Killers of the Flower Moon (2023). Un buon Scorsese prigioniero di sé stesso.

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Trailer di Killers of the Flower Moon

Informazioni sul film e dove vederlo

Killers of the Flower Moon, opera del Maestro statunitense Martin Scorsese, è stata presentata in anteprima il 20 maggio al Festival del Cinema di Cannes 2023. Anche per questa pellicola, il regista si è affidato a una troupe composta soprattutto da affezionati collaboratori.

Fra essi, lo sceneggiatore Eric Roth, fra i cui lavori troviamo Dune (2021), Forrest Gump (1994) e Insider – Dietro la verità (1999). Vi è anche Robbie Robertson, al suo ultimo lavoro, che ha sapientemente coniugato ai canti tradizionali indiani delle musiche blues che richiamano quegli anni.

Il lavoro è tratto dall’omonimo best seller di David Grann. Leonardo DiCaprio avrebbe dovuto interpretare il ruolo dell’agente del Bureau Tom White, prima della modifica della sceneggiatura. Il film sarà sugli schermi italiani a partire dal 19 ottobre 2023 e verrà proposto da Apple Tv+.

Trama di Killers of the Flower Moon

Siamo negli Stati Uniti degli anni Venti del secolo scorso. La tribù indiana degli Osage diventa ricca grazie alla scoperta di giacimenti petroliferi, posti nel sottosuolo della loro riserva.

Da quel momento, gli Osage iniziano a diventare preda di uomini senza scrupoli che vogliono mettere le mani su tale ricchezza. Una serie di morti, a volte violente a volte inspiegabili, che porta il Bureau of Investigation di J. Edgar Hoover a fare le opportune indagini. Gli agenti di quello che diventerà il più noto FBI troveranno i responsabili e li porteranno a processo.

La narrazione si intreccia alla storia di amore – e avidità – fra Ernest Burkhart, consigliato dall’avido zio William “King” Hale, e la ricca Mollie, appartenente alla tribù Osage.

Recensione di Killers of the Flower Moon

Il nuovo film di Martin Scorsese è in linea con la cinematografia che il Maestro americano propone da diversi anni. Film oltre le due ore di proiezione, storia narrata sul filo dell’epopea e cast di eccellenze. Certo è che Killers of the Flower Moon risultaun’opera decisamente più complessa rispetto a The Irishman (2019) o The Wolf of Wall Street (2013), dove il racconto rimane avvincente e sempre sul filo della tensione.

Del resto, il regista era ben consapevole della difficoltà di quest’opera, tanto che è arrivato a metterla in discussione e a riscriverla per evitare di fare un classico film su bianchi americani che narrano una storia sugli indiani nativi d’America.

La costruzione di Killers of the Flower Moon

Il filo narrativo non è stato il solo punto di partenza di Scorsese, bensì era consapevole di voler inserire nel progetto due suoi attori feticcio, Leonardo DiCaprio e Robert De Niro. Queste scelte hanno decisamente identificato il film, facendogli assumere un aspetto che non è propriamente riconoscibile in Scorsese.

La trama narra la vicenda degli indiani Osage che, improvvisamente ricchi per il ritrovamento di petrolio, incominciano ad essere uccisi. Questa storia si lega a quella dell’amore, veritiero o per comodo, fra Ernest e Mollie. La storia viene decisamente ben rappresentata, sotto l’aspetto tecnico. Nulla si può eccepire alla fotografia ben calibrata di Rodrigo Prieto, ai costumi calzanti di Jacqueline West e alla musica ricercata e d’effetto di Robbie Robertson.

Killers of the Flower Moon - Lily Gladstone Robert De Niro e Leonardo DiCaprio
Killers of the Flower Moon – Lily Gladstone, Robert De Niro e Leonardo DiCaprio

Il montaggio di Thelma Schoonmaker è preciso e attento, rendendo i passaggi di inquadratura sempre gradevoli e non asettici. Martin Scorsese sa decisamente a chi affidarsi e guida bene la sua troupe.

Una perfezione intrappolata

Questo meccanismo è, però, fin troppo perfetto e ha portato il regista statunitense a cadere in due trappole. La prima è proprio la storia. La volontà del regista di non farla diventare una banalità e di dargli una valenza sociale e politica lo ha fatto fagocitare dal racconto stesso.

Martin Scorsese in una intervista a Hintustan Time

Leo mi ha chiesto: “Dov’è il cuore della storia?”. Ho risposto che il cuore è davvero nella storia d’amore tra Ernest e Mollie. Ma se ci fossimo concentrati su questo, avremmo dovuto stravolgere la sceneggiatura su cui avevamo lavorato per anni. Quindi è stata una rielaborazione completa della sceneggiatura.

