Di4ri – prima stagione (2022): la scuola media tra amori e amicizie

DI4RI locandina prima stagione serie

Di4ri

Titolo originale: Di4ri

Anno: 2022

Paese: Italia

Genere: dramma adolescenziale, commedia, sentimentale

Casa di Produzione: Stand By Me

Distribuzione: Netflix

Stagione: 1

Puntate: 15

Regia: Alessandro Celli

Sceneggiatura: Simona Ercolani, Mariano Di Nardo, Angelo Pastore, Ivan Russo

Fotografia: Alessio Ciaffardoni

Montaggio: Edoardo Caruso, Graziano Falzone

Musica: Filadelfo Castro

Attori: Andrea Arru, Flavia Leone, Sofia Nicolini, Biagio Venditti, Liam Nicolosi, Federica Franzellitti, Francesca La Cava, Massimo Pio Giunto, Marta Latino, Lorenzo Nicolò, Alessandro Laffi, Narciso Santiago, Federico Cempella, Fortunato Cerlino

Trailer italiano della serie Di4ri 

Prima serie televisiva incentrata per un pubblico di ragazzini prodotta per Netflix da Stand By Me, Di4ri, divisa in quindici episodi da una durata di ventisette minuti ciascuno, debutta su Netflix Italia il 18 maggio 2022 mentre nel resto del mondo, in cui il servizio è attivo, sarà distribuita dal 26 luglio 2022. La colonna sonora della serie è il brano “Isola”, singolo realizzato da Tancredi, cantautore italiano che farà anche una comparsata all’interno di due episodi in veste di guest star.

Trama di Di4ri

A Marina Piccola, un paesino su un’isola italiana avvolto dal mare, c’è la scuola media “Galileo Galilei”, un piccolo istituto che naviga in acque agitate, così agitate che il preside dà ai suoi ragazzi una terribile notizia: al termine dell’anno scolastico il Galileo Galilei sarà chiuso e tutti gli alunni saranno trasferiti a Marina Grande, ma questa non è l’unica fregatura perché i compagni della 2D vengono anche a sapere che non rimarranno insieme per l’ultimo anno delle medie ma che saranno smistati in altre classi, rischiando così di perdersi di vista. Questa decisione però non sta bene a Pietro (Andrea Arru) che non ha intenzione di cambiare scuola e di perdere di vista i suoi amici, Livia (Flavia Leone), Isabel (Sofia Nicolini), Daniele (Biagio Venditti), Monica (Federica Franzellitti), Giulio (Liam Nicolosi), Mirko (Pietro Sparvoli) e Arianna (Francesca La Cava). La chiusura dell’istituto però non è l’unico elemento narrativo ma all’interno di questa storia i giovani ragazzi faranno esperienza dei primi amori e di una nuova consapevolezza di sé.

I protagonisti di Di4ri incontrano Tancredi
I protagonisti di Di4ri incontrano Tancredi

Recensione di Di4ri

Il panorama seriale televisivo italiano non è conosciuto per le sue produzioni per un pubblico di ragazzi, ma piuttosto per uno generalista capace di unire più fasce di età di spettatori all’interno di unico prodotto cinematografico e televisivo, all’interno di questo scenario non possiamo che apprezzare la casa di produzione Stand By Me che realizza un progetto rischioso e fresco, quello di creare una serie esclusivamente per una fascia di età, quella dei giovanissimi, di quei ragazzi che frequentano le medie e i primi anni del liceo. Di4ri li racconta, analizza cosa significa essere i giovanissimi adolescenti della generazione Alpha negli anni 2022, e comunica e parla direttamente a loro, non ai genitori, ma a loro, anche grazie a un espediente di sceneggiatura alquanto interessante: la rottura della quarta parete. Lo spettatore non è solo chi osserva in maniera distaccata gli eventi, ma diventa anche il confidente dei protagonisti, perché i personaggi infrangendo la regola della quarta parete ci parlano direttamente narrandoci i loro pensieri e segreti e le loro emozioni celate, un po’ come avviene quando scriviamo il nostro diario personale dove buttiamo, tra le fitte parole e righe che scriviamo, le nostre verità interiori e i nostri sentimenti nascosti agli altri. Non a caso la serie si chiama Di4ri, infatti ogni episodio copre l’arco temporale di una settimana scolastica ed è raccontato dal punto di vista di uno degli otto protagonisti (tranne nel caso del primo episodio, che è l’unico ad avere una doppia narrazione, Pietro nella prima metà e Livia nella seconda), offrendo agli spettatori una sorta di diario personale con il suo peculiare sguardo sugli avvenimenti della 2^D. Va sottolineato però che se nelle prime puntante abbiamo un unico punto di vista con un personaggio che conduce l’episodio, nel procedere degli episodi ciò viene mene dando allo spettatore una serie più corale e meno radicata nell’elemento diario, contraddicendo se stessa.

La sorpresa della serie però risulta la sceneggiatura ben scritta soprattutto nei dialoghi, anche se alcuni passaggi narrativi appaiono, soprattutto per un pubblico più esperto e grande, un pizzico prevedibili e scontati soprattutto riguardo alle storie d’amore di Livia, Pietro, Daniele e Giulio. Ciò però non toglie forza alla vicenda sia grazie alla saggia scelta di non far durate più di ventisette minuti le puntate (a eccezione del pilot della durata di quaranta minuti) e il modo registico di andare a riprendere la storia con movimenti di camera che fanno parte del mondo dei videoclip, che dona però ritmo, freschezza e potenza emotiva alla narrazione. La regia è indubbiamente un elemento di pregio all’interno dello show come del resto anche le buone (non sempre) interpretazioni del giovane cast, che riescono a narrarci gli amori e le storie d’amicizia che provano i loro personaggi. Unica pecca riguardo alla scrittura è sul personaggio di Giulio, il miglior amico di Luca, e su quello di Monica, che sono scritti in maniera troppo stereotipata: lui è il burlone ignorante della scuola mentre lei è la secchiona bruttina della classe, riponendo un classico schema del cinema italiano e della serialità adolescenziale, poco originale.

Il punto centrale e di forza della stagione sono indubbiamente i temi narrativi partendo da quello principale e centrale al tutto: i primi innamoramenti e la voglia di dare il primo bacio (sentimento che prova la giovane Isabel), il tema dell’amore è sviscerato a 360° gradi passando dalla paura di ammettere davanti all’altro i propri sentimenti (il timore del rifiuto), dall’incertezza se si è realmente innamorati di quella persona o se lui ti ama (il rapporto di Livia con il ragazzo della 3D), o l’amore in crisi com’è mostrato dal matrimonio dei genitori di Pietro, dove questi non fanno altro che litigare danneggiando il loro stesso figlio, oppure troviamo l’amore idilliaco dove pur sapendo di non essere ricambiati si continua ad amare una persona che non merita questo sentimento da noi.  All’interno di questa mega tematica ovviamente troviamo anche l’amore LGBT che però non viene mostrato in maniera fuori luogo o ricadendo entro stereotipi comuni, ma questa tematica è ben narrata. L’amore però non è l’unico argomento e sottotrama della serie ma questa attraverso ogni singolo personaggio analizza vari questioni connesse all’essere giovani degli anni 2022 come ad esempio le eccessive pressioni create dalle aspettative dei genitori o l’essere imprigionati all’interno di un ruolo poco adatto, ad esempio Livia si sente rinchiusa nel suo essere identificata come Mrs. Perfettina, etichetta che però non le calza così bene come gli altri credono.  Altri temi sono: la dislessia, l’ansia di crescere, la solitudine, le prime mestruazioni e l’accettazione di se stessi. Ma non solo: si parla anche dei temi tipici della preadolescenza, come la spensieratezza, le crush, i primi baci, il valore dell’amicizia e la passione per lo sport.

Fotogramma di Di4ri
Fotogramma di Di4ri

In conclusione

Una serie intelligente che pur essendo spensierata racchiude alcuni elementi di estrema importanza per i giovani italiani che devono lottare per scoprire chi sono e chi diventeranno. Di4ri, nella sua prima stagione (non sappiamo se ci sarà una seconda) è indubbiamente un prodotto adatto solo ai giovanissimi e un pubblico un po’ grandicello potrebbe non empatizzare con la vicenda e quindi annoiarsi durante la visione, per questo motivo credo che la devano vedere solo i ragazzini delle medie e del liceo, perché la serie parla di loro e non di noi grandi.

Note positive

  • Regia
  • Montaggio
  • Una serie spensierata

Note negative

  • Il personaggio di Giulio è troppo stereotipato
  • Non tutti i personaggi ottengono la giusta attenzione da parte della scrittura.
  • A tratti è una scuola media italiana poco realistica

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