She-Hulk: Attorney at Law (2022): mediocrità per l’ennesima serie Marvel

Condividi su
She-Hulk: Attorney at Law (2022) locandina

She-Hulk: Attorney at Law

Titolo originale: She-Hulk: Attorney at Law

Anno: 2022

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: avventura, azione, commedia, fantascienza, legal drama, supereroi

Casa di Produzione: Marvel Studios

Distribuzione: Disney+

Ideatore: Jessica Gao

Stagione: 1

Puntate: 9

Durata delle puntate: 30-38min

Regia: Kat Coiro, Anu Valia

Fotografia: Florian Ballhaus, Doug Chamberlain

Montaggio: Stacey Schroeder, Jamie Gross, Zene Baker, Tim Roche

Musica: Amie Doherty

Attori: Tatiana Maslany, Jameela Jamil, Ginger Gonzaga, Mark Ruffalo, Josh Segarra, Tim Roth, Benedict Wong, Renée Elise Goldsberry, Jon Bass, Charlie Cox

Trailer italiano della serie She-Hulk: Attorney at Law (2022)

Ultima serie tv, di questa tormentata fase 4, prodotta dai Marvel Studios e Kevin Feige basata sull’omonimo personaggio dei fumetti Marvel: She-Hulk. Composta da nove episodi, tutti completamente disponibili sulla piattaforma di Disney+, la serie si propone come una commedy legal drama dove ad interpretare la protagonista verde sarà Tatiana Maslany, già vincitrice di un Emmy per il suo ruolo nella serie Orphan Black.

Bruce e Jennifer - She-Hulk: Attorney at Law (2022)
Bruce e Jennifer – She-Hulk: Attorney at Law (2022)

Trama She-Hulk: Attorney at Law (2022)

La serie racconta le vicende di Jennifer Walters un avvocato, specializzato in casi legali per superumani, che vive una complicata vita data dai suoi nuovi superpoteri che la rendono una Hulk. Tra gli imprevisti della vita da single e il dover convivere con i suoi nuovi poteri, Jennifer riuscirà a recuperare la normalità che caratterizzava la sua vita prima di diventare una Hulk?

Jennifer Walters - She-Hulk Attorney: at Law (2022)
Jennifer Walters – She-Hulk: Attorney at Law (2022)

Recensione She-Hulk: Attorney at Law

La fase quattro, di quello che è ormai diventato l’universo condiviso più grande e prolifico della storia del cinema moderno e dell’intrattenimento, è stata sicuramente la più complicata per il Marvel Cinematic Universe. Continuare a scaturire interesse nello spettatore anche dopo la chiusura di un ciclo durato più di dieci anni con Endgame non è affatto facile, se poi ci mettiamo le difficoltà che la pandemia ha generato all’interno dell’industria dello spettacolo la sfida è ancora più ardua. Ma perseverando con il proprio scopo Kevin Feige e i Marvel Studios stanno continuando a sfornare prodotti su prodotti sia per il grande che per il piccolo schermo.

Lo sbarco delle serie tv Marvel è iniziato nel 2021 con la messa in onda di WandaVision e da quel momento sono continuate ad uscire sempre più serie per espandere la lore di questo universo. Che siano serie tv o miniserie di personaggi già visti (The Falcon and the Winter Soldier, Loki e Hawkeye) o che servano per introdurre nuovi personaggi (Moon Knight e Ms. Marvel) questi prodotti sono quasi tutti accumunati da un grande problema: che le buone premesse, messe in scena nei primi 2/3 episodi, non vengono mantenute per tutto il resto della stagione e questa nuova She-Hulk: Attorney at Law (2022) né è ancora una volta la conferma.

She-Hulk - She-Hulk: Attorney at Law (2022)
She-Hulk – She-Hulk: Attorney at Law (2022)

Premesse non mantenute

Come è da prassi, ormai, dopo qualche episodio la serie arriva ad un punto, quasi fatale ormai, dove non riesce più a continuare la narrazione in modo interessante. Il quarto episodio è solo il prologo della scadenza e mediocrità in cui lentamente cadrà la serie. Non solo problemi a livello di scrittura dei personaggi (soprattutto quelli secondari) ed una C.G.I. sempre più goffa e scadente, ma una vera e propria mancanza di mandare avanti la storia, soffermandosi invece sempre di più sulla difficoltà ed inadeguatezza di Jen nei panni di She-Hulk. Tematica sicuramente molto importante se non fosse che la serie affronta solo superficialmente l’argomento con una retorica ampiamente superata unito ad un femminismo troppo qualunquista, forzato e pieno di luoghi comuni che si riassume al classico “gli uomini sono tutti stronzi”.

Sin dalle prime battute la serie aveva mostrato una certa volontà del non prendersi troppo sul serio, con puntate a trama verticale con qualche accenno di quella orizzontale. Una serie che quasi non si capiva bene che cosa volesse veramente raccontare, ma che con la sua comicità bene o male si lasciava guardare senza troppe pretese. Ma le storie a lungo andare diventano noiose e senza alcuna utilità sia a livello narrativo sia per lo sviluppo dei personaggi. Storielle scadenti che girano a vuoto tentando di fare leva sulla dubbia comicità delle situazioni surreali che Jennifer deve affrontare e sulle alquanto insolite cause legali. Non basta il solito fan-service alla fine della puntata per risollevarne la qualità, ma questo è solo uno dei grandi problemi della serie.

