Io e Spotty (2022): incontro di giovani solitudini

Io e Spotty

Titolo originale: Io e Spotty

Anno: 2022

Nazione: Italia

Genere: Commedia

Casa di produzione: Mompracem con Rai Cinema

Distribuzione: Adler Entertainment

Durata: 97 minuti

Regia: Cosimo Gomez

Sceneggiatura: Luca Infascelli, Cosimo Gomez

Fotografia: Francesca Amitrano

Montaggio: Federico Maria Maneschi

Musiche: Pivio, Aldo De Scalzi

Attori: Filippo Scotti, Michela De Rossi, Paola Minaccioni, Violetta Zironi, Alessia Giuliani, Laura Dondoli, Rosa Canova

Trailer del film Io e Spotty

Io e Spotty è una commedia, dai toni a tratti drammatici, del 2022, seconda opera cinematografica di Cosimo Gomez con protagonisti Michela De Rossi e Filippo Scotti, giovane attore reduce dal successo del film candidato all’Oscar di Paolo Sorrentino, E’ stata la mano di Dio.

Il film, in concorso al Taormina Film Festival, è in uscita nelle sale italiane il 7 luglio 2022.

Trama di Io e Spotty

Eva è una ragazza di venticinque anni che vive a Bologna da fuorisede; frequenta l’università, ma fa fatica a completare il percorso per via dei suoi disturbi di ansia che le provocano spesso violenti attacchi di panico. Per non gravare economicamente sulla madre, trova un lavoro da dog sitter. Così incontra Matteo, anche lui molto giovane, che lavora come animatore di cartoni animati: incarica Eva di prendersi cura del suo cane, Spotty. Eva scoprirà che il cane di cui deve prendersi cura è in realtà un travestimento dello stesso Matteo.

Recensione di Io e Spotty

I prodotti audiovisivi, a partire dal cinema fino ad arrivare alla moltitudine di serie televisive prodotte negli ultimi anni, vedono narrazioni che spesso ruotano attorno a una delle fasi più difficili, e sicuramente tra i più interessanti da raccontare, della vita di un essere umano: l’adolescenza. Molto meno raccontata però è la fase immediatamente successiva, altrettanto difficile e interessante, poiché anch’essa ricca di cambiamenti e nuove sfide da affrontare. La vita dei giovani adulti, nella società odierna molto più che in quella d’ieri, è possibile considerarla come una seconda adolescenza, fase della vita in cui regna la confusione dettata dall’insicurezza nei confronti del futuro, sempre più incerto, e sempre più dominato dalle ansie del nuovo mondo. Sarebbe davvero interessante vedere una maggiore rappresentazione dei giovani adulti del nostro tempo, forse ancora troppo ignorata dal cinema e dalla serialità. E’ proprio quello che tenta di raccontare Cosimo Gomez, con straordinaria delicatezza e attenzione, distante da qualsiasi giudizio, non avendo timore di prendere in considerazione anche la narrazione dei disturbi dell’ansia e della personalità.

Fotogramma di Io e Spotty

Citando opere cinematografiche originali e peculiari come Frank di Lenny Abrahamson e Lars e una ragazza tutta sua di Craig Gillespie, Io e Spotty ha lo stesso interesse d’indagine, come in queste pellicole, delle frustrazioni e stravaganze dell’animo umano, delle sue difficoltà di relazione con l’altro; ha la volontà di narrare le maschere che ogni persona è costretta a indossare, puro istinto di sopravvivenza dettato da un mondo in cui regna il conformismo e una linearità della vita da percorrere. L’intento di questo film è proprio quello di narrare cosa accade quando la vita non riesce a seguire quei binari, quando il percorso è accidentato, il momento della resa dei conti con sé stesso, la realizzazione che quella programmazione dell’esistenza sta eccessivamente stretta: l’epifania che getta via la maschera.

Filippo Scotti in una scena del film

L’intento va oltre la narrazione, che viene fatta in maniera naturale ma senza inutili approfondimenti (poiché non necessari rispetto a ciò che vuole raccontare il regista), dei disturbi dell’ansia che affliggono Eva, la nostra protagonista, e ancor meno dei disturbi della personalità di cui soffre Matteo. Esse vengono considerate come delle caratteristiche dei personaggi, delle diversità che fanno parte del loro percorso, che con la giusta consapevolezza data dal lavoro con sé stessi e l’incontro con l’altro, con la persona in grado di capirti e accompagnarti, possono essere assorbite, e superate. Sono le relazioni benefiche, l’amore e l’aiuto dato dalle persone giuste, i veri argomenti centrali di questo film: il rapporto che Matteo ed Eva lentamente instaurano, come anche l’importanza che qui viene giustamente data alla terapia, e dunque al rapporto che la protagonista ha con la sua psicologa. Una pellicola che apre uno spiraglio nella vita di due giovani persone, che si sentono sconfitte e perse a causa dei problemi che faticano ad affrontare; il loro incontro sarà salvifico affinché ritrovino le loro strade, o ne trovino di nuove, più adatte a loro (ma questo è un dettaglio che non ci è dato sapere, e che il film non ha l’intento di raccontare).

E’ l’incontro di due solitudini quello di Matteo ed Eva, così affaticati dal processo di accettazione di loro stessi, nell’elaborazione e sublimazione di qualcosa (come nel caso di Matteo, un lutto) nella difficoltà di far comprendere agli altri il loro disagio, nella frustrazione di dover rispettare le aspettative altrui. Sarà l’autentico contatto con l’altro a innescare un reale processo di crescita e consapevolezza.

Filippo Scotti e Michela De Rossi in una scena del film

In conclusione

Io e Spotty è un film differente dalla tipica commedia italiana che lo spettatore può immaginare: con delicatezza e realismo, e il tocco giusto di romanticismo, riesce ad affrontare argomenti ostici e complessi senza far risultare la fruizione difficoltosa. Riesce dunque a coniugare il piacere della visione tipica della commedia romantica, alla profondità e riflessione data dall’importanza degli argomenti trattati, arricchite da performance commoventi.

Note positive

  • Performance degli attori
  • Sceneggiatura e scrittura dei personaggi
  • Regia

Note negative

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