La stoccata vincente (2023): intenti virtuosi, risultati banali.

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Trailer de La stoccata vincente

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Presentato pomposamente per la nuova stagione produttiva di Rai Fiction, la pellicola per la regia di Nicola Campiotti sarà in onda il 24 settembre, ovviamente su Rai 1. La co-produzione Anele e Rai Cinema, con il supporto della SiciliaFilmCommission, può vantare un corposo cast formato da i seguenti nomi: Alessio Vassallo, Flavio Insinna, Elena Funari, Chiara Cavaliere, Mario Ermito, Samuele Carrino e Carlotta Ventimiglia. Fin dalla presentazione dell’opera, la produzione è il cast hanno sottolineato come il film goda di un carattere altamente formativo, considerando anche l’opera originale da cui tratto, ovvero l’omonimo romanzo autobiografico di Paolo Pizzo, La stoccata vincente (Sperling & Kupfer) scritto da Marco Videtta. Se interessati ad approfondi il modo in cui Rai Fiction ha “impacchettato” il suo nuovo prodotto, potete trovare qui il nostro reportage della conferenza stampa.

Trama de La stoccata vincente

Il film racconta una storia esemplare di sport e riscatto, tenacia e determinazione. Paolo Pizzo, due volte campione del mondo nella specialità della spada (nel 2011 e nel 2017), da bambino ha infatti dovuto affrontare la sfida più importante della sua vita, lottare contro un tumore al cervello che sembrava invincibile. Una battaglia vinta grazie anche all’appoggio e all’amore incondizionato della famiglia e soprattutto del padre, vero coach di vita oltre che suo primo insegnante di scherma.

Attraverso l’uso di flashback – dove Samuele Carrino interpreta un giovanissimo Paolo Pizzo – viene ripercorsa la vicenda sportiva e umana di un campione impetuoso, esuberante e cocciuto, nelle sue fragilità, cadute e rinascite: dall’infanzia serena con la famiglia – il padre Piero, la madre Patrizia (interpretata da Egle Doria) e la sorella Marina (Chiara Cavaliere) – bruscamente interrotta dai primi sintomi della malattia, dall’operazione e dalle cure, passando poi per l’inizio della sua carriera agonistica con l’arruolamento nell’Aeronautica Militare fino all’ingresso nella Nazionale di scherma e la consacrazione come Campione del Mondo, il 12 ottobre 2011, proprio nella sua Catania, dopo aver attraversato e superato infortuni, sconfitte, errori, crisi personali e gravi perdite. Un percorso segnato da incontri per lui fondamentali, come con il grande maestro di scherma Oleg Pouzanov (Maciej Robakiewicz), unico capace di placare le sue intemperanze, con il suo acerrimo rivale Guglielmo Visentin (Mario Ermito), talento naturale ed elegante e suo esatto opposto in pedana, e con la pentatleta Lavinia Bonessio (Elena Funari), con la quale scoprirà l’amore.

Recensione de La stoccata vincente

Una classica storia di riscatto

Una storia non solo di gloria e di successi, ma anche di fatica e dolore, iniziata sin da bambino, quando la scherma era già la passione del giovane Paolo (Samuele Carrino), coltivata sotto la sapiente guida di Piero (Flavio Insinna), padre e maestro, felice di portare il figlio ad allenarsi fin sulle pendici dell’Etna. Un’infanzia serena e apparentemente normale, trascorsa anche con la madre Patrizia (Egle Doria) e la sorella Marina (Chiara Cavaliere), turbata però da alcuni strani sintomi che a 14 anni iniziarono a colpirlo e che Paolo cercherà di nascondere finché possibile: svenimenti, capogiri, attacchi epilettici.

La diagnosi è terribile: tumore al cervello. Da lì l’operazione, la convalescenza, le prese in giro da parte degli altri bambini per la rasatura dei capelli e la cicatrice, la paura di non poter mai più tirare di scherma, di dover abbandonare i propri sogni ma soprattutto quella di non farcela a sconfiggere la malattia. Ma Paolo riesce a superare ogni cosa, grazie alla sua famiglia e soprattutto al padre, sempre al suo fianco e pronto a infondergli fiducia e forza d’animo anche nei momenti più disperati.

Fotogramma de La stoccata vincente
Fotogramma de La stoccata vincente

Le ennesime buone intenzioni non rispettate

Nicola Campiotti regista del lungometraggio ha dichiarato:

Il legame che andava formandosi con Paolo mi ha imposto di iniziare le riprese con un rigore e un trasporto incondizionato. La battaglia con la malattia, il rapporto con il padre, il legame e la scomparsa del suo maestro, l’incontro con la donna della sua vita, erano tutti elementi così radicati nella vita reale, che tutti noi abbiamo cercato di tradurli nel linguaggio cinematografico con la massima cura e il più infinito rispetto. Sul set ho focalizzato alcuni obiettivi primari: dare ritmo a un racconto che in 100 minuti doveva contenere tre decenni, proteggere e risaltare il calore emotivo di alcuni momenti particolarmente delicati, restituire l’eleganza e il dinamismo custoditi nel linguaggio non verbale della scherma.

Ascoltando le dichiarazioni della troupe e del cast si evince come la comunicazione si sia quasi completamente incentrate sul lato etico e sul carattere formativo della pellicola. Non c’è dubbio che la storia personale di Paolo Pizzo abbia una forte essenza drammatica, ma come è giusto sottolineare: una cosa è i il tema, un’altra la sua trattazione.

Il problema che affligge “La stoccata vincente”, infatti, è inerente alla rappresentazione drammatica, poiché tutti le sue “componenti” dalla prestazione attoriale, alla regia e al montaggio permangono nel limbo della mediocrità. A livello qualitativo il filmTv non è scadente, ma neanche sorprendente, non è banale ma nemmeno originale.

La sensazione che permane durante la visione è di essere d’innanzi all’ennesimo prodotto Rai “confezionato a stampino”, utile insieme a gli altri prodotti a “comporre il palinsesto” o la stagione di fiction televisive. Si è coscienti come questi lungometraggi godano degli ascolti di un certo pubblico che va accontentato, ma vien da chiedersi se un istituzione pubblica e storica come la Rai non debba orientarsi verso la produzione di opere di un livello maggiormente qualitativo per accrescere anche i gusti del pubblico “non-cinefilo”. Probabilmente la produzione audiovisiva dettata dall’indeterminatezza che caratterizza questo particola mercato non lo permette.

Frame - La stoccata vincente
Frame – La stoccata vincente

In conclusione

“La stoccata vincente” è una pellicola dal carattere medio o comunque sufficiente, non si distingue certo per le sue unicità, sia positive che negative, ma anzi rientra perfettamente in una politica di produzione Rai succube di ripetitività totalizzante.

Note Positive

  • Cast attoriale

Note Negative

  • Standardizzazione della regia, del montaggio e del profilmico


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Vittorio Lippolis
Vittorio Lippolis

Nato nel 2001, studente del dams, amante della settima arte e di tutto ciò che ruota intorno alla teoria cinematografica, critica, analisi politiche e filosofiche.

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