Carrie – Lo sguardo di Satana (1976): la nascita di un villain

Carrie - Lo sguardo di Satana (1976) locandine

Carrie – Lo sguardo di Satana

Titolo originale: Carrie 

Anno: 1976

Nazione: Stati Uniti d’America

Genere: Drammatico, Horror

Casa di produzione: United Artists, Warner Home Video

Distribuzione: RedBank Films

Durata: 97 min

Regia: Brian De Palma

Sceneggiatura: Lawrence D. Cohen

Fotografia: Mario Tosi

Montaggio: Paul Hirsch

Musiche: Pino Donaggio

Attori: Sissy Spacek, Amy Irving, Piper Laurie, John Travolta, William Katt, Nancy Allen, Betty Buckley, Michael Talbott, Noelle North, Priscilla Pointer, P.J. Soles, Harry Gold, Cindy Daly, Rory Stevens

Trailer ufficiale di Carrie – Lo sguardo di Satana

Dal maestro del cinema Brian De Palma (Le due sorelle, 1974; Il fantasma del palcoscenico, 1976; Scarface, 1983) prende forma nel 1976 l’horror movie Carrie – Lo sguardo di Satana prima trasposizione cinematografica del romanzo di Stephen KingCarrie”, pubblicato solo due anni prima in America, nel 1974. In Italia il film è edito dal 1977 per la collana Bestseller Sonzogno. Dal successo della pellicola è stato realizzato un sequel dal titolo “Carrie 2 – La furia” per la regia di Katt Shea nel 1999 e due remake Carrie (2002) e Lo sguardo di Satana – Carrie (2013) diretto da Kimberly Peirce con Chloë Grace Moretz e Julianne Moore. La versione cinematografica del 1976 ottenne il Gran Prix nel 1977 al Festival internazionale del film fantastico di Avoriaz e due nomination ai Golden Globe per le due attrici Sissy Spacek e Piper Laurie.

Trama di Carrie – Lo sguardo di Satana

Nella piccola cittadina di Chamberlain l’introversa e silenziosa Carrie White frequenta il quinto anno delle superiori, senza però riuscire a integrarsi con il resto della classe, anche perché le femmine invece di aiutarla ad aprirsi con loro la portano spesso e volentieri in giro deridendola e bullizzandola pesantemente, anche perché Carrie non è come le altre ragazze provenendo da un’educazione fortemente religiosa. La giovane senza padre vive con la madre, una donna ferventemente religiosa e bigotta che agisce solo in nome di Dio e che in suo nome maltratta la figlia accusandola di essere una peccatrice per il semplice fatto che gli sono venute le mestruazioni, per lei il marchio del diavolo.

Maltrattata a scuola e a casa per Carrie sembra non esserci speranza fino a quando Sue Snell, una sua compagna di classe, decide di compiere un atto di gentilezza verso di lei. Sue convince il suo fidanzato Tommy Ross a invitare la White al ballo al fine di regalare un esperienza meravigliosa e  indimenticabile alla ragazza. Nel frattempo Carrie White fa una scoperta, dal momento in cui gli sono venute le mestruazioni, qualcosa in lei è cambiato iniziando ad avere degli strani poteri telecinetici connessi al suo stato d’animo.

Sissy Spacek in Carrie – Lo sguardo di Satana 76
Sissy Spacek in Carrie – Lo sguardo di Satana 76

Recensione di Carrie – Lo sguardo di Satana

Stephen King si presenta al mondo della letteratura con un libretto di solo 150 pagine, una storia horror intensa in grado di mescolare l’elemento soprannaturale della telecinesi con il dramma personale di una ragazzina, Carrie, colei che si sente schiacciata dall’oppressione e che spera di ottenere la felicità che tutte le ragazze/i meriterebbero, l’essere amate per ciò che si è. Lo scrittore di Portland scrisse questa storia mentre viveva in una roulette a Hermon, nel Maine, prendendo ispirazione da due eventi: il ricordo dei giorni in cui lavorava come portiere d’estate all’Università, mansione che lo portava a dover scrostare le macchie di ruggine dalle docce delle ragazze, un luogo che gli ha fatto scoprire tutti quegli oggetti femminili metallici che servono a come assorbenti femminili (non a caso la seconda sequenza narrativa del film si svolge proprio all’interno di uno spogliatoio femminile dove le ragazze, nude e avvolte dalla condensa dell’acqua, giocano tra loro o fanno la doccia) e un articolo giornalistico pubblicato da Life in cui veniva ipotizzato una connessione tra lo sviluppo di poteri telecinetici latenti che nel caso di ragazze in età di sviluppo possono manifestarsi nel momento in cui hanno il suo prima ciclo mestruale (come avviene difatti a Carrie).

Bang, due fatti separati, la crudeltà adolescenziale e la telecinesi, erano entrati in contatto e mi avevano dato un idea.

