The Haunted Swordsman (2019): una saga ancora da realizzare

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Trailer di The Haunted Swordsman

Informazioni sul corto e dove vederlo in streaming

Il regista McTurk, colui che si è occupato degli effetti speciali di Jurassic Park, nel 2019 realizza un cortometraggio d’animazione “The Haunted Swordsman” proiettato durante il Brooklyn Horror Film Festival e al Trieste Science + Fiction Festival 2020.

Trama di The Haunted Swordsman

In questo epico film di pupazzi realizzato a mano, ambientato in un mondo di demoni e fantasmi, un samurai solitario e il suo strano compagno, una testa mozzata maledetta, cercano vendetta.

Recensione di The Haunted Swordsman

“Un solitario pupazzo samurai cerca vendetta”: questa la descrizione del film, che già desta perplessità dal momento che tutti i personaggi del film sono pupazzi – nello specifico marionette ispirate al teatro Bunraku – e quindi appare fuorviante sottolineare il fatto che il protagonista sia appunto un pupazzo. La trama e l’ambientazione del film, inoltre, sono decisamente fantasy e non hanno niente a che vedere con il genere sci-fi cui il festival di Trieste è dedicato.

Il film lascia in generale perplessi, dal momento che si tratta evidentemente del primo capitolo di una saga non ancora realizzata e non di un’opera compiuta: presentato come cortometraggio autonomo, il film lascia un senso di incompiutezza e quasi di sconcerto, poiché finisce proprio quando la trama vera e propria sembra iniziare. Il fatto che la saga vera e propria debba ancora essere realizzata impedisce di analizzare la trama con cognizione di causa, ma già dal primo episodio si può apprezzare la commistione di diversi elementi mitologici. Il folklore più evidentemente ripreso è quello giapponese, che non traspare solo dall’ambientazione ma anche dall’etica che guida il samurai e dall’uso stesso delle marionette Bunraku. Si possono tuttavia trovare riferimenti anche alla mitologia greca: l’antro del Monaco Nero ricorda la grotta della Sibilla, la strega guardiana un misto tra Cerbero e una Gorgone e il viaggio che intraprende il protagonista si configura come un’Odissea. A proposito di Odissea, un’altra mitologia presente nell’opera è quella prettamente cinematografica del “viaggio dell’eroe”, teorizzata da Jospeh Campbell ma già riscontrabile in gran parte delle narrazioni popolari: l’entrata nel “mondo straordinario” dell’eroe, episodio che dovrebbe innescare la trama vera è propria, è tuttavia il finale del film, anche se il viaggio all’interno della caverna del Monaco Nero e i personaggi incontrati dal samurai sembrano far decisamente parte di un mondo in cui l’eroe ha già iniziato il suo cammino.

Frame di The Haunted Swordsman (2019)
Frame di The Haunted Swordsman (2019)

In conclusione

“Il Pupazzo Samurai” è un’opera intrigante, ma alcuni elementi come la descrizione fuorviante del protagonista come pupazzo e la struttura incompleta del film lasciano perplessi. La trama fantasy, arricchita da influenze mitologiche giapponesi e greche, mostra promesse interessanti ma risulta confusa. La decisione di presentare il film come un cortometraggio autonomo, che in realtà è il primo capitolo di una saga non ancora sviluppata, genera frustrazione nel pubblico, poiché la storia sembra appena iniziare quando finisce. Mentre gli appassionati di universi fantastici potrebbero apprezzare gli spunti offerti, chi cerca una trama completa potrebbe rimanere deluso.

Note positive

  • Interessante ripresa di più mitologie e in particolare del folklore giapponese

Note negative

  • Episodio totalmente inconcludente senza il seguito della saga
  • Animazioni non sempre convincenti
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cinefilanonima
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