Hospital Dumpster Divers (2020). Il futuro dell’uomo

Recensione di Hospital Dumpster Divers, il cortometraggio fantascientifico presentato in anteprima al Trieste Science+Fiction Festiva 2020
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Locandina di Hospital Dumpster Divers

Hospital Dumpster Divers

Titolo originale: Hospital Dumpster Divers

Anno: 2020

Genere: Horror

Paese: Norvegia

Casa di produzione: Åtselfilm

Durata: 25 min

Regia: Anders Elsrud Hultgreen

Sceneggiatura: Anders Elsrud Hultgreen

Soggetto: Anders Elsrud Hultgreen

Fotografia: Geir M.V. Andersen

Montaggio: Anders Elsrud Hultgreen

Musiche: Martin Isak Bråthen

Attori: Sturla Alvsvåg, Thomas Aske Berg, Ingar Helge Gimle, Monika Solheim, Linda Tveiten

Informazioni sul corto e dove vederlo in streaming

Hospital Dumpster Divers, per la regia di Anders Elsrud Hultgreen, è un film horror fantascientifico presentato in anteprima italiana al Trieste Science + Fiction Festival del 2020, in un edizione all’insegna della pandemia da Covid-19.

Trama di Hospital Dumpester

In un ospedale in cui si smaltiscono rifiuti organici e tossici, un operatore di nome Rasmus, dopo essere stato istruito dal manager dell’istituto riguardo ai Comandamenti del Riciclaggio, si trova a dover affrontare una creatura mutante nata dagli stessi rifiuti che sembra voler punire gli umani.

Frame di Hospital Dumpster Divers
Frame di Hospital Dumpster Divers

Recensione di Hospital Dumpster Divers

Scorrendo i titoli delle opere in concorso al Trieste Science+Fiction Festival, colpisce la quantità di prodotti che uniscono fantascienza e horror, generi spesso confinanti che si sono coniugati nel modo più significativo nel cinema di Cronenberg.

In Videodrome (1983), la contaminazione tra essere umano e apparecchio tecnologico esprime in senso mcluhaniano la mutazione interna dell’uomo quando nella società è introdotta una nuova tecnologia. Hultgreen, in Hospital Dumpster Divers, procede in modo analogo ma con sostanziali ribaltamenti: la contaminazione avviene infatti tra l’uomo e i rifiuti prodotti dall’uomo stesso, rifiuti che sono indistintamente organici e tossici. L’uomo, che è appunto il responsabile di tali rifiuti – fisiologicamente di quelli organici e intellettualmente di quelli tossici – parossisticamente riconosce nella creatura mutante un figlio, che nutre con il cibo dell’essere umano del futuro, ovvero pillole ansiolitiche. Angoscia e orrore sembrano quindi essere il destino dell’uomo di oggi, che si ritroverà da una parte indottrinato in quella che sembra a tutti gli effetti una religione del riciclaggio e dall’altra attaccato e infine contaminato dai rifiuti che lui stesso ha prodotto.

In conclusione

Visivamente il film riflette il proprio contenuto: l’estetica del trash e dello splatter, come lo stesso Cronenberg è stato in grado di fare, è realizzata con eleganza, la grafica dei titoli e le sembianze del mutante ricordano il cinema horror di serie B degli anni ’60 ma la fotografia e la regia, così come le tematiche, sono decisamente attuali e originali.

Note positive

  • Tematiche attuali e interessanti
  • Intelligente fusione di fantascienza e splatter
  • Lato visivo originale e coerente

Note negative

  • Nessuno
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cinefilanonima
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