Stephen King

Un idea che effettivamente non convinse pienamente King all’inizio proprio perché l’autore di romanzi decise di buttare il suo manoscritto nel cestino della spazzatura, venendo salvato solo grazie a sua moglie Tabitha che recuperò la bozza dello scritto invogliano lo scrittore ha sviluppare la storia.

Sangue e crudeltà

De Palma fa sua questa storia, la prende e la sviluppa come lui sa fare dandogli spessore drammaturgico e forza visiva grazie a una regia attenta e scrupolosa supportata da una fotografia magistralmente realizzata dal direttore della fotografia romano Mario Tosi che dona calore, dramma e dolcezza alla narrazione riuscendo a descrivere visivamente le emozioni di Carrie all’interno di questo coming of age d’autore con venatura horror. Mario Tosi e De Palma per marcare i passaggi e i cambiamenti della protagonista scelgono di dare spessore narrativo alla fotografia andando a narrare alcune scene con un luce più delicata e soffice, nei momenti idilliaci e di felicità come la scena della doccia o i momenti del ballo, scene che possiedono una regia alquanto rilassata e romantica, altre invece possiedono un cromatismo crudo, brutale e animalesco dove i colori infernali prendono il sopravvento, come nella scena delle mestruazioni dove la tinte rossa del sangue cattura immediatamente l’attenzione dello spettatore, oppure all’interno dell’abitazione abbiamo una fotografia tetra in cui il marrone oscuro ne fa da padrone, stesso discorso per il finale dove il soffice bianco e il blu scompaiono del tutto dalla pellicola lasciando spazio all’orrore e al sangue. La regia di De Palma del resto viaggia sempre in uno stretto confine tra una narrazione morbosa e perversa, impegnata di erotismo, e il fanatismo religioso della madre di Carrie, il tutto dona alla storia sequenze contrastanti in bilico tra citazioni bibliche e pulsioni sessuali, quest’ultime vengono mostrate soprattutto tramite i personaggi di Chris Hargensen e Billy Nolan (interpretato da un giovanissimo John Travolta), questi divengono i veri villain della storia, coloro che provocheranno l’ira della protagonista.

La storia pur essendo un horror non è creata per spaventare, infatti De Palma non immette nella pellicole neppure una scena raccapricciante, ma Carrie – Lo sguardo di Satana è prima di tutto una film tragico, dove una ragazzina cerca di uscire dalla prigione in cui è rinchiusa a causa della madre che vive solo nell’ottica di un malato fanatismo religioso e che gli impedisce di essere la giovane spensierata che lei vorrebbe, difatti a Carrie non è permesso vivere, non potendo avere amicizie sia maschili che femminili, ma lei deve esistere solo nell’ottica di redenzione e di purezza davanti a Dio privandosi di tutte le bellezze della vita come l’amore per non perderà la sua purezza e verginità. Margaret White, traumatizzata dal suo passato, cercherà d’inculcare alla figlia come il mondo sia un luogo marcio e gestito dal diavolo e che lei, al di fuori di quella casa e dalla parola del vangelo, non troverà altro che derisione. Proprio queste parole avranno un peso enorme nella psiche della povera Carrie, colei che nel momento in cui pensa di aver trovato della bontà viene catapultata nella malvagità andando a perdere il controllo di sé stessa e facendo fuoriuscire la sua rabbia celata negli anni.  Per tutto il film Carrie ci viene mostrata come un anime pura e buona ma nel finale la ragazza diviene l’opposto, l’emblema del male, ma noi non possiamo che stare dalla sua parte, perché lei è diventata così solo a causa del suo passato e del suo presente e per le azioni che ha subito dagli altri. In questo senso dire che Carrie – Lo sguardo di satana mostra la creazione di un villain moderno non è errato. Fondamentale per la riuscita della pellicola è l’interpretazione di Sissy Spacek colei che sa ben passare da un emozione all’altra.

Piper Laurie in Carrie – Lo sguardo di Satana 76
Piper Laurie in Carrie – Lo sguardo di Satana 76

In conclusione

Se noi pensiamo ad alcune scene iconiche del mondo della storia del cinema adolescenziale horror non possiamo che non ricordare il ballo al liceo di Carrie e già ciò mostra la potenza visiva e narrativa di questo film, impeccabile sotto ogni punto di vista dalle interpretazioni ai lati tecnici. Un film che ogni amante della settima arte dovrebbe vedere.

Note positive

  • Sceneggiatura
  • L’evoluzione di Carrie
  • Il connubio tra purezza – erotismo – fanatismo – telecinesi
  • La scelta di non sviluppare troppo il tema della telecinesi che viene poco e nulla spiegato al pubblico, ma ciò è una scelta corretta perché parlarne avrebbe distratto il pubblico dal tema principali: i traumi e i soprusi subiti da una ragazza, fragile e innocente.

Note negative

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