Io sono Babbo Natale: un finale d’oro per Gigi Proietti

Io sono Babbo Natale

Io sono Babbo Natale

Titolo Originale: Io sono Babbo Natale

Anno: 2021

Paese: Italia

Genere: Commedia

Produzione: 3 Marys Entertainment, Lucky Red, Rai Cinema

Distribuzione: Lucky Red

Durata: 95 min

Regia: Edoardo Falcone

Sceneggiatura: Edoardo Falcone

Produttori: Andrea Occhipinti

Fotografia: Maurizio Calvesi

Montaggio: Luciana Pandolfelli

Musica: Michele Braga

Attori: Marco Giallini, Gigi Proietti, Barbara Ronchi, Antonio Gerardi

Trailer del film Io sono Babbo Natale

Io sono Babbo Natale è il terzo lungometraggio del regista e sceneggiatore romano Edoardo Falcone, dopo Se Dio vuole (2015) e Questione di karma (2017). Questa commedia natalizia vede come protagonisti Marco Giallini (Perfetti sconosciuti, Tutta colpa di Freud, ACAB – All Cops Are Bastards) e Barbara Ronchi (Mondocane, Padrenostro, Luna Nera) e Gigi Proietti (Pinocchio, Febbre da Cavallo, La Tosca), essendo questo l’ultimo lavoro cinematografico dell’attore prima della sua scomparsa nel 2020.

Io sono Babbo Natale è stato presentato tra i film di pre-apertura della 16° edizione della Festa del Cinema di Roma e arriverà al cinema il 3 novembre 2021, distribuito da Lucky Red.

“Gigi (Proietti) era diventato come un padre e non stava bene. Si vedeva, ma non credevo che stesse così male. Quando scattava il motore, si alzava come uno di vent’anni, e vederlo ridere dietro le quinte per me era un onore. Ringrazio chi mi ha permesso di fare questo lungometraggio perché mi ha permesso di diventare amico di Gigi.”

Marco Giallini (Ettore in Io sono Babbo Natale)

Trama de Io sono Babbo Natale

Ettore Magni (Marco Giallini) è un ex detenuto che conduce un’esistenza disperata, priva di stimoli e irrequieta. Finito in prigione a causa di una rapina, l’uomo non ha mai tradito i suoi complici, tenendo i nomi per sé. I suoi legami familiari sono totalmente inesistenti, infatti dopo essersi lasciato con la sua compagna Laura (Barbara Ronchi), non hai mai conosciuto la figlia avuta da lei. La sua unica prospettiva per il futuro è quella di continuare a fare quello che ha sempre fatto: rubare.

È propri durante uno dei suoi furti che giunge nella dimora di Nicola Natalizi (Gigi Proietti), un adorabile signore che non ha nulla di valore in casa sua. L’unica cosa importante che può dare a Ettore è un’informazione sulla sua identità: Nicola afferma di essere il vero Babbo Natale. Il rapinatore non crede alle parole dell’uomo che ha di fronte, ma ancora di più stenta a credere all’esistenza di Babbo Natale.

Recensione de Io sono Babbo Natale

Il Natale si avvicina e con sé i film che parlano o sono ambientati in questo periodo dell’anno. Io sono Babbo Natale del regista Edoardo Falcone è uno di questi, ma si differenzia per almeno due motivi: il primo è che il Natale non è sotto minaccia di nessuno (come succede spesso in tanti lungometraggi del genere), e secondo, il film esce un mese prima delle feste per omaggiare l’indimenticabile Gigi Proietti che un anno fa (2 novembre) ha lasciato la vita terrena.

Con una carriera prevalentemente da sceneggiatore, Falcone dirige e scrive una commedia natalizia che, anche se può assomigliare a delle commedie di Natale statunitensi degli anni Ottanta e Novanta, non si ispira a nessun film in particolare, come afferma lo stesso regista. Questa è una storia originale di Falcone, il cui protagonista Ettore Magni (interpretato da Marco Giallini), figlio di due sbandati, ce l’ha da bambino con Babbo Natale visto che a Natale non ha mai ricevuto dei regali. Dinanzi a questa realtà, il bambino Ettore fa la promessa di essere “diverso” da Babbo Natale quando diventerà grande e, invece, oggigiorno Ettore è un ex detenuto appena uscito di prigione dopo una grande rapina. Una volta libero, lui cerca Mauro (Antonio Gerardi), il capo di allora, per chiedergli la ricompensa per non aver rivelato i nomi dei suoi complici. Mauro decide di non dargli neanche un soldo e lo fa riempire di botte da altri membri della gang.