Tra cameo e personaggi poco sviluppati

La serie ha la grande caratteristica di far apparire dentro a qualche episodio dei camei di qualche personaggio già apparso nel M.C.U. e non, senza fare spoiler, si può dire che questi camei sono tutto sommato ben riusciti. Anche se nelle loro versioni più “soft” (fatte in modo da non sbilanciare la leggerezza della serie) i personaggi mostrati sono funzionali alla trama. Purtroppo, non si può dire lo stesso della stragrande maggioranza dei personaggi secondari introdotti nella serie, uno su tutti: Titania. Il personaggio di Titania, ma non solo il suo, è l’emblema dei personaggi secondari di questa serie ovvero, delle macchiette comiche che non che non avranno nessun sviluppo col susseguirsi delle puntate, purtroppo è così, i personaggi secondari sono presentati e abbandonati a loro stessi senza alcuno sviluppo narrativo. Anche se ovviamente ci sono delle piccole eccezioni.

Non è tutto da buttare

Non tutti gli episodi sono monotoni e privi di sviluppo di una qualsiasi trama o di un qualsiasi personaggio. Due episodi in particolare sono sicuramente un fulmine a ciel sereno in tutto questo grigio. Gli episodi sette e otto sono sicuramente i migliori di tutta la serie, un esempio di qualità che dovrebbe essere la normalità per una serie del genere, ed invece è solamente l’eccezione. Episodi dove si sviluppa il personaggio di Jennifer e si riesce ad empatizzare veramente con lei e con il suo disagio dovuto al suo alter-ego, personaggi secondari come delle macchiette comiche si ma sensati all’interno della trama, discorsi legati al femminismo non qualunquisti (anche se rimangono molto superficiali), azione dinamica che intrattiene, insomma dei buonissimi episodi che fanno presagire il meglio per il finale di stagione.

Un finale verde di rabbia (Spoiler!)

Qualcuno potrebbe gridare al capolavoro o alla genialità per questo finale di stagione ricco di metanarrazione. È la stessa Jennifer che rompe la quarta parete, anche in modo interessante, definitivamente per raccontarci lei il finale di stagione della sua serie. Un finale che tenta di racchiudere l’essenza della serie non prendendosi mai sul serio e “cambiandone” il finale già scritto per adattarlo alla sua volontà. Vuole essere qualcosa di innovativo e addirittura quasi geniale farcendolo di battutine autocritiche su quello che vuole il pubblico e quello che è diventato il Marvel Cinematic Universe.

Il risultato? Niente, lo zero assoluto. Questo “finale” irriverente che vuole essere qualcosa di diverso ed innovativo va, ironicamente, a cadere nello scontato e nel banale troncando qualsiasi conclusione sensata della storia. Tutto viene deciso e cambiato da Jennifer a suo piacimento sconvolgendo e rendendo completamente inutile tutto quello che ci è stato raccontato. Tutta la, teoricamente, vera trama orizzontale diventa completamente inutile insieme alle sue valide tematiche e ai personaggi che ne concernono. Quello che fa un po’ ridere è che tutto quello che prendono in giro e criticano alla fine viene lo stesso messo in mostra, quindi è lecito chiedersi: quale è stato il senso di questa cosa? E che senso ha avuto guardare questa serie?

In conclusione

She-Hulk: Attorney at Law (2022) entra a far parte delle serie Marvel dai buoni propositi che in seguito non verranno mantenuti. Una serie poco chiara sul suo target e su quello che volesse raccontare. Una serie che è servita solo ad introdurre qualche personaggio nuovo che probabilmente servirà ad un qualche futuro progetto. Una serie vuota, con una C.G.I. imbarazzante e che non lascia assolutamente niente allo spettatore se non qualche sorriso sparso. Insomma, un altro prodotto mediocre che poteva essere molto di più ma che si vuole giustificare non prendendosi sul serio.

Note positive

  • Tatiana Maslany è perfetta per il ruolo di Jennifer Walters
  • Episodi 7-8
  • Premesse iniziali
  • Camei interessanti e gestiti bene

Note negative

  • Personaggi secondari (importanti e non) mai sviluppati e resi quasi sempre delle macchiette comiche fastidiose
  • C.G.I. quasi sempre scadente
  • Finale di stagione
  • Molti episodi vuoti senza alcun sviluppo narrativo
  • Non si capisce a che tipo di pubblico è rivolta la serie
  • Tematiche importanti mai sviscerate rimanendo superficiali
  • Dovrebbe essere una legal commedy ma paradossalmente non lo è mai
Condividi su
Stefano Rocca
Stefano Rocca

"Lei non crede che i sogni e internet siano abbastanza simili? Sono luoghi in cui si esprimono desideri repressi"
Sono un semplice ragazzo appassionato di cinema, che ne parla e ne scrive. Una storia può dare tante emozioni e sensazioni diverse. Contento per chi si ferma a leggere i miei pensieri.

Articoli: 123

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.