La sua ossessione che la rappresentazione non rimanesse una semplice esposizione di eventi ma che si fosse dentro la situazione lo ha portato a perdere il ritmo incalzante che avrebbe potuto avere. I momenti di ritrovo degli Osage, le conversazioni fra le sorelle, le immagini fotografiche elaborate come fossero documenti d’archivio, la riproposta del massacro di Tulsa.

Tutto ciò è funzionale a una poetica di fondo ma inficia sul resto della narrazione. Tale lentezza diventa più evidente a causa delle oltre tre ore di durata del film. Per quanto sia tutto ben fatto, alla fine rischia di perdere gli spettatori meno preparati. Del resto, Scorsese sembra ben conscio di questo limite e lo mantiene nonostante Apple Tv+ sia fra le produttrici del film e che Killers of the Flower Moon passerà inevitabilmente sulle OTT.

Due protagonisti ingombranti

L’altra trappola sono stati gli attori protagonisti. Nonostante Scorsese conosca perfettamente De Niro e DiCaprio, in questa pellicola si è ritrovato incastrato dalle loro superbe interpretazioni, che hanno marchiato la pellicola più di quanto abbia fatto la regia in sé.

Killers of the Flower Moon - Robert De Niro e Leonardo DiCaprio in una scena del film
Killers of the Flower Moon – Robert De Niro e Leonardo DiCaprio in una scena del film

Robert De Niro interpreta il cattivo, quel William “King” Hale che, da buon politico corrotto, cerca in tutti i modi di impossessarsi degli appezzamenti di terreno indiani. Ruolo che l’attore italo-americano calza alla perfezione anche se, per chi lo segue da anni, alcune sue movenze diventano delle riprese da vecchi personaggi. Ciò non inficia sul ruolo, che viene reso egregiamente.

Leonardo DiCaprio, per contro, fagocita la storia e la fa sua sotto tutti i punti di vista. Lo sciocco militare Ernest Burkhart, soggiogato dagli eventi e dallo zio “King” Hale, non rimane un personaggio alla Forrest Gump. Ernest riesce ad assume una connotazione più sfaccettata, combattuto anche per l’amore verso la moglie. Una capacità interpretativa, quella di DiCaprio, che il regista conosce molto bene.

Martin Scorsese in una intervista a Deadline

Il bello di Leo, ed è il motivo per cui lavoriamo insieme così spesso, è che va lì. Va in questi posti strani che sono così difficili e contorti, e attraverso la convoluzione, in qualche modo c’è una chiarezza che raggiungiamo. E di solito è nell’espressione, nel suo volto, nei suoi occhi. […] C’è qualcosa nel suo viso che la macchina da presa fissa, nei suoi occhi. […] È molto interessante quello che succede dietro gli occhi. È tutto lì.

Il ridimensionamento inevitabile

De Niro e DiCaprio sono così ingombranti che mettono in ombra sia la trama che gli altri attori. La Mollie interpretata da Lily Gladstone rimane intrappolata in una compostezza eccessiva, espressa soprattutto durante la morte dei familiari. E anche Jesse Plemons, l’agente Tom White del Bureau, non riesce ad esprimere appieno le proprie potenzialità. Ruolo che avrebbe dovuto essere interpretato dallo tesso DiCaprio, nella stesura iniziale della sceneggiatura.

Killers of the Flower Moon - Lily Gladstone e Leonardo DiCaprio in un frame
Killers of the Flower Moon – Lily Gladstone e Leonardo DiCaprio in un frame

I due attori sono anche agevolati dal fatto che le prime due ore della narrazione sono tutti incentrati su di loro e gli avvenimenti che porteranno poi al processo. Epilogo che non viene sviluppato bensì liquidato in maniera troppo sbrigativa. In compenso, fa piacere rivedere sul grande schermo attori come John Lithgow e Brendan Fraser, anche se in parti minori.

In conclusione

Martin Scorsese è un Maestro del cinema e sa fare benissimo il suo mestiere. Muove la macchina da presa come solo un professionista d’esperienza è in grado di svolgere. Vederlo nel cameo finale diventa un momento iconico. Killers of the Flower Moon è un film più che buono ma non agevole per spettatori abituati a prodotti molto più immediati. Men che meno a chi è abituato a vedere il gran cinema davanti alla televisione.

Note positive

  • Ottima interpretazione di DiCaprio
  • Macchina filmica eccellente
  • Storia da grande cinema

Note negative

  • Narrazione a tratti lenta
  • Film fagocitato da storia e interpreti
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Renato Soriano
Renato Soriano

Mi occupo di spettacolo ed eventi culturali dal lontano 1991. Nasco come attore per diventare poi regista e autore teatrale. I miei studi mi hanno portato a specializzarmi verso la rappresentazione omonormativa nel cinema, italiano e non. Inoltre, sono ideatore del progetto TeatRealtà, legato alla consapevolezza delle nuove tecnologie usando il teatro come realtà.

Articoli: 39

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