Il castello invisibile (2022). Bullismo, solitudini e il lupo.

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Trailer de Il Castello Invisibile

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Anime Factory, l’etichetta di proprietà di Plaion Pictures che rappresenta l’apice dell’offerta anime, sia cinematografica che home video, ha distribuito, come evento speciale al cinema per tre giorni consecutivi, l’11, 12 e 13 settembre 2023, il lungometraggio anime intitolato “Il Castello Invisibile” di Keiichi Hara. Questo film è stato prodotto dal rinomato studio d’animazione giapponese A-1 Pictures, celebre per opere come Sword Art Online, Blue Exorcist, Seven Deadly Sins e altri titoli di grande successo. La pellicola si basa sull’omonimo romanzo bestseller di Mizuki Tsujimura, vincitore del prestigioso Japan Booksellers’ Award nel 2018, e ha ricevuto una candidatura nel 2023 al Japan Academy Prize, il quale è l’equivalente giapponese degli Oscar, nella categoria “Miglior film di animazione”. All’uscita nel dicembre 2022, il film ha ottenuto un notevole successo al botteghino in Giappone, incassando oltre un miliardo di yen, pari a circa 7,3 milioni di dollari, e mantenendo una presenza costante nella Top 10 per sei settimane consecutive.

Trama de Il Castello Invisibile

Era una giornata come tante per Kokoro, una giovane timida e solitaria. Tutto cambiò quando, nel suo angolo tranquillo, uno specchio nella sua cameretta si rivelò essere un portale verso un mondo misterioso e affascinante. Attraversandolo, si ritrovò all’interno di un castello incantato sospeso su una scogliera in mezzo all’oceano. Qui, si unì a sei ragazzi coetanei, anch’essi misteriosamente trasportati in quel luogo magico. Il custode del castello, noto come il “Venerabile Lupo”, svelò loro un segreto: all’interno del castello giaceva una chiave magica in grado di esaudire qualsiasi desiderio. Tuttavia, solo uno dei sette prescelti avrebbe avuto la possibilità di realizzare il proprio desiderio, con una conseguenza importante: se uno di loro avesse deciso di farlo, tutti avrebbero perso la memoria di quella straordinaria avventura, come se quel castello incantato non fosse mai esistito. Di fronte a questa scelta cruciale, cosa decideranno i sette ragazzi?

I personaggi de Il Castello Invisibile (2022)
I personaggi de Il Castello Invisibile (2022)

Recensione de Il Castello Invisibile

“Il Castello Invisibile” rappresenta una fedele trasposizione del romanzo omonimo, immergendoci nelle tematiche centrali del cinema anime e nell’universo adolescenziale. L’opera si concentra sul mondo della scuola e affronta un tema cruciale e purtroppo diffuso come il bullismo. Quest’ultimo emerge come protagonista nella storia, raccontandoci di un gruppo di personaggi presi di mira dai loro compagni di classe. Questi ragazzi affrontano la profonda solitudine interiore, dovuta alla sensazione di essere diversi e non accettati, portando alcuni di loro a interrogarsi sul significato della vita stessa, come accade a un personaggio chiave all’interno del film “Il Castello Invisibile”.

Al contempo, la narrazione non si limita al tema del bullismo ma esplora le sfide dell’adolescenza in un contesto prettamente fantasy – drammatico, offrendo un’analisi approfondita delle difficoltà reali affrontate dai giovani. Quest’approccio, caratteristico del romanzo e del film di Keiichi Hara, noto regista di opere acclamate come Colorful (2010) e Miss Hokusai (2015), si distingue per una sceneggiatura potente che dà profondità e complessità ai personaggi. La protagonista indiscussa de “Il Castello Invisibile”, Kokoro Anzai, è presentata con autenticità, senza ricorrere a cliché. Kokoro, una ragazza timida, si ritrova a non riuscire più ad affrontare il mondo esterno a causa di eventi traumatici che la hanno profondamente scossa. Questi eventi, progressivamente svelati nel corso della storia, l’hanno portata a chiudersi in sé stessa e a isolarsi. Kokoro si ritrova confinata in casa, evitando la scuola e trascorrendo gran parte del suo tempo in solitudine. All’interno del mondo incantato, a differenza degli altri ragazzi, si trova in difficoltà nell’interagire con loro senza timori, nutrendo paura di non venire accettata dal gruppo, proprio come avviene nella sua routine. La storia si focalizza sul suo percorso di crescita sia all’interno del “castello” che nel mondo reale. Le dinamiche nel regno magico e le interazioni con gli altri sei ragazzi la spingono a cercare di trasformare la propria esistenza. Tra gli altri personaggi, particolarmente interessanti sono le vicende di Akiko Inoue e Rion Mizumori, due figure che giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo della trama e che non possiamo svelarvi per non rischiare di rovinarvi la visione con alcuni spoiler.

