Christmas Bloody Christmas (2022). Il revenge movie per natale

Revisiona, trama e cast del lungometraggio Christmas Bloody Christmas (2022). Un natale alquanto oscuro
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Trailer di Christmas Bloody Christmas

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Originariamente pensato come un remake alla rinomata serie di film horror natalizi “Silent Night, Deadly Night” del 1984, il lungometraggio “Christmas Bloody Christmas” del 2022 è stato scartato dalla saga durante la fase di scrittura a causa delle divergenze narrative. Tuttavia, ciò non ha impedito la realizzazione di questa pellicola americana a tema natalizio, sceneggiata durante il periodo della pandemia COVID-19. La pellicola porta la firma di Joe Begos, noto regista e sceneggiatore, già autore di altre opere eclettiche nel genere horror come “Bliss” (2019) e “VFW – Veterani di guerra” (2019).

Joe Begos – Tratto da Nocturno

Avevo sempre covato il desiderio di girare un remake di “Silent Night, Deadly Night” , perchè la mia adolescenza è coincisa con l’inizio degli anni duemila, quando esplose la moda dei rifacimenti: e se mai fossi diventato un regista, mi dicevo, il film che avrei voluto girare, più di ogni altro, era il classico Natale di sangue. […] Capitò che chi detenevano i diritti di “Silent Night, Deadly Night” mi chiesero di provare a mettere nero su bianco l’idea del remake. Scrissi un trattamento di poco più di una decina di pagine, che era esattamente il film che avrei girato. Loro però lo rifiutarono, poiché lo ritenevano troppo distante dalla storia dell’originale e quindi temevano che i fan si potessero incazzare. Insomma, dopo questo rifiuto, è iniziata la pandemia e durante l’isolamento, siccome mi annoiavo, ho ripreso in mano quel trattamento e l’ho sviluppato. 

I protagonisti di questo film includono Riley Dandy, nota per le sue interpretazioni in “A Hollywood Christmas” del 2022 e “Interceptor” del 2022, insieme a Sam Delich, riconosciuto per i suoi ruoli in “FDS: Royal Flying Doctor Service” del 2021 e “Spiderhead” del 2022. L’attore Abraham Benrubi veste i panni di Babbo Natale. Girato a Placerville, California, il film ha avuto un’uscita speciale nei cinema statunitensi il solo 9 dicembre 2022, contemporaneamente al suo debutto sulla piattaforma di streaming Sudder. In Italia il film è uscito direttamente in Home video grazie a Midnight Factory dal 21 dicembre 2023.

Trama di Christmas Bloody Christmas

La notte della vigilia di Natale, Tori (interpretata da Riley Dandy), proprietaria di un negozio di dischi e non particolarmente incline allo spirito natalizio, si ritrova in compagnia del suo dipendente Robbie, il quale nutre dei sentimenti per lei. I due trascorrono la serata in un vortice di alcol e discussioni animate che spaziano dalla musica al cinema. Mentre girovagano per la città, fanno visita al vicino negozio di giocattoli, dove i loro amici Jay e Lahna stanno celebrando la vigilia. All’interno del negozio, si trova un Babbo Natale robotico, ideato e messo in vendita dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti destinato però a essere ritirato dal mercato a causa di difetti diffusi nella realizzazione di questi robot natalizi.

Dopo alcuni drink e risate, il gruppo si separa: Jay e Lahna rimangono nel negozio per trascorrere la serata insieme, mentre Tori e Robbie si dirigono verso un pub nelle vicinanze. Tuttavia, la situazione prende una svolta inaspettata quando il Babbo Natale robotico, all’interno del negozio di giocattoli, si attiva improvvisamente con intenti omicidi. Armato di un’ascia, il robot uccide brutalmente Jay e Lahna. Successivamente, esce dal negozio e individua da lontano Tori e Robbie appena usciti dal pub. Il suo nuovo obiettivo diventa quindi l’uccisione dei due ragazzi. Riusciranno Tori e Robbie a sfuggire alla furia omicida del Babbo Natale robotico?

Frame di Christmas Bloody Christmas
Frame di Christmas Bloody Christmas

Recensione di Christmas Bloody Christmas

Joe Begos – Tratto da Nocturno

È una specie di film natalizio anti-natalizio. Io non ho una famiglia. Non ho figli, non sono sposato o cose del genere. Quindi, festeggiare il Natale, per me, una volta cresciuto e allontanandomi dalla mia famiglia, significava e significa andare da qualche parte insieme ai miei amici. Mi piace l’estetica del Natale e mi piace la tradizione di uscire con gli amici in questo periodo, quando tutto è chiuso. E volevo, appunto, fare un film mettendomi dal punto di vista di alcuni “sporchi metallari” che non hanno radici, proprio perché mi sono trovato in quella condizione per un buon decennio. Quindi, ho cercato di portare nel genere un po’ la mia storia. 

