Il Pentavirato (2022): quando il no-sense incontra il genio

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Il Pentavirato

Titolo originale: The Pentaverate

Anno: 2022

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: commedia, avventura

Casa di ProduzioneNetflix

Distribuzione: Netflix

Ideatore: Mike Myers

Stagione: 1

Puntate: 6

Attori: Mike Myers, Jennifer Sauders, Jeremy Irons, Keegan-Michael Key, Ken Jeong, Lydia West, Gregory Hoyt, Daniel Booroff, Nicklas Kingo.

Teaser Trailer Sub-Ita della Serie Tv Netflix “Il Pentavirato”.

“Il Pentavirato non deve mai essere nominato”.

cit. Membri del Pentavirato

Trama de Il Pentavirato

La nuova serie originale Netflix, vede protagonista Mike Myers (interprete di ben otto personaggi tra quelli presenti). La storia ruota attorno a Ken Scarborough, un giornalista canadese in crisi. Alla ricerca di una storia per mantenere il suo lavoro nella tv locale, incappa nella notizia di un’organizzazione segreta chiama Pentavirato. Nata nel 1347, dopo che i suoi membri erano stati condannati eretici dalla chiesa per aver scoperto le vere cause scientifiche della peste, l’organizzazione e i suoi membri vivono in incognito. Un giorno Ken, mandato a Dubrovnik, si immerge in un mondo diverso ed è suo compito portare alla luce questa verità. Se inizialmente tutto parte come un’indagine per un nuovo scoop del giornalista, presto si ritroverà con la possibilità di salvare il mondo, anche se la regola è che il Pentavirato non deve mai essere nominato!

Recensione de Il Pentavirato

Ci troviamo di fronte ad un prodotto al coltempo geniale quanto no-sense, un mix quasi indescrivibile che alterna avventura, comicità ed un filo di black-humor tutto mascherato e messo in scena dalle doti comiche di Mike Myers.

Negli anni, il comico canadese è stato l’inventore di Austin Power e diciamo che le bizzarre avventure che si ritrova ad affrontare Ken (personaggio principale della serie) ricordano moltissimo l’azione mostrata nei film del “Mai più moscio”, lasciando spesso lo spazio a battute ricche di doppi sensi, che faranno storcere il naso a spettatori alla ricerca di qualcosa di più “originale”.

Myers, come già fatto diverse volte nei suoi progetti, coinvolge anche in questo nuovo prodotto firmato Netflix, alcuni dei suoi amici (vedi Rob Lowe e Jeremy Irons) per parlare di una delle piaghe della nostra società, che tra virus e guerra inizia a prendere sempre più piede: il complottismo.

Per fare ciò si avvale di questa organizzazione fittizia chiamata Pentavirato fondata nel 1347, quando cinque individui che avevano identificato la causa della peste bubbonica furono esiliati dalla Chiesa e decisero di agire in segreto per il bene dell’umanità. La loro missione arriva fino ai giorni nostri, sempre a fin di bene, al contrario di altre entità segrete. I cinque membri attuali sono tutti interpretati da Mike e a differenza di altri prodotti che lo vedono protagonista, qui è del tutto evidente e ciò non trasmette l’effetto ricercato nello spettatore.

La nuova miniserie del colosso americano, a differenza di molti show già presenti sulla piattaforma, non si lascia sopraffare dal politicamente corretto e così Myers può dare libero sfogo alla creatività spaziando attraverso molti temi, senza perdere di vista quello centrale: la politica e le sue criticità. Se dapprima, il personaggio di Ken si pone l’obiettivo di indagare sul Pentavirato e sulle cospirazioni che si celano al suo interno, una serie di eventi lo porterà dalla parte opposta. Inizierà a difendere l’organizzazione quando capirà che il male sta al di fuori, tra quelli che i complottisti stessi definirebbero “Poteri Forti”.

Non si tratta sicuramente di uno show innovativo, nonostante la storia sia alquanto originale e ben architettata. Le battute spesso non portano al risultato sperato, anzi cadono nel banale e rovinano una storia che poteva rendere molto meglio sullo schermo. Il comico, scomparso dalla scena da un po’ di anni, cerca di tornare alla ribalta con uno show fresco e in streaming, ma ci sentiamo di affermare che i suoi tempi migliori siano ormai passati o semplicemente la società attuale non trova più divertenti storie alla “mai più moscio”. Sarà forse arrivato il momento di abbandonare la scena?

Netflix prova a metterci del proprio, arricchendo la serie con citazioni direttamente dal mondo del Sottosopra, a cui lo show regala anche un omaggio durante la sigla del quarto episodio. Cita diverse star di Hollywood, Hilary Duff, Nelson Mandela e chi più ne ha più ne metta; addirittura in un episodio cita sé stesso presentandoci quello che dovrebbe essere il CEO della piattaforma in uno sketch di qualche secondo.

In conclusione

Il prodotto in sé non è da bocciare completamente, ma con le dovute accortezze, poteva essere qualcosa di coinvolgente per tutto il pubblico (anche per i pochi che non conoscono Myers e il suo genere di comicità). Preferisce invece limitarsi agli spettatori nostalgici, alla ricerca di battute vecchio stile che hanno scelto di restare negli anni ’90.

“I disonesti vengono sempre scoperti. Un lupo resta sempre un lupo”.

cit. Jean De La Fontaine

Note Positive

  • Alcune battute ben architettate
  • Politicamente scorretto
  • Storia intrigante

Note Negative

  • Diversi ruoli interpretati da Mike Myers
  • Stile moderno ma per un pubblico di altri tempi
  • A volte fin troppo citazionista

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