Leonardo (2021): un calderone rovente figlio di troppa finzione e poca realtà

Leonardo (2021): un calderone rovente figlio di troppa finzione e poca realtà 1

Leonardo

Titolo originale: Leonardo

Anno: 2021

Paese: Italia, Regno Unito, Francia, Spagna, Stati Uniti d’America

Genere: Giallo, in costume

Produzione: Lux Vide, Big Light Productions, Rai Fiction, Sony Pictures Television, France Télévisions, RTVE, Alfresco Pictures

Distribuzione: Rai 1, Rai 4K

Ideatore:  Frank SpotnitzSteve Thompson.

Stagione: 1

Puntate: 8

Attori: Aidan Turner, Matilda De Angelis, Giancarlo Giannini, Freddie Highmore, Alessandro Sperduti, James D’Arcy

TV | Leonardo, il trailer
Trailer italiano della serie

Trama della prima stagione di Leonardo

Nel 1506, Leonardo da Vinci (Aidan Turner), uno dei più famosi e apprezzati geni della sua epoca, viene accusato dell’omicidio della bella Caterina da Cremona (Matilda De Angelis). Il caso viene affidato a Stefano Giraldi (Freddie Highmore) un giovane ufficiale del Ducato di Milano in cerca della giusta occasione per ottenere una promozione. Leonardo inizia a raccontare al giovane la sua vita, dagli inizi della propria formazione all’interno della bottega di Andrea Verrocchio (Giancarlo Giannini), l’incontro e la lunga amicizia con Caterina fino ai recenti tragici eventi. Giraldi, affascinato e colpito dall’animo dell’artista e da alcuni fatti e testimonianze poco chiare, inizia a sospettare che l’artista sia in realtà innocente e teme che possa essere ingiustamente condannato a morte.

Recensione della prima stagione di Leonardo

Prodotto televisivo nato da un idea di Frank Spotnitz e Steve Thompson con l’intenzione di celebrare il genio rinascimentale che da poco ha passato il cinquecentenario (Leonardo infatti morì nel lontano 1519) e di far conoscere la sua storia alle nuove generazioni ed approfondirla alle vecchie. La serie ha però un unico grande problema, il protagonista che noi vediamo sullo schermo non è Leonardo, la parte biografica dell’artista risulta essere un mix grossolano di fatti storici reali, ed elementi di pura finzione. Partiamo subito parlando dei personaggi protagonisti dello sceneggiato. Il personaggio di Leonardo non segue minimamente quelli che erano gli elementi distintivi del carattere dell’artista, Leonardo era un uomo estremamente sicuro di sé, tanto da vedere nel suo operato come artista e come uomo di scienze una perenne lotta e confronto con Dio. Così come Dio aveva creato l’uomo, Leonardo voleva creare opere di tale bellezza, verità e perfezione da essere quasi più vive della vita stessa. Nella serie invece appare come un uomo tormentato, insicuro che trova conforto solo grazie alla sua cara Caterina da Cremona. La protagonista femminile appena citata è un personaggio di pura finzione, che sembra rimandare alla madre di Leonardo, Caterina di Meo Lippi, descritta da Giorgio Vasari come una donna di umili origini. Questa Caterina invece non solo ha il difetto di essere inventata di sana pianta, ma su di essa poggia tutta la narrazione dell’opera, in quanto tutta la serie è incentrata sul racconto che l’artista fa della sua vita all’ufficiale Stefano Giraldi dopo essere stato arrestato a Milano per l’omicidio di Caterina. Anche il giovane ufficiale è un personaggio immaginario, creato dalle penne degli sceneggiatori per poter raccontare l’investigazione di un omicidio mai accaduto che vede come vittima una donna mai esistita. Anche il contesto storico ed i personaggi di contorno risultano essere fin troppo inverosimili e romanzati.

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Leonardo e Caterina

I costumi e le scenografie non ricordano quelli di una grande produzione televisiva (per la serie infatti sono stati investiti più di 30 milioni di euro) in quanto appaiono semplici, poco dettagliati e non riescono a ben rappresentare l’Italia rinascimentale di cinque secoli fa. Anche la regia risulta essere un po’ troppo fiacca e poco ispirata, in quasi otto ore di girato non è presente nessuna scena di grande impatto, che possa in qualche modo rimanere impressa nella mente dello spettatore.

Facendo invece un analisi di genere della serie, risultano esservi alcune note positive. Il ritmo è buono, vi sono presenti molti colpi di scena, e lo spettatore risulta essere voglioso di scoprire la sorte che toccherà al protagonista ed alle vicende che lo hanno portato ad essa.

Nulla da dire sull’interpretazione dei personaggi presenti nella serie, ottime le performance di tutti gli attori tra cui spiccano Aidan Turner, Giancarlo Giannini e James D’Arcy nei panni di Ludovico Sforza. Una menzione particolare alla nostra connazionale Matilda De Angelis, che qui dimostra il suo grande talento interpretando un personaggio tormentato, in lotta tra una grande amicizia e la propria voglia di emergere e trovare il posto che gli spetta nella società.

Insomma, si fa veramente fatica a classificare questo prodotto, se lo si deve valutare come opera biografica che vuole portare cultura ci troviamo difronte ad un progetto veramente poco riuscito, se invece l’intento era quello di creare una storia affascinante, intrigante, una sorta di noir cinquecentesco allora il prodotto risulta buono ma con delle lacune abbastanza importanti ed evidenti. Probabilmente risultato migliore si sarebbe ottenuto se gli showrunner avessero creato un nuovo artista, inspirato alla figura di Leonardo, invece di utilizzare il nome di quest’ultimo per acchiappare consensi e telespettatori ancora così affascinati ed affezionati al genio italiano più famoso della storia.

Note positive

  • Interpretazioni attoriali
  • Ritmo

Note negative

  • Prodotto che crea disinformazione e sconsigliato a chi non conosce bene la vita dell’artista ed il contesto storico-culturale del tempo.
  • La sceneggiatura troppo spesso romanza la Storia e si basa su personaggi fittizi o storicamente troppo diversi rispetto alla passata realtà
  • Costumi e le scenografie
  • Regia

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