Per coloro che disprezzano il tradizionale Natale fatto di dolcezza e convenzioni, c’è “Christmas Bloody Christmas”, un film che ribalta gli stereotipi natalizi, presentando Babbo Natale come un crudele mostro, un Terminator spietato deciso ad eliminare chiunque si trovi sul suo cammino. Joe Begos ha rimescolato elementi fondamentali di “Silent Night, Deadly Night”, introducendo una dimensione più fantascientifica e horror nella storia. Qui non c’è un Santa Claus in carne ed ossa, ma un Babbo Natale Robotico che si attiva all’interno di un negozio di giocattoli, seminando morte tra coloro che incrociano il suo percorso.

In “Christmas Bloody Christmas”, Babbo Natale assume le sembianze di un Terminator: spietato, quasi impossibile da distruggere, mosso da una folle ossessione. Questa ossessione si concentra su Tori, la protagonista del film, che diventa il bersaglio principale di questo assassino robotico. Il motivo di questa ossessione resta oscuro, ma il Babbo Natale meccanico insegue Tori senza tregua, che si trovi in città, nella sua auto, a casa o persino protetta dalla polizia. L’androide spietato la raggiunge sempre, intrecciando con lei una lotta brutale fino all’ultimo respiro. È evidente, dunque, come questo horror natalizio si inserisca, per certi versi, nel genere dei film di vendetta (Revenge Movie): Tori, una comune proprietaria di un negozio di musica, desiderosa solo di trascorrere una serata tranquilla la vigilia di Natale, all’insegna del sesso, si ritrova catapultata in un mondo di sangue, costretta a combattere per la propria sopravvivenza.

In questo lungometraggio, Joe Begos dimostra la sua abilità nella regia e nella sceneggiatura, con alti e bassi, creando una pellicola dal marcato stile Pulp che si distingue per un’imponente fotografia. Le luci al neon pervadono l’ambiente, alternando la “realtà del momento”, vedesi le scene esterne, a un’atmosfera natalizia caratterizzata da una predominante illuminazione rossa e blu. Queste tinte cromatiche si adattano al ritmo narrativo, cambiando in base alla situazione. La regia e il montaggio del film risultano intensi, quasi frenetici, con alternanze di scene che conferiscono un notevole dinamismo narrativo. L’opera ci immerge con passione nel dinamismo del genere slasher, evidenziato anche dalla singolare combinazione di scene: dalla fusione/alternanza di momenti sessuali a scene di omicidi, creando un contrasto unico e funzionale. Lo stesso accade nell’alternanza tra la scena del bar, in cui Tori e Robbie conversano animatamente e bevono, e quella dell’omicidio, avvenuto all’interno dello stesso locale. Creando una dicotomia piuttosto interessante e accattivante, che dà un tono autoriale all’opera filmica.

A livello stilistico e di design, considerando il suo status di b-movie a basso budget, i meriti visivi degli effetti speciali di “Christmas Bloody Christmas” vanno riconosciuti. Sebbene vi siano un paio di istanze in cui la finzione diventa evidente, come nella scena della morte di uno dei vicini di casa di Tori, nel complesso il film, girato in 16mm, offre un comparto effettistico gradevole. La realizzazione degli effetti speciali è artigianale, un elemento che, combinato con lo stile visivo, richiama il fascino degli horror degli anni ’80. Questa scelta non è affatto un difetto, ma aggiunge al film un’atmosfera nostalgica, che ben si confà con il suo lato citazionisitoco dei classici b-movie.

Il design di Babbo Natale è notevole e memorabile, specialmente nel finale del film, in cui lo vediamo più come un robot Terminator che come la classica figura di Santa Claus. Il robot assassino, interpretato da Abraham Benrubi per gran parte della pellicola, si distingue per un’eccellente performance attoriale. Il suo volto, particolarmente nei primi piani e negli sguardi, appare privo di emozioni, quasi gelido e meccanico. Anche nei movimenti, Benrubi offre un lavoro di grande precisione, trasmettendo l’essenza di un essere metallico. La resa creativa nella costruzione del robot, soprattutto nella scena finale, è notevole, regalandoci un’iconica creazione mostruosa, soprattutto nei suoi ultimi attimi, quando lo vediamo con quei suoi raggi verdi inquietanti.

