miseria regna sovrana. La povertà è rappresentata in modo tangibile sin dalla scena iniziale, dove vediamo Pluto combattere contro le pulci che cadono sulla neve prima di ritornare sul suo corpo.

In contrasto al carattere di Topolino, la famiglia ricca viene rappresentata visivamente come dei grassi maialini, intrisi di egoismo e vizi. Possiedono tutto ciò che desiderano ma spremono le proprie ricchezze senza mai trovare soddisfazione. Questa rappresentazione mette in luce il contrasto tra il bambino viziato della famiglia agiata e la famiglia povera, dove il primo, pur avendo ogni sorta di giocattolo, non trova mai appagamento, mentre i bambini della famiglia meno abbiente si emozionano per semplici doni nella loro calza, peccato però che, mentre vediamo la gioia dei bambini al loro risveglio, la regia non si è soffermata sull’espressione della madre che abbiamo visto piangere, tale assenza dona meno emozione alla scena. Un’altro aspetto peculiare del cortometraggio è la scena finale, in cui il padre della famiglia benestante dà uno scappellotto al bambino viziato. Un momento come questo, raramente presente nei cortometraggi attuali dominati da una cultura del politicamente corretto, aggiunge un tocco di realismo al racconto.

Topolino e Pluto in Buon Natale Topolino
Topolino e Pluto in Buon Natale Topolino

In conclusione

Questo corto rappresenta un punto di svolta per il personaggio, trasformandolo da un sognatore benestante a un individuo povero, in sintonia con la realtà della Grande Depressione negli anni ’30. Questo cambio nel personaggio principale potrebbe essere stato un tentativo della Disney di rendere Topolino più relazionabile al pubblico, esplorando temi di solidarietà e resilienza in tempi difficili. Questa rappresentazione più umana di Topolino, affrontando la fame e la difficoltà finanziaria ma mantenendo un cuore generoso, ha fornito un esempio di speranza e altruismo per il pubblico dell’epoca, contrastando la visione di ricchezza e egoismo mostrata dalla famiglia borghese nel cortometraggio. La narrazione si spostò verso racconti più profondi, concentrati su valori umani e sociali, e offrì un’esplorazione più ampia dell’altruismo, anticipando temi presenti anche in altri lavori della Disney dell’epoca come “Gli orfani di Topolino”.

Note Positive:

  • Rappresentazione realistica della Grande Depressione: La trasformazione di Topolino in un personaggio povero durante la Grande Depressione offre una rappresentazione realistica di quel periodo storico, permettendo al pubblico di connettersi emotivamente con il personaggio.
  • Messaggio di speranza e altruismo: Nonostante le difficoltà, Topolino mantiene la sua bontà d’animo e compie gesti di generosità, incoraggiando il pubblico a sperare e a praticare la solidarietà durante i momenti difficili.
  • Contrasto sociale: Il cortometraggio mette in evidenza il contrasto tra la famiglia ricca e viziata e la famiglia povera ma unita, sottolineando l’importanza dei valori umani rispetto alla ricchezza materiale.

Note Negative:

  • Semplicistico dualismo tra ricchi e poveri: La rappresentazione dei ricchi come egoisti e viziati e dei poveri come virtuosi e altruisti potrebbe risultare troppo stereotipata, mancando di sfumature nei personaggi.
  • Scarsa esplorazione della situazione dei poveri: Nonostante la rappresentazione della povertà, il cortometraggio potrebbe non approfondire a sufficienza la reale complessità delle difficoltà affrontate dalle famiglie povere durante la Grande Depressione.
  • Limiti nell’approccio narrativo: La narrazione potrebbe risultare troppo didascalica o diretta, mancando di una sottile comprensione dei problemi sociali e delle loro implicazioni.
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 890

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