La potenza di questo film non risiede prettamente nel suo aspetto visivo, con un tratto dell’animazione e del disegno che richiamano lo stile di Keiichi Hara visto in “Colorful“. Tuttavia, in “Il Castello Invisibile”, l’immagine è pervasa da una luminosità particolare, soprattutto nelle scene più fiabesche, a differenza di Colorful. Ma la vera forza di questo lungometraggio risiede nell’abilità della sceneggiatura. Essa si distingue per la capacità di intrecciare una storia coinvolgente, che affronta l’aspetto psicologico dei personaggi attraverso un genere che mescola fantasia e dramma. Il film presenta in modo poetico, sensibile ed elegante le fragilità e le sfide affrontate dai ragazzi giapponesi del XXI secolo, evitando l’uso della retorica e mostrando una varietà di problematiche in maniera autentica.

Come già evidenziato sopra, l’aspetto psicologico emerge come uno degli elementi chiave che sottolineano la profondità emotiva dei personaggi e il contesto in cui si sviluppa la storia. Ogni personaggio è dipinto come una figura ferita, desiderosa di liberarsi dalle proprie sofferenze e di trovare un luogo sicuro dove esprimersi senza timore di essere giudicati. Il castello, oltre a essere un rifugio dalla realtà esterna, rappresenta una sorta di ‘zona protetta’ emotiva, offrendo conforto e comprensione a chi vi entra, come vedremo nello sviluppo dei legami tra i sette personaggi. Tuttavia, questa stessa ambientazione sicura può trasformarsi in una prigione emotiva, intrappolando i personaggi in un ciclo che impedisce loro di superare i propri traumi, creando, per alcuni, un mezzo per scappare dai loro problemi reali, divenendo una vera ancora di salvezza. L’importanza dell’aspetto psicologico si riflette nella credibilità della narrazione, poiché riflette le sfide emotive reali affrontate dalle persone nella vita quotidiana. Il film e ovviamente il romanzo sottolinea la cruciale necessità di cercare aiuto quando necessario, evidenziando l’importanza di dialogare con qualcuno che rispetti i tempi e le esigenze di chi sta attraversando momenti difficili, senza giudicare.

Una delle principali pecche di questa storia, presente anche nel romanzo originale, è il suo sviluppo finale. Mentre la trama affascina emotivamente e tiene incollati gli spettatori con un coinvolgente climax, la spiegazione della soluzione e della magia del castello appare improvvisa e poco plausibile. Eventi cruciali si susseguono senza un solido collegamento narrativo, causando una certa incoerenza e lasciando diversi interrogativi irrisolti. Questa conclusione, sebbene offra un’emozionante risoluzione ai conflitti interiori dei personaggi, rischia di risultare troppo magica presentando alcuni errori di verosimiglianza. Sembra che alcuni dettagli cruciali siano stati trascurati o forzati, compromettendo la coerenza e la credibilità dell’intera storia.

Fotogramma de Il Castello Invisibile (2023)
Fotogramma de Il Castello Invisibile (2023)

In conclusione

“Il Castello Invisibile” rappresenta un’opera che affronta con maestria temi complessi dell’adolescenza, come il bullismo e le sfide personali, immergendosi in un mondo fantasy coinvolgente. Tuttavia, nonostante la profondità emotiva dei personaggi e il coinvolgimento del pubblico, la conclusione della trama risulta essere un punto di debolezza. Sebbene offra una risoluzione emozionante ai conflitti interiori dei protagonisti, la spiegazione della soluzione e della magia del castello appare improvvisa e poco plausibile. Questo aspetto compromette la coerenza e la credibilità della narrazione, lasciando diverse domande irrisolte e risultando disconnesso dal resto della storia, pur mantenendo un impatto emotivo significativo.

Note positive

  • Affronto del bullismo e delle sfide dell’adolescenza: Il film esplora in modo profondo e sensibile il tema del bullismo e le difficoltà affrontate dagli adolescenti, offrendo un’analisi ricca e coinvolgente.
  • Approccio realistico e senza retorica: La narrazione evita cliché, rappresentando con autenticità e sensibilità le fragilità e le sfide emotive dei personaggi adolescenti senza ricorrere alla retorica.

Note negative

  • Sviluppo finale poco plausibile: Nonostante l’emozionante climax, la spiegazione della soluzione e della magia del castello appare improvvisa e poco plausibile, con eventi cruciali che risultano poco collegati, compromettendo la coerenza della narrazione.
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 890

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