Ettore si trova così senza soldi, ma praticamente anche in condizioni da senzatetto perché neanche la sua ex Laura (interpretata da Barbara Ronchi) perchè né lo vuole né gli permette di vedere e di tenera la figlia, che lui non vede più dal momento in cui è andato in galera, quando lei era ancora una neonata. C’è solo un’anima pietosa che inizia ad aiutare Ettore mentre lui dorme in una panchina. Si tratta di un anziano di nome Nicola Natalizi (Gigi Proietti) che gli lascia dei soldi. È così Ettore insegue Nicola fino a casa sua, in cui dopo cerca di rubargli delle cose. L’anziano gli dice di non avere niente di valore perché gli assicura di essere Babbo Natale. Molto incredulo, Ettore accetta di fargli da assistente, almeno per non stare per strada.

Nella semplicità della sua trama e anche della sua regia, Io sono Babbo Natale nasconde delle tematiche che sicuramente meritano di essere messe in risalto ogni tanto, soprattutto nel mondo di oggi sempre più individualista e di breve memoria, come sarebbe il fatto di agire in maniera disinteressata e diventare un dono per gli altri, senza voler ricevere per forza qualcosa in cambio. Il bambino che ogni adulto dovrebbe custodire dentro di sé e il bisogno di essere amato e di non aggrapparsi al passato per cambiare vita sono altri messaggi che emergono in questo film commuovente quanto divertente.

“Solo un adulto che è rimasto bambino può diventare Babbo Natale.”

Nicola Natalizi (Gigi Proietti) Cit. Io sono Babbo Natale

La magia della leggerezza intelligente

Io sono Babbo Natale è, indiscutibilmente, un film molto nostalgico essendo questa l’ultima e stupenda interpretazione di Gigi Proietti sul grande schermo, ma è anche una commedia che non scommette su battute banali e volgari che spesso capita di sentire al cinema.

In questo senso, il lavoro di scrittura di Edoardo Falcone si distingue più della sua regia limitata al “sufficiente”. In qualità di sceneggiatore, lui è riuscito a costruire una storia semplice con intelligenza, dialoghi ben fatti e momenti di comicità sana veramente divertenti, aggiungendo un tocco speciale di romanità ai due personaggi principali Nicola ed Ettore. Una scelta non a caso visto che Falcone ha sceneggiato il film avendo sempre in mente Gigi Proietti e Marco Giallini per questi ruoli che entrambi gli attori hanno saputo cogliere a pieno.

La chimica creata tra il cast in generale è stupenda, compresa Barbara Ronchi nei panni di Laura. Certamente, il Gigi che dà vita a questo Babbo Natale ormai diventato romano è colui che risalta di più per la tenerezza e raffinatezza che gli ha donato a questa figura rinomata del Natale.

Un altro pregio di questo film sono gli effetti speciali e visivi, tutti ben riusciti e che aggiungono quel tocco di magia, soprattutto per quanto riguarda il personaggio di Babbo Natale e nella sequenza in cui lui vola la slitta sopra diverse città europee come Roma, Parigi e Londra, regalando anche delle belle panoramiche. Il comparto tecnico – artistico si completa con un ottimo lavoro di fotografia, scenografia e canzoni preesistenti, in armonia con l’atmosfera della storia.

Il risultato è un film caloroso e leggero, non ambizioso ma che soddisfa nel suo proposito: intrattenere e far riflettere sul Natale come un periodo di crescita interiore e di bontà verso il prossimo. È così come Io sono Babbo Natale oltre a riscaldare i cuori, rappresenta un addio degno di Gigi Proietti, perché rispecchia non solo il suo ineguagliabile talento, ma anche la sua umanità.

“Agire in maniera disinteressata. Questo è il grande gesto dell’Universo.”

Nicola Natalizi (Gigi Proietti) Cit. Io sono Babbo Natale

NOTE POSITIVE

● Tono e atmosfera del film.

● Interpretazioni.

● Effetti speciali e visivi.

● Scenografia.

● Colonna sonora.

NOTE NEGATIVE

● Potrebbe sembrare una commedia natalizia già vista.

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