Tra citazione e sceneggiatura

Una caratteristica evidente della sceneggiatura è la sua verbosità, che pervade per metà del lungometraggio. Alcuni appassionati dello slasher potrebbero percepire “Christmas Bloody Christmas” come lento nell’avviare gli omicidi e le scene di sangue, che compaiono solo dopo quaranta minuti. Questo è in parte vero, ma la forza di questo film risiede nella presentazione dettagliata dei personaggi e nel tempo dedicato a stabilire le basi della trama successiva. Nella prima parte del film, seguiamo Tori e il suo dipendente mentre girano brevemente per la città, trascorrendo del tempo nel negozio di musica e, sopratutto, in un pub. Fin dall’inizio, il pubblico è consapevole che presto farà la sua comparsa il Babbo Natale Robotico con le sue scene di violenza. Il regista gioca con questa anticipazione, creando una serie di sequenze in cui il robot appare poco o nulla, concentrando invece l’attenzione su dialoghi prolissi incentrati su sesso, musica e cinema. Attraverso questo dialogo intenso tra i due personaggi principali, il film esplora ampiamente temi legati alla cultura pop, con numerose citazioni musicali di band alternative rock e film dell’horror cinematografico come “Cimitero Vivente“, “La Bambola Assassina”, “Black Christmas”, “The Blair Witch Project”, “Hellraiser“, “Alien“. Emergono anche discussioni sui sequel e sul loro valore rispetto ai predecessori. Inoltre, il regista inserisce attraverso i protagonisti una critica decisa ai film prodotti dalla Blumhouse, con Tori che afferma: “i film della Blumhouse fanno schifo“. Invece a livello musicale, il film presenta una serie di brani dal suono heavy synth, in parte reminescenti dello stile di John Carpenter. La colonna sonora svolge un ruolo significativo nella creazione dell’atmosfera e del ritmo, aggiungendo un senso di adrenalina alle varie scene.

I primi quaranta minuti del film sono dominati da scene non sanguinolente, mentre nella seconda parte la narrazione cambia drasticamente, con gli omicidi che prendono il posto della prolissa verbalità. Se la prima parte ha funzionato in modo efficace, le sequenze degli omicidi hanno degli alti e bassi, non riuscendo sempre a mantenere un ritmo incalzante quando la protagonista rimane sola sullo schermo. La sfida tra la macchina e l’essere umano, focalizzata nell’atto finale, si presenta interessante, ma la regia manca nel creare il giusto pathos. È evidente come l’abilità del regista – sceneggiatore spicchi maggiormente nella scrittura della storia e nella resa dialogica piuttosto che nella direzione vera e propria, specialmente quando la sceneggiatura diventa minimale e tutto resta in mano alla regia. Il ritmo funziona bene quando abbiamo un gruppo di personaggi in scena, con scelte stilistiche e posizionamenti della telecamera coinvolgenti. Tuttavia, quando Tori si trova da sola, il ritmo cala e le scelte di posizionamento della cinepresa diventano meno ispirate.

Tori - Christmas Bloody Christmas
Tori – Christmas Bloody Christmas

In conclusione

Christmas Bloody Christmas è un buon film non convenzionale nel panorama dei film natalizi, trasformando Babbo Natale in un Terminator spietato e sanguinario, mentre la protagonista, Tori, si trova intrappolata in un incubo di morte e vendetta. Joe Begos, con maestria registica e una sceneggiatura incisiva, crea un’atmosfera pulp attraverso una fotografia accattivante e citazioni cinematografiche e musicali che arricchiscono il dialogo. Sebbene la prima metà sia incentrata su un’estesa costruzione dei personaggi, la tensione è ben orchestrata in attesa dell’ingresso del mostro meccanico, mentre la seconda metà vede un aumento degli omicidi, anche se la regia talvolta perde ritmo quando la protagonista è sola in scena. Nonostante qualche incertezza nell’esecuzione, il film rimane un audace esperimento che mescola horror e iconografia natalizia, offrendo un’esperienza provocatoria e unica per gli spettatori avventurosi.

Note positive sul film:

  • Innovazione nel genere natalizio: Il film offre un’interpretazione innovativa del classico tema natalizio, trasformando Babbo Natale in un personaggio oscuro e spietato, cambiando i canoni tradizionali.
  • Atmosfera visiva e stilistica: La pellicola sfrutta efficacemente una fotografia che gioca con luci al neon, colori rossi e blu, creando un’atmosfera distintiva e inquietante, adattando uno stile visivo tipico degli anni ’80.
  • Effetti speciali suggestivi: Nonostante il budget limitato, i effetti speciali del film risultano suggestivi e contribuiscono a rendere il design di Babbo Natale iconico e memorabile.

Note negative sul film:

  • Tempo di attesa per l’azione: Alcuni potrebbero trovare il tempo impiegato per entrare nel vivo della trama e delle scene sanguinolente (circa i primi quaranta minuti) un po’ prolungato e potenzialmente noioso.
  • Cambio di ritmo: Dopo la prima parte più verbosa, la sequenza degli omicidi potrebbe perdere in intensità e ritmo, specialmente quando la protagonista rimane da sola sulla scena.
  • Scarsa gestione della tensione: Non sempre la regia riesce a mantenere un costante senso di tensione nelle scene più cruciali, compromettendo l’effetto emotivo in alcuni momenti.
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 923

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