La Jetée (1962): un cortometraggio visionario

La Jetée

Titolo originale: La Jetée

Anno: 1962

Paese: Francia

Genere: Fantascienza

Casa di Produzione: Argos Films, Radio-Télévision Française

Distribuzione: Ripley’s Home Video

Durata: 27 minuti

Regia: Chris Marker

Sceneggiatura: Chris Marker  

Fotografia: Jean Chiabaut, Chris Marker

Montaggio: Jean Ravel

Musiche: Trevor Duncan

Attori: Hélène Chatelain, Jean Negroni

Trailer originale del corto

Cortometraggio fantascientifico del 1962 nato dalla mente del visionario regista francese Chris Marker, che anticipa e tratta temi tipici del genere fantascientifico quali viaggi nel tempo e futuro post-apocalittico.

Il cortometraggio è disponibile sulla piattaforma streaming di MUBI.

Trama del cortometraggio La Jetée

Un bambino si trova al molo d’imbarco dell’ aeroporto di Parigi ed assiste all’omicidio di un uomo, un evento che rimarrà indelebile nella sua memoria. Qualche tempo dopo scoppia la Terza guerra mondiale e la superfice di Parigi diventa inabitabile a causa delle radiazioni rilasciate dagli ordigni nucleari. I sopravvissuti, ormai costretti a rifugiarsi nei sotterranei della città, capiscono che l’unica possibilità per salvare le sorti dell’umanità è tornare indietro nel tempo per cambiare il corso della storia ed impedire la catastrofe. Il bambino presentato all’inizio dell’opera, ormai cresciuto, sarà scelto per compiere questa importantissima missione.

Recensione del cortometraggio La Jetée

La Jetée è sicuramente il più noto e grandioso film del regista francese Chris Marker, che dà alla luce un opera fantascientifica innovativa e sperimentale sia sul piano tecnico che narrativo. Tecnicamente il cortometraggio si presenta come una sorta di fotoromanzo, realizzato esclusivamente da fotografie fisse passate in sequenza e accompagnate dalla voce narrante di Jean Negroni. Quello che sorprende è come in pochi minuti Marker ci introduca in un universo estremamente cupo e distopico, caratterizzato però non solo dal dolore e dall’ angoscia ma anche dall’amore e speranza. Le immagini, molte delle quali sono ispirate al grande cinema di quegli anni come ad esempio quello hitchcockiano, sono tutte estremamente immersive ed emotivamente coinvolgenti. Il soggetto del film, che ha ispirato molti registi tra cui il grande Terry Gilliam per la realizzazione de L’esercito delle 12 scimmie, è tutt’oggi attuale e largamente utilizzato. Nota di merito anche alla colonna sonora, che esalta e dona grande drammaticità ai vari frame dell’opera. Nulla da dire poi sul finale, inaspettato e grandioso per la messa in scena.

Si consiglia a tutti la visione di questo cortometraggio sperimentale, troppo poco conosciuto, ma che rimane essere un dei migliori che il cinema europeo ricordi e che nonostante i sessanta anni da poco compiuti continua ad essere elogiato dalla critica e fonte di ispirazione per molti cineasti.


“Questo film strano e poetico, un misto di fantascienza, favola psicologica e fotomontaggio, crea nei suoi modi peculiari una serie di immagini bizzarre dei paesaggi interiori del tempo”

— J. G. Ballard

Note positive

  • La forte voglia di sperimentazione da parte del regista
  • Il soggetto
  • La colonna sonora

Note negative

  • /

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