Girl Power – La rivoluzione comincia a scuola: un ritratto intersezionale

Locandina di Girl Power - La rivoluzione comincia a scuola

Girl Power – La rivoluzione comincia a scuola

Titolo originale: Moxie

Anno: 2021

Paese: USA

Genere: Commedia, drammatico

Produzione: Paper Kite Productions

Distribuzione: Netflix

Durata: 1h 51m

Regia: Amy Poehler

Sceneggiatura: Tamara Chestna

Fotografia: Tom Magill

Montaggio: Julie Monroe

Musiche: Mac McCaughan

Attori: Hadley Robinson, Josephine Langford, Patrick Schwarzenegger, Lauren Tsai

Trailer ufficiale in italiano di Girl Power – La rivoluzione comincia a scuola

Girl power – La rivoluzione comincia a scuola si basa sul romanzo Moxie di Jennifer Mathieu. Il film è diretto da Amy Poehler, attrice e sceneggiatrice che dopo essersi unita al cast del Saturday Night Live dal 1975 a oggi, ha dato vita alla “mamma fichissima” in Mean Girls (2004) e ha vinto un Golden Globe per aver interpretato la super competitiva Leslie Knope in Parks and Recreation.

Trama di Girl power – La rivoluzione comincia a scuola

Vivian (Hadley Robinson) è una sedicenne all’apparenza timida che preferisce passare inosservata, ma quando l’arrivo di una nuova studentessa (Alycia Pascual-Peña) la obbliga a esaminare il comportamento fuori controllo dei suoi compagni, si rende conto di averne avuto abbastanza. La ragazza inizia una ribellione femminista nel suo liceo, che trascura sistematicamente le osservazioni umilianti che i giocatori di football e i loro amici rivolgono alle ragazze, le molestie sessuali del “bump ‘n’ grab” in corso nel corridoio e il torneo annuale per identificare la ragazza “più scopabile” del campus. Infuriata dall’ambiente tossico e ispirata dalla cultura delle Riot Grrrl degli anni ’90, Vivian crea una fanzine anonima Moxie, per responsabilizzare le ragazze. Prendendo ispirazione dal passato ribelle della madre (Amy Poehler), la fanzine clandestina denuncia i pregiudizi e i torti subiti al liceo dando vita inaspettatamente a un vero e proprio movimento. Trovandosi ormai al centro di questa rivoluzione, la ragazza instaura nuove amicizie con altre giovani donne e alleate superando le rivalità tra combriccole e club e affrontando insieme le difficoltà dell’adolescenza.

Girl Power - La rivoluzione comincia a scuola
Girl Power – La rivoluzione comincia a scuola NETFLIX ©

Recensione

Girl power – La rivoluzione comincia a scuola è una commedia liceale socialmente consapevole che tratta la questione della parità di genere integrandola alla struttura classica del coming of age. Un obiettivo portato avanti dalla piattaforma Netflix, è proprio quello di raccontare storie inclusive e aumentare la varietà delle rappresentazioni culturali e sociali portate sullo schermo. House of Cards, Orange Is the New Black, Dear White People, When They See Us e Atypical sono solo alcuni dei titoli presenti sulla piattaforma, che grazie anche al nuovo Fondo Netflix per la creatività inclusiva puntano a individuare, formare e indirizzare la carriera di talenti internazionali. Film come Girl Power sono quindi necessari per educare un pubblico giovane alle questioni sociali del passato e presente in un’ottica anche più leggera. Detto questo il film non vuole essere più di come si presenta: una commedia adolescenziale. Abbiamo tutti gli elementi classici di un teen drama, dai diversi gruppi scolastici alle insicurezze tipiche dell’adolescenza. Il punto di forza della pellicola è proprio il modo in cui viene integrato il femminismo, che come tutti i movimenti politici, culturali e sociali si è evoluto insieme al cambiamento della società. 

Dal movimento Riot Grrrl al femminismo intersezionale

Vivian viene rappresentata fin da subito come un adolescente in cerca di risposte, una domanda su tutte (quella dell’ammissione del college) accende l’inizio del film: rifletti su una causa che ti appassiona. L’adolescente giustamente è ancora insicura su molte questioni legate alla sua identità e accetta passivamente situazioni che sembrano scolpite nella pietra. I discorsi intrapresi da lei e l’amica incorniciano da subito la mentalità misogina e schedata che abbiamo visto in molte pellicole prima di questa, ma anche vissuto in prima persona. Dalla lista “della più scopabile” ai commenti nei corridoi, vere e proprie molestie accettate anche dalla preside della scuola. La crescente consapevolezza, stimolata anche dalla nuova compagna di scuola e dal passato della madre, dà inizio al percorso trasformativo del personaggio. L’enorme influenza del film è la punk band delle Bikini Kill, che sentiamo e vediamo attraverso i veri manifesti del movimento originario delle Riot Grrrl. Quest’ultimo fa parte della terza ondata femminista, iniziata negli Stati Uniti all’inizio degli anni ’90 nello stato di Washington. Anni in cui le donne iniziarono ad imbracciare chitarre e bacchette ed esprimersi come gli uomini musicisti avevano fatto fino ad allora, affrontando anche in diverse fanzine questioni cruciali come lo stupro, l’aborto, la cultura maschilista, l’abuso domestico, la sessualità, il razzismo, il patriarcato e la disuguaglianza di genere. Un movimento che vede le donne sempre più coscienti del loro corpo, del loro diritto al sesso e al non essere inquadrate e limitate secondo criteri maschilisti ed eteronormativi.

Il film riesce ad abbracciare le questioni del passato con la consapevolezza del presente, nello specifico in una scena la madre di Vivian è la prima ad ammettere di aver commesso errori in gioventù non tenendo conto dell’intersezionalità. La parola intersezionale comprende gli aspetti delle identità sociali e politiche più ampie identificando molteplici fattori di vantaggio e svantaggio. Queste identità sociali che si intersecano e si sovrappongono possono dare potere e opprimere. Il femminismo intersezionale a differenza delle prime due ondate, prende in considerazione non solo le problematiche delle donne bianche e della classe media ma di ogni classe, etnia, genere e religione. Questo aspetto è rappresentato dalla giovane protagonista del film che non punta a essere un esempio di “perfetto femminismo”, ma piuttosto una rappresentazione veritiera d’iniziazione alla maturità e alle cause sociali che influenzano la nostra vita. In questo il film racchiude un messaggio importante, ovvero è meglio un cambiamento imperfetto che nessun cambiamento.

Considerazioni finali

Come già spiegato ad inizio articolo il film non vuole essere più di una commedia adolescenziale, la sceneggiatura è semplice ma sostenuta da un finale circolare efficace. La fotografia è funzionale al racconto così come le interpretazioni attoriali, che rimangono nella media. Il punto di forza rimane la tematica trattata con la giusta leggerezza del coming of age, ma che ci ricorda l’importanza dell’informazione in una società che ancora scredita il femminismo rappresentandolo come un movimento anti-uomini. Bisogna partire da giovani a rifiutare la morale paternalista che ancora ritiene la logica della chiave e della serratura, che premia le donne quando assolvono esclusivamente il ruolo di madri, che colpevolizza la vittima e non lo stupratore e che riserva differenti paghe lavorative in base al sesso. La mentalità patriarcale limita tutti i generi e oggi più che mai è necessario comprendere il concetto d’intersezionalità, trattandolo in diversi tipi di pellicole, dal drammatico al coming of age, per arrivare a un cinema più inclusivo per tutti.

Note positive

  • Tematiche attuali e inclusive
  • Sceneggiatura efficace

Note negative

  • Dinamiche tipiche della commedia adolescenziale
  • Prove attoriali mediocri

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