I morti rimangono con la bocca aperta (2022): un film respingente – Roff17

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I morti rimangono con la bocca aperta

Titolo originale: I morti rimangono con la bocca aperta

Anno: 2022

Nazione: Italia

Genere: drammatico

Casa di produzione: Boudu, Passepartout, Eddie Saeta S.A.

Distribuzione italiana:

Durata: 1h 24min

Regia: Fabrizio Ferraro

Sceneggiatura: Fabrizio Ferraro

Fotografia: Fabrizio Ferraro

Montaggio: Fabrizio Ferraro

Musiche:

Attori: Olimpia Bonato, Domenico D’Addabbo, Fabio Fusco, Emiliano Marrocchi, Antonio Sinisi

Trailer italiano de I Morti rimangono con la bocca aperta

Alla Festa del Cinema di Roma 2022 è stato presentato “I morti rimangono con la bocca aperta”, pellicola dell’italiano Fabrizio Ferraro, autore apprezzato all’interno del circuito festivaliero internazionale. I suoi precedenti sei film sono stati tutti distribuiti in Italia e trasmessi all’interno della programmazione di “Fuori Orario”.

Trama de I morti rimangono con la bocca aperta

Appennino centrale. Il paesaggio innevato è testimone della fuga di quattro
partigiani braccati. Mentre vagano nella tormenta in cerca di un riparo, incontrano una giovane ragazza.

Clicca qui se vuoi leggere le dichiarazioni del regista del film

Fotogramma del film i morti rimangono con la bocca aperta
Fotogramma del film i morti rimangono con la bocca aperta

Recensione de I morti rimangono con la bocca aperta

Appare evidente guardando il film di Ferraro come dietro vi sia una ricerca stilistica fortemente inseguita dall’autore. L’idea su cui si poggia l’opera è chiara: “I morti rimangono con la bocca aperta” vuole infatti essere un film d’immagini, un’esperienza audio-visiva che cerca di essere totalizzante per lo spettatore, che dovrebbe perdersi nella neve insieme ai quattro protagonisti.

Se l’idea di partenza potrebbe quindi essere apprezzabile risulta abbastanza incomprensibile la realizzazione pratica che mai, nemmeno per un istante, riesce a catturare l’attenzione di chi guarda. Al contrario una serie di scelte estetiche e registiche (un bagliore bianco che domina l’inquadratura illuminandola totalmente, le figure umane fuori fuoco) che nelle intenzioni autoriali dovrebbero trascinare lo spettatore in un vortice di sensazioni non fanno che allontanarlo continuamente, facendo percepire il film come un’opera distante, fredda e del tutto priva di spessore.

Scena del film I I morti rimangono con la bocca aperta
Scena del film I morti rimangono con la bocca aperta

Non paga la scelta di Ferraro di affidarsi alle immagini essendo queste eccessivamente stranianti e in ogni caso monotone. I dialoghi sono ridotti al minimo, così come la successione di eventi è praticamente nulla. A conti fatti l’opera di Ferraro risulta respingente per chi vi si approccia e non si riesce a comprendere il motivo di una scelta cinematografica così radicale se l’effetto che alla fine si ottiene è opposto (si cerca l’immersione totale dello spettatore nell’esperienza ma in realtà si riesce solo ad allontanarlo). Persino il contesto storico e sociale (ovvero i partigiani in fuga) sembrano semplici informazioni che non hanno poi alcun riscontro pratico nella narrazione.

Scena del film I I morti rimangono con la bocca aperta
Scena del film I morti rimangono con la bocca aperta

In conclusione

Forse chi riuscirà a entrare nel mood ricercato da Ferraro coglierà maggiori sfumature nella sua opera che però a molti altri risulterà vuota e priva di qualsiasi spessore, figlia di un autore che sembra si sia perso in un’idea cinematografica di cui si può anche apprezzare il coraggio in astratto ma che poi nella pratica ha portato a un film maldestro e per nulla riuscito.

Note positive

  • Apprezzabile in astratto il coraggio di portare avanti una scelta cinematografica radicale….

Note negative

  • ….scelta cinematografica radicale che poi nella pratica non funziona in nessun aspetto, portando a un film freddo e basato in fin dei conti sul nulla
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Marco D'Agostino
Marco D'Agostino

Nasco nel 1998, inizio fin da bambino ad amare il cinema, arte che mi permetteva di proiettarmi in mondi e storie lontane.
Da allora guardo continuamente film, provenienti da ogni parte del mondo, di ogni genere e epoca.
Amo perdermi nell'immaginario di Wong Kar Wai e ho continuamente in mente il cinema di Terrence Malick.
Mi piacciono anche tanti film brutti che eviterò